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  2. audio Chiarimenti sull’occultismo, lo spiritismo, la teosofia, il misticismo e il cristianesimo Conferenze davanti alle Sorelle, Sofia, 12 Febbraio 1920 (giovedì), ore 10 Se una Forza esistente nella Natura non è in rapporto con i nostri sensi, essa non è in grado di interagirvi. Mettiamo che avete a che fare con dei ciechi e accendete loro un fiammifero. La luce di quest’ultimo esiste per loro? No. Di conseguenza, ogni Forza che opera nella nostra Vita, se non possiamo percepirla, cioè se non possiamo percepire la sua Luce, non possiamo comprendere nemmeno la Forza stessa. Il cieco può toccare il fiammifero e dire: “Questo è un fiammifero.” Egli può pensare di capire cos’è un fiammifero, ma in realtà non ha capito niente. Questo è davvero un fiammifero, ma al suo interno c’è qualcosa di più - la luce. Se i vostri occhi possono distinguere la luce, voi aprite un libro, leggete e capite cosa vi è scritto. Dunque, quando arrivate alle Forze occulte, dovete prendere ciascuna di esse e metterla in pratica. Un allievo che dubita e dice: “Dammi la prova che questa Forza occulta esiste davvero!”, non è un allievo. Nella scuola occulta non ci sono commenti e discussioni. Essa non è una scuola per la verifica di fatti e verità. Noi non trattiamo con verità morte, ma con le verità vive del mondo. Lo spiritismo esprime un movimento dello Spirito. Esso è l’embrione delle cose, qualcosa senza ancora una forma. Per comprendere lo spiritismo dovete creare a questo embrione delle condizioni per attraversare tutte le fasi di sviluppo e formarsi. Lo spiritismo è quindi un insegnamento senza forma. La teosofia è un insegnamento per risolvere le contraddizioni nel mondo. Essa è una scienza per rappacificare l’uomo con la donna, niente di più. Quando dico rappacificare l’uomo con la donna, intendo rappacificare l’uomo con Dio. Chi crede di essere un teosofo deve conoscere questa legge - come fare pace con chi odia. C’è una discordanza tra te e Dio - la devi chiarire! Se non riesci a farlo, non sei un teosofo. Noi, le persone di oggi, con la nostra mente critica, somigliamo a quell’uomo facoltoso bulgaro (ciorbagìa) che era tanto tirchio. Egli chiamò un sarto per farsi fare degli abiti, ma siccome sapeva che questi sarti erano soliti rubare un po’, gli stava sempre accanto e osservava come ritagliava la stoffa per paura che ne tagliasse un pezzo per sé. Il sarto però, vedendo tutta questa bella stoffa, ne tagliò un pezzo grosso e disse: “Questo è per San Nicola” e lo gettò fuori. L’uomo gridò: “Che cosa fai?!” e corse a raccogliere la stoffa, mentre nel frattempo il sarto ne tagliò un pezzo più grosso e vi si mise a sedere. Dico quindi: noi, che critichiamo e stiamo attenti che non ci ingannino, rimaniamo sempre ingannati. Qualcuno lancerà un pezzo per San Nicola e quando andiamo a prenderlo, egli nasconderà un altro pezzo più grande per sé. E noi penseremo che nessuno ci ha abbindolati. Il misticismo non è una legge per ascendere, ma una legge di discesa. Il mistico non ascende, ma entra verso il Dio in lui. Egli è pericoloso per il fatto che durante la discesa non sa come effettuarla e può cadere e sfigurarsi. Ora vediamo l’occultismo: io lo paragono alle odierne scienze naturali. L’occultismo è una scienza per lo studio degli eventi sulla Terra, per lo studio dell’invisibile e non del visibile. Esso non si occupa dei mondi senza forma. Ciò che si è formato in se stesso, che ha acquisito una forma, un contenuto e un senso, questo è il campo dell’occultismo. E allora dove posizionare il cristianesimo? Pensate che esso sia una scienza? Replica di una sorella: Per favore, una spiegazione. Fate differenza tra cristianesimo e occultismo? Ciò che è riportato nel Vangelo e l’occultismo sono il medesimo insegnamento? Studiate la Natura così com’è. Nell’occultismo non c’è alcuna morale. Esso studia le cose per quello che sono, dei puri fatti. Replica: Quindi il cristianesimo è diverso? L’occultismo è una scienza per la comprensione delle Forze della natura, dell’ambito nel quale operano, come operano e come usarle. L’occultista è un realista; egli non crede, ma semplicemente interagisce con la Natura, con le cose materiali. Il mistico vive costantemente con il cuore, esamina le sue vibrazioni e tutti gli stati che esso attraversa. Dal punto di vista del cristianesimo, cristiano può essere sia il mistico, sia il teosofo, sia lo spiritista. Se però guardiamo dal lato dello Spirito nel suo senso più ampio e con tutte le sue ramificazioni, questo è già spiritismo. La pericolosità dello spiritismo sta nel fatto, che le persone si portano dentro altri embrioni, i quali in realtà sono anche nocivi per loro. Noi però, per il momento, lasceremo da parte quello che ne dicono i critici. Lo spiritismo è un movimento; la teosofia è l’appianare delle contraddizioni; il misticismo è discendere o lo si può ancora chiamare la legge del lavoro, dell’adoperarsi; l’occultismo mostra tutte le forme, secondo le quali possiamo vivere sulla Terra, esso è l’unica scienza che ci insegna come vivere e che è in grado di salvarci da tutte le sfortune; e infine, il cristianesimo è una scienza per estinguere il karma, per pagare i vecchi debiti. Se prendiamo il versetto del Vangelo che dice che Cristo ha subito i peccati del mondo, questo significa che Egli ha pagato i suoi debiti. Che cos’è il cristianesimo? È sapere pagare i debiti della gente. E chi è che può pagare i debiti? Solo il ricco. Ne consegue che il ricco può essere un cristiano e il povero non può esserlo. Replica: E la promessa che Cristo arricchisce? Essa è un credito per i cristiani, per coloro che sono accreditati da Cristo. Costoro sono commercianti con il credito altrui. Le persone odierne sono cristiani, perché Cristo è cristiano. La teosofia è una scienza per rappacificare i sessi, mentre il cristianesimo - per avvicinare e unire questi ultimi. Il cristianesimo, nel suo senso intrinseco, è una scienza per l’unione dello spirito e l’anima. Ciò che ora stanno predicando, non è il cristianesimo, lo devono modificare. Se il cristianesimo fosse come lo percepiamo noi, il mondo di ora avrebbe un altro aspetto. Ma lasceremo da parte questa questione, poiché non fa parte del nostro argomento. Ora vi chiederò: avete imparato che cos’è la sofferenza? Cominceremo con essa. Dal punto di vista dello spirito della sofferenza, noi esamineremo tutte le altre scienze – teosofia, misticismo, ecc. Su esse vi darò un’altra delucidazione. La teosofia può essere vista in sette modi. Così, anche l’occultismo e il misticismo hanno i loro lati esteriore e interiore. La società teosofica adesso comprende solo il lato esteriore – l’organizzazione. La teosofia prepara quelle forme che si possono chiamare anatomia della teosofia. Se il Figlio proviene dal Padre oppure no e tante altre diatribe, si sono avute durante i concili ecumenici. Ancora adesso il cristianesimo si caratterizza con il fatto che, se vi incontra un cristiano, vi chiede: “Tu credi nei tre aspetti di Dio?” - “Ci credo.” - “Allora sei un cristiano!” Io però chiederò: “Tu, se credi nelle tre facce di Dio, come le intendi?” Ve lo spiego io: il secondo volto di Dio è il volto dell’Amore. L’uomo e la donna, tutte le persone, devono cercare questo secondo volto – l’Amore. E anche quando parla della trinità di Dio, la gente parla di cose incomprese. I grandi Maestri che hanno scritto su questo argomento ne avevano le idee chiarissime, ma i loro allievi hanno travisato l’insegnamento. Anche lo spiritismo è un insegnamento proveniente dalla Fratellanza Bianca, ma ugualmente macchiato dagli allievi. La teosofia è un altro insegnamento mandato sempre da lassù, ma gli allievi hanno distorto pure esso. Anche l’occultismo è un insegnamento dato dalla Fratellanza Bianca, ma di nuovo, in esso ci sono occultisti sia bianchi, sia neri. Il misticismo è disonorato pure, così come il cristianesimo. Voglio essere chiaro: quando un prete o un vescovo indossa i paramenti, la stola e la corona, celebra il rito del matrimonio e dice: “Pagami tot”, io lo chiamo un mago nero. Il mago bianco lavora senza essere pagato. Se una giovane si veste in maniera attraente, pensando di ammagliare un giovane, anche ella è una maga nera. Se un giovane si fa bello per sedurre una giovane è ugualmente un mago nero. Se un avvocato o un giudice si serve della legge per accusare qualcuno, egli è un mago nero. In realtà, gli occultisti, così come i teosofi, i mistici e i cristiani, devono suddividersi in bianchi e neri. Qualcuno dirà: “Io sono un teosofo.” Da quali teosofi fai parte - i bianchi o i neri? - “I bianchi.” Allora possiamo intenderci. - “I neri.” Manterrò la mia opinione personale. Cosa importa se siete spiritisti, teosofi, mistici o cristiani - se siete dei neri, il mondo ne è pieno. I venti milioni, caduti nella guerra di adesso, dimostrano che cristianesimo è quello di oggi. Non sto dicendo che ha colpa il cristianesimo, la colpa è dei cristiani neri. A noi occorre una corretta comprensione dell’occultismo: di scendere nella sofferenza fino in fondo, perché in essa non c’è separazione, ma unione. I peccatori sono peccatori, perché non hanno sofferto, le persone rette sono tali, perché hanno sofferto. Se pensate che c’è una contraddizione in quello che vi dico, vi rispondo che Gesù Cristo a un certo punto dice che alla fine del secolo condannerà gli spiriti maligni e i loro figli a un tormento eterno, li spedirà negli inferi più profondi a penare. Perché? Proprio perché non hanno penato. I cattivi non patiscono, i buoni patiscono. Avete lavorato e avete guadagnato dei soldi, arriva il cattivo e vi deruba - egli non patisce. Se voi non vi decidete a tribolare, io vi considererò appartenere sapete a chi? Ai neri. Per coloro che non tribolano è scritto che in futuro andranno nel luogo delle sofferenze. Ci potete pensare e ripensare, ma lì sarete. La prima regola per l’allievo che vuole diventare occultista è di non pensare che sono gli altri ad ostacolare la sua mente, ma che è egli stesso ad ostacolarsi. Perché il mondo è così vasto che c’è posto per tutti. Poi, non deve pensare che qualcuno possa ostacolare il suo cuore, poiché il mondo dei sentimenti è così grande, che c’è posto a sufficienza per tutti. In altre parole, la prima regola in questo stato dell’allievo, è la sofferenza. Egli deve pensare che nessuno è in grado di influenzare la sua mente e di contorcerla; e che neanche il suo cuore può essere influenzato in nessuna direzione, perché il mondo è grande. Questo pensiero non vi è chiaro, non è vero? Un pensiero può essere compreso e fare effetto soltanto allora, quando siamo arrivati allo stesso livello, al quale si trova chi lo esprime. Come funziona la legge dell’esprimersi? Perché una persona, buona o cattiva, vi possa influenzare, essa vi deve far scendere al suo livello, solo allora potrà suggestionarvi. Quindi, finché tenete la vostra mente concentrata nel mondo Infinito, dove la legge Divina sta operando, voi siete liberi, intatti; se solo pensate che qualcuno possa avere influenza su di voi, vuol dire che siete scesi da questo mondo e vi trovate più in basso. Quando al servo viene il pensiero che il suo padrone lo limita, egli si è già limitato con il pensiero stesso. Camminate per strada con i vestiti ridotti in stracci, incontrate un ricco che conoscete, ma egli passa oltre senza salutarvi e voi pensate: “Tanto, sono poveraccio, nessuno mi saluta!” Io chiedo: se vi saluta, vi trasmette qualcosa? Niente, vi lusingherà un po’, tutto qua. Se qualcuno vi guarda e sorride di fronte a voi, che cosa guadagnate da questo sorriso? Niente, queste sono illusioni del mago nero. Quando si sorride, si deve sentire dal profondo dell’anima che Dio è presente in quel momento. Come dobbiamo intendere il sorriso? Che quando sorridiamo, dobbiamo essere contenti del nostro sorriso. Non è importante se esso farà felici gli altri, è importante che faccia felici noi. Anche se abbiamo la faccia nera dalla rabbia, deve dominare la stessa legge. In una scuola occulta, anche quando ci adiriamo, dobbiamo farlo secondo le regole, dobbiamo comunque sentire la presenza di Dio. Pensate che, se vedo qualcuno che stanno impiccando, mi metterò a sorridere? No, mi arrabbierò, invocherò Dio e gli Angeli e dirò che quanto stia accadendo non è giusto - non per rinnegare il fatto, ma nel senso che queste persone hanno interpretato male la legge Divina. Hanno condannato il povero cristiano secondo il tale articolo della tale legge – ma vi prego, dov’è l’autorità di questa e di tutte le leggi in generale?! Esse devono essere eterne, fisse. Nell’occultismo è possibile punire una persona , ma solo quando è essa a chiederlo, quando da sola fa domanda per essere punita. Così asserisce l’occultismo. Aggiungerò un pensiero: alcuni dicono che non dobbiamo torturare gli animali, ma sapete che molti animali vorrebbero essere torturati per evolversi? Quindi, quando si dice di non torturare gli animali, dobbiamo intendere di non torturare quelli di essi che non vogliono essere torturati. Se, invece, non torturiamo gli animali che vogliono esserlo, rallentiamo la loro evoluzione. Molte galline che avete mangiato si sono elevate, ma voi no. Dunque, dobbiamo dire alla gallina che vuole soffrire per progredire: “Sono desolato, non posso sgozzarti, perché non voglio fermare il corso della mia evoluzione, ma siccome vuoi progredire a tutti i costi, trova qualcun altro che ti tagli la gola e ti mangi.” Un allievo che fa parte di una scuola occulta, non ha il diritto di procurare sofferenze a nessuno. Ha il diritto invece di procurare sofferenze a se stesso - di scendere e toccare il fondo della sofferenza e quando ritorna sulla Terra, di operare secondo la legge che ha imparato. Perciò io dico che non dovete procurarvi alcun male neanche tra di voi. Un amico mi raccontò un aneddoto su di sé: era molto sensibile e il suo animo era ricco di bei propositi, voleva vivere in pace con la gente. Ma quando tornò dall’estero dai bulgari, essi si misero a deriderlo. A un certo punto cominciò a pensare a un metodo grazie al quale potersi controllare. Ingaggiò quindi due garzoni per farsi insultare: si mise seduto con loro e subì tutti i loro insulti con la speranza di riuscire a subire anche gli insulti degli altri. Fece così per qualche giorno e poi disse a se stesso: “Ma perché devo ingaggiare dei garzoni per offendermi, quando nella società ce ne sono così tanti?! Mentre questi li pago, quegli altri non li pagherei.” Tutte le sfortune che vi accadono, secondo la scuola Occulta, sono un bene. Quando avete delle controversie, cercate di aggiustarle, ma non in un modo falso. Conosco dei casi, quando due si incontrano, si danno un bacio e dicono: “Facciamo pace!”, ma quando escono fuori, ricominciano a infamarsi a vicenda. Non è un modo questo per far pace. Dovete far pace dentro di voi. Arrivati a toccare il fondo della sofferenza, siete pronti a dire: “Il mondo è grande per la mia mente e il mio cuore, io accetterò la sofferenza in tutte le sue forme”? Questo è il momento psicologico più importante. Desidero che tutti gli allievi, quando tornano a casa, si creino un’atmosfera confortevole. Questa sera è l’ultimo nostro giovedì. Replica: Abbiamo un altro giovedì. Allora il prossimo giovedì è l’ultimo. Non ricevo più ospiti. I beduini fanno così: potete essere loro ospiti per tre giorni, al quarto vi troveranno da fare - o vi manderanno a lavorare nel campo, o vi affideranno una mucca. Trovo ottima questa regola. A chi resterà nella nostra Scuola, troveremo un compito - o lo manderemo nella vigna, o gli daremo una mucca, o farà lo scriba, o il giudice (ci saranno anche loro). E ancora, un’altra regola: ciò di cui si parla qui, nella Scuola, non voglio che esca fuori! Potete anche portarlo fuori, ma non rispondo delle conseguenze. Non esponete un insegnamento fino a quando non l’avete messo in pratica. Sarebbe la stupidaggine più grossa che potreste fare. Provatelo, perché non sapete ancora se corrisponde al vero. In Inghilterra c’è una commissione di esperti addetta al controllo delle merci che i produttori fabbricano e i commercianti vendono. E solo dopo che gli esperti eseguono il controllo e mettono il timbro, fabbricanti e commercianti hanno il diritto di esportare o vendere i loro prodotti nel Regno Unito o fuori. Voi siete dei piccoli commercianti di merce non controllata e io non amo questo tipo di negozianti. Ogni cosa deve essere esaminata. Il primo compito che darò alle donne in questa direzione sarà, ad esempio, il seguente: mettiamo che una di voi ha una figlia che non ama - faccia in modo che cominci ad amarla. Oppure suo marito è non credente - questo è un problema al quale deve trovare la soluzione. Qualcuno di voi è povero, qualcun altro è malato - dovrete fare il necessario. Qualcuno ha nella pancia dei tumori - dovrà eliminarli, altrimenti lo uccideranno. Ogni malattia viene creata da esseri che vivono in noi. Ogni malattia, dal punto di vista psicologico e organico, viene creata dagli escrementi di questi esseri. Quando un essere simile entra nel nostro organismo, bisogna applicare la stessa legge: può essere ospitato solo per tre giorni, perché, se lasciato stare di più, si anniderà, formerà dei tumori, berrà sangue e voi morirete, mentre gli altri diranno: “Dio lo perdoni.” Dio non perdona queste persone. Egli perdona solo quando le persone non rubano e non mentono. Qualcuno verrà qua a prendersi qualcosa e ritorcerla contro di me. Guai a costui che farà questo! La maledizione scenderà su di lui non fino alla quarta, ma fino alla millesima generazione! Così è la grande legge Divina, la Verità Divina: “Chi parla contro lo Spirito Santo, dice Cristo, non sarà perdonato né in questo mondo né in quello futuro.” Tutto quello che studierete qua è una grande Verità, che dovrete mettere in atto nella vostra Vita, e facendo ciò, dovrete essere sinceri con voi stessi. Sinceri non nei miei confronti, ma nei confronti del vostro Signore, della vostra mente e del vostro cuore, nei confronti del vostro spirito e della vostra anima in ogni loro anelito. Voi dovete reggervi sulle vostre gambe! Non voglio sentirvi dire domani: “Dănov vuole ipnotizzarci e suggestionarci.” Non ho intenzione di suggestionarvi, poiché, dal momento in cui lo vorrò fare, sarò un demonio, con la testa all’ingiù. Anche voi, d’altronde, se vorrete influenzarmi, sarete con la testa all’ingiù - così recita l’insegnamento Divino. Che sia chiaro: da ora in avanti vivrete sulla Terra per migliaia di anni e, qualunque scuola occulta decidiate di frequentare per studiare il percorso della vostra crescita, vi verranno sempre date delle regole. Se non accettate la sofferenza come un fattore della vostra futura esistenza, voi vagherete nel mondo, senza comprendere il senso intrinseco della Vita. La sofferenza farà di voi tutti degli eroi. Io voglio che siate eroi, che non abbiate paura! Però, se non soffrite, avrete paura, non sarete degli eroi. Non voglio usare la frase “Non abbiate paura”, ne userò un’altra: “Patite!” Accettate la passione, perché essa vi viene data dal mondo invisibile. Non forzatevi mai. Ci sono alcuni di voi che, anche se lo vogliono, non sono fatti per soffrire. Non tutti voi, che mi state ascoltando, dovrete penare; non tutti siete degli eroi, e le pene verranno per gli eroi. Esse scanseranno alcuni di voi e diranno: “Sarà per un’altra volta.” Chi sta penando, dovrà considerare la pena come un privilegio. E, la prima cosa che sentirete quando imboccherete la discesa verso la profonda sofferenza, sarà un silenzio. Penetrerete nell’anima di ogni essere vivente, comincerete a capire quanto esso soffre e direte: “Quanto mi sbagliavo!” In voi si desterà una compassione verso tutti gli esseri che soffrono e, da quel posto fino a dove siete caduti, verrete presi dal desiderio di incominciare a sollevare le altre creature più in alto o almeno di alleviare il loro dolore. Colui che non ha compreso la sofferenza, mette gli altri sotto i suoi piedi, vi sale sopra e dice: “Scendi giù, mentre io ascenderò!” L’insegnamento che Cristo professava è quello di sentire che tutti gli esseri patiscono. Questo intende il Grande cristianesimo. Quando saremo usciti dalla sofferenza, noi arriveremo ad altri metodi con i quali impareremo come trasformare e utilizzare le Forze occulte. Se voi accettate la sofferenza, la Luce verrà in voi da dentro, cioè lo Spirito Divino che è in voi si sveglierà e innalzerà le vibrazioni del vostro cervello e del vostro cuore. Le cellule della vostra mente e del vostro cuore cambieranno a livello organico e questo modificherà anche il loro stato. La parola cellula (cletca, N.d.T.) ha un doppio significato. Il detto quanto è clet in bulgaro significa quanto è sfortunato, ma significa anche quanto è dipendente. D’altra parte, anche la coscienza di ogni cellula è limitata. Nella nostra mente ci sono molte cellule scontente della propria condizione. E quando milioni di queste cellule scontente si riuniscono, noi ci sentiamo poco bene. La prima cosa che dobbiamo fare è rieducare le cellule del nostro cervello, del nostro cuore e del nostro stomaco. Questa rieducazione delle cellule è molto facile da fare, ma occorre scendere in fondo alla sofferenza, che è la base della Vita. Da lì lo Spirito Divino comincerà a sollevarci, saliremo sulle ali della Saggezza Divina, e quando l’Amore Divino entrerà nella nostra anima, essa sarà invasa dall’ispirazione. Allora gli Angeli della Vita ci eleveranno nella nostra evoluzione e ci tireranno fuori dal fondo della sofferenza. Perché Cristo è risorto? Perché Colui che era sopra è disceso e Lo ha risuscitato. Dio si trova allo stesso tempo in Cielo e negli inferi. Chi va su da Dio, Dio lo manda giù, e chi va giù, Dio lo manda su. Tutti predicatori odierni del cristianesimo insegnano che dovete andare in Cielo, da Dio, io invece dico: andrete su perché Dio vi mandi giù. Voi tutti che mi state ascoltando siete di quelli che amano la via facile. Non c’è una via facile nel mondo, c’è la Via stretta. Un’altra cosa che gli allievi devono imparare è la mitezza. Non nel senso di acquiescenza, ma nel senso che devono scendere a toccare il fondo, scordarsi cosa la gente pensa di loro e non sentire che il proprio dolore. Queste sono le poche regole pratiche sulle quali dovete riflettere e che dovete cercare di applicare, senza forzare troppo voi stessi. Un’altra volta, quando ne avrò l’occasione, vi parlerò dell’origine del peccato - come il male è entrato nel mondo. C’è stato un tempo in cui non eravamo come siamo oggi. Quali sono le cause della nostra caduta? Nel mondo di adesso non ci sono persone buone; sia quello che piange, sia quello che ride, sia quello che parla bene, sia quello che parla male sono tutti fatti della stessa pasta. La gente vede qualche commerciante di pelli arricchitosi e lo invidia, ma non sa che egli deve la sua posizione alle migliaia di pecore che ha spellato. Il mercante dice: “Questa merce è mia, me la sono guadagnata.” Ribatto: tu sei un ladro al quadrato e menti, perché hai fatto la tua fortuna sulle spalle degli animali, spellandoli. Qualcuno dirà: “Questa casa è mia, l’ho sudata e costruita con fatica.” Rispondo: l’hai costruita sulle spalle di tanta gente che hai spellato. Qualcuno dirà: “Questo corpo è mio.” Mi perdonerai, ma non è tuo. Perché, per mantenere il corpo umano, sapete quanti esseri soffrono, quante madri, quanti padri, fratelli e sorelle hanno dato la propria vita per esso! Perciò voi non avete il diritto di pensare che quello che avete è vostro. Secondo il cristianesimo, la prima cosa che dovete considerare è quella di ammettere che tutto ciò che possedete non è vostro, ma di Dio. Quando sparlano di me, io dico: “Ascoltate, ciò che sto dicendo, non è roba mia, io non difendo una mia proprietà!” Il Dio che io conosco è molto buono, ma nel contempo è molto cattivo. Egli è così bravo, che non c’è uno più bravo di Lui, quando compiamo la Sua Volontà, ma non c’è neanche uno più cattivo di Lui, quando non compiamo la Sua Volontà e facciamo del male. Nel momento in cui diciamo che questo corpo è nostro, su di noi, sui nostri figli, su tutti arriva una maledizione. Dovete dire: “Signore, Ti ringraziamo per averci messi in questo Tuo corpo!” Così devono pensare tutti. Da un altro lato, oggigiorno noi ci offendiamo con sgarbo e diciamo: “Vattene via!” C’è poco da andar via. Io dico spesso che sono pronto a cedere, se sono la causa delle vostre sofferenze. Ma darvi il mio corpo - questo non lo farò. Esso non è né mio né vostro - lo darò al suo Padrone. La mia mente, il mio cuore li darò a Lui, voi non potete essere i loro padroni. Questo si deve sapere da ogni allievo dell’occultismo, della teosofia, dello spiritismo, del misticismo, del cristianesimo, perché questi titoli esprimono uno scopo e rappresentano la vita Divina che si manifesta. Lo stato dello spirito è una cosa, lo stato dell’anima - un’altra. Questi sono cinque stati, differenti uno dall’altro. La forza di volontà, il cuore, la mente, l’anima, lo spirito sono cose da noi conosciute. Quello che sappiamo è che soffriamo. Avvertiamo solo alcuni mutamenti: a volte i nostri pensieri sono chiari e a volte - scuri; a volte la nostra mente è limpida e a volte - buia; a volte i nostri sentimenti sono puri e a volte - impuri; a volte siamo pieni di forza e a volte - no. Dicono: “Abbiamo un’anima”, ma che cos’è l’anima? Quello che proviamo adesso è solo l’espressione dell’anima. La prima cosa che desidero è far sì che questo mare agitato dentro di voi si calmi, che diventiate miti e tranquilli. Nella società di adesso noi abbiamo bisogno di operai per liberare gli intrappolati. Perché molti edifici crolleranno e molta gente rimasta sotto le macerie della materia disintegrata dovrà essere tirata fuori. Il mio desiderio è di tirarvi fuori da sotto le vostre case crollate. Dietro ad ogni vostro disturbo psicologico io scorgo una trave marcita e crollata. L’invidia, l’odio e tutte le emozioni negative simili, sono delle travi cadute dentro al vostro edificio - il vostro corpo. Guardandovi adesso sapete cosa mi sembrate? Dei bambini che hanno fame e sentono l’odore del cibo, ma siccome il loro insegnante continua la sua lezione, loro pensano: “Speriamo che finisca presto, così andiamo a mangiare!” Oppure: “Non parlare più, maestro, dacci da mangiare!” È giusto il vostro pensiero - dovete mangiare. Però la refezione ci sarà solo se mi ascoltate; se non mi ascoltate, niente mangiare. Quando vi viene un ospite gli offrite solo dolce e acqua, dico bene? Dopo di ché - tante belle cose! Preparate invece una tavola ricca per chi ha lavorato nel vostro campo. Quando vi viene a trovare qualcuno che amate o qualche amico fidato, voi gli offrite tante cose. Cosa significa questo? Che ha lavorato a lungo nel vostro campo. Adesso vedrò per chi di voi preparerò la mensa. A chi non ha lavorato per me darò solo dolce e acqua, a chi invece ha lavorato per me darò un pasto da re e lo servirò personalmente. Anche questa sera ne abbiamo preso uno - un altro che ha compreso la legge della sofferenza. In due giovedì - due. Vorrei che contaste quante persone siete qua per capire come funziona questa legge. Conferenze davanti alle Sorelle 12.02.1920, Giovedì, Sofia Traduzione dal bulgaro: Irena Yordanova Redazione: Katia Giannotta
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  4. La Saggezza Discorso della Domenica del Maestro, tenuto il 29 Ottobre 1916 a Sofia. “Invece la saggezza che viene dall'alto anzitutto è pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità ed ipocrisia.” Lettera di Giacomo 3:17 Prenderò questo verso in relazione alla base della Vita. Che rapporto ha la Saggezza con la vita umana? Il rapporto della Saggezza con la Vita umana è come il rapporto della madre con il bambino. A che servirebbe al bambino avere una madre stupida? Noi non possiamo mai raggiungere quella profonda comprensione interiore della Vita umana. Essa possiede un duplice senso – in senso stretto e in senso lato. In senso stretto è la vita transitoria, mentre in senso lato è la vita immortale. Abbiamo detto che la Saggezza e la Vita hanno un rapporto come quello della madre con il bambino. Quindi voi non sarete capaci di iniziare la vostra vita, se la Saggezza non assume il posto di una madre. L’Apostolo Giacomo definisce la Saggezza, definisce una delle sue qualità, uno dei suoi attributi, cioè – la Purezza. Se non c’è Purezza non c’è Saggezza. Così come se la madre non ha amore per il bambino, essa non è una madre. Dunque se abbiamo Purezza dentro di noi, abbiamo anche Saggezza. Questo è il primo rapporto e tutti i successi nella Vita dipendono da questa Chiarezza e Purezza. La Chiarezza e la Purezza sono sinonimi. Perché se i nostri occhi non hanno chiarezza e purezza, che cosa facciamo quando partiamo per un lungo viaggio? È certo che incontreremo grandi ostacoli. Dunque, se nella vostra vita avete degli ostacoli, ciò indica che alla Saggezza manca l’attributo principale – la Purezza. Quindi, noi dobbiamo mettere davanti la Purezza. Essa è indispensabile anche nella scienza. Tutti i grandi Maestri che vennero a illuminare il mondo possedevano questa Purezza, cioè possedevano l’attributo principale della Saggezza. La Purezza sottintende che nell’anima umana non ci devono mai essere desideri e passioni. Uno degli elementi fondamentali che caratterizzano la Vita sono le passioni. Esse stanno come un cerchio attorno al cervello. A tre pollici sopra l’orecchio si trovano i sentimenti e le emozioni dell’uomo. La gente che ama la letteratura ha emozioni. I sentimenti formano la soglia più alta della vita umana. Con “sentimenti” io intendo che uno sente, ode, cioè avere sentimenti vuol dire udire. In senso Divino sentire vuol dire udire, provare le sensazioni più sottili di cui l’uomo sia capace. Sia nel mangiare, che nel leggere, che nello scrivere a noi dà piacere ciò che proviamo e sentiamo. Questa è la Vita, fuori da tali esperienze è tutto invisibile. Giacomo dice che la prima qualità della Saggezza è la Purezza. Poi la Saggezza è pacifica, la sua superficie è piana, calma, non si agita. Quali uomini si agitano? Quelli in cui le passioni prevalgono, quelli che vivono alla base del loro cervello – sopra le loro orecchie. Questo posto è collegato al centro dell’olfatto umano e quando passi vicino a una trattoria, subito ti viene voglia di saziarti di carne e di bere un po'. In questo caso tu scendi immediatamente dall’alto, cominci a pensare a qualche gustosa gallina, alla carne di qualche bue, al vino, ad altre cose e quando tutto questo riempie la tua mente, la tua Saggezza se ne va. E poi guai a quel cuoco che non prepara una buona pietanza! Cinquanta percento di tutte le disgrazie provengono da questo piccolo centro. Questo è epicureismo. Tali uomini dicono che la vita non ha senso. L’uomo deve essere colto, deve essere un banchiere per poter nutrire bene questo posto nel proprio cervello. E dopo aver mangiato nel corso di cinquanta, sessanta, cento e più anni, alla fine questo posto si rovina – il mulino ad acqua si rompe, il commercio cessa e gli uomini vanno ad un altro mulino. Siccome siamo venuti sulla Terra, dobbiamo aspirare alla nostra vita interiore Divina. Solo tramite essa possiamo essere felici e beati, per quanto possiamo osservare la legge di Dio. Tanti inciampano nei versi di questa lettera. Quando Giacomo parlava, egli aveva lo spirito Divino, aveva una rivelazione e perciò diceva queste cose. Tanti leggono la Bibbia, ma non la capiscono. Per poterla capire devono aver provato quello che provarono gli apostoli, devono avere lo spirito loro, l’anima loro e la mente loro. Alcuni dicono: “Io voglio”. Va bene, però all’uomo servono tre cose : primo – cercare, secondo – capire le cose, e terzo – metterle in pratica. Questa è la stessa cosa che diceva Cristo: “Cercate, bussate, chiedete.” Se non cerchi, non puoi trovare. Si devono riunire questi tre elementi in un unico elemento, perché vengano capite le ragioni delle cose. Un bravo giardiniere deve prima di tutto intendersi della terra, poi deve piantare qualche albero, coltivarli e dopo anni questi daranno i frutti. È lo stesso anche nella vita Divina: quando seminiamo un pensiero, dopo un certo tempo esso darà i frutti. Seminerai nel tuo cuore il desiderio Divino e seminerai nella tua mente il pensiero Divino. Ma prima di seminarli, il tuo cuore e la tua mente devono essere puri e pacifici. L’uomo si deve liberare dall’avidità che esiste nel mondo. Vi citerò un racconto di migliaia di anni fa. Ciò successe nell’antichità al re Harun On Rashid. Egli aveva l’abitudine di travestirsi e visitare la città per vedere come vivevano i suoi sudditi, per vedere se regnava l’ordine tra di loro. Egli era assai generoso e faceva opere di bene. Un giorno incontrò un mendicante e gli diede una moneta d’oro. Il mendicante gli disse: “Padrone, mi farai un gran bene se mi darai uno schiaffo.” Il re non voleva farlo, ma poiché il mendicante insisteva, il re ordinò al visir di dargli uno schiaffo. E siccome gli parve davvero strano il fatto che il mendicante avesse chiesto uno schiaffo, lo chiamò nel suo palazzo e gli chiese quali fossero i motivi profondi per una tale richiesta. Il mendicante si mise a raccontare la sua storia. Egli era il figlio di un ricco commerciante e, dopo la morte di suo padre, diventò ricco comprando ottanta cammelli. Durante uno dei suoi viaggi egli incontrò un derviscio che gli disse di sapere di un grande tesoro, e che aveva bisogno dei cammelli per caricarne il tesoro e dividerlo poi a metà con lui. Il commerciante diede il suo consenso, caricarono il tesoro ma già all’inizio il derviscio prese una piccola scatolina con un certo grasso dentro e la nascose. Si misero a dividere a metà, ciò nonostante il commerciante chiese al derviscio di dargli la maggior parte dei cammelli e di lasciare per sé una parte più piccola, pensando che a un uomo di Dio non servisse tanta ricchezza. Il derviscio accettò, cedette una gran parte dei cammelli e ne tenne per sé stesso solo dieci. Dopo aver pensato un po’ il commerciante gli disse: “Dalli tutti a me e tieni per te un solo cammello.” Il derviscio accettò anche questo. Dopo un po' il commerciante chiese anche l’ultimo cammello, lo ricevette, ma avendo notato che il derviscio aveva nascosto la scatolina, chiese che cosa ci fosse dentro. Il derviscio gli rispose che conteneva un balsamo che possedeva la seguente qualità: se veniva spalmato sull’occhio sinistro, si riusciva a vedere tutte le ricchezze del mondo e, se veniva spalmato sull’occhio destro, si diventava ciechi. A quel punto il commerciante gli chiese che gli ungesse l’occhio sinistro e davvero vide le ricchezze di tutto il mondo. Poi gli chiese che gli ungesse anche quello destro, ma il derviscio si rifiutò avvertendolo che sarebbe diventato cieco. Il commerciante però non gli credette, pensava che se avesse unto anche l’occhio destro avrebbe visto qualcosa di più importante e continuò a insistere. Alla fine il derviscio accettò, disse che declinava ogni responsabilità, gli unse anche l’occhio destro, dopodiché il commerciante perse davvero la vista. A quel punto egli si mise a urlare e a piangere, ma il derviscio gli disse: “Siccome eri molto avido, devi subirne tutte le conseguenze.” Qui il mendicante finì il racconto della sua vita e disse al re Harun On Rashid: “Stando così le cose, vorrei che tu mi dessi uno schiaffo. E vorrei che ognuno che si mette a farmi del bene mi desse uno schiaffo, cioè che mi ungesse anche l’altro occhio”. Allo stesso modo anche Dio unse uno dei vostri occhi. All’uomo unse quello sinistro e alla donna quello destro, ma essi vogliono che gli vengano unti tutti e due gli occhi. E in questo modo gli uomini si accecano - questa è la caduta dell’uomo. Il Sapere e la Saggezza che Dio ci dà, non siamo capaci di ricavarli dalla Vita. La vita sulla Terra è chiaramente determinata – l'uomo possiede un’aspirazione interiore a risollevare la propria anima. La parola “risollevare” per me vuol dire entrare nell’altro mondo e ricavarne gli elementi indispensabili alla propria esistenza. Ad esempio il cuore umano richiede dei desideri, ma certi desideri sono velenosi e, una volta entrati nell’anima umana, la distruggono. Ad esempio – quanto è insaziabile il desiderio di essere ricchi. E quanto più ricco uno diventa, tanto più il suo cuore si indurisce e alla fine diventa così duro che si rovina. Il limite estremo dell’indurimento è quello stato durante il quale il corpo diventa fragile. Nella vita sociale invece questa avidità porta a un isolamento dalla gente e questo rovina l’uomo. L’uomo vive mentre sta con i suoi vicini, vivere individualmente invece significa stare al di fuori di Dio. Quando siamo in disarmonia con la gente, noi siamo in disarmonia anche con Dio. Dici: “ Io lo odio.” - allora stai odiando anche Dio; dici: “Gli prenderò i soldi.” – stai rubando anche a Dio. Questi sono degli stati negativi e al contrario – se fai del bene, tu stai facendo del bene anche a Dio, sei un Suo collaboratore. La Saggezza scende dall’alto per insegnare a noi, i figli del Signore, a cercare il vero Sapere. Tanti vogliono imparare, ma sono scontenti e dicono: “Perché il Signore ha fatto così?” Io dico: tu non comprenderai il Signore se ti metti a criticarLo. Quando ti succede qualcosa di male, non chiedere perché è successo, ma di’ a te stesso che è successo per il tuo bene. Quando ammettiamo che le cose nel mondo non avvengono armoniosamente, questo significa che non comprendiamo le cose. Ad esempio, negli Stati Uniti ci sono dei luoghi disabitati che gli uomini attraversano sollevando tanta polvere e pensano che tutto quanto sia avvolto nella polvere, pur non sapendo che sono loro a far sollevare la polvere. Lo stesso succede anche con i tuoi pensieri e i tuoi desideri – hai sollevato tanta polvere dentro di loro. Che la tua Saggezza sia pura e pacifica, che si depositi questa polvere e, solo a quel punto, capirai il senso profondo della tua anima. È da duemila anni che gli uomini predicano la Saggezza, eppure sembra che Essa non li abbia nemmeno toccati. Più precisamente, non ha toccato quelli che stanno sulla Terra, mentre ha toccato quelli che stanno in Cielo. Qualcuno dice: “Voglio vivere.” Va bene, cerca però di utilizzare bene la Vita. Quelli che vogliono andare in Cielo devono comprendere la Saggezza interiore Divina. Qual’è il motivo? Vorrei vedere una chiesa al mondo in cui il sacerdote predichi per Amore. Adesso predica perché ha una moglie e dei figli e dice: “Io predico per il Signore.” Eppure tu non predichi per il Signore, ma per tua moglie e per i tuoi figli. Non voglio dire che quello che fa sia male. Ad esempio, un predicatore raccoglie il suo materiale qua e là, prepara bene il suo discorso in modo da poter ricavare più soldi, gli ascoltatori però non gli danno tanto quanto gli spetta, lo valutano per una somma minore e nella sua prossima predica egli comincia a fare una bella ramanzina alla gente che non gli ha dato i soldi. Una predica in cui i soldi hanno un ruolo importante, non è pura. Dunque una tale saggezza non è pura. Parlo di sacerdoti che dicono di essere al servizio di Dio. Questo nome deve corrispondere all'obiettivo. Ognuno deve fare il proprio lavoro in corrispondenza al proprio nome. Ad esempio qualcuno dice di essere un commerciante di abiti e lo è davvero. Dobbiamo essere sinceri e puri. E se io non predico la Verità, dirò:”Scusatemi, io predico la Verità a metà. Oggi predico solo per soldi perché ne ho bisogno, ma un giorno predicherò anche gratuitamente.” Ebbene, Giacomo prende la parola “saggezza” in senso lato. Tanti cristiani dicono: “Voglio capire la Saggezza Divina.” Sei pronto a dare tutto per Dio? Cristo diceva di rinunciare a se stesso, questo significa dare ai poveri tutte le ricchezze che hai sulla Terra, lavorare insieme a loro e insegnare loro a lavorare e ad essere perseveranti. Alcuni indicano quello che fece Karnich. Sono ridicoli gli uomini che prendono Karnich come un ideale. La ricchezza è un peso. C’era il caso di quell’asino caricato di reliquie, icone e croci, e che ovunque passasse tutti quanti si mettevano a fare degli inchini e pensava che gli inchini fossero rivolti a lui. Tu puoi essere nella posizione di Karnich e invece essere un asino. La riverenza a te rivolta deve essere dovuta al tuo spirito e alla tua saggezza. La tua testa non deve essere piena di versi e frasi della Bibbia, essi devono essere nell’anima tua e devono rappresentare un tessuto Divino. Questo è il significato del vero cristianesimo. Qualcuno mi può dire: “Tu non predichi bene.” Io non ho niente in contrario riguardo all’ordine attuale, i pantaloni di un bambino di cinque anni però non sono adatti a un bambino di dieci anni. E siccome l’umanità di oggi è cresciuta, servono delle cose nuove, un ordine nuovo, dei pensieri nuovi. La bambina piccola può giocare con le bambole, io rispetto la bambina, quando però una giovane ci sta giocando le dirò: “Fanciulla, a te servono delle bambole vive, devi guardare la Vita in modo diverso.” Quando il bambino piccolo gioca con il cavallino di legno, io rispetto il bambino, ma quando un giovane ci sta giocando, gli dirò che gli serve un cavallo vero e grande. Il cavallo è la mente umana, mentre la bambola è il cuore umano. Partorire un figlio significa che la madre sta partorendo il proprio cuore per rieducarlo. E quando un vecchio non può rieducare il proprio figlio, egli deve morire. Per quel motivo il Signore disse: “Se l’uomo non diventerà come un bambino, non potrà entrare nel Regno dei cieli.” L’uomo deve far rinascere il proprio cuore – perché il cuore suo diventi piccolo. Con “piccolo” si intende un elemento plastico, che è capace di svilupparsi correttamente e che non perde l’elasticità della Vita. Una donna dice: “Ho partorito cinque figli.” Va bene, ma sei riuscita a educarli? – “No.” Allora tu non hai imparato il senso della Vita. Un’altra invece dirà: “Io non ho partorito niente.” Devi partorire. La Saggezza che scende dall’alto dice: “Tu devi partorire e tuo figlio deve essere pacifico.” Va bene, voi avete dei figli, ma qualche volta vi preoccupate, vi irritate, avvampate dal rossore, alla fine vi viene mal di testa, mal di pancia oppure male ai polmoni e dite: “Fate subito venire il dottore che sto per morire!” Come mai sai che morirai? Questo dimostra che non comprendiamo i rapporti e le relazioni reciproche in cui esistiamo. Ogni uomo la cui Saggezza non è pura e pacifica morirà, imputridirà. E questo sottintende che nel mondo Invisibile ci sono altre leggi, secondo cui la materia dura deve trasformarsi in materia morbida, per poter poi diventare adatta alla vita. Dunque, per via di quelle condizioni diverse, il nostro corpo deve essere sacrificato a questa legge. Ognuno di noi deve sacrificare il proprio corpo, così come il fiore sacrifica i suoi petali in modo da poter dare il frutto. Questo significa che dobbiamo lasciare cadere i nostri petali. Ora, gli uomini di oggi vogliono vivere nel mondo fisico, però non credono che questo sia il mondo migliore. Nel mondo fisico il vostro atteggiamento verso il mondo Invisibile è tale quale l’atteggiamento del bambino nel grembo della madre – esso vive in una piccola membrana e per lui quello è il mondo intero. Ma quando il bambino nasce, questa membrana, questo corpo, si deve sacrificare, deve morire. Dunque, rispetto al mondo Spirituale, il mondo fisico è solamente un grembo e per questo motivo l’uomo si sente stretto e oppresso. Qualcuno dice:”Io voglio mettere il mondo in ordine.” Non spetta a te metterlo in ordine, esci fuori da tua madre. Qualche volta il bambino si muove dentro la madre, ma non vuole uscire fuori. Ma anche quando sta per uscire, non ne ha ancora voglia e perciò chiamano le levatrici perché lo tirino fuori, perciò la madre urla, grida. Allo stesso modo anche noi non vogliamo uscire, il Signore però ci tira fuori. Dobbiamo uscire dal mondo fisico e andare in quello Spirituale, dove ci sono molte altre condizioni per il nostro sviluppo. Adesso voi guardate il vostro corpo e dite a voi stessi: “Dopo tanti anni perderò tutto questo”. Oppure vi guardate nello specchio e vi vedete invecchiati. Io dico: uscirete dal grembo di vostra madre. Il cristianesimo è una scienza che indica come la gente deve uscire da questo mondo. È una via stretta - stretta perché possa passarvi un uomo solo. Dunque, si deve ricordare che la Purezza nel cuore e nella mente è una qualità, un attributo indispensabile. Perché la nostra aspirazione ad essere ricchi è giusta, ma la ricchezza che acquisiamo si deve trasferire lì dove non verrà persa. Non dobbiamo essere poveri. Ci sono quelli che citano:”Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei Cieli.” Questo non vuol dire che l’uomo debba essere povero, ma vuol dire un uomo che è immortale, che ha compreso la Vita. Il Regno dei Cieli non appartiene ai poveri, ma a coloro che hanno cuori in cui non esiste il pensiero di impadronirsi del mondo, a coloro che sono sempre contenti, che sono sempre pronti a sacrificarsi, che non si lamentano di niente, per i quali tutto è buono. Se li fate andare all’inferno, si trovano bene anche lì; se li fate andare in Cielo, si trovano bene anche lì. Tali sono gli uomini che sono poveri in spirito. Qualcuno dice:” Io voglio essere povero in spirito.” Va bene, puoi esserlo anche ora. Ma se ti viene un piccolo sorriso, questo dimostra che vuoi goderti la vita ancora un po'. Se ti trovi nel grembo di tua madre da un mese, vuol dire che c’è ancora del tempo per goderti la vita dentro, se ti trovi dentro da due-tre mesi – c’è ancora del tempo per goderti la vita, se ti trovi lì da quattro, cinque, sei, sette oppure otto mesi, c’è ancora del tempo per goderti la vita dentro. Ma se ci hai vissuto nove mesi, devi per forza uscirne e se non esci fuori, morirai dentro il grembo di tua madre. Una volta arrivato il momento di morire, l’uomo deve uscire fuori. Dunque, quando l’uomo muore, nasce l’anima. Essa deve uscire dal suo involucro fisico e attorno ad essa deve rimanere un involucro etereo. Dopo qualche giorno toglierà anche il secondo involucro ed entrerà nel suo corpo Astrale, cioè nel purgatorio, finché si purificherà. Una volta purificata, lascerà il corpo Astrale e salirà nel corpo Mentale – un involucro, un abito molto più fine, che non si rompe facilmente. E quando arriverà in Paradiso, l’anima entrerà nel cosiddetto stato buddhico – un uomo che si è completamente risvegliato e che comprende la Saggezza e l’Amore di Dio. In questo stato risvegliato non esiste neanche un ricordo di tutte le sofferenze terrene attraversate dall’uomo, sono rimasti solo i ricordi piacevoli delle cose accadute. E da quell’altezza l’uomo vedrà il perché di tutto ciò che è accaduto. Gli uomini di oggi non comprendono se stessi. Ci sono quelli che dicono:”Anch’io conosco Cristo.” Gli faccio la domanda:”Sei mai uscito dal tuo corpo?” – “No.” Dunque non conosci Cristo. E quando Cristo dice: “Io sono la Via e la Verità”, Egli intende la possibilità dell’uomo di sapere come uscire dalla propria condizione e come ritornarci. Se un cristiano adesso esce dal proprio corpo sviene, vengono subito chiamati i dottori a salvarlo. Lasciatelo uscire dal grembo di sua madre. Ad esempio qualcuno sta soffrendo; lasciatelo, non turbatelo, che soffra pure. Queste cose sono una grande benedizione, in queste sofferenze egli prova ciò che gli altri, che non sono al posto suo, non possono provare. Dunque Dio si rivela solo ai sofferenti, mentre per quelli che mangiano e bevono, Dio rimane una creatura sconosciuta. Oggi Dio si rivela alla gente nelle sofferenze attuali. Alcuni combattono al fronte e altri si curano, cioè le due forze agiscono contemporaneamente - l’una distrugge, mentre l’altra cura. In questo modo si formano condizioni tali che porteranno gli uomini a vivere bene insieme. Ad esempio, due persone che prima non vivevano bene insieme, adesso si incontrano al fronte e si riavvicinano. Perciò finché non nasce dal grembo di sua madre, l’uomo non può comprendere le condizioni esteriori. Secondo la stessa legge, se non entreremo nel mondo interiore, non comprenderemo ciò che il Signore pensa. Questo però è stato determinato. Le passioni sono effimere - possono sorgere come un incendio, ma poi si spegneranno e verrà la calma. A volte quando ti arrabbi, ti adiri e arrossisci, dopo mezz’ora cominci a sentire la stanchezza e dici a te stesso: “Come mi fa male la testa!” Dunque la passione emersa provoca una reazione contraria. Domani ti arrabbierai un’altra volta e un’altra volta avverrà la reazione contraria. Un lupo acchiappa una pecora, si adira mentre la divora, e sapendo che dopo soffrirà, va a dormire per bene. Spesso anche gli uomini dopo aver litigato con le loro mogli vanno all’osteria per dimenticare tutto e dicono:”Le passioni della donna non mi ammazzeranno.” Ma dopo aver smaltito la sbornia, le sofferenze iniziano un’altra volta e di nuovo andranno all’osteria. Le passioni creano l’ubriachezza. Si devono trovare le forze per poterle estirpare. Si devono far lavorare le passioni e in seguito verranno eliminate. Se permetti a un maiale di entrare nel giardino, quello si metterà a grufolare senza però essere colpevole di ciò che fa. Fa’ lavorare questa tua passione. Gli uomini di oggi dicono: “Voglio liberarmi dalle mie passioni.” Va bene, ma quando te ne liberi, che cosa rimane dentro di te? Dovete caricarvi di lavoro come una donna laboriosa e risolvere il dilemma di ogni simile passione. Invece di chiedere perché vi sia stata data, provate a farla lavorare. Così agiscono anche gli uomini di oggi. Quanti danni aveva causato all’inizio il fiume Iskar, gli uomini di oggi però l’hanno fatto lavorare, l’hanno condotto fino a Sofia e adesso stanno utilizzando la forza delle sue acque per l’energia elettrica. In questo caso non direte mai: “Signore, liberaci dal fiume Iskar!” Nel momento in cui vorrete liberarvi dalle vostre passioni, vi esaurirete, perché sono le vostre sorgenti. Si deve trovare la legge fondamentale – far lavorare le passioni, dare loro un colorito mentale, trasformare le emozioni in sentimenti, i sentimenti in felicità, la felicità in beatitudine e la beatitudine in armonia, in unione con Dio. Non puoi essere felice se non sai che rapporto esiste tra le emozioni e i sentimenti. Quando diciamo che l’uomo non può essere felice, intendiamo che egli non conosce le cose nella vita. Ci sono invece anche degli uomini felici che possono prendere le pene dei disgraziati. Tanti vengono da me e io prendo le loro pene, prendo le loro passioni e dico: “Adesso su, al lavoro!” Questi maiali si devono trattenere, si devono nobilitare le passioni, si devono trasformare in pecore, cioè in emozioni e poi si devono trasformare in sentimenti. Poi, anch’io ringrazio Dio di avermi dato del lavoro, perché anche negli uomini felici esiste la noia. Ed essere felici vuol dire aiutare la gente. Non rimpiangete il fatto che ci siano degli uomini sofferenti, invece ringraziate Dio di tutto. E ringraziando noi arriveremo a quella vera comprensione. Ringraziate Dio di avere dei soldi; ringraziate anche quando vi derubano. Adesso ci sono tanti esempi del genere. Ad esempio ci sono quelli che diventano obesi e la gente dice di loro: “Ma guarda, com’è ingrassato!” Il giorno dopo però quella stessa persona ha un colpo apoplettico, muore e allora dicono: “Com’è possibile che un uomo così sano muoia?” Non siate tristi, adesso è diventato più sano. Un altro invece è malato, ma poi guarisce; questo vuol dire che egli è rinato. Queste cose non vi devono turbare, non sono fondamentali. Qualsiasi cosa succeda, dite a voi stessi: “Sono stato mandato con una tale missione” e subito vi sentirete gioiosi. Adesso collegherò questo verso della lettera di Giacomo con la parabola di Cristo, nella quale un padre visitò i suoi due figli. Uno di loro disse che sarebbe andato a lavorare nella vigna, ma non ci andò, l’altro invece disse che non ci sarebbe andato, ma dopo essersi pentito, ci andò lo stesso. Ci sono degli uomini che vanno in chiesa, ma non fanno la volontà di Dio, e ci sono invece quelli che dicono che non vogliono servire Dio, ma in realtà Lo stanno servendo. Questi ultimi sono i veri cristiani. Perciò Cristo disse: “L’ultimo nel mondo sarà il primo in Cielo.” Il nuovo insegnamento non viene per la chiesa, ma per i grandi peccatori, per i laici. Che non si ingannino quelli che sono in chiesa, che noi siamo figli di Abramo. Il Signore dice: “Da queste pietre Io posso far nascere i figli di Abramo”. Questo dimostra che tra di noi non deve esserci settarismo e che non dobbiamo dire di essere questo o quello. È necessario cercare e mettere in pratica. Qualcuno chiederà come. Innanzitutto la Saggezza deve essere pura, pacifica; poi deve essere mite, arrendevole. Ma ognuno chiederà qual’è la via per la quale si potrà entrare e poi uscire. Io non risponderò niente all’uomo che non possiede la qualità della Saggezza. Direte che questo è crudele. Non è crudele, ma perché parlare a un sordo che non mi sentirà? Qualcuno dirà: “ Ti stai un po’ montando la testa.” Quando dico “Io” con questa parola io intendo Dio. Quando sarete puri l’Io Divino vi dirà tutto. Quando un bambino mi dice: “Te lo faccio capire io”, io mi fermerò e dirò: “Dimmi Signore, io Ti ascolto.”. Ad esempio qualcuno ha fatto un giardino e io ci entro, esamino se il giardino è quadrato oppure ellissoidale, qual'è la forma delle aiuole, che specie di fiori vi sono stati piantati, se sono bianchi, rossi, gialli, la loro grandezza, etc. E dopo aver esaminato tutto questo, potrò dire che tipo di persona ha piantato questo giardino. Se ho nelle mani una lettera saprò dire il livello di cultura di chi l’ha scritto. Alcuni esclamano: “Ma che cappelli portano le donne!”. A me piace esaminare i cappelli delle donne, gli abiti degli uomini, perché tutto questo è cultura. L’insegnamento di Cristo è l’insegnamento che è stato deposto in voi. Aprite le vostre biblioteche e troverete i vostri libri. Se volete entrare nello stato superiore della Vita, dovrete trovare San Pietro – egli vi darà le chiavi, vi darà il libro di Cristo. Se volete scendere nei mondi inferiori, dovete scendere giù e all’inferno troverete Cristo. Una delle chiavi si trova da Pietro e l’altra da Cristo. Ci sono due Vangeli; quando li leggerete tutti e due, li comprenderete e vedrete com’è la Saggezza che scende giù. Perché la Saggezza non sta in alto? Ci sono delle ragioni per questo. Essa scende per voi, è madre e padre, è cibo e scende per noi. Solo dopo aver acquisito questa Saggezza voi troverete vostro Padre, vedrete com’è Dio. Troverete questa Saggezza, che è pura, pacifica, mite e a quel punto scoprirete il senso interiore di Dio, comprenderete quello che Egli è. Quando vi metterete in contatto con gli Angeli, nel vostro spirito e nella vostra mente entrerà una Luce nuova, sentirete una tale musica che non avete mai sentito e direte: “Ha senso, questo è il senso profondo della Vita.” Adesso tutti voi che mi state ascoltando, mettete in pratica la Purezza. Smettete di pensare di essere puri e aspirate alla Purezza. Qualcuno dice: “Io sono abbastanza puro, abbastanza pacifico”. No, tu devi essere completamente puro e pacifico. Con la parola “pacifico” s’intendono le forze più intense che funzionano nel mondo. La luce che scende dall’alto è pacifica, ma produce delle cose grandiose. Con la parola “pacifico” intendo la forza che ci dà l’impulso a lavorare e a pensare. Io non vi insegnerò come pensare, ma vi darò l’impulso che vi farà lavorare. Io vorrei portarvi qualche volta a fare una passeggiata, per vedere che sentimento avvincente si prova in mezzo alla Natura. Dentro di lei si sente la Mente Divina, la Saggezza, la Forza, l’Amore, che lavorano, che scendono e dicono: “Quanto sei grande Signore!”. Io desidero di saperne sempre di più. Non dico di sapere tanto, perché oggi abbiamo un’opinione sulle cose e domani ne abbiamo un’altra, un’altra comprensione. Dunque, nella Vita dobbiamo vedere l’armonia Divina. Qualcuno dirà: “Sto invecchiando”. Anche la Terra sta invecchiando. Se non invecchiasse, non avrebbe questa bellezza. I solchi, le valli, i fiumi, le montagne – queste sono le sue rughe. Quando uno ha delle rughe, è più espressivo. Queste linee, sistemate in alto oppure in basso, dimostrano che tipo di persona sia, cioè ogni linea ha il proprio significato. Oggi però i pittori e i fotografi prendono il pennello e lisciano le rughe. Essi non riconoscono ciò che è prezioso. Ad esempio, un libro come la Bibbia, oggi lo potete comprare a un prezzo molto basso, oppure da qualche parte scoprirete che lo usano per incartare diverse merci. Noi, gente moderna, prendiamo il Divino, ci incartiamo il formaggio e poi ci stupiamo come mai siamo tanto incivili. Con la Saggezza di Dio dobbiamo incartarci la mente, il cuore e l’anima. A quel punto saremo degli uomini forti e potenti. Quindi, si avvicina una trasformazione nella vita sociale. Nella scienza moderna avvengono dei cambiamenti, si presentano certe teorie. Ad esempio, fino a qualche tempo fa la scienza considerava gli elementi come corpi semplici e indivisibili e gli scienziati pensavano di essere arrivati al limite estremo. Invece nella scienza moderna, che si sviluppa più velocemente della religione, sono riusciti a scindere gli atomi in ioni. Ad esempio, dicono che nell’atomo dell’idrogeno ci sono settecento ioni, una parte sono positivi e un’altra sono negativi. Dunque anche lì ci sono uomini e donne che litigano, cioè ci sono 350 uomini e 350 donne. In un atomo di ossigeno ci sono 11 220 ioni – quindi circa 5500 ioni positivi e 5500 ioni negativi. L’atomo del sodio contiene circa 16000 ioni, l’atomo del radio contiene circa 100 000 ioni. Un giorno si potrà arrivare fino al punto in cui anche l’ione verrà scisso. Farò il seguente paragone: se un atomo è grande, ad esempio grande come la chiesa “San Cirillo e San Metodio”, allora lo ione sarà grande come una nocciola. Tra gli ioni ci sono degli spazi molto grandi. Quando si parla della quarta dimensione, s’intende nello spazio. Perciò Cristo dice: “Se non diventerai come un bambino, se non diventerai più piccolo, rimarrai uno stolto”. La strada del progresso è saper diventare piccoli, cioè conoscere le forme con le quali potrai penetrare il mondo. Lassù non accettano uomini grandi. Alcuni pensano che quando ci sarà la venuta di Cristo, risorgeranno con i loro corpi attuali che pesano, per esempio, centocinquanta chili. No, l’uomo risorgerà in una maniera particolare. Si deve arrivare a una vera comprensione, allora nell’uomo verrà il corpo Divino, che potrà diventare tanto piccolo da poter attraversare tutti i mondi, oppure diventare tanto grande da poter occupare tutti i mondi. Dobbiamo imparare a diventare piccoli e a non avere il desiderio di impadronirci del mondo. Il mondo è per noi, basta che l’uomo abbia questa aspirazione. Gradualmente l’uomo passerà attraverso tutti i mondi, tutti i pianeti e poi di nuovo inizierà a scendere. Perciò dicono che la Vita è un movimento dal centro alla periferia e dalla periferia al centro. Questo è il senso interiore della Vita, cioè dall’Amore alla Saggezza e dalla Saggezza all’Amore, dalla Verità alla Saggezza e dalla Saggezza alla Verità, dalla Giustizia all’Amore e dall’Amore alla Giustizia, dalla Giustizia alla Verità e dalla Verità alla Giustizia, dalla Giustizia al Bene e dal Bene alla Giustizia. Capite che cosa significano queste cose? Questo è lo spazio di mondi interi. Quando si dice "Bene" è un mondo grande. La Giustizia, l’Amore, anche questi sono dei mondi grandi. Alcuni chiedono che cosa sia la Saggezza. Questo significa entrare a vivere nel suo mondo. Allora vedrai quant’è bello viverci. Adesso, voglio che questa Saggezza sia per tutti pura e pacifica, e quando uscite da qui, che possiate trasmetterla non a parole, ma tramite la vostra presenza. Nessuno può trasmettere agli altri ciò che non possiede dentro se stesso. La Saggezza viene trasmessa mediante la Saggezza, l’Amore viene trasmesso mediante l’Amore. Dobbiamo amare tutti senza pensare a noi stessi. E in tal caso tutti vi ameranno. Se non vogliono amarvi ci sarà uno scontro; quando tutti gli uomini cominceranno ad amare, allora ci sarà armonia. Ad esempio cento musicisti si riuniscono in un’orchestra, ma devono eleggere un direttore. Se si mettono a litigare su chi eleggere, non verrà fuori niente e non ci sarà armonia nel loro lavoro. Rivolgetevi al Signore dentro l’anima vostra, Egli è Vita. Egli è dentro di voi e le concezioni che vi darà, le dovete a Lui. Se la Vita viene compresa in tale modo, avverrà una grande trasformazione nel mondo. Questa Saggezza, che adesso sta arrivando nel mondo, è Dio, è Cristo. Cristo adesso sta scendendo dal Cielo. Che moltitudine di anime Grandi Lo accompagnano! "Venite a vedere ciò che è Divino" – essi dicono agli uomini. Essi portano Purezza, Pace, il Divino. Alcuni chiedono quando arriverà questa pace. Sta venendo, io vedo nell’umanità una grande processione – tutti vengono e cantano. E quando essi verranno, ci sarà l'armonia nel mondo, e insieme a questo ci sarà la Pace e l’Amore. Questa è la venuta di Cristo. Non ci sarà la fine del mondo, ma il mondo verrà purificato. È così che vorrei che riceviate Cristo. Che lo aspettiate sia con Gioia che con Allegria! Che d'ora in poi questa Saggezza venga pure provata. Adesso si dovrà esaminare l’anima umana. Finora non avete mai studiato quello che è. Adesso imparerete che cosa sia un predicatore, un sacerdote, un maestro, etc. Adesso la Saggezza Divina sta arrivando per farci imparare il linguaggio delle cose. E, personalmente per noi, tutto si trasformerà in un’armonia. 1 – Derviscio (dal Turco) – un monaco maomettano (nota del redattore) 2 – Molto probabilmente si tratta delle particelle elementari in accordo con le concezioni della scienza della prima metà del ventesimo secolo (nota del redattore) Discorsi della domenica Domenica 29 Ottobre 1916, Sofia
  5. Non dovrò berlo? Discorso pubblico del Maestro, tenuto il 22 di Ottobre 1916 a Sofia. “Il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?” Giovanni 18:10 “Se qualcuno, a qualsiasi popolo, lingua o nazione appartenga, reca offesa al Dio di Sadrach, di Mesach e di Abdenego sarà tagliato a pezzi e la sua casa trasformata in un letamaio. Nessun altro Dio può compiere una simile liberazione.” Daniele 3:29 “Il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?” Tutti sanno che cosa è il calice. Il calice è parte integrante della vita attuale. È indispensabile per tutte le feste e tutti i divertimenti. Vi versano dentro vino, grappa, varie bevande alcoliche. Anche i dottori utilizzano lo stesso calice. Essi sciolgono le medicine dentro e le danno ai bambini piccoli, che ne rimangono disgustati. Cristo dice ai suoi discepoli: “Il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?” Questo calice rappresenta un processo dello sviluppo umano; è il simbolo di qualcosa. Si è notato che i fiori di tutte le piante fanerogame hanno la forma di un calice. Bere dal calice di Cristo vuol dire passare attraverso un certo processo, interiore oppure esteriore – che può essere fisico, sentimentale oppure mentale. I tre giovani – Sadrach, Mesach e Abdenego, gettati da Nabucodonosor in una fornace ardente, rappresentano le manifestazioni di tre caratteri diversi. È raro incontrare tre persone che abbiano lo stesso carattere oppure che siano dello stesso parere. Quei giovani si distinguevano per il loro elevato sviluppo mentale, morale e spirituale, che fu messo alla prova nella loro vita. Essi rimasero fedeli alle proprie convinzioni. Quando i Babilonesi vollero imporre loro le loro concezioni sociali e religiose, essi non obbedirono. Nella vita ci sono dei principi a cui l’uomo deve rimanere fedele. Solo in questo modo egli si può sviluppare correttamente. Chi non sopporta quei principi, dovrà subire le conseguenze della propria deviazione. La prova in questione riguarda non solo il singolo individuo, ma anche la casa, il popolo e l’intera umanità. Non dovete stupirvi quando succede che l’individuo, la casa, il popolo e tutta l’umanità di oggi vengano sottoposti a questa prova. – Da chi? – Dal mondo nuovo oppure da Dio. Tutti passano attraverso la prova dei tre giovani. Essi rappresentano i tre grandi principi attivi nell’uomo. Quando tra lo spirito, l’anima e il corpo dell’uomo non esiste unione, allora non si può ottenere niente. Molti predicatori hanno parlato del verso dei tre giovani nella fornace ardente, ma esaminandoli in modo diverso da quello in cui li esamino io. I tre giovani rappresentano tre caratteri fermi. Un vero uomo è quello che supera l’esame con successo. Lo studente oppure l’allievo riceve un diploma di fine studi dopo aver superato gli esami con successo. Lo stesso vale anche per la vita sociale, vale anche per la natura. Tutti gli esseri viventi, dai più piccoli a quelli più grandi, vengono sottoposti a un esame, dopo il quale prendono il posto a loro destinato. Finché non passano i severi esami della vita, gli uomini la considerano in maniera superficiale. Gli uomini cercano il benessere, la felicità, ma non li trovano. Può cercare e trovare la felicità soltanto colui che sa che cosa essa rappresenti e dopo averla trovata, la può mantenere per sempre. In questo modo la gente cerca anche l’amore. Sapete che cosa è l’amore? Direte che provate amore. L’uomo prova delle cose piacevoli, ma anche delle cose spiacevoli, comunque tutto questo non è amore. Tutto nella vita è una manifestazione dell’amore, ma in effetti sono pochi quelli che sanno che cosa sia l’amore. Non esiste uno scienziato, un filosofo oppure uno scrittore che possa definire precisamente che cosa rappresenti l’amore. Direte che Dio è Amore. State dicendo che Dio è Amore senza capire il senso dell’amore. È una questione che ha a che fare col futuro. Tra migliaia di anni l’uomo avrà un’idea chiara dell’amore. Fino a quel tempo attenetevi all’amore secondo le vostre concezioni. Adesso esaminiamo il carattere dell’uomo. Il carattere sottintende stabilità. È la sua qualità più importante. Un carattere stabile è quello che in tutte le circostanze della vita rimane sempre lo stesso, cioè non cambia. Se nelle difficoltà l’uomo cambia il proprio carattere, si dice che egli non ha carattere. Tutte le creature che non hanno carattere sono impersonali, vale a dire sono privi di individualità. Per poter sviluppare la qualità principale del proprio carattere - la stabilità - l’uomo passa attraverso quattro processi, cioè attraverso quattro gradi di sviluppo: il processo della subcoscienza, della coscienza, dell’autocoscienza e della supercoscienza o la cosiddetta coscienza cosmica, Divina. L’uomo di oggi è arrivato fino all’autocoscienza. In questa coscienza si nascondono le condizioni per la caduta dell’uomo. L’uomo vuole dominare il mondo e dice: solamente io vivo, perciò tutti mi devono servire. Quando sto bene io, stanno bene tutti; quando sto male io, stanno male tutti. Questa concezione dell’uomo creò le due dottrine filosofiche: il pessimismo e il positivismo. Quando l’uomo è malato, quando i suoi affari non vanno bene, egli è pessimista. Quando è sano e i suoi affari vanno bene, egli è ottimista. Queste concezioni non determinano in alcun modo lo stato dell’universo. Queste sono le concezioni soggettive dell’uomo, che non hanno niente in comune con le grandi ed inalterabili leggi di Dio. Qual’è lo scopo finale della vita? Per l’uomo lo scopo finale della vita umana è trovare la qualità principale del proprio carattere; trovare il punto d’appoggio della propria vita; trovare suo Padre e ritornare alla sua casa Paterna; trovare il proprio Maestro ed assumersi il lavoro che dovrà terminare. – Che cosa farò una volta terminato il mio lavoro? Fare una domanda del genere vuol dire non comprendere lo scopo finale della vita. Il lavoro non finisce mai. Terminare un lavoro vuol dire iniziarne un altro. Sapendo questo non chiedete mai qual’è lo scopo finale della vita. Fate tutto il possibile per terminare il lavoro iniziato. Non posponete il vostro lavoro. Solo in questo modo vi sentirete felici. Dirigete la vostra mente e il vostro cuore sul lavoro che vi è stato assegnato. E solo dopo aver finito il lavoro assegnato, l’uomo ha il diritto di chiedersi perché sia venuto sulla terra. La risposta è semplice: sei venuto sulla terra per imparare e per lavorare. Cristo dice: “Il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?” Ogni uomo ha un calice sia amaro che dolce, che si alternano uno dopo l’altro. Tramite il calice amaro la vita umana viene costantemente purificata. – Perché si deve purificare? – La vita umana è simile a una sorgente che viaggia per un lungo periodo e lungo il suo percorso raccoglie diversi residui che la imbrattano. Perché la sorgente si possa purificare, l’acqua deve passare per una serie di strati sabbiosi. In questo modo l’acqua viene filtrata e assume la sua purezza primaria. Ecco perché Dio di tanto in tanto vi dà un calice amaro per poter purificare la vostra vita. Dopo essere passato attraverso l’esperienza del calice amaro diverse volte, capirete perché dovevate berlo. Il calice amaro libererà la vostra vita da tutte le impurità. – Che cosa rappresentano le impurità? – I cattivi pensieri e desideri dell’uomo. Essi sono gli elementi che provocano corruzione nella vita e nel carattere dell’uomo, distruggendoli. In questo modo l’uomo perde la sicurezza nella sua vita e comincia a temere di ammalarsi, di invecchiare, di perdere la sua ricchezza. Ciò che si teme diventa realtà. Qual’è la filosofia di tutto ciò? Nella paura l’uomo immagina le cose come non sono. Un viandante fu sorpreso dalla notte in una zona montana dove doveva pernottare. Quanto più buio diventava, tanto più smarriva la strada. Improvvisamente il suo piede scivolò ed egli sentì di cadere in un precipizio, ma riuscì ad attaccarsi al ramo di un albero, rimanendo così sospeso per qualche ora. Alla fine le sue mani diventarono tanto fiacche che gli era impossibile tenersi al ramo dell’albero. Prima di cadere nel precipizio egli cominciò a gridare, a congedarsi dai suoi vicini. Quando disse addio a tutti, lasciò il ramo al quale stava attaccato, aspettando la morte. Ma rimase molto sorpreso quando capì che, il precipizio di cui aveva paura, era profondo solo 15 centimetri. Spesso voi stessi vi tenete a qualche ramo e gridate: addio, sto per morire! Ma quando lasciate andare il ramo, vedete che il precipizio sotto è profondo soltanto 15 centimetri. In questo modo l’uomo aumenta da solo le proprie sofferenze. Il nuovo insegnamento vi dice che il precipizio sotto voi è profondo solo 15 centimetri. Lasciate il ramo senza paura e vi convincerete che le mie parole sono verità. Prima di arrivare alla verità l’uomo ha paura e dice: che cosa mi succederà? – Nella vita non c’è niente di spaventoso. Lascia andare il ramo al quale ti tieni e vedrai che il precipizio sotto di te è profondo soltanto 15 centimetri. – E se muoio? – Non è spaventoso neanche questo, sotto di te vi è sempre la stessa profondità di soli 15 centimetri. Un giorno vi convincerete da soli che la paura, che vi ha preso e che vi tiene fortemente, è infondata. È calmo e tranquillo dappertutto. Provate il nuovo insegnamento nel quale è nascosta la verità della vita. La verità si può sempre provare perché essa stessa è vita. Cristo, per primo, capì il senso della vita e il suo obiettivo finale e bevve il calice amaro senza pentirsene. Se Cristo non avesse bevuto il calice amaro, il mondo sarebbe stato privo di ogni bene. Che cosa si nasconde nel calice amaro? L’Amore di Dio. Direte che porta sofferenze. Senza le sofferenze la foglia del calice amaro non può cadere. Dunque senza le sofferenze, non può dare il frutto della vita. Cristo è il frutto vivente sull’albero della vita. Non comprendendo le leggi della vita i discepoli di Cristo dicevano: “Maestro, non esporti alle sofferenze!” Questo sottintende: Maestro, non fiorire. Cristo sapeva che era il tempo che Egli fiorisse e fruttificasse. Se non fosse fiorito e non avesse fruttificato, non ci sarebbe stato il frutto. Il frutto portò la grazia all’intera umanità. Quindi quando il calice amaro viene anche per voi, saprete che è arrivato il tempo di fiorire e fruttificare. Dunque non dispiacetevi delle vostre sofferenze. Solo tramite la sofferenza l’individuo, la famiglia, la società, il popolo e l’intera umanità si nobilita. Cristo doveva fiorire per primo sull’albero della vita e dare il frutto vivente che guarisce. In questo frutto è nascosto il nuovo insegnamento, che porta gli elementi della pace interiore e della serenità. Solo in questo modo l’uomo entra nella coscienza cosmica dell’universo vivente, nel quale tutti gli esseri elevati, tutti gli angeli e tutto il cielo servono Dio. Quando l’uomo è buono, ovunque lo sistemino, sia all’inferno che in paradiso, egli sta bene dappertutto. Se fosse cattivo, starebbe male anche se lo sistemassero in paradiso. I tre giovani passarono attraverso la fornace, ma non bruciarono. Insieme a loro entrò un quarto che assomigliava a Cristo. Quando l’uomo passa attraverso il fuoco troverà il quarto elemento, cioè lo Spirito chiamato dai filosofi “sé superiore” – il principio Divino nell’uomo. Dal punto di vista dei cristiani questo significa unirsi a Dio. Questo sottintende vivere in armonia e non unire le tue mani con qualcuno, tenersi mano nella mano. Se prendete alcuni toni consecutivi, distinguerete chiaramente ogni tono separatamente. Se però prendete alcuni toni, combinati armoniosamente, formerete un accordo, una consonanza oppure un’armonia. Dico: entrate nella vita Divina per cominciare a vivere nella Sua armonia. Dio non ha bisogno di noi, siamo noi che abbiamo bisogno di Lui. Egli non ha voglia di assorbirci e spersonalizzarci. L’unica Sua aspirazione è quella di indirizzarci sulla strada della comprensione. Egli è il Maestro delle anime che vogliono comprenderLo. Solo in questo modo l’uomo può essere intelligente, buono, bello, sano e vivere in armonia. – Allora perché sono necessarie le sofferenze? – Esse arrivano come ostacoli indispensabili per ottenere l’armonia. L’armonia è irraggiungibile senza ostacoli. Può il treno muoversi su una superficie liscia e arrivare all’obiettivo finale del suo movimento? Se il percorso del treno risulta scorrevole, le sue ruote si muoveranno senza che il treno vada avanti. Perché il treno possa andar avanti, versano sabbia lungo il suo percorso ed esso inizia ad andar avanti. La sabbia è un ostacolo e senza di esso il treno rimarrà al suo posto. Non pensate di sentirvi felici, se il vostro percorso è scorrevole e senza ostacoli. Gli esseri ragionevoli, che capiscono le leggi, versano subito sabbia sulla vostra strada perché le ruote della vostra vita vadano avanti. Direte che la vostra felicità viene turbata. È un disturbo apparente. Quando avanzerete, capirete il senso degli ostacoli, cioè delle sofferenze. Dici: i miei capelli sono diventati bianchi per le sofferenze. – Pure questo è a fin di bene – dipende da che cosa ti stai preparando. Se tu fossi una tela per vestiti, sarebbe meglio che tu sbiancassi. Se tu fossi un suolo, sarebbe meglio che tu annerissi. Il suolo nero dà la frutta migliore, il grano migliore. In questo senso vorrei che tutto il suolo fosse nero. Cristo dice: “Questa è la vita eterna, che io conosca Dio, che io conosca l’Amore.” Questo è il frutto divino che porta armonia a tutta l’umanità. Soltanto colui che è pronto a soffrire fiorirà, fruttificherà e darà frutto. – Se fossi stato un frutto, mi avrebbero mangiato. – Che ti mangino. Tu hai un seme dal quale nascerai un’altra volta. La forza della tua vita sta nel seme. Finché l’uomo non dimostra la sua forza, non può svilupparsi. Sapendo questo non abbiate paura delle sofferenze e delle difficoltà. Tutti gli uomini, tutti gli esseri passano attraverso di esse. Le supererà solamente colui che è pronto a lasciar andare il ramo a cui si sta tenendo. In questo modo egli vedrà che il precipizio che teme è profondo solo 15 centimetri. Tutte le difficoltà sono superabili. Ho visto degli uomini che non potevano morire facilmente. Quando viene l’ora, essi cominciano a scalciare, non possono separarsi dal corpo. Dico: rilassati, che l’anima tua esca liberamente. Sotto di te ci sono soli 15 centimetri di profondità. Anche i vicini del morente hanno paura della morte. Gli danno le medicine, gli fanno iniezioni per poter allungare la sua vita un po’ di più, ma non ottengono niente. Lascia il ramo, sotto di te c’è una profondità di soli 15 centimetri. Alzati in piedi e di’: grazie a Dio mi sono salvato da una grande disgrazia. Gli uomini di oggi non capendo le cose, si riuniscono attorno al morto e dicono: pover’uomo, se n’è andato! Io vedo che il morto è vivo e sta a una distanza di 15 centimetri dal suo corpo. Adesso, in qualsiasi modo io vi parli, vi sembra tutto ridicolo. Quando vi trovate davanti a qualche difficoltà, voi di nuovo vi afferrate al ramo e non osate lasciarlo andare. Dico: lascia andare il ramo e aggrappati al Signore. Soltanto così avverrà una svolta nella tua vita, in tutte le vostre concezioni. Ci sono degli scrittori che dopo aver scritto un libro, hanno una grande paura della critica. Essi si agitano, si turbano e quando la crisi passa dicono: grazie a Dio, è finita. Dico: Scrivi il tuo libro e lasciati cadere. Di’ la tua lezione e lasciati cadere. È questo che voleva dire Cristo con il calice che il Padre gli diede. Pietro disse a Cristo: “Maestro non bere questo calice.” Cristo però gli rispose: “Il calice, che il Padre mi ha dato, lo devo bere.” Ogni uomo porta in sé Pietro e Cristo. Pietro sguaina la spada e taglia l’orecchio del servo. Cristo gli dice: “Pietro, metti via la tua spada. Bevi il calice che ti dà il Padre, perché tu capisca l’armonia Divina. Il calice amaro arriva ad ognuno di voi. Io vorrei che voi beviate questo calice da eroi, come conviene a ogni cristiano. Dopo aver bevuto il calice amaro, viene la resurrezione – la vita nuova. Questa è la parte esteriore della questione. C’è una certa analogia tra la vita di Cristo e quella dei tre giovani, che Nabucodonosor fece buttare nella fornace. La fornace era tanto rovente che il carnefice, che li aveva buttato dentro, bruciò. È stato detto che Dio è un fuoco che brucia. Però, colui che vive in accordo con l’Amore di Dio e con lo Spirito di Cristo, è fuori da ogni pericolo. La forza di Dio si manifesta nei momenti difficili della vita, non quando l’uomo è povero, ma quando è ricco. La ricchezza è pinguedine dall’interno all’esterno e la povertà – un processo di sviluppo dall’interno all’esterno. La ricchezza si deve trasformare in concime e la povertà in lavoro onesto. Non si può fare a meno della ricchezza, ma non si può fare a meno neanche della povertà. Essi sono due processi che lavorano insieme per lo sviluppo umano. Finché l’uomo non perde tutto al mondo, non può trovare Dio, non può essere felice. La felicità è un’essenza che viene estratta dal sapere e dalle esperienze di migliaia di generazioni, come l’olio di rose dal fiore della rosa. Dovete mettere a distillare tre - quattromila chili di fiori di rosa per estrarne appena un chilo di olio di rose. Questo vuol dire trasformare la felicità terrena in quella celeste. Questo vuol dire: se la vita terrena non viene trasformata in vita celeste, l’uomo non può trovare la vera felicità. “Il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?” Cristo bevve questo calice e diventò un grande spirito. Egli si unì a Dio e disse: “Io e il Padre siamo una cosa sola.” In questo sta la Sua forza. Egli dice: “Sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha inviato.” Se Cristo non avesse fatto la volontà di Dio, egli sarebbe stato simile agli uomini. Spesso i religiosi si chiedono chi fra di loro è più pio, più intelligente. Questa è una cosa relativa. Studiando gli uomini di oggi vedo che essi non possono amare più di una persona. Se amano due persone contemporaneamente o si metteranno a litigare oppure saranno costretti a mentire. Ami contemporaneamente due persone e ti metti a mentire ora all’uno, ora all’altro, diventi falso. Questo è amore? Questa è una manifestazione dell’egoismo umano, una manifestazione dell’autocoscienza umana. L’uomo nel suo egoismo si manifesta come una piccola crudele divinità nella forma di figlio oppure di figlia, nella forma di un amato oppure di un’amata. Questo è stato sperimentato da ognuno. Io vedo come questa divinità picchia la sua amata oppure il suo amato. Qualche volta è il figlio che picchia il padre, la figlia che picchia la madre. Finché questa divinità non si lascia andare giù nel precipizio, non perde tutto ciò che è terreno, non può capire il significato interiore della vita Divina. La divinità nell’uomo è ciò che lo tortura sempre, che lo rende sempre scontento. È Pietro che rende scontento l’uomo. Quando uno è contento, è Cristo che si manifesta dentro di lui. Un giorno ti senti arrabbiato, scontento - è Pietro che ti sta visitando. Il giorno successivo sei contento, lieto – è Cristo che ti sta visitando. Egli ti dice: “Questo calice si deve bere.” Nel primo caso l’uomo parla di ideali, del bene dell’umanità, ma non si attiene a ciò di cui parla. In una città Americana, vicino all’università, viveva una vecchia negra che aveva ottant’anni. Spesso sentiva la vita come un peso e si metteva a pregare Dio affinché portasse via la sua anima, per liberarsi dal suo peso. Passando vicino a casa sua gli studenti sentivano le sue preghiere e un giorno decisero di farle uno scherzo. Una sera due di quegli studenti si avvicinarono a casa sua e bussarono alla porta. Ella chiese: Chi è là? – Io sono l’Arcangelo Michele. Dio ha sentito le tue preghiere e mi ha mandato a prenderti l’anima. – DiteGli che non c’è qui quello che sta cercando – rispose la negra con paura. È così anche lo stato degli uomini di oggi. Essi parlano di ideali, di prodezza, di bene, ma arrivato l’Arcangelo Michele dicono: diteGli che qui non ci sono quelli. Dunque gli uomini parlano di ideali, di grandi cose, ma quando si arriva a mettere in pratica dicono: ma dobbiamo lavorare sempre noi? Che lavorino anche gli altri. Fecero portare a un uomo la gallina arrostita, il vino e le pere. Egli li portava e stava zitto, non si lamentava del suo peso. Ma quando vollero fargli vangare la vigna, egli disse: che vanghi qualcun altro, non sarò sempre io a lavorare. Ricordatevi: finché l’uomo passa attraverso la legge dello sviluppo, egli dovrà sollevare e mettere giù la zappa, cioè la sofferenza, e vangherà la sua vigna. La sofferenza conduce alla grande felicità della vita. L’uomo, passando attraverso la legge dello sviluppo, berrà il calice amaro che porterà la benedizione alla sua anima. Il calice porta sia sofferenza che gioia. Quando l’uomo impara come bere da questo calice, capirà il senso profondo della vita. Il Padre dà il calice a ogni persona. È importante che l’uomo trovi la qualità principale del suo carattere. Per questo ci vuole il coraggio che apporta pace e serenità dentro all’anima umana. Solo in questo modo egli può compiere il lavoro a lui predestinato. Ogni giorno l’uomo si arrabbia per un nonnulla ed esce dai gangheri. L’uomo si arrabbia con la moglie, la donna si arrabbia col marito. – Quando uno comincia a uscire dai gangheri? – Quando dentro di lui qualcosa ribolle. Quando la donna cuoce la marmellata, prima si separa la schiuma e poi la marmellata comincia a bollire. La schiuma viene tolta con un cucchiaio e viene messa da parte. Quando la donna bolle, l’uomo deve prendere il cucchiaio e togliere la schiuma. Se l’uomo bolle, la donna deve fare lo stesso. La schiuma è il sedimento della vita. Non appena l’uomo e la donna si liberano di questo sedimento, diventano buoni, cortesi, amorevoli. Oggi il marito sta bollendo, la moglie sta bollendo, il figlio sta bollendo, la figlia sta bollendo. Che cosa si deve fare? Prendete il cucchiaio e togliete la schiuma. Quanto più la togliete, tanto più puri e buoni diventerete. Questa non è un’allegoria ma la realtà della vita. Ecco perché quando incorrete nei sedimenti della vostra vita, non preoccupatevi di quello che vi succederà. Prendete il cucchiaio e togliete via la schiuma. Dio, che ha creato il mondo, ha un suo piano e sa quello che succederà ad ogni uomo. Egli determinò con precisione la strada di ognuno. – Ma Dio si occuperà di me? – Egli si occuperà di te così come si è occupato di te tante altre volte fino ad ora. Egli ha già disegnato la tua strada, perciò qualsiasi cosa succeda, non avere dubbi, segui la tua strada e credi che il piano di Dio si realizzerà secondo il disegno Divino. A voi viene richiesta la pazienza. Un giorno Maometto stava scappando da nemici, che lo perseguitavano per il suo insegnamento. Egli riuscì a nascondersi dietro ad un albero. Là egli potè osservare come una formica provava a portare un grande carico. Essa lo sollevava novanta nove volte, ma lo lasciava sempre cadere a terra. Con fatica alla centesima volta riuscì a portarlo al posto determinato. Stupito dalla grande pazienza e dalla perseveranza della formica, Maometto disse a se stesso: se una formica può realizzare i suoi desideri, tanto più potrò farlo io stesso. Dio aiuta tutte le creature. Quando vede le difficoltà e la fatica dell’uomo, Dio lo benedice. Egli trasforma il suo calice amaro in uno dolce e lo benedice. Dio guarda tutti allo stesso modo - i pii e i peccaminosi, i colti e gli ignoranti, gli uomini e gli animali. Che cosa dicono di Dio gli scienziati e i filosofi è un’altra questione. Attenetevi all’idea che in Dio non esiste alcun tradimento. Si parla dell’ira di Dio. Dio si adira solo quando vi mette nel fuoco. La Sua ira è il fuoco, la forza attiva che purifica. Voi gridate, pregate, ma Egli dice: ancora un po’ e sarete purificati. – Quanto tempo ci terrà nel fuoco? – Fino a quando vi purificate e smettete di produrre schiuma. A quel punto Dio vi toglierà dal fuoco, sorriderà e dirà: sono lieto che siate già puri. La purezza è una qualità indispensabile nella vita. La vita, in cui stiamo entrando a far parte, richiede un pensiero giusto e luminoso, che sostenga tutti gli uomini. Il pensiero giusto esclude ogni preoccupazione. Finché l’uomo si preoccupa, è esposto a varie malattie. Alcuni uomini non hanno paura delle malattie e della morte. Essi non credono in Dio, non credono nell’altra vita e dicono: godiamoci bene la vita perché non ci rimane nient’altro. La vita è sulla terra e si deve utilizzare. Alcuni vivono poco, altri più a lungo. Ad ognuno è stato determinato quanto vivere. La vita sulla terra è buona, ma è migliore quella in cielo. Qualcuno dice: l’altra vita o c’è o non c’è. Questo significa: nella mia mente o c’è luce o non c’è. Dio o esiste o non esiste. Se chiudete le imposte delle vostre finestre nella camera diventerà buio, ma questo non significa che Dio non esista. Dio sta contemporaneamente sia nella luce che nel buio, sia nelle gioie che nelle sofferenze, sia nell’amore che nell’odio. Egli è presente in tutte le manifestazioni della vita. L’odio è temporaneo e l’amore – eterno. L’odio si trasforma in amore perciò Cristo dice: “Il calice amaro dopo un certo periodo verrà trasformato in un gran bene, ecco perché lo dovrò bere.” Se i seguaci di Cristo e i Suoi discepoli avessero messo in pratica l’amore, il mondo sarebbe stato in ordine. Essi hanno introdotto l’odio nella vita, che col passar del tempo verrà trasformato in amore. Allora tutti gli scienziati, i filosofi e gli scrittori cominceranno a scrivere nel nuovo spirito, nello spirito del nuovo amore. Sta già arrivando la nuova onda dell’amore. Essa trasformerà le disgrazie del passato in una terra fertile sulla quale cresceranno, fioriranno e matureranno i beni dell’amore. Con essi si nutrirà l’intera umanità. Sapendo questo non abbiate paura della morte. Non abbiate paura neanche del precipizio sopra il quale state sospesi. – Di chi è la colpa di ciò? – Delle persone che vi circondano: i vostri padri e le vostre madri, vostro marito, oppure vostra moglie. Per essere contenti lasciate andare il ramo a cui vi tenete. Se vi arrabbiate, dite: lascerò il ramo a cui mi sto tenendo. Se stai male, lascia andare il ramo. Dubiti di qualcuno – lascia andare il ramo. Perché gli uomini non hanno successo nella vita? – Perché si servono di quantità negative. Essi dicono: non odiate, non dite bugie. Le forze negative non possono influire sugli uomini. Perciò dico: amatevi, dite la verità. Amatevi, fate del bene per formare il vostro carattere. Possiede un carattere fermo colui che non porta alcuna corruzione nella gente che gli sta attorno. Se una madre lascia sua figlia con un giovane e quello non la corrompe, questo dimostra che egli ha carattere. E la fanciulla ha un carattere fermo se non porta alcuna corruzione nel cuore del giovane. Liberatevi da ogni pensiero egoistico che esiste nella vostra mente e che suscita odio nel vostro cuore. Guardatevi dalla bugia, dal furto, che suscitano odio nell’uomo. La bugia, il furto dimostrano instabilità di carattere. Si può chiamare un uomo con carattere quello che approfitta della ricchezza altrui, oppure della donna altrui? Bere il calice amaro significa dare indietro agli uomini tutto quello che devi loro, ma nel frattempo anche aiutare loro. Amare vuol dire aiutare qualcuno in tutti i suoi bisogni. In che cosa consiste l’amore? Secondo alcuni l’amore si manifesta con carezze, abbracci, baci. Secondo me questo non è amore. Quando un uomo sano bacia una donna sana, oppure una donna sana bacia un uomo sano, questo non è nessun amore, nessun bene. Se un uomo sano e una donna sana si tengono sottobraccio, anche questo non è amore. L’amore vero solleva i malati, i deboli, i sofferenti. Se hai amore, bacia il malato perché guarisca; bacia il debole, il caduto per sollevarlo. Se sei un padre amorevole bacia i tuoi bambini deboli e storpi. Non dare un bacio come quello che Giuda diede a Cristo. Quando baci una persona sana tu la tradisci. L’uomo deve sapere come baciare e chi baciare. Questo è carattere. Dicendo questo io non vi accuso per quello che avete fatto nel passato, ma dico che cosa dovete fare adesso. – Tu non mi ami. – Non ti amo perché sei ricco e sano. Diventa povero e malato e ti amerò. Dà i baci dello Spirito. Quando le persone si amano, le loro anime devono stare vicino e i loro corpi lontano. Se un uomo e una donna non vivono bene insieme, Dio li separa. Egli prende nell’altro mondo o l’uomo o la donna. Quando vengono separati, quello dei due che rimane sulla terra comincia a idealizzare chi è defunto. Quando stanno lontano l’uno dall’altra essi si amano e vanno d’accordo. Un americano voleva invitare a casa sua uno dei suoi amici che non vedeva da sei anni. Egli informò la moglie chiedendole di preparare il pranzo, ma quella subito gli rispose al telefono: non portare a casa mia quell’ipocrita! Non lo voglio. Dopo aver sentito queste parole l’americano pensò: anche al telefono ho indovinato che era mia moglie che parlava. Egli conosceva il suo linguaggio. Adesso anche voi parlate di Dio, ma in fin dei conti dite: non portateLo a casa nostra. Ogni volta che viene, ci porta qualche disgrazia. Questa idea è sbagliata, falsa. Voi state mentendo a voi stessi. Quando i francomassoni assumono un nuovo membro nel loro gruppo, essi lo sottopongono a un esame per vedere se lo può superare. Il primo esame è quello del coraggio. Se non lo supera, non lo accettano tra di loro. Di fronte a lui esce un uomo con una spada in mano, che è pronto a trafiggerlo. Se si spaventa viene bocciato all’esame. La spada è di carta. Quando egli si mette a trafiggerlo, questa si piega. Allo stesso modo anche Dio ci mette alla prova con spade di carta. Le sofferenze sono le spade di carta, che se vengono affrontate senza paura, si piegano nel vostro petto e cadono per terra. E voi rimanete integri e intatti. Neanche le più grandi sofferenze umane si possono paragonare alla gloria futura che vi aspetta. Cominciate già sin d’ora a prepararvi per questa gloria. Sappiate che le sofferenze sono degli esami che vi porteranno alla gloria futura. Che cosa succederà al popolo Bulgaro? – Lo aspetta un grande futuro. Deve credere nel Signore vivente e dire: quando Dio è con noi, nessuno è contro di noi. Il Signore vivente ci guiderà. Egli porterà ordine e armonia tra tutti i popoli. Egli cancellerà tutti gli sbagli e tutti i delitti. Egli farà sparire tutte le difficoltà. Tutto ciò che predico si avvererà. Sta arrivando un gran bene per tutti. Dio porta questo bene dal cielo. A tutti noi si chiede una cosa: essere Bulgari veri. Se non pensate al male e se mettete in pratica il nuovo insegnamento, Dio sarà con voi. Egli è onnipotente, onnisciente e sempre buono. Non abbiate paura dalle sofferenze perché il precipizio è profondo solo 15 centimetri. Discorso del Maestro tenuto il 22 di Ottobre 1916, a Sofia.
  6. http://www.beinsaduno.net/index.php?/topic/135-%D1%81%D0%BF%D0%B8%D1%81%D1%8A%D0%BA-%D0%BD%D0%B0-%D0%BF%D1%80%D0%B5%D0%B2%D0%B5%D0%B4%D0%B5%D0%BD%D0%B8%D1%82%D0%B5-%D0%B1%D0%B5%D1%81%D0%B5%D0%B4%D0%B8-%D0%BD%D0%B0-%D0%B8%D1%82%D0%B0%D0%BB%D0%B8%D0%B0%D0%BD%D1%81%D0%BA%D0%B8/
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