DilyanaAndreeva

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  1. La Saggezza Discorso della Domenica del Maestro, tenuto il 29 Ottobre 1916 a Sofia. “Invece la saggezza che viene dall'alto anzitutto è pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità ed ipocrisia.” Lettera di Giacomo 3:17 Prenderò questo verso in relazione alla base della Vita. Che rapporto ha la Saggezza con la vita umana? Il rapporto della Saggezza con la Vita umana è come il rapporto della madre con il bambino. A che servirebbe al bambino avere una madre stupida? Noi non possiamo mai raggiungere quella profonda comprensione interiore della Vita umana. Essa possiede un duplice senso – in senso stretto e in senso lato. In senso stretto è la vita transitoria, mentre in senso lato è la vita immortale. Abbiamo detto che la Saggezza e la Vita hanno un rapporto come quello della madre con il bambino. Quindi voi non sarete capaci di iniziare la vostra vita, se la Saggezza non assume il posto di una madre. L’Apostolo Giacomo definisce la Saggezza, definisce una delle sue qualità, uno dei suoi attributi, cioè – la Purezza. Se non c’è Purezza non c’è Saggezza. Così come se la madre non ha amore per il bambino, essa non è una madre. Dunque se abbiamo Purezza dentro di noi, abbiamo anche Saggezza. Questo è il primo rapporto e tutti i successi nella Vita dipendono da questa Chiarezza e Purezza. La Chiarezza e la Purezza sono sinonimi. Perché se i nostri occhi non hanno chiarezza e purezza, che cosa facciamo quando partiamo per un lungo viaggio? È certo che incontreremo grandi ostacoli. Dunque, se nella vostra vita avete degli ostacoli, ciò indica che alla Saggezza manca l’attributo principale – la Purezza. Quindi, noi dobbiamo mettere davanti la Purezza. Essa è indispensabile anche nella scienza. Tutti i grandi Maestri che vennero a illuminare il mondo possedevano questa Purezza, cioè possedevano l’attributo principale della Saggezza. La Purezza sottintende che nell’anima umana non ci devono mai essere desideri e passioni. Uno degli elementi fondamentali che caratterizzano la Vita sono le passioni. Esse stanno come un cerchio attorno al cervello. A tre pollici sopra l’orecchio si trovano i sentimenti e le emozioni dell’uomo. La gente che ama la letteratura ha emozioni. I sentimenti formano la soglia più alta della vita umana. Con “sentimenti” io intendo che uno sente, ode, cioè avere sentimenti vuol dire udire. In senso Divino sentire vuol dire udire, provare le sensazioni più sottili di cui l’uomo sia capace. Sia nel mangiare, che nel leggere, che nello scrivere a noi dà piacere ciò che proviamo e sentiamo. Questa è la Vita, fuori da tali esperienze è tutto invisibile. Giacomo dice che la prima qualità della Saggezza è la Purezza. Poi la Saggezza è pacifica, la sua superficie è piana, calma, non si agita. Quali uomini si agitano? Quelli in cui le passioni prevalgono, quelli che vivono alla base del loro cervello – sopra le loro orecchie. Questo posto è collegato al centro dell’olfatto umano e quando passi vicino a una trattoria, subito ti viene voglia di saziarti di carne e di bere un po'. In questo caso tu scendi immediatamente dall’alto, cominci a pensare a qualche gustosa gallina, alla carne di qualche bue, al vino, ad altre cose e quando tutto questo riempie la tua mente, la tua Saggezza se ne va. E poi guai a quel cuoco che non prepara una buona pietanza! Cinquanta percento di tutte le disgrazie provengono da questo piccolo centro. Questo è epicureismo. Tali uomini dicono che la vita non ha senso. L’uomo deve essere colto, deve essere un banchiere per poter nutrire bene questo posto nel proprio cervello. E dopo aver mangiato nel corso di cinquanta, sessanta, cento e più anni, alla fine questo posto si rovina – il mulino ad acqua si rompe, il commercio cessa e gli uomini vanno ad un altro mulino. Siccome siamo venuti sulla Terra, dobbiamo aspirare alla nostra vita interiore Divina. Solo tramite essa possiamo essere felici e beati, per quanto possiamo osservare la legge di Dio. Tanti inciampano nei versi di questa lettera. Quando Giacomo parlava, egli aveva lo spirito Divino, aveva una rivelazione e perciò diceva queste cose. Tanti leggono la Bibbia, ma non la capiscono. Per poterla capire devono aver provato quello che provarono gli apostoli, devono avere lo spirito loro, l’anima loro e la mente loro. Alcuni dicono: “Io voglio”. Va bene, però all’uomo servono tre cose : primo – cercare, secondo – capire le cose, e terzo – metterle in pratica. Questa è la stessa cosa che diceva Cristo: “Cercate, bussate, chiedete.” Se non cerchi, non puoi trovare. Si devono riunire questi tre elementi in un unico elemento, perché vengano capite le ragioni delle cose. Un bravo giardiniere deve prima di tutto intendersi della terra, poi deve piantare qualche albero, coltivarli e dopo anni questi daranno i frutti. È lo stesso anche nella vita Divina: quando seminiamo un pensiero, dopo un certo tempo esso darà i frutti. Seminerai nel tuo cuore il desiderio Divino e seminerai nella tua mente il pensiero Divino. Ma prima di seminarli, il tuo cuore e la tua mente devono essere puri e pacifici. L’uomo si deve liberare dall’avidità che esiste nel mondo. Vi citerò un racconto di migliaia di anni fa. Ciò successe nell’antichità al re Harun On Rashid. Egli aveva l’abitudine di travestirsi e visitare la città per vedere come vivevano i suoi sudditi, per vedere se regnava l’ordine tra di loro. Egli era assai generoso e faceva opere di bene. Un giorno incontrò un mendicante e gli diede una moneta d’oro. Il mendicante gli disse: “Padrone, mi farai un gran bene se mi darai uno schiaffo.” Il re non voleva farlo, ma poiché il mendicante insisteva, il re ordinò al visir di dargli uno schiaffo. E siccome gli parve davvero strano il fatto che il mendicante avesse chiesto uno schiaffo, lo chiamò nel suo palazzo e gli chiese quali fossero i motivi profondi per una tale richiesta. Il mendicante si mise a raccontare la sua storia. Egli era il figlio di un ricco commerciante e, dopo la morte di suo padre, diventò ricco comprando ottanta cammelli. Durante uno dei suoi viaggi egli incontrò un derviscio che gli disse di sapere di un grande tesoro, e che aveva bisogno dei cammelli per caricarne il tesoro e dividerlo poi a metà con lui. Il commerciante diede il suo consenso, caricarono il tesoro ma già all’inizio il derviscio prese una piccola scatolina con un certo grasso dentro e la nascose. Si misero a dividere a metà, ciò nonostante il commerciante chiese al derviscio di dargli la maggior parte dei cammelli e di lasciare per sé una parte più piccola, pensando che a un uomo di Dio non servisse tanta ricchezza. Il derviscio accettò, cedette una gran parte dei cammelli e ne tenne per sé stesso solo dieci. Dopo aver pensato un po’ il commerciante gli disse: “Dalli tutti a me e tieni per te un solo cammello.” Il derviscio accettò anche questo. Dopo un po' il commerciante chiese anche l’ultimo cammello, lo ricevette, ma avendo notato che il derviscio aveva nascosto la scatolina, chiese che cosa ci fosse dentro. Il derviscio gli rispose che conteneva un balsamo che possedeva la seguente qualità: se veniva spalmato sull’occhio sinistro, si riusciva a vedere tutte le ricchezze del mondo e, se veniva spalmato sull’occhio destro, si diventava ciechi. A quel punto il commerciante gli chiese che gli ungesse l’occhio sinistro e davvero vide le ricchezze di tutto il mondo. Poi gli chiese che gli ungesse anche quello destro, ma il derviscio si rifiutò avvertendolo che sarebbe diventato cieco. Il commerciante però non gli credette, pensava che se avesse unto anche l’occhio destro avrebbe visto qualcosa di più importante e continuò a insistere. Alla fine il derviscio accettò, disse che declinava ogni responsabilità, gli unse anche l’occhio destro, dopodiché il commerciante perse davvero la vista. A quel punto egli si mise a urlare e a piangere, ma il derviscio gli disse: “Siccome eri molto avido, devi subirne tutte le conseguenze.” Qui il mendicante finì il racconto della sua vita e disse al re Harun On Rashid: “Stando così le cose, vorrei che tu mi dessi uno schiaffo. E vorrei che ognuno che si mette a farmi del bene mi desse uno schiaffo, cioè che mi ungesse anche l’altro occhio”. Allo stesso modo anche Dio unse uno dei vostri occhi. All’uomo unse quello sinistro e alla donna quello destro, ma essi vogliono che gli vengano unti tutti e due gli occhi. E in questo modo gli uomini si accecano - questa è la caduta dell’uomo. Il Sapere e la Saggezza che Dio ci dà, non siamo capaci di ricavarli dalla Vita. La vita sulla Terra è chiaramente determinata – l'uomo possiede un’aspirazione interiore a risollevare la propria anima. La parola “risollevare” per me vuol dire entrare nell’altro mondo e ricavarne gli elementi indispensabili alla propria esistenza. Ad esempio il cuore umano richiede dei desideri, ma certi desideri sono velenosi e, una volta entrati nell’anima umana, la distruggono. Ad esempio – quanto è insaziabile il desiderio di essere ricchi. E quanto più ricco uno diventa, tanto più il suo cuore si indurisce e alla fine diventa così duro che si rovina. Il limite estremo dell’indurimento è quello stato durante il quale il corpo diventa fragile. Nella vita sociale invece questa avidità porta a un isolamento dalla gente e questo rovina l’uomo. L’uomo vive mentre sta con i suoi vicini, vivere individualmente invece significa stare al di fuori di Dio. Quando siamo in disarmonia con la gente, noi siamo in disarmonia anche con Dio. Dici: “ Io lo odio.” - allora stai odiando anche Dio; dici: “Gli prenderò i soldi.” – stai rubando anche a Dio. Questi sono degli stati negativi e al contrario – se fai del bene, tu stai facendo del bene anche a Dio, sei un Suo collaboratore. La Saggezza scende dall’alto per insegnare a noi, i figli del Signore, a cercare il vero Sapere. Tanti vogliono imparare, ma sono scontenti e dicono: “Perché il Signore ha fatto così?” Io dico: tu non comprenderai il Signore se ti metti a criticarLo. Quando ti succede qualcosa di male, non chiedere perché è successo, ma di’ a te stesso che è successo per il tuo bene. Quando ammettiamo che le cose nel mondo non avvengono armoniosamente, questo significa che non comprendiamo le cose. Ad esempio, negli Stati Uniti ci sono dei luoghi disabitati che gli uomini attraversano sollevando tanta polvere e pensano che tutto quanto sia avvolto nella polvere, pur non sapendo che sono loro a far sollevare la polvere. Lo stesso succede anche con i tuoi pensieri e i tuoi desideri – hai sollevato tanta polvere dentro di loro. Che la tua Saggezza sia pura e pacifica, che si depositi questa polvere e, solo a quel punto, capirai il senso profondo della tua anima. È da duemila anni che gli uomini predicano la Saggezza, eppure sembra che Essa non li abbia nemmeno toccati. Più precisamente, non ha toccato quelli che stanno sulla Terra, mentre ha toccato quelli che stanno in Cielo. Qualcuno dice: “Voglio vivere.” Va bene, cerca però di utilizzare bene la Vita. Quelli che vogliono andare in Cielo devono comprendere la Saggezza interiore Divina. Qual’è il motivo? Vorrei vedere una chiesa al mondo in cui il sacerdote predichi per Amore. Adesso predica perché ha una moglie e dei figli e dice: “Io predico per il Signore.” Eppure tu non predichi per il Signore, ma per tua moglie e per i tuoi figli. Non voglio dire che quello che fa sia male. Ad esempio, un predicatore raccoglie il suo materiale qua e là, prepara bene il suo discorso in modo da poter ricavare più soldi, gli ascoltatori però non gli danno tanto quanto gli spetta, lo valutano per una somma minore e nella sua prossima predica egli comincia a fare una bella ramanzina alla gente che non gli ha dato i soldi. Una predica in cui i soldi hanno un ruolo importante, non è pura. Dunque una tale saggezza non è pura. Parlo di sacerdoti che dicono di essere al servizio di Dio. Questo nome deve corrispondere all'obiettivo. Ognuno deve fare il proprio lavoro in corrispondenza al proprio nome. Ad esempio qualcuno dice di essere un commerciante di abiti e lo è davvero. Dobbiamo essere sinceri e puri. E se io non predico la Verità, dirò:”Scusatemi, io predico la Verità a metà. Oggi predico solo per soldi perché ne ho bisogno, ma un giorno predicherò anche gratuitamente.” Ebbene, Giacomo prende la parola “saggezza” in senso lato. Tanti cristiani dicono: “Voglio capire la Saggezza Divina.” Sei pronto a dare tutto per Dio? Cristo diceva di rinunciare a se stesso, questo significa dare ai poveri tutte le ricchezze che hai sulla Terra, lavorare insieme a loro e insegnare loro a lavorare e ad essere perseveranti. Alcuni indicano quello che fece Karnich. Sono ridicoli gli uomini che prendono Karnich come un ideale. La ricchezza è un peso. C’era il caso di quell’asino caricato di reliquie, icone e croci, e che ovunque passasse tutti quanti si mettevano a fare degli inchini e pensava che gli inchini fossero rivolti a lui. Tu puoi essere nella posizione di Karnich e invece essere un asino. La riverenza a te rivolta deve essere dovuta al tuo spirito e alla tua saggezza. La tua testa non deve essere piena di versi e frasi della Bibbia, essi devono essere nell’anima tua e devono rappresentare un tessuto Divino. Questo è il significato del vero cristianesimo. Qualcuno mi può dire: “Tu non predichi bene.” Io non ho niente in contrario riguardo all’ordine attuale, i pantaloni di un bambino di cinque anni però non sono adatti a un bambino di dieci anni. E siccome l’umanità di oggi è cresciuta, servono delle cose nuove, un ordine nuovo, dei pensieri nuovi. La bambina piccola può giocare con le bambole, io rispetto la bambina, quando però una giovane ci sta giocando le dirò: “Fanciulla, a te servono delle bambole vive, devi guardare la Vita in modo diverso.” Quando il bambino piccolo gioca con il cavallino di legno, io rispetto il bambino, ma quando un giovane ci sta giocando, gli dirò che gli serve un cavallo vero e grande. Il cavallo è la mente umana, mentre la bambola è il cuore umano. Partorire un figlio significa che la madre sta partorendo il proprio cuore per rieducarlo. E quando un vecchio non può rieducare il proprio figlio, egli deve morire. Per quel motivo il Signore disse: “Se l’uomo non diventerà come un bambino, non potrà entrare nel Regno dei cieli.” L’uomo deve far rinascere il proprio cuore – perché il cuore suo diventi piccolo. Con “piccolo” si intende un elemento plastico, che è capace di svilupparsi correttamente e che non perde l’elasticità della Vita. Una donna dice: “Ho partorito cinque figli.” Va bene, ma sei riuscita a educarli? – “No.” Allora tu non hai imparato il senso della Vita. Un’altra invece dirà: “Io non ho partorito niente.” Devi partorire. La Saggezza che scende dall’alto dice: “Tu devi partorire e tuo figlio deve essere pacifico.” Va bene, voi avete dei figli, ma qualche volta vi preoccupate, vi irritate, avvampate dal rossore, alla fine vi viene mal di testa, mal di pancia oppure male ai polmoni e dite: “Fate subito venire il dottore che sto per morire!” Come mai sai che morirai? Questo dimostra che non comprendiamo i rapporti e le relazioni reciproche in cui esistiamo. Ogni uomo la cui Saggezza non è pura e pacifica morirà, imputridirà. E questo sottintende che nel mondo Invisibile ci sono altre leggi, secondo cui la materia dura deve trasformarsi in materia morbida, per poter poi diventare adatta alla vita. Dunque, per via di quelle condizioni diverse, il nostro corpo deve essere sacrificato a questa legge. Ognuno di noi deve sacrificare il proprio corpo, così come il fiore sacrifica i suoi petali in modo da poter dare il frutto. Questo significa che dobbiamo lasciare cadere i nostri petali. Ora, gli uomini di oggi vogliono vivere nel mondo fisico, però non credono che questo sia il mondo migliore. Nel mondo fisico il vostro atteggiamento verso il mondo Invisibile è tale quale l’atteggiamento del bambino nel grembo della madre – esso vive in una piccola membrana e per lui quello è il mondo intero. Ma quando il bambino nasce, questa membrana, questo corpo, si deve sacrificare, deve morire. Dunque, rispetto al mondo Spirituale, il mondo fisico è solamente un grembo e per questo motivo l’uomo si sente stretto e oppresso. Qualcuno dice:”Io voglio mettere il mondo in ordine.” Non spetta a te metterlo in ordine, esci fuori da tua madre. Qualche volta il bambino si muove dentro la madre, ma non vuole uscire fuori. Ma anche quando sta per uscire, non ne ha ancora voglia e perciò chiamano le levatrici perché lo tirino fuori, perciò la madre urla, grida. Allo stesso modo anche noi non vogliamo uscire, il Signore però ci tira fuori. Dobbiamo uscire dal mondo fisico e andare in quello Spirituale, dove ci sono molte altre condizioni per il nostro sviluppo. Adesso voi guardate il vostro corpo e dite a voi stessi: “Dopo tanti anni perderò tutto questo”. Oppure vi guardate nello specchio e vi vedete invecchiati. Io dico: uscirete dal grembo di vostra madre. Il cristianesimo è una scienza che indica come la gente deve uscire da questo mondo. È una via stretta - stretta perché possa passarvi un uomo solo. Dunque, si deve ricordare che la Purezza nel cuore e nella mente è una qualità, un attributo indispensabile. Perché la nostra aspirazione ad essere ricchi è giusta, ma la ricchezza che acquisiamo si deve trasferire lì dove non verrà persa. Non dobbiamo essere poveri. Ci sono quelli che citano:”Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei Cieli.” Questo non vuol dire che l’uomo debba essere povero, ma vuol dire un uomo che è immortale, che ha compreso la Vita. Il Regno dei Cieli non appartiene ai poveri, ma a coloro che hanno cuori in cui non esiste il pensiero di impadronirsi del mondo, a coloro che sono sempre contenti, che sono sempre pronti a sacrificarsi, che non si lamentano di niente, per i quali tutto è buono. Se li fate andare all’inferno, si trovano bene anche lì; se li fate andare in Cielo, si trovano bene anche lì. Tali sono gli uomini che sono poveri in spirito. Qualcuno dice:” Io voglio essere povero in spirito.” Va bene, puoi esserlo anche ora. Ma se ti viene un piccolo sorriso, questo dimostra che vuoi goderti la vita ancora un po'. Se ti trovi nel grembo di tua madre da un mese, vuol dire che c’è ancora del tempo per goderti la vita dentro, se ti trovi dentro da due-tre mesi – c’è ancora del tempo per goderti la vita, se ti trovi lì da quattro, cinque, sei, sette oppure otto mesi, c’è ancora del tempo per goderti la vita dentro. Ma se ci hai vissuto nove mesi, devi per forza uscirne e se non esci fuori, morirai dentro il grembo di tua madre. Una volta arrivato il momento di morire, l’uomo deve uscire fuori. Dunque, quando l’uomo muore, nasce l’anima. Essa deve uscire dal suo involucro fisico e attorno ad essa deve rimanere un involucro etereo. Dopo qualche giorno toglierà anche il secondo involucro ed entrerà nel suo corpo Astrale, cioè nel purgatorio, finché si purificherà. Una volta purificata, lascerà il corpo Astrale e salirà nel corpo Mentale – un involucro, un abito molto più fine, che non si rompe facilmente. E quando arriverà in Paradiso, l’anima entrerà nel cosiddetto stato buddhico – un uomo che si è completamente risvegliato e che comprende la Saggezza e l’Amore di Dio. In questo stato risvegliato non esiste neanche un ricordo di tutte le sofferenze terrene attraversate dall’uomo, sono rimasti solo i ricordi piacevoli delle cose accadute. E da quell’altezza l’uomo vedrà il perché di tutto ciò che è accaduto. Gli uomini di oggi non comprendono se stessi. Ci sono quelli che dicono:”Anch’io conosco Cristo.” Gli faccio la domanda:”Sei mai uscito dal tuo corpo?” – “No.” Dunque non conosci Cristo. E quando Cristo dice: “Io sono la Via e la Verità”, Egli intende la possibilità dell’uomo di sapere come uscire dalla propria condizione e come ritornarci. Se un cristiano adesso esce dal proprio corpo sviene, vengono subito chiamati i dottori a salvarlo. Lasciatelo uscire dal grembo di sua madre. Ad esempio qualcuno sta soffrendo; lasciatelo, non turbatelo, che soffra pure. Queste cose sono una grande benedizione, in queste sofferenze egli prova ciò che gli altri, che non sono al posto suo, non possono provare. Dunque Dio si rivela solo ai sofferenti, mentre per quelli che mangiano e bevono, Dio rimane una creatura sconosciuta. Oggi Dio si rivela alla gente nelle sofferenze attuali. Alcuni combattono al fronte e altri si curano, cioè le due forze agiscono contemporaneamente - l’una distrugge, mentre l’altra cura. In questo modo si formano condizioni tali che porteranno gli uomini a vivere bene insieme. Ad esempio, due persone che prima non vivevano bene insieme, adesso si incontrano al fronte e si riavvicinano. Perciò finché non nasce dal grembo di sua madre, l’uomo non può comprendere le condizioni esteriori. Secondo la stessa legge, se non entreremo nel mondo interiore, non comprenderemo ciò che il Signore pensa. Questo però è stato determinato. Le passioni sono effimere - possono sorgere come un incendio, ma poi si spegneranno e verrà la calma. A volte quando ti arrabbi, ti adiri e arrossisci, dopo mezz’ora cominci a sentire la stanchezza e dici a te stesso: “Come mi fa male la testa!” Dunque la passione emersa provoca una reazione contraria. Domani ti arrabbierai un’altra volta e un’altra volta avverrà la reazione contraria. Un lupo acchiappa una pecora, si adira mentre la divora, e sapendo che dopo soffrirà, va a dormire per bene. Spesso anche gli uomini dopo aver litigato con le loro mogli vanno all’osteria per dimenticare tutto e dicono:”Le passioni della donna non mi ammazzeranno.” Ma dopo aver smaltito la sbornia, le sofferenze iniziano un’altra volta e di nuovo andranno all’osteria. Le passioni creano l’ubriachezza. Si devono trovare le forze per poterle estirpare. Si devono far lavorare le passioni e in seguito verranno eliminate. Se permetti a un maiale di entrare nel giardino, quello si metterà a grufolare senza però essere colpevole di ciò che fa. Fa’ lavorare questa tua passione. Gli uomini di oggi dicono: “Voglio liberarmi dalle mie passioni.” Va bene, ma quando te ne liberi, che cosa rimane dentro di te? Dovete caricarvi di lavoro come una donna laboriosa e risolvere il dilemma di ogni simile passione. Invece di chiedere perché vi sia stata data, provate a farla lavorare. Così agiscono anche gli uomini di oggi. Quanti danni aveva causato all’inizio il fiume Iskar, gli uomini di oggi però l’hanno fatto lavorare, l’hanno condotto fino a Sofia e adesso stanno utilizzando la forza delle sue acque per l’energia elettrica. In questo caso non direte mai: “Signore, liberaci dal fiume Iskar!” Nel momento in cui vorrete liberarvi dalle vostre passioni, vi esaurirete, perché sono le vostre sorgenti. Si deve trovare la legge fondamentale – far lavorare le passioni, dare loro un colorito mentale, trasformare le emozioni in sentimenti, i sentimenti in felicità, la felicità in beatitudine e la beatitudine in armonia, in unione con Dio. Non puoi essere felice se non sai che rapporto esiste tra le emozioni e i sentimenti. Quando diciamo che l’uomo non può essere felice, intendiamo che egli non conosce le cose nella vita. Ci sono invece anche degli uomini felici che possono prendere le pene dei disgraziati. Tanti vengono da me e io prendo le loro pene, prendo le loro passioni e dico: “Adesso su, al lavoro!” Questi maiali si devono trattenere, si devono nobilitare le passioni, si devono trasformare in pecore, cioè in emozioni e poi si devono trasformare in sentimenti. Poi, anch’io ringrazio Dio di avermi dato del lavoro, perché anche negli uomini felici esiste la noia. Ed essere felici vuol dire aiutare la gente. Non rimpiangete il fatto che ci siano degli uomini sofferenti, invece ringraziate Dio di tutto. E ringraziando noi arriveremo a quella vera comprensione. Ringraziate Dio di avere dei soldi; ringraziate anche quando vi derubano. Adesso ci sono tanti esempi del genere. Ad esempio ci sono quelli che diventano obesi e la gente dice di loro: “Ma guarda, com’è ingrassato!” Il giorno dopo però quella stessa persona ha un colpo apoplettico, muore e allora dicono: “Com’è possibile che un uomo così sano muoia?” Non siate tristi, adesso è diventato più sano. Un altro invece è malato, ma poi guarisce; questo vuol dire che egli è rinato. Queste cose non vi devono turbare, non sono fondamentali. Qualsiasi cosa succeda, dite a voi stessi: “Sono stato mandato con una tale missione” e subito vi sentirete gioiosi. Adesso collegherò questo verso della lettera di Giacomo con la parabola di Cristo, nella quale un padre visitò i suoi due figli. Uno di loro disse che sarebbe andato a lavorare nella vigna, ma non ci andò, l’altro invece disse che non ci sarebbe andato, ma dopo essersi pentito, ci andò lo stesso. Ci sono degli uomini che vanno in chiesa, ma non fanno la volontà di Dio, e ci sono invece quelli che dicono che non vogliono servire Dio, ma in realtà Lo stanno servendo. Questi ultimi sono i veri cristiani. Perciò Cristo disse: “L’ultimo nel mondo sarà il primo in Cielo.” Il nuovo insegnamento non viene per la chiesa, ma per i grandi peccatori, per i laici. Che non si ingannino quelli che sono in chiesa, che noi siamo figli di Abramo. Il Signore dice: “Da queste pietre Io posso far nascere i figli di Abramo”. Questo dimostra che tra di noi non deve esserci settarismo e che non dobbiamo dire di essere questo o quello. È necessario cercare e mettere in pratica. Qualcuno chiederà come. Innanzitutto la Saggezza deve essere pura, pacifica; poi deve essere mite, arrendevole. Ma ognuno chiederà qual’è la via per la quale si potrà entrare e poi uscire. Io non risponderò niente all’uomo che non possiede la qualità della Saggezza. Direte che questo è crudele. Non è crudele, ma perché parlare a un sordo che non mi sentirà? Qualcuno dirà: “ Ti stai un po’ montando la testa.” Quando dico “Io” con questa parola io intendo Dio. Quando sarete puri l’Io Divino vi dirà tutto. Quando un bambino mi dice: “Te lo faccio capire io”, io mi fermerò e dirò: “Dimmi Signore, io Ti ascolto.”. Ad esempio qualcuno ha fatto un giardino e io ci entro, esamino se il giardino è quadrato oppure ellissoidale, qual'è la forma delle aiuole, che specie di fiori vi sono stati piantati, se sono bianchi, rossi, gialli, la loro grandezza, etc. E dopo aver esaminato tutto questo, potrò dire che tipo di persona ha piantato questo giardino. Se ho nelle mani una lettera saprò dire il livello di cultura di chi l’ha scritto. Alcuni esclamano: “Ma che cappelli portano le donne!”. A me piace esaminare i cappelli delle donne, gli abiti degli uomini, perché tutto questo è cultura. L’insegnamento di Cristo è l’insegnamento che è stato deposto in voi. Aprite le vostre biblioteche e troverete i vostri libri. Se volete entrare nello stato superiore della Vita, dovrete trovare San Pietro – egli vi darà le chiavi, vi darà il libro di Cristo. Se volete scendere nei mondi inferiori, dovete scendere giù e all’inferno troverete Cristo. Una delle chiavi si trova da Pietro e l’altra da Cristo. Ci sono due Vangeli; quando li leggerete tutti e due, li comprenderete e vedrete com’è la Saggezza che scende giù. Perché la Saggezza non sta in alto? Ci sono delle ragioni per questo. Essa scende per voi, è madre e padre, è cibo e scende per noi. Solo dopo aver acquisito questa Saggezza voi troverete vostro Padre, vedrete com’è Dio. Troverete questa Saggezza, che è pura, pacifica, mite e a quel punto scoprirete il senso interiore di Dio, comprenderete quello che Egli è. Quando vi metterete in contatto con gli Angeli, nel vostro spirito e nella vostra mente entrerà una Luce nuova, sentirete una tale musica che non avete mai sentito e direte: “Ha senso, questo è il senso profondo della Vita.” Adesso tutti voi che mi state ascoltando, mettete in pratica la Purezza. Smettete di pensare di essere puri e aspirate alla Purezza. Qualcuno dice: “Io sono abbastanza puro, abbastanza pacifico”. No, tu devi essere completamente puro e pacifico. Con la parola “pacifico” s’intendono le forze più intense che funzionano nel mondo. La luce che scende dall’alto è pacifica, ma produce delle cose grandiose. Con la parola “pacifico” intendo la forza che ci dà l’impulso a lavorare e a pensare. Io non vi insegnerò come pensare, ma vi darò l’impulso che vi farà lavorare. Io vorrei portarvi qualche volta a fare una passeggiata, per vedere che sentimento avvincente si prova in mezzo alla Natura. Dentro di lei si sente la Mente Divina, la Saggezza, la Forza, l’Amore, che lavorano, che scendono e dicono: “Quanto sei grande Signore!”. Io desidero di saperne sempre di più. Non dico di sapere tanto, perché oggi abbiamo un’opinione sulle cose e domani ne abbiamo un’altra, un’altra comprensione. Dunque, nella Vita dobbiamo vedere l’armonia Divina. Qualcuno dirà: “Sto invecchiando”. Anche la Terra sta invecchiando. Se non invecchiasse, non avrebbe questa bellezza. I solchi, le valli, i fiumi, le montagne – queste sono le sue rughe. Quando uno ha delle rughe, è più espressivo. Queste linee, sistemate in alto oppure in basso, dimostrano che tipo di persona sia, cioè ogni linea ha il proprio significato. Oggi però i pittori e i fotografi prendono il pennello e lisciano le rughe. Essi non riconoscono ciò che è prezioso. Ad esempio, un libro come la Bibbia, oggi lo potete comprare a un prezzo molto basso, oppure da qualche parte scoprirete che lo usano per incartare diverse merci. Noi, gente moderna, prendiamo il Divino, ci incartiamo il formaggio e poi ci stupiamo come mai siamo tanto incivili. Con la Saggezza di Dio dobbiamo incartarci la mente, il cuore e l’anima. A quel punto saremo degli uomini forti e potenti. Quindi, si avvicina una trasformazione nella vita sociale. Nella scienza moderna avvengono dei cambiamenti, si presentano certe teorie. Ad esempio, fino a qualche tempo fa la scienza considerava gli elementi come corpi semplici e indivisibili e gli scienziati pensavano di essere arrivati al limite estremo. Invece nella scienza moderna, che si sviluppa più velocemente della religione, sono riusciti a scindere gli atomi in ioni. Ad esempio, dicono che nell’atomo dell’idrogeno ci sono settecento ioni, una parte sono positivi e un’altra sono negativi. Dunque anche lì ci sono uomini e donne che litigano, cioè ci sono 350 uomini e 350 donne. In un atomo di ossigeno ci sono 11 220 ioni – quindi circa 5500 ioni positivi e 5500 ioni negativi. L’atomo del sodio contiene circa 16000 ioni, l’atomo del radio contiene circa 100 000 ioni. Un giorno si potrà arrivare fino al punto in cui anche l’ione verrà scisso. Farò il seguente paragone: se un atomo è grande, ad esempio grande come la chiesa “San Cirillo e San Metodio”, allora lo ione sarà grande come una nocciola. Tra gli ioni ci sono degli spazi molto grandi. Quando si parla della quarta dimensione, s’intende nello spazio. Perciò Cristo dice: “Se non diventerai come un bambino, se non diventerai più piccolo, rimarrai uno stolto”. La strada del progresso è saper diventare piccoli, cioè conoscere le forme con le quali potrai penetrare il mondo. Lassù non accettano uomini grandi. Alcuni pensano che quando ci sarà la venuta di Cristo, risorgeranno con i loro corpi attuali che pesano, per esempio, centocinquanta chili. No, l’uomo risorgerà in una maniera particolare. Si deve arrivare a una vera comprensione, allora nell’uomo verrà il corpo Divino, che potrà diventare tanto piccolo da poter attraversare tutti i mondi, oppure diventare tanto grande da poter occupare tutti i mondi. Dobbiamo imparare a diventare piccoli e a non avere il desiderio di impadronirci del mondo. Il mondo è per noi, basta che l’uomo abbia questa aspirazione. Gradualmente l’uomo passerà attraverso tutti i mondi, tutti i pianeti e poi di nuovo inizierà a scendere. Perciò dicono che la Vita è un movimento dal centro alla periferia e dalla periferia al centro. Questo è il senso interiore della Vita, cioè dall’Amore alla Saggezza e dalla Saggezza all’Amore, dalla Verità alla Saggezza e dalla Saggezza alla Verità, dalla Giustizia all’Amore e dall’Amore alla Giustizia, dalla Giustizia alla Verità e dalla Verità alla Giustizia, dalla Giustizia al Bene e dal Bene alla Giustizia. Capite che cosa significano queste cose? Questo è lo spazio di mondi interi. Quando si dice "Bene" è un mondo grande. La Giustizia, l’Amore, anche questi sono dei mondi grandi. Alcuni chiedono che cosa sia la Saggezza. Questo significa entrare a vivere nel suo mondo. Allora vedrai quant’è bello viverci. Adesso, voglio che questa Saggezza sia per tutti pura e pacifica, e quando uscite da qui, che possiate trasmetterla non a parole, ma tramite la vostra presenza. Nessuno può trasmettere agli altri ciò che non possiede dentro se stesso. La Saggezza viene trasmessa mediante la Saggezza, l’Amore viene trasmesso mediante l’Amore. Dobbiamo amare tutti senza pensare a noi stessi. E in tal caso tutti vi ameranno. Se non vogliono amarvi ci sarà uno scontro; quando tutti gli uomini cominceranno ad amare, allora ci sarà armonia. Ad esempio cento musicisti si riuniscono in un’orchestra, ma devono eleggere un direttore. Se si mettono a litigare su chi eleggere, non verrà fuori niente e non ci sarà armonia nel loro lavoro. Rivolgetevi al Signore dentro l’anima vostra, Egli è Vita. Egli è dentro di voi e le concezioni che vi darà, le dovete a Lui. Se la Vita viene compresa in tale modo, avverrà una grande trasformazione nel mondo. Questa Saggezza, che adesso sta arrivando nel mondo, è Dio, è Cristo. Cristo adesso sta scendendo dal Cielo. Che moltitudine di anime Grandi Lo accompagnano! "Venite a vedere ciò che è Divino" – essi dicono agli uomini. Essi portano Purezza, Pace, il Divino. Alcuni chiedono quando arriverà questa pace. Sta venendo, io vedo nell’umanità una grande processione – tutti vengono e cantano. E quando essi verranno, ci sarà l'armonia nel mondo, e insieme a questo ci sarà la Pace e l’Amore. Questa è la venuta di Cristo. Non ci sarà la fine del mondo, ma il mondo verrà purificato. È così che vorrei che riceviate Cristo. Che lo aspettiate sia con Gioia che con Allegria! Che d'ora in poi questa Saggezza venga pure provata. Adesso si dovrà esaminare l’anima umana. Finora non avete mai studiato quello che è. Adesso imparerete che cosa sia un predicatore, un sacerdote, un maestro, etc. Adesso la Saggezza Divina sta arrivando per farci imparare il linguaggio delle cose. E, personalmente per noi, tutto si trasformerà in un’armonia. 1 – Derviscio (dal Turco) – un monaco maomettano (nota del redattore) 2 – Molto probabilmente si tratta delle particelle elementari in accordo con le concezioni della scienza della prima metà del ventesimo secolo (nota del redattore) Discorsi della domenica Domenica 29 Ottobre 1916, Sofia
  2. Non dovrò berlo? Discorso pubblico del Maestro, tenuto il 22 di Ottobre 1916 a Sofia. “Il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?” Giovanni 18:10 “Se qualcuno, a qualsiasi popolo, lingua o nazione appartenga, reca offesa al Dio di Sadrach, di Mesach e di Abdenego sarà tagliato a pezzi e la sua casa trasformata in un letamaio. Nessun altro Dio può compiere una simile liberazione.” Daniele 3:29 “Il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?” Tutti sanno che cosa è il calice. Il calice è parte integrante della vita attuale. È indispensabile per tutte le feste e tutti i divertimenti. Vi versano dentro vino, grappa, varie bevande alcoliche. Anche i dottori utilizzano lo stesso calice. Essi sciolgono le medicine dentro e le danno ai bambini piccoli, che ne rimangono disgustati. Cristo dice ai suoi discepoli: “Il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?” Questo calice rappresenta un processo dello sviluppo umano; è il simbolo di qualcosa. Si è notato che i fiori di tutte le piante fanerogame hanno la forma di un calice. Bere dal calice di Cristo vuol dire passare attraverso un certo processo, interiore oppure esteriore – che può essere fisico, sentimentale oppure mentale. I tre giovani – Sadrach, Mesach e Abdenego, gettati da Nabucodonosor in una fornace ardente, rappresentano le manifestazioni di tre caratteri diversi. È raro incontrare tre persone che abbiano lo stesso carattere oppure che siano dello stesso parere. Quei giovani si distinguevano per il loro elevato sviluppo mentale, morale e spirituale, che fu messo alla prova nella loro vita. Essi rimasero fedeli alle proprie convinzioni. Quando i Babilonesi vollero imporre loro le loro concezioni sociali e religiose, essi non obbedirono. Nella vita ci sono dei principi a cui l’uomo deve rimanere fedele. Solo in questo modo egli si può sviluppare correttamente. Chi non sopporta quei principi, dovrà subire le conseguenze della propria deviazione. La prova in questione riguarda non solo il singolo individuo, ma anche la casa, il popolo e l’intera umanità. Non dovete stupirvi quando succede che l’individuo, la casa, il popolo e tutta l’umanità di oggi vengano sottoposti a questa prova. – Da chi? – Dal mondo nuovo oppure da Dio. Tutti passano attraverso la prova dei tre giovani. Essi rappresentano i tre grandi principi attivi nell’uomo. Quando tra lo spirito, l’anima e il corpo dell’uomo non esiste unione, allora non si può ottenere niente. Molti predicatori hanno parlato del verso dei tre giovani nella fornace ardente, ma esaminandoli in modo diverso da quello in cui li esamino io. I tre giovani rappresentano tre caratteri fermi. Un vero uomo è quello che supera l’esame con successo. Lo studente oppure l’allievo riceve un diploma di fine studi dopo aver superato gli esami con successo. Lo stesso vale anche per la vita sociale, vale anche per la natura. Tutti gli esseri viventi, dai più piccoli a quelli più grandi, vengono sottoposti a un esame, dopo il quale prendono il posto a loro destinato. Finché non passano i severi esami della vita, gli uomini la considerano in maniera superficiale. Gli uomini cercano il benessere, la felicità, ma non li trovano. Può cercare e trovare la felicità soltanto colui che sa che cosa essa rappresenti e dopo averla trovata, la può mantenere per sempre. In questo modo la gente cerca anche l’amore. Sapete che cosa è l’amore? Direte che provate amore. L’uomo prova delle cose piacevoli, ma anche delle cose spiacevoli, comunque tutto questo non è amore. Tutto nella vita è una manifestazione dell’amore, ma in effetti sono pochi quelli che sanno che cosa sia l’amore. Non esiste uno scienziato, un filosofo oppure uno scrittore che possa definire precisamente che cosa rappresenti l’amore. Direte che Dio è Amore. State dicendo che Dio è Amore senza capire il senso dell’amore. È una questione che ha a che fare col futuro. Tra migliaia di anni l’uomo avrà un’idea chiara dell’amore. Fino a quel tempo attenetevi all’amore secondo le vostre concezioni. Adesso esaminiamo il carattere dell’uomo. Il carattere sottintende stabilità. È la sua qualità più importante. Un carattere stabile è quello che in tutte le circostanze della vita rimane sempre lo stesso, cioè non cambia. Se nelle difficoltà l’uomo cambia il proprio carattere, si dice che egli non ha carattere. Tutte le creature che non hanno carattere sono impersonali, vale a dire sono privi di individualità. Per poter sviluppare la qualità principale del proprio carattere - la stabilità - l’uomo passa attraverso quattro processi, cioè attraverso quattro gradi di sviluppo: il processo della subcoscienza, della coscienza, dell’autocoscienza e della supercoscienza o la cosiddetta coscienza cosmica, Divina. L’uomo di oggi è arrivato fino all’autocoscienza. In questa coscienza si nascondono le condizioni per la caduta dell’uomo. L’uomo vuole dominare il mondo e dice: solamente io vivo, perciò tutti mi devono servire. Quando sto bene io, stanno bene tutti; quando sto male io, stanno male tutti. Questa concezione dell’uomo creò le due dottrine filosofiche: il pessimismo e il positivismo. Quando l’uomo è malato, quando i suoi affari non vanno bene, egli è pessimista. Quando è sano e i suoi affari vanno bene, egli è ottimista. Queste concezioni non determinano in alcun modo lo stato dell’universo. Queste sono le concezioni soggettive dell’uomo, che non hanno niente in comune con le grandi ed inalterabili leggi di Dio. Qual’è lo scopo finale della vita? Per l’uomo lo scopo finale della vita umana è trovare la qualità principale del proprio carattere; trovare il punto d’appoggio della propria vita; trovare suo Padre e ritornare alla sua casa Paterna; trovare il proprio Maestro ed assumersi il lavoro che dovrà terminare. – Che cosa farò una volta terminato il mio lavoro? Fare una domanda del genere vuol dire non comprendere lo scopo finale della vita. Il lavoro non finisce mai. Terminare un lavoro vuol dire iniziarne un altro. Sapendo questo non chiedete mai qual’è lo scopo finale della vita. Fate tutto il possibile per terminare il lavoro iniziato. Non posponete il vostro lavoro. Solo in questo modo vi sentirete felici. Dirigete la vostra mente e il vostro cuore sul lavoro che vi è stato assegnato. E solo dopo aver finito il lavoro assegnato, l’uomo ha il diritto di chiedersi perché sia venuto sulla terra. La risposta è semplice: sei venuto sulla terra per imparare e per lavorare. Cristo dice: “Il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?” Ogni uomo ha un calice sia amaro che dolce, che si alternano uno dopo l’altro. Tramite il calice amaro la vita umana viene costantemente purificata. – Perché si deve purificare? – La vita umana è simile a una sorgente che viaggia per un lungo periodo e lungo il suo percorso raccoglie diversi residui che la imbrattano. Perché la sorgente si possa purificare, l’acqua deve passare per una serie di strati sabbiosi. In questo modo l’acqua viene filtrata e assume la sua purezza primaria. Ecco perché Dio di tanto in tanto vi dà un calice amaro per poter purificare la vostra vita. Dopo essere passato attraverso l’esperienza del calice amaro diverse volte, capirete perché dovevate berlo. Il calice amaro libererà la vostra vita da tutte le impurità. – Che cosa rappresentano le impurità? – I cattivi pensieri e desideri dell’uomo. Essi sono gli elementi che provocano corruzione nella vita e nel carattere dell’uomo, distruggendoli. In questo modo l’uomo perde la sicurezza nella sua vita e comincia a temere di ammalarsi, di invecchiare, di perdere la sua ricchezza. Ciò che si teme diventa realtà. Qual’è la filosofia di tutto ciò? Nella paura l’uomo immagina le cose come non sono. Un viandante fu sorpreso dalla notte in una zona montana dove doveva pernottare. Quanto più buio diventava, tanto più smarriva la strada. Improvvisamente il suo piede scivolò ed egli sentì di cadere in un precipizio, ma riuscì ad attaccarsi al ramo di un albero, rimanendo così sospeso per qualche ora. Alla fine le sue mani diventarono tanto fiacche che gli era impossibile tenersi al ramo dell’albero. Prima di cadere nel precipizio egli cominciò a gridare, a congedarsi dai suoi vicini. Quando disse addio a tutti, lasciò il ramo al quale stava attaccato, aspettando la morte. Ma rimase molto sorpreso quando capì che, il precipizio di cui aveva paura, era profondo solo 15 centimetri. Spesso voi stessi vi tenete a qualche ramo e gridate: addio, sto per morire! Ma quando lasciate andare il ramo, vedete che il precipizio sotto è profondo soltanto 15 centimetri. In questo modo l’uomo aumenta da solo le proprie sofferenze. Il nuovo insegnamento vi dice che il precipizio sotto voi è profondo solo 15 centimetri. Lasciate il ramo senza paura e vi convincerete che le mie parole sono verità. Prima di arrivare alla verità l’uomo ha paura e dice: che cosa mi succederà? – Nella vita non c’è niente di spaventoso. Lascia andare il ramo al quale ti tieni e vedrai che il precipizio sotto di te è profondo soltanto 15 centimetri. – E se muoio? – Non è spaventoso neanche questo, sotto di te vi è sempre la stessa profondità di soli 15 centimetri. Un giorno vi convincerete da soli che la paura, che vi ha preso e che vi tiene fortemente, è infondata. È calmo e tranquillo dappertutto. Provate il nuovo insegnamento nel quale è nascosta la verità della vita. La verità si può sempre provare perché essa stessa è vita. Cristo, per primo, capì il senso della vita e il suo obiettivo finale e bevve il calice amaro senza pentirsene. Se Cristo non avesse bevuto il calice amaro, il mondo sarebbe stato privo di ogni bene. Che cosa si nasconde nel calice amaro? L’Amore di Dio. Direte che porta sofferenze. Senza le sofferenze la foglia del calice amaro non può cadere. Dunque senza le sofferenze, non può dare il frutto della vita. Cristo è il frutto vivente sull’albero della vita. Non comprendendo le leggi della vita i discepoli di Cristo dicevano: “Maestro, non esporti alle sofferenze!” Questo sottintende: Maestro, non fiorire. Cristo sapeva che era il tempo che Egli fiorisse e fruttificasse. Se non fosse fiorito e non avesse fruttificato, non ci sarebbe stato il frutto. Il frutto portò la grazia all’intera umanità. Quindi quando il calice amaro viene anche per voi, saprete che è arrivato il tempo di fiorire e fruttificare. Dunque non dispiacetevi delle vostre sofferenze. Solo tramite la sofferenza l’individuo, la famiglia, la società, il popolo e l’intera umanità si nobilita. Cristo doveva fiorire per primo sull’albero della vita e dare il frutto vivente che guarisce. In questo frutto è nascosto il nuovo insegnamento, che porta gli elementi della pace interiore e della serenità. Solo in questo modo l’uomo entra nella coscienza cosmica dell’universo vivente, nel quale tutti gli esseri elevati, tutti gli angeli e tutto il cielo servono Dio. Quando l’uomo è buono, ovunque lo sistemino, sia all’inferno che in paradiso, egli sta bene dappertutto. Se fosse cattivo, starebbe male anche se lo sistemassero in paradiso. I tre giovani passarono attraverso la fornace, ma non bruciarono. Insieme a loro entrò un quarto che assomigliava a Cristo. Quando l’uomo passa attraverso il fuoco troverà il quarto elemento, cioè lo Spirito chiamato dai filosofi “sé superiore” – il principio Divino nell’uomo. Dal punto di vista dei cristiani questo significa unirsi a Dio. Questo sottintende vivere in armonia e non unire le tue mani con qualcuno, tenersi mano nella mano. Se prendete alcuni toni consecutivi, distinguerete chiaramente ogni tono separatamente. Se però prendete alcuni toni, combinati armoniosamente, formerete un accordo, una consonanza oppure un’armonia. Dico: entrate nella vita Divina per cominciare a vivere nella Sua armonia. Dio non ha bisogno di noi, siamo noi che abbiamo bisogno di Lui. Egli non ha voglia di assorbirci e spersonalizzarci. L’unica Sua aspirazione è quella di indirizzarci sulla strada della comprensione. Egli è il Maestro delle anime che vogliono comprenderLo. Solo in questo modo l’uomo può essere intelligente, buono, bello, sano e vivere in armonia. – Allora perché sono necessarie le sofferenze? – Esse arrivano come ostacoli indispensabili per ottenere l’armonia. L’armonia è irraggiungibile senza ostacoli. Può il treno muoversi su una superficie liscia e arrivare all’obiettivo finale del suo movimento? Se il percorso del treno risulta scorrevole, le sue ruote si muoveranno senza che il treno vada avanti. Perché il treno possa andar avanti, versano sabbia lungo il suo percorso ed esso inizia ad andar avanti. La sabbia è un ostacolo e senza di esso il treno rimarrà al suo posto. Non pensate di sentirvi felici, se il vostro percorso è scorrevole e senza ostacoli. Gli esseri ragionevoli, che capiscono le leggi, versano subito sabbia sulla vostra strada perché le ruote della vostra vita vadano avanti. Direte che la vostra felicità viene turbata. È un disturbo apparente. Quando avanzerete, capirete il senso degli ostacoli, cioè delle sofferenze. Dici: i miei capelli sono diventati bianchi per le sofferenze. – Pure questo è a fin di bene – dipende da che cosa ti stai preparando. Se tu fossi una tela per vestiti, sarebbe meglio che tu sbiancassi. Se tu fossi un suolo, sarebbe meglio che tu annerissi. Il suolo nero dà la frutta migliore, il grano migliore. In questo senso vorrei che tutto il suolo fosse nero. Cristo dice: “Questa è la vita eterna, che io conosca Dio, che io conosca l’Amore.” Questo è il frutto divino che porta armonia a tutta l’umanità. Soltanto colui che è pronto a soffrire fiorirà, fruttificherà e darà frutto. – Se fossi stato un frutto, mi avrebbero mangiato. – Che ti mangino. Tu hai un seme dal quale nascerai un’altra volta. La forza della tua vita sta nel seme. Finché l’uomo non dimostra la sua forza, non può svilupparsi. Sapendo questo non abbiate paura delle sofferenze e delle difficoltà. Tutti gli uomini, tutti gli esseri passano attraverso di esse. Le supererà solamente colui che è pronto a lasciar andare il ramo a cui si sta tenendo. In questo modo egli vedrà che il precipizio che teme è profondo solo 15 centimetri. Tutte le difficoltà sono superabili. Ho visto degli uomini che non potevano morire facilmente. Quando viene l’ora, essi cominciano a scalciare, non possono separarsi dal corpo. Dico: rilassati, che l’anima tua esca liberamente. Sotto di te ci sono soli 15 centimetri di profondità. Anche i vicini del morente hanno paura della morte. Gli danno le medicine, gli fanno iniezioni per poter allungare la sua vita un po’ di più, ma non ottengono niente. Lascia il ramo, sotto di te c’è una profondità di soli 15 centimetri. Alzati in piedi e di’: grazie a Dio mi sono salvato da una grande disgrazia. Gli uomini di oggi non capendo le cose, si riuniscono attorno al morto e dicono: pover’uomo, se n’è andato! Io vedo che il morto è vivo e sta a una distanza di 15 centimetri dal suo corpo. Adesso, in qualsiasi modo io vi parli, vi sembra tutto ridicolo. Quando vi trovate davanti a qualche difficoltà, voi di nuovo vi afferrate al ramo e non osate lasciarlo andare. Dico: lascia andare il ramo e aggrappati al Signore. Soltanto così avverrà una svolta nella tua vita, in tutte le vostre concezioni. Ci sono degli scrittori che dopo aver scritto un libro, hanno una grande paura della critica. Essi si agitano, si turbano e quando la crisi passa dicono: grazie a Dio, è finita. Dico: Scrivi il tuo libro e lasciati cadere. Di’ la tua lezione e lasciati cadere. È questo che voleva dire Cristo con il calice che il Padre gli diede. Pietro disse a Cristo: “Maestro non bere questo calice.” Cristo però gli rispose: “Il calice, che il Padre mi ha dato, lo devo bere.” Ogni uomo porta in sé Pietro e Cristo. Pietro sguaina la spada e taglia l’orecchio del servo. Cristo gli dice: “Pietro, metti via la tua spada. Bevi il calice che ti dà il Padre, perché tu capisca l’armonia Divina. Il calice amaro arriva ad ognuno di voi. Io vorrei che voi beviate questo calice da eroi, come conviene a ogni cristiano. Dopo aver bevuto il calice amaro, viene la resurrezione – la vita nuova. Questa è la parte esteriore della questione. C’è una certa analogia tra la vita di Cristo e quella dei tre giovani, che Nabucodonosor fece buttare nella fornace. La fornace era tanto rovente che il carnefice, che li aveva buttato dentro, bruciò. È stato detto che Dio è un fuoco che brucia. Però, colui che vive in accordo con l’Amore di Dio e con lo Spirito di Cristo, è fuori da ogni pericolo. La forza di Dio si manifesta nei momenti difficili della vita, non quando l’uomo è povero, ma quando è ricco. La ricchezza è pinguedine dall’interno all’esterno e la povertà – un processo di sviluppo dall’interno all’esterno. La ricchezza si deve trasformare in concime e la povertà in lavoro onesto. Non si può fare a meno della ricchezza, ma non si può fare a meno neanche della povertà. Essi sono due processi che lavorano insieme per lo sviluppo umano. Finché l’uomo non perde tutto al mondo, non può trovare Dio, non può essere felice. La felicità è un’essenza che viene estratta dal sapere e dalle esperienze di migliaia di generazioni, come l’olio di rose dal fiore della rosa. Dovete mettere a distillare tre - quattromila chili di fiori di rosa per estrarne appena un chilo di olio di rose. Questo vuol dire trasformare la felicità terrena in quella celeste. Questo vuol dire: se la vita terrena non viene trasformata in vita celeste, l’uomo non può trovare la vera felicità. “Il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?” Cristo bevve questo calice e diventò un grande spirito. Egli si unì a Dio e disse: “Io e il Padre siamo una cosa sola.” In questo sta la Sua forza. Egli dice: “Sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha inviato.” Se Cristo non avesse fatto la volontà di Dio, egli sarebbe stato simile agli uomini. Spesso i religiosi si chiedono chi fra di loro è più pio, più intelligente. Questa è una cosa relativa. Studiando gli uomini di oggi vedo che essi non possono amare più di una persona. Se amano due persone contemporaneamente o si metteranno a litigare oppure saranno costretti a mentire. Ami contemporaneamente due persone e ti metti a mentire ora all’uno, ora all’altro, diventi falso. Questo è amore? Questa è una manifestazione dell’egoismo umano, una manifestazione dell’autocoscienza umana. L’uomo nel suo egoismo si manifesta come una piccola crudele divinità nella forma di figlio oppure di figlia, nella forma di un amato oppure di un’amata. Questo è stato sperimentato da ognuno. Io vedo come questa divinità picchia la sua amata oppure il suo amato. Qualche volta è il figlio che picchia il padre, la figlia che picchia la madre. Finché questa divinità non si lascia andare giù nel precipizio, non perde tutto ciò che è terreno, non può capire il significato interiore della vita Divina. La divinità nell’uomo è ciò che lo tortura sempre, che lo rende sempre scontento. È Pietro che rende scontento l’uomo. Quando uno è contento, è Cristo che si manifesta dentro di lui. Un giorno ti senti arrabbiato, scontento - è Pietro che ti sta visitando. Il giorno successivo sei contento, lieto – è Cristo che ti sta visitando. Egli ti dice: “Questo calice si deve bere.” Nel primo caso l’uomo parla di ideali, del bene dell’umanità, ma non si attiene a ciò di cui parla. In una città Americana, vicino all’università, viveva una vecchia negra che aveva ottant’anni. Spesso sentiva la vita come un peso e si metteva a pregare Dio affinché portasse via la sua anima, per liberarsi dal suo peso. Passando vicino a casa sua gli studenti sentivano le sue preghiere e un giorno decisero di farle uno scherzo. Una sera due di quegli studenti si avvicinarono a casa sua e bussarono alla porta. Ella chiese: Chi è là? – Io sono l’Arcangelo Michele. Dio ha sentito le tue preghiere e mi ha mandato a prenderti l’anima. – DiteGli che non c’è qui quello che sta cercando – rispose la negra con paura. È così anche lo stato degli uomini di oggi. Essi parlano di ideali, di prodezza, di bene, ma arrivato l’Arcangelo Michele dicono: diteGli che qui non ci sono quelli. Dunque gli uomini parlano di ideali, di grandi cose, ma quando si arriva a mettere in pratica dicono: ma dobbiamo lavorare sempre noi? Che lavorino anche gli altri. Fecero portare a un uomo la gallina arrostita, il vino e le pere. Egli li portava e stava zitto, non si lamentava del suo peso. Ma quando vollero fargli vangare la vigna, egli disse: che vanghi qualcun altro, non sarò sempre io a lavorare. Ricordatevi: finché l’uomo passa attraverso la legge dello sviluppo, egli dovrà sollevare e mettere giù la zappa, cioè la sofferenza, e vangherà la sua vigna. La sofferenza conduce alla grande felicità della vita. L’uomo, passando attraverso la legge dello sviluppo, berrà il calice amaro che porterà la benedizione alla sua anima. Il calice porta sia sofferenza che gioia. Quando l’uomo impara come bere da questo calice, capirà il senso profondo della vita. Il Padre dà il calice a ogni persona. È importante che l’uomo trovi la qualità principale del suo carattere. Per questo ci vuole il coraggio che apporta pace e serenità dentro all’anima umana. Solo in questo modo egli può compiere il lavoro a lui predestinato. Ogni giorno l’uomo si arrabbia per un nonnulla ed esce dai gangheri. L’uomo si arrabbia con la moglie, la donna si arrabbia col marito. – Quando uno comincia a uscire dai gangheri? – Quando dentro di lui qualcosa ribolle. Quando la donna cuoce la marmellata, prima si separa la schiuma e poi la marmellata comincia a bollire. La schiuma viene tolta con un cucchiaio e viene messa da parte. Quando la donna bolle, l’uomo deve prendere il cucchiaio e togliere la schiuma. Se l’uomo bolle, la donna deve fare lo stesso. La schiuma è il sedimento della vita. Non appena l’uomo e la donna si liberano di questo sedimento, diventano buoni, cortesi, amorevoli. Oggi il marito sta bollendo, la moglie sta bollendo, il figlio sta bollendo, la figlia sta bollendo. Che cosa si deve fare? Prendete il cucchiaio e togliete la schiuma. Quanto più la togliete, tanto più puri e buoni diventerete. Questa non è un’allegoria ma la realtà della vita. Ecco perché quando incorrete nei sedimenti della vostra vita, non preoccupatevi di quello che vi succederà. Prendete il cucchiaio e togliete via la schiuma. Dio, che ha creato il mondo, ha un suo piano e sa quello che succederà ad ogni uomo. Egli determinò con precisione la strada di ognuno. – Ma Dio si occuperà di me? – Egli si occuperà di te così come si è occupato di te tante altre volte fino ad ora. Egli ha già disegnato la tua strada, perciò qualsiasi cosa succeda, non avere dubbi, segui la tua strada e credi che il piano di Dio si realizzerà secondo il disegno Divino. A voi viene richiesta la pazienza. Un giorno Maometto stava scappando da nemici, che lo perseguitavano per il suo insegnamento. Egli riuscì a nascondersi dietro ad un albero. Là egli potè osservare come una formica provava a portare un grande carico. Essa lo sollevava novanta nove volte, ma lo lasciava sempre cadere a terra. Con fatica alla centesima volta riuscì a portarlo al posto determinato. Stupito dalla grande pazienza e dalla perseveranza della formica, Maometto disse a se stesso: se una formica può realizzare i suoi desideri, tanto più potrò farlo io stesso. Dio aiuta tutte le creature. Quando vede le difficoltà e la fatica dell’uomo, Dio lo benedice. Egli trasforma il suo calice amaro in uno dolce e lo benedice. Dio guarda tutti allo stesso modo - i pii e i peccaminosi, i colti e gli ignoranti, gli uomini e gli animali. Che cosa dicono di Dio gli scienziati e i filosofi è un’altra questione. Attenetevi all’idea che in Dio non esiste alcun tradimento. Si parla dell’ira di Dio. Dio si adira solo quando vi mette nel fuoco. La Sua ira è il fuoco, la forza attiva che purifica. Voi gridate, pregate, ma Egli dice: ancora un po’ e sarete purificati. – Quanto tempo ci terrà nel fuoco? – Fino a quando vi purificate e smettete di produrre schiuma. A quel punto Dio vi toglierà dal fuoco, sorriderà e dirà: sono lieto che siate già puri. La purezza è una qualità indispensabile nella vita. La vita, in cui stiamo entrando a far parte, richiede un pensiero giusto e luminoso, che sostenga tutti gli uomini. Il pensiero giusto esclude ogni preoccupazione. Finché l’uomo si preoccupa, è esposto a varie malattie. Alcuni uomini non hanno paura delle malattie e della morte. Essi non credono in Dio, non credono nell’altra vita e dicono: godiamoci bene la vita perché non ci rimane nient’altro. La vita è sulla terra e si deve utilizzare. Alcuni vivono poco, altri più a lungo. Ad ognuno è stato determinato quanto vivere. La vita sulla terra è buona, ma è migliore quella in cielo. Qualcuno dice: l’altra vita o c’è o non c’è. Questo significa: nella mia mente o c’è luce o non c’è. Dio o esiste o non esiste. Se chiudete le imposte delle vostre finestre nella camera diventerà buio, ma questo non significa che Dio non esista. Dio sta contemporaneamente sia nella luce che nel buio, sia nelle gioie che nelle sofferenze, sia nell’amore che nell’odio. Egli è presente in tutte le manifestazioni della vita. L’odio è temporaneo e l’amore – eterno. L’odio si trasforma in amore perciò Cristo dice: “Il calice amaro dopo un certo periodo verrà trasformato in un gran bene, ecco perché lo dovrò bere.” Se i seguaci di Cristo e i Suoi discepoli avessero messo in pratica l’amore, il mondo sarebbe stato in ordine. Essi hanno introdotto l’odio nella vita, che col passar del tempo verrà trasformato in amore. Allora tutti gli scienziati, i filosofi e gli scrittori cominceranno a scrivere nel nuovo spirito, nello spirito del nuovo amore. Sta già arrivando la nuova onda dell’amore. Essa trasformerà le disgrazie del passato in una terra fertile sulla quale cresceranno, fioriranno e matureranno i beni dell’amore. Con essi si nutrirà l’intera umanità. Sapendo questo non abbiate paura della morte. Non abbiate paura neanche del precipizio sopra il quale state sospesi. – Di chi è la colpa di ciò? – Delle persone che vi circondano: i vostri padri e le vostre madri, vostro marito, oppure vostra moglie. Per essere contenti lasciate andare il ramo a cui vi tenete. Se vi arrabbiate, dite: lascerò il ramo a cui mi sto tenendo. Se stai male, lascia andare il ramo. Dubiti di qualcuno – lascia andare il ramo. Perché gli uomini non hanno successo nella vita? – Perché si servono di quantità negative. Essi dicono: non odiate, non dite bugie. Le forze negative non possono influire sugli uomini. Perciò dico: amatevi, dite la verità. Amatevi, fate del bene per formare il vostro carattere. Possiede un carattere fermo colui che non porta alcuna corruzione nella gente che gli sta attorno. Se una madre lascia sua figlia con un giovane e quello non la corrompe, questo dimostra che egli ha carattere. E la fanciulla ha un carattere fermo se non porta alcuna corruzione nel cuore del giovane. Liberatevi da ogni pensiero egoistico che esiste nella vostra mente e che suscita odio nel vostro cuore. Guardatevi dalla bugia, dal furto, che suscitano odio nell’uomo. La bugia, il furto dimostrano instabilità di carattere. Si può chiamare un uomo con carattere quello che approfitta della ricchezza altrui, oppure della donna altrui? Bere il calice amaro significa dare indietro agli uomini tutto quello che devi loro, ma nel frattempo anche aiutare loro. Amare vuol dire aiutare qualcuno in tutti i suoi bisogni. In che cosa consiste l’amore? Secondo alcuni l’amore si manifesta con carezze, abbracci, baci. Secondo me questo non è amore. Quando un uomo sano bacia una donna sana, oppure una donna sana bacia un uomo sano, questo non è nessun amore, nessun bene. Se un uomo sano e una donna sana si tengono sottobraccio, anche questo non è amore. L’amore vero solleva i malati, i deboli, i sofferenti. Se hai amore, bacia il malato perché guarisca; bacia il debole, il caduto per sollevarlo. Se sei un padre amorevole bacia i tuoi bambini deboli e storpi. Non dare un bacio come quello che Giuda diede a Cristo. Quando baci una persona sana tu la tradisci. L’uomo deve sapere come baciare e chi baciare. Questo è carattere. Dicendo questo io non vi accuso per quello che avete fatto nel passato, ma dico che cosa dovete fare adesso. – Tu non mi ami. – Non ti amo perché sei ricco e sano. Diventa povero e malato e ti amerò. Dà i baci dello Spirito. Quando le persone si amano, le loro anime devono stare vicino e i loro corpi lontano. Se un uomo e una donna non vivono bene insieme, Dio li separa. Egli prende nell’altro mondo o l’uomo o la donna. Quando vengono separati, quello dei due che rimane sulla terra comincia a idealizzare chi è defunto. Quando stanno lontano l’uno dall’altra essi si amano e vanno d’accordo. Un americano voleva invitare a casa sua uno dei suoi amici che non vedeva da sei anni. Egli informò la moglie chiedendole di preparare il pranzo, ma quella subito gli rispose al telefono: non portare a casa mia quell’ipocrita! Non lo voglio. Dopo aver sentito queste parole l’americano pensò: anche al telefono ho indovinato che era mia moglie che parlava. Egli conosceva il suo linguaggio. Adesso anche voi parlate di Dio, ma in fin dei conti dite: non portateLo a casa nostra. Ogni volta che viene, ci porta qualche disgrazia. Questa idea è sbagliata, falsa. Voi state mentendo a voi stessi. Quando i francomassoni assumono un nuovo membro nel loro gruppo, essi lo sottopongono a un esame per vedere se lo può superare. Il primo esame è quello del coraggio. Se non lo supera, non lo accettano tra di loro. Di fronte a lui esce un uomo con una spada in mano, che è pronto a trafiggerlo. Se si spaventa viene bocciato all’esame. La spada è di carta. Quando egli si mette a trafiggerlo, questa si piega. Allo stesso modo anche Dio ci mette alla prova con spade di carta. Le sofferenze sono le spade di carta, che se vengono affrontate senza paura, si piegano nel vostro petto e cadono per terra. E voi rimanete integri e intatti. Neanche le più grandi sofferenze umane si possono paragonare alla gloria futura che vi aspetta. Cominciate già sin d’ora a prepararvi per questa gloria. Sappiate che le sofferenze sono degli esami che vi porteranno alla gloria futura. Che cosa succederà al popolo Bulgaro? – Lo aspetta un grande futuro. Deve credere nel Signore vivente e dire: quando Dio è con noi, nessuno è contro di noi. Il Signore vivente ci guiderà. Egli porterà ordine e armonia tra tutti i popoli. Egli cancellerà tutti gli sbagli e tutti i delitti. Egli farà sparire tutte le difficoltà. Tutto ciò che predico si avvererà. Sta arrivando un gran bene per tutti. Dio porta questo bene dal cielo. A tutti noi si chiede una cosa: essere Bulgari veri. Se non pensate al male e se mettete in pratica il nuovo insegnamento, Dio sarà con voi. Egli è onnipotente, onnisciente e sempre buono. Non abbiate paura dalle sofferenze perché il precipizio è profondo solo 15 centimetri. Discorso del Maestro tenuto il 22 di Ottobre 1916, a Sofia.
  3. AMERAI IL SIGNORE “Amerai il Signore tuo Dio... Amerai il tuo prossimo...” Vangelo secondo Matteo 22:37;39 “Maestro, nella Legge, qual’è il grande comandamento? Gli rispose: amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a questo: amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti.” Adesso vorrei che prestiate attenzione a quello che dirò. Oggi predico un Insegnamento su cui si basa lo sviluppo dell’anima, della mente e del cuore. Questo è un Insegnamento che porta Pace e quiete al cuore, un Insegnamento che porta Luce alla mente, rinnovamento all’anima, Forza allo Spirito. Questo Insegnamento è in grado di far guarire le gambe degli storpi, di aprire gli occhi ai cechi; grazie a questo Insegnamento i sordi riacquistano l’udito, i malati guariscono, i morti risorgono. Esso porta armonia dappertutto. Per questo Insegnamento non esiste alcun ostacolo. É un Insegnamento del Dio Vivente che si trova sia tra la gente, che tra le pietre; sia tra le piante, che tra gli animali. Il Signore Vivente di Cui vi parlo si trova dappertutto, Egli è conosciuto da tutti - questo Dio è l’unica cosa reale ed essenziale nel mondo. Alcuni vogliono risolvere la questione dell’esistenza di Dio in maniera filosofica. Lasciate da parte le discussioni filosofiche e le ginnastiche della mente, per risolvere una tale questione ci vuole esperienza. La questione importante è perché dobbiamo amare, perché dobbiamo avere un comandamento. Che cosa rappresenta il comandamento? Esso è una base, un terreno sul quale costruire; è una Forza con cui lavorare; esso è un punto d’appoggio da cui partire. Come possiamo capire se abbiamo un punto d’appoggio o no? Fermandovi in un posto e sollevando un oggetto pesante: se il terreno sotto i vostri piedi è solido e non affondate, dico che voi avete un punto d’appoggio; se i vostri piedi affondano, il vostro terreno non è solido, cioè il vostro punto d’appoggio non è sicuro. Se durante un lavoro invece di sollevarvi state affondando, dico che non avete un punto d’appoggio sotto i piedi. Quando state riflettendo su qualcosa e la vostra mente si confonde, voi non avete una base sotto i piedi; quando amate e mettete in dubbio il vostro amore voi non avete una base sotto i vostri piedi. Potete dare una serie di spiegazioni filosofiche al concetto di comandamento, ma quelle sarebbero belle solo esteriormente e prive di contenuto. Esse sono simili ai dolci, alle torte - nutrirsi di dolci e di torte vuol dire diventare molto eterei. L’uomo ha bisogno di un cibo salutare di buona qualità, che contenga tutti gli elementi essenziali. Tale cibo crea le condizioni indispensabili per lo sviluppo della mente, del cuore, dell’anima e dello Spirito dell’uomo. L’uomo assume sempre gli stessi elementi, i metodi della loro assunzione però sono vari. Ogni nutrimento è utile per l’uomo, è importante però sapere come assumerlo. Non vi dico quale cibo mangiare e quale non mangiare, però vi consiglio di mangiare con Amore. Che cosa dicono sulla questione gli igienisti, i fisici e i chimici è una cosa secondaria. É importante che consumiate del cibo che dia Forza. Sei debole, ma dopo aver mangiato diventi forte e vivace – questo significa un cibo essenziale. Chiesero a Cristo: “Qual’è il grande comandamento?” Il grande comandamento è quello che ci può insegnare come vivere – questo vuol dire conoscere Dio. Da duemila anni i filosofi cercano di spiegare dove si trova il Signore – in Cielo o in Terra, ma non riescono a rispondere a loro stessi. Questo crea una serie di contraddizioni per cui ci sono quelli che accettano l’esistenza del Signore ed altri che la negano. Dio osserva sia i primi che i secondi e ride che non Lo riconoscono, come se fossero dei bambini. E perché non Lo riconoscono? Perché si sono messi degli occhiali con colori diversi. Alcuni dicono che il loro Padre è rosso, altri – giallo, altri – verde, altri ancora – nero; ognuno Lo vede diversamente secondo il colore dei propri occhiali. È possibile che Dio sia nero? Dico: non diventate pedanti. Il colore nero ha dei significati diversi; esso può significare anche riposo. Pure la parola “cattivo” ha due significati; per cattivo s’intende uno che è energetico. La cattiveria, il male nasconde in sé una forza che si deve adoperare nel posto giusto; non adoperata nel posto giusto, il male apparirà come devastante. Qual’èPer me Dio è una Grande realtà – Egli è più reale di tutti voi che vedo oggi davanti a me. Potreste dire che le parole di cui mi servo sono troppo forti. Se avessi trovato delle parole più forti, avrei utilizzato quelle per poter spiegare ciò che Dio rappresenta. Egli può essere anche per voi tanto reale quanto lo è per me. Voi Lo potete conoscere nel corso di lunghi anni, ma Lo potete conoscere anche in un istante. Dalla fisica sapete che al contatto i due poli elettrici producono subito una scintilla, una luce. il grande comandamento? Che amiamo il Signore. Questo comandamento ci insegna a pensare, a sentire e ad agire correttamente. Questa è la filosofia dell’esperienza e per comprenderla servono degli anni. L’uomo deve fare tanti sforzi per imparare a pensare, a sentire e ad agire correttamente. Ci vuole tanto tempo perché l’uomo venga a conoscere il Signore. Dico: per trovare la Luce che state cercando, rivolgetevi al polo opposto della Vita. Questo può succedere in un attimo, dipende da voi stessi. Voi date la schiena a questa Luce e chiedete dov’è il Signore. Ci sono tanti, sia colti che ignoranti, che stanno davanti alla porta del Signore e si chiedono se il Signore verrà ad accoglierli o no, se siano degni di Lui o no. Queste sono delle parole vane. Voi siete usciti dal Signore e a Lui ritornerete - Egli vi accoglierà perché Egli è sempre buono e sempre misericordioso. – “Sono un uomo buono?” Io non dubito della tua Bontà perché essa è anche la mia, la tua Saggezza è anche la mia. È vero? È vero. Sono strani gli uomini, un uomo che ha la febbre, dovrebbe prendere la mancanza di appetito per uno stato naturale? Oggi da malato non ha appetito, mangiare non gli arreca alcun piacere, ma questo non è uno stato continuo. Prima di ammalarsi aveva sempre mangiato con piacere e una volta guarito mangerà di nuovo volentieri. Tra lo stato attuale del sistema nervoso e quello che era prima, esiste una certa differenza, ma questo stato è solo temporaneo. Dunque, se ti succede di ammalarti, di’ a te stesso: “Ascolta, non cedere alla tua malattia! Essa ti sta facendo una visita temporanea. Tu sei un uomo sano – puoi pensare, sentire e agire in maniera retta!” Spesso gli uomini discutono sul peccato e dicono di qualcuno: “Quest’uomo è un peccatore.” Secondo le vostre idee sul peccato, io non saprei individuare i peccatori. Non conosco uomini peccatori, ma conosco quelli che fanno degli errori. Io guardo il peccato e i peccatori in modo diverso, guardo loro secondo la grande legge dell’Amore. Un maestro dà al suo discepolo il compito di dipingere un quadro; il discepolo si mette a dipingere, ma imbratta e poi cancella, imbratta di nuovo finché un giorno finisce il quadro secondo le esigenze del maestro. Ma quando quello imbratta e cancella lo potreste definire un peccatore? Quel discepolo non è un peccatore, però egli non ha lavorato a sufficienza, non si è esercitato. Nel futuro, quando avrà finito di esercitarsi, dipingerà bene il quadro senza più imbrattare e cancellare ed eviterà gli errori. Non insultate il Signore dentro di voi e non dite che Egli vi ha creato peccatori. Se ti vede disperato, Egli ti dirà:”Figlio mio, non disperarti, col passar del tempo tu diventerai un uomo buono e virtuoso.” Alcuni filosofi parlano degli errori degli uomini perché non capiscono le leggi - essi stessi commettono degli errori, ma parlano degli errori altrui. con un senso diverso: l’uomo quando nasce muore un’altra volta. La nascita sulla Terra è una morte in Cielo, la morte sulla Terra è una nascita nell’altro mondo – tu nasci per una vita superiore a quella terrestre. In senso lato le parole nascita e morte significano andare a lavorare. Sia in Cielo che sulla Terra tu lavorerai sempre. morteCristo dice: “Amiamo il Signore!” E gli uomini parlano dell’Amore senza conoscerlo. Qualcuno dice: “Muoio per amore”, ma quando si sposa dice: “Muoio per amore”. Moriva per amore prima di sposarsi, muore per amore anche dopo. Considerate la parola Il lavoro e la fatica sono due concetti differenti. Per questo motivo Cristo dice: “Venite a me voi tutti che siete stanchi ed oppressi e vi insegnerò Dio disse: “Quelli che vanno a sposarsi e portano l’Amore nei loro cuori - che si vestano di bianco; quelli che hanno perso il loro Amore - che indossino dei vestiti neri.” Fino a quando indosseranno il nero? Finché troveranno l’Amore. Portate fazzoletti bianchi in testa, fazzoletti bianchi nei vostri cuori e fazzoletti bianchi nelle vostre menti per trovare il Signore. Voi potete trovare il Signore subito, in questo stesso istante - dipende da voi. Fino a quando amiamo Dio ci troviamo in Cielo, in Paradiso; se dubitiamo di Lui ci troviamo all’inferno, nel luogo della sofferenza, delle tenebre, della ferocia. a lavorare”. Quando parlo di Cristo io non ho in mente l’uomo che visse duemila anni fa; io intendo il Cristo che si trova oggi tra gli uomini. È un’altra questione però come si manifesta – è importante il fatto che ognuno nella difficoltà possa andare da Cristo. Quelli che comprendono Cristo come un uomo che visse duemila anni fa, vanno da Lui con dei fazzoletti neri in testa; e quelli che Lo stanno vedendo tra di loro, vanno da Lui con dei fazzoletti bianchi. Perché andate ad un matrimonio vestiti di bianco? Risponderete che questo è in accordo con le prescrizioni della chiesa. “Amiamo il Signore” - questo è il grande comandamento sul quale si fonda la nostra Vita. E come dobbiamo amare il Signore, così come amiamo il prossimo? L’Amore per Dio e l’amore per il prossimo sono due cose diametralmente opposte. Per poter capire l’Amore per Dio dovete dare la schiena a quello che sapete e provare quello che vi offro. Il vostro sapere l’avete già provato, provate adesso il mio. Se il vostro è superiore, sono pronto ad accettarlo – io sono di quegli uomini che danno e prendono. Chi ama Dio si distingue per un’alta concentrazione, per una profonda Vita interiore. Apparentemente egli si allontana dalla gente, viene considerato eccentrico, ma in effetti non è così. L’Amore per Dio non è altro che la corrente venosa tramite la quale il sangue impuro arriva al cuore e ai polmoni per potersi poi purificare per diventare arterioso. La corrente arteriosa e quella venosa esistono non solo nel corpo, ma anche nei sentimenti e nei pensieri dell’uomo. Per esempio l’odio e l’invidia sono il sangue venoso nell’uomo; l’Amore e la Gioia sono il sangue arterioso. I pensieri luminosi e puri sono il sangue arterioso, e i pensieri oscuri e negativi sono il sangue venoso. Dunque quando l’uomo ama Dio, egli sta trasformando in se stesso le forze negative in forze positive, e il sangue impuro in sangue puro. Egli va da Dio che gli chiede: “Mi hai conosciuto figlio mio?” – “Ti ho conosciuto Padre.” Dopodiché l’uomo come sangue arterioso va per tutto il corpo a nutrire tutte le cellule – questo è l’Amore verso il prossimo. Quando cominci ad amare Dio, tu stai entrando nei Suoi polmoni, nel Suo cuore per purificarti; così purificato e concentrato in te stesso, tu esci fuori per trasportare il sangue fino alle cellule più lontane del corpo – il tuo prossimo, per nutrirlo. Sapendo questo, amate Dio e portate la Sua benedizione in tutto il mondo. Diffondendo il benessere tra gli uomini, vi stancherete e sentirete la necessità di ritornare a quel centro della Vita che purifica e rinvigorisce. Ogni ventiquattro ore l’uomo va da Dio per rinnovarsi e purificarsi; così purificato egli esce da Dio e va verso il suo prossimo. Dopodiché si pone la domanda dove sia Dio, se Egli esiste – questo è non comprendere la Vita. Dunque quando andate da Dio non fermatevi a conversare con la gente. A chiunque vi incontri per la strada dite: “Vado per affari importanti. Quando finisco con i miei affari ci incontreremo e parleremo, e vi racconterò quello che Dio sta facendo e come vive.” Qualcuno è malato e cerca un’assistenza medica, va da un certo numero di dottori, ma anche essi non possono aiutarlo - che cosa deve fare? Che si rivolga a Dio con tutta la sua fiducia e con tutta la sua speranza e che dica: “Dio, in Te confido, a te affido il mio peso.” Se deponi tutte le filosofie umane e confidi in Dio, Egli ti aiuterà. Quanto più grande è la tua Fede, tanto prima arriva l’aiuto. Dio aiuta i deboli, i malati, gli stanchi. Nell’Amore per Dio tutte le malattie spariscono – sia quelle esteriori che quelle interiori. Quando cominci ad amare Dio, scompaiono sia la cecità che la sordità. Gli uomini di oggi soffrono per il troppo sapere. Non vorrei offendervi, ma ho deciso di parlarvi in una lingua particolare – cercate di capirmi correttamente. Buttate via gli abiti neri con cui vi siete vestiti, rinunciate al dubbio e al sospetto – essi sono un letame per la Vita. Se è rimasto un po’ di odio nei vostri cuori, cacciatelo via. Se vi arrabbiate, rinunciate alla collera o portatela in qualche officina - là è il suo posto. La collera vi visita perché non le date del lavoro; quando la fate lavorare, essa dice: “Il mio padrone è intelligente!” Si può fare a meno della collera? Si può. Se l’invidia e l’odio vi fanno visita – date loro del lavoro – lavorando essi stabiliranno un legame con l’Amore. Tutti quei pensieri e sentimenti negativi che vi vengono a trovare, portateli a Dio – dite loro: “Io vado da Dio, se volete stare con me, venite lì anche voi.” Prendete con voi tutti i ciechi, i sordi, gli storpi, gli infermi e portateli da Dio. – “Siamo nudi, ci vergogniamo a presentarci davanti a Lui.” Andate da Dio come siete. – Egli vi purificherà e vi vestirà con abiti nuovi. Dio non ha bisogno di gente pia. Entrate nel fuoco Divino per purificarvi e dite: “Abbiamo visto Dio e Lo abbiamo conosciuto.” L’antico testamento dice che Mosè mangiò insieme al Signore – ma è possibile questo? È possibile. Il mangiare non è solamente un processo fisico – l’uomo si nutre sia nel mondo fisico, che nel mondo Mentale, che in quello Sentimentale. I pensieri e i sentimenti sono un nutrimento simile al pane nel mondo fisico. Tanti vogliono essere amati. E perché devono essere amati? Hanno fame e vogliono che qualcuno dia loro da mangiare. Quando uno dice che vuole essere amato, vuol dire che egli ha fame - nessuno pensa a lui, nessuno vuole dargli da mangiare. Digli: “Fratello, vieni a casa mia, io ti darò da mangiare.” Tu gli darai da mangiare e Dio ti benedirà. Mentre stanno nell’Amore, gli uomini cantano e lodano Dio, si dimenticano dei cattivi e ingiusti rapporti che avevano tra di loro; ma quando scendono sulla Terra cominciano a litigare – “Siamo peccatori e perciò litighiamo.” Non pensate di essere degli uomini peccatori o caduti – voi vi potete salvare in un istante. Voi dite: “Ci metteremo a fare delle buone azioni per propiziarci Dio.” Lasciate da parte le buone azioni. Dio vi ama sempre, è sempre pronto ad aiutarvi senza tener conto se siete giusti o peccatori. Dio ci ama nonostante tutti i nostri peccati ed errori, Egli non ha mai cambiato il Suo Amore. Se la gente sta sparlando di voi – che parlino; tu risponderai: “Fratello, vieni da me e andiamo insieme dal Signore.” Qualsiasi difficoltà tu stia passando, di’ a te stesso: “Io amerò il Signore che vive nella mia anima.” Qualcuno si oppone a questo e dice: “Io non vedo il Signore.” Questo non significa niente – se oggi non Lo vedi, domani Lo vedrai. Oggigiorno anche l’ignorante sa che sfregando due legni si crea del fuoco. Da qualche parte un uomo e una donna stanno litigando; che litighino pure, che si sfreghino pure perché si possa produrre più Luce tra di loro, perché producano del fuoco. Quando il fuoco si accende, faranno la pace. Non è importante in che modo vengano sfregati i legni – in linea retta o incrociati, è importante che producano la Luce necessaria. Dunque secondo la lingua del Nuovo insegnamento quando vi state sfregando con qualcuno dite a voi stessi: “Sfregami, fratello, sfrega cosicché io cominci ad emettere una Luce su di te.” Questo sfregamento è indispensabile per la creazione della luce Divina. Anche sui campi di battaglia gli uomini si sfregano per produrre questa Luce. Io vedo questa gente – dei ciechi, degli storpi, degli zoppi, tutti vanno da Cristo. Egli dice loro: “È meglio rimanere con una gamba, con una mano, con un occhio, ma venire da me.” Dio li accoglie, offre loro da mangiare e da bere e chiede loro: “Che cosa stanno facendo gli altri uomini sulla Terra?” – “Si stanno ancora sfregando.” – “Che si sfreghino pure, Io scenderò sulla Terra tra di loro e tutti quanti si riconcilieranno.” Io vedo quelli che stanno lassù da Cristo - essi sono gioiosi, allegri. Quando dico che essi sono lassù, non pensate che stiano in un posto troppo lontano da voi. – “Io vorrei andare da loro.” – Va’ prima al fronte e da lì ti manderanno lassù tra i tuoi fratelli. – “Ho paura.” – Ci vuole coraggio e non paura. Dovete capire il profondo senso della Vita. Ricordatevi: in Dio non esiste il male, Egli sistema tutte le cose e rimette a posto gli affari ingarbugliati degli uomini. Egli rimette a posto le mani e le gambe rotte, rimette a posto gli occhi cavati, Egli mette tutto in ordine – Egli è il Padre di tutti. Dunque quando avete voglia di amare, entrate profondamente in voi stessi, concentratevi senza alcun dubbio ed esitazione. Sappiate che Dio vi darà il Suo Amore, vi renderà gioiosi e allegri. Se qualcuno viene a chiedervi da dove proviene questo, ditegli: “Vattene dalla mia faccia, non indurmi in tentazione.” Dico: ogni vostra aspirazione viene da Dio. – “Quando troverò il Signore?” – Quando ti trovi in una situazione difficile. – “Come trovare l’Amore, che cosa rappresenta l’Amore?” Un discepolo andò da uno dei Grandi Maestri in India a chiedergli che cosa fosse l’Amore e come trovarLo. Il Maestro rimase zitto, non gli rispose nulla. Il secondo giorno il discepolo pose la stessa domanda, ma il Maestro continuò a tacere. Il discepolo visitò il suo Maestro per sei giorni di fila, chiedendogli di rispondere alla domanda, ma incontrò sempre il suo silenzio. Il settimo giorno il Maestro portò il discepolo sul fiume Gange, lo prese per le mani e lo immerse nell’acqua. Il discepolo tirò dei calci e lottò finché alla fine il suo Mastro lo tirò fuori a riva e gli chiese: “Che cosa hai provato nell’acqua?” – “Un grande soffocamento, avevo bisogno di aria, un altro po’ e la mancanza di aria mi avrebbe fatto scoppiare!” Il Maestro gli rispose: “Tu capirai l’Amore e ti metterai a cercarLo solo quando per te sarà diventato indispensabile come l’aria. ” Quello che il discepolo provò nell’acqua, lo stesso lo provano tutti coloro che combattono al fronte – essi sentono il bisogno di Libertà, di spazio. Adesso Dio prende gli uomini per il collo, li immerge nell’acqua e li tiene così finché essi sentono da soli il bisogno di Libertà. Questa è la scuola Divina per la quale tutti devono passare per imparare qualcosa. Quante volte le nostre estremità venivano sparpagliate sui campi di battaglia e Dio le raccoglieva e le rimetteva di nuovo a posto. – “Dimostralo!” – Lo dimostrerò: sei cieco, sei zoppo – farò aprire i tuoi occhi e tu comincerai a vedere; metterò a posto la tua gamba rotta e tu camminerai. Quale altra prova vuoi? La prova sta nel ristabilire l’armonia tra tutte le parti. Ognuno deve da solo dimostrare le cose, da solo trovare la Verità, deve da solo andare dal Signore e da solo ritornare. Questo vuol dire acquisire quel profondo Sapere interiore. Così capirai che cosa voglia dire una tentazione. Qualche volta ti senti felice, ma improvvisamente il tuo stato cambia e dici: “La mia vita è infelice.” Questo pensiero non è tuo, ti sta visitando un certo diavolo; non andare contro di lui ma di’ : “Ti ringrazio Dio per avermi mandato questo mio fratello cosicché io faccia qualche discorso con lui.” Voi pensate che il diavolo sia cattivo. Io parlerò bene di lui – una volta anch’egli era buono, ma cadde e peccò. Replicherete: “Nella scrittura è detto di resistere al diavolo, al male nel mondo.” Questo vuol dire: sfrega il diavolo affinché egli recuperi la vista e sia capace di vedere la Luce davanti a sé – non appena la Luce sarà entrata nella sua mente, egli lascerà la cattiva strada. Il secondo comandamento è questo: “Amerai il prossimo tuo come te stesso.” Questo Amore è una manifestazione esteriore della nostra anima e del nostro cuore – tramite il nostro prossimo noi manifestiamo il nostro Amore all’esterno. Nell’Amore per il prossimo si vede anche la Giustizia dell’uomo. Una madre partorì due bambini nello stesso tempo; ella aveva la possibilità di allattare tutti e due insieme – ad ogni bambino toccava un biberon naturale. Uno dei bambini era più ingordo, voleva succhiare il latte da tutti e due i biberon; che cosa fece la giusta madre? Ella gli diede una bella sberla insegnandogli una buona lezione; il bambino, non comprendendo la legge, pensò che sua madre fosse cattiva. Pure Dio dà ad ogni persona un biberon – ognuno se lo deve custodire. E i cristiani di oggi si prendono per i capelli, si picchiano, ognuno vuole prendere il biberon altrui. Tu che hai un biberon, non desiderarne un altro. Gli uomini che non hanno prodotto del Fuoco possono sfregarsi, quelli che hanno già prodotto del Fuoco però devono ritornare al Signore e manifestare la loro gratitudine. Una signora mi ha raccontato che aveva badato al marito malato per venti anni, senza stufarsi neanche per un istante. Perché? Lo amava. Un uomo aveva badato alla moglie che soffriva d’epilessia senza stufarsi; ogni notte la osservava per un eventuale attacco, senza dirle neanche una parola sulla questione – egli l’amava e per questa ragione non si era mai stufato di lei. Decine di anni fa una nave a vapore americana affondò nel mare dopo un incidente, la maggior parte dei passeggeri salì sulle barche e si salvò. Nell’ultima barca rimase un unico posto libero, ci doveva salire una donna con il suo figlioletto; tutti si guardarono attorno per risolvere la questione – non c’era posto per due persone. La madre prontamente sistemò suo figlio nella barca; si congedò da lui e disse: “Salutami tuo padre.” Chi di voi potrebbe dimostrare un tale spirito di abnegazione e dire con tranquillità: “Salutami tuo padre”? Che cosa sta facendo la gente di oggi? La maggior parte sta pensando a se stessa, mentre lascia i figli alla balia di turno. Chiede a qualcuno: “Dov’è tuo fratello?” – “Non lo so, egli è un grande peccatore, è rimasto da qualche parte.” Il Signore gli dice: “Tu non ti comporti bene, aiuta a tuo fratello.” Un grande pittore dipinse due bei quadri – tutti e due rappresentavano degli uomini che stavano affogando. In uno dei quadri c’era una donna che, in uno stato di terrore, aveva steso tutte e due le mani per potersi attaccare a una roccia e salvarsi; nel secondo quadro c’era di nuovo una donna - con una mano attaccata bene alla roccia, mentre l’altra era stesa verso chi stava annegando, la donna sperava che qualcuno la afferrasse e si salvasse. Dico: non tenetevi con tutte e due le mani a Cristo, la roccia della vostra Vita – con una mano tenetevi a Cristo e con l’altra aiutate il vostro prossimo. Non pensate che la gente sia peccatrice, soltanto Dio sa i motivi per i quali essi peccano e soffrono. Se vi incamminerete sulla strada di Cristo, capirete perché Egli amò gli uomini e come manifestò questo Suo Amore. Dunque se sei malato di’ a te stesso: “Ti amo Signore.” Se dici così, guarirai. Colui che va da Dio, anche se ammalato, guarirà. Se sei sano, sei già da Dio; se sei malato, non sei ancora andato da Lui. E perché non sei ancora entrato da Lui? Perché ti devi ancora sfregare per poter emettere della Luce. Dopo aver acquisito questa Luce, tu verrai salvato per grazia. Questo vuol dire: “Da Dio siamo usciti e a Lui ritorneremo.” “Amerai il Signore.” Come? Non così come fanno amicizia e si amano i commercianti. Due commercianti fecero amicizia e si amarono: siccome i loro interessi si intrecciavano, le loro famiglie vivevano bene e si amavano. Questo è l’amore della gente peccatrice – per loro è stato detto che il Signore avrebbe insegnato loro. Anch’io amo la gente peccatrice – i ciechi, gli zoppi, gli storpi, a loro si può far vedere come si deve vivere, si può aiutarli. Se sei un peccatore non avere paura – si tratta di un esame in cui sei stato bocciato. Oggi hai ricevuto un voto non sufficiente, ma domani quando impari la tua lezione, riceverai un ottimo voto. Perché avere paura di un voto non sufficiente? È detto nella Scrittura: “L'amore scaccia il timore.” Adesso io predico le Forze positive di Dio. Dico: andate da Dio e amate senza timore dell’odio e dell’invidia. Se l’odio ti visita, digli: “Fratello, io ti amo, perdono tutte le tue manifestazioni – è così il tuo carattere.” Dite questo di tutto cuore e non solo a parole. Se le vostre parole sono vuote, assomiglierete a quel conte che si era innamorato di una bella giovane e ogni volta che la incontrava, le parlava sempre del suo amore. Allo stesso tempo anche il servo del conte era innamorato della giovane, ma egli proteggeva il proprio sentimento in maniera sacra, non lo condivideva con nessuno. Una sera il conte uscì a fare una passeggiata con la sua amata, salirono su una barca per una gita sul fiume. Passarono sull’altra riva e dal bosco uscirono dei banditi che li attaccarono. Il conte si spaventò tantissimo, ma riuscì a scappare lasciando la sua amata. In quel momento, il servo che li accompagnava, fermò velocemente la sua barca a riva e salvò la giovane, la calmò e la scortò fino a casa sua. Il giorno successivo il conte andò dalla sua amata a vedere come stava, ma ella gli disse freddamente e con severità: “Stia lontano da me, non voglio più vederla.” Oggi la stessa cosa succede con il Signore: vi trovate sulla barca insieme a Lui, ma quando vengono ad attaccarvi dei briganti scappate e Lo lasciate da solo dicendo: “Non voglio soffrire per il Signore.” Passato il pericolo vi mettete a cercarLo e a dirGli: “Signore, perdonami, ho peccato.” Colui che ama il Signore deve avere coraggio! L’unico che ama è Dio, perciò anche noi dobbiamo amare; l’unico che lavora è Dio, perciò anche noi dobbiamo lavorare. Anche quando state odiando lo fate per Amore di Dio. Dopo essere entrati nell’Amore, voi sarete capaci di vedere le cose nella loro vera luce. Allora capirete perché un oggetto è duro e un altro morbido. Nella luce vedrete quello che nelle ombre non potevate distinguere. Ad esempio il diamante è un minerale durissimo, ma ciò nonostante prezioso. Se lo inghiottite, vi soffocherete; è prezioso ma vi farà soffocare – perché? Perché è stato utilizzato in maniera irragionevole. Per lo stesso motivo sia l’odio che l’invidia sono Forze con un grande scopo, ma che si devono mettere in opera al posto giusto. Dal punto di vista dell’insegnamento Divino tutto nel mondo è Buono, tutto è armonioso quando viene utilizzato correttamente. Cristo dice: “Il primo e grande comandamento è di amare il Signore.” Quando amerai Dio, verrai ad accettare ugualmente sia la vita, che la morte. Gli anni stanno passando e tu invecchi, la vista e l’udito diventano deboli, le arterie s’induriscono e tu capisci che la tua fine si sta avvicinando; i tuoi vicini chiamano il dottore sperando che egli possa aiutarti a vivere ancora un po’ di più. Dico: se il suo momento è arrivato, lasciatelo andar via. Egli deve riconoscere questo e dire a se stesso: “Mi stanno già chiamando e io devo partire, lascio la mia ricchezza ai miei piccoli fratelli – i vermi, che mangino e che ringrazino.” Sono belle le farfalline, io spesso parlo a loro; esse si scusano che qualche volta senza volere fanno dei malanni: “È tale il nostro proposito, nel futuro quando ci troveremo al vostro posto, anche noi diventeremo buone.” Io rispondo loro: “Non c’è niente, vi scusiamo; se fossimo stati al posto vostro, anche noi avremmo fatto dei malanni come voi.” Dunque ringraziate Dio che dal posto in cui vi trovate potete vedere il Bene nel mondo. É buono il mondo, ma da voi si richiede Purezza e Santità. Se non sai la tua lezione, non scusarti, ma di’: “Amo il mio maestro e per amore Suo imparerò la mia lezione.” Di’ È una grande verità che gli uomini, che si trovano in Cielo da Cristo, siano felici. – “Ne dubitiamo.” – Chi dubita non ha Amore nella propria anima. Adesso i morti stanno al banchetto da Cristo e i vivi rimasti sulla Terra dicono: “Povera gente, se ne è andata anzitempo!” come Davide: “Signore, in qualsiasi posto tu mi mandi, io farò volentieri la Tua volontà perché Ti amo.” Tu non ami il Signore se rifiuti di fare la volontà di Dio. È necessario amare Dio, fare la Sua Volontà. Perché? Perché ognuno ha sofferto per delle perdite e per delle delusioni, ma l’Amore per Dio farà tornare tutto ciò che è perso, restituirà la salute all’uomo e metterà a posto tutte le gambe e le mani rotte. Tramite questo Amore la vita rovinata delle famiglie verrà ristabilita e l’armonia turbata in Natura verrà restaurata. Ricordate: Dio lavora dappertutto e in mezzo a tutti gli uomini. Quando tra gli uomini c’è Pace, è Dio che sta in mezzo a loro; quando gli uomini litigano, è sempre Dio che sta in mezzo a loro. Egli si manifesta tra tutti gli uomini. Nonostante il modo in cui uno mi parli - sia buono che brutto, è Dio che mi parla. Secondo me, nel mondo, non esiste il male - è importante che accettiamo che tutto proviene dal Signore, nel quale stiamo vivendo e nel quale ci stiamo muovendo. Si dice nella Scrittura: “Dio crea nuovi cieli e nuova terra.” L’Amore porta il nuovo. Dio sta già scendendo sulla Terra e porta l’Amore nei cuori e nelle anime degli uomini. Io vedo il Signore, Lo sento, comprendo ogni Sua manifestazione. Dove c’è frutta e abbondanza c’è Dio. Che grano produrrebbe un campo non arato? Gli uomini cercano la strada facile – essi vogliono che la mela maturi senza luce, che le lenticchie cuociano senza fuoco. Senza pena e sofferenza non si ottiene niente. Tramite la sofferenza Dio diffonde il Suo Amore tra di voi. Se in voi appare il desiderio di suicidarvi, non mandate via questo desiderio, ma mettetevi ad ascoltarlo, a parlargli, per poter poi scoprirne il contenuto. Non mettetevi a realizzare questo desiderio, ma provate a capire il motivo per il quale siete rimasti delusi e disperati. Suicidarsi vuol dire abbandonare il mondo limitato nel quale stai vivendo e andare nel vasto mondo – metterti a lavorare lì. Una giovane era disperata perché il suo amato l’aveva lasciata e non voleva più sposarla; ma perché l’aveva lasciata? Egli ha trovato un’altra e adesso dice che non può amare due ragazze contemporaneamente. La giovane non si deve disperare, ma deve sapere che c’è Uno che l’ama nel corso di tutti i tempi e di tutte le epoche. Siate fedeli all’Amore nel quale non c’è nessun cambiamento. Se ti metti a lavorare in suo nome, non rinunciare finché non vedi il risultato. Quando finisci di seminare il campo e sei stanco, riposati e rimettiti a lavorare. Mentre tu ti riposi Dio lavora – nel frattempo osserva il lavoro di Dio sul tuo campo. Lavora, riposa e nel tempo libero mettiti a riflettere. Ragiona senza preoccuparti; perché ti dovresti preoccupare per il cibo che consumi? Prendi il cibo con Amore e non pensarci più – Dio finirà il lavoro. Hai mal di testa – non preoccuparti, credi nel Signore, mettiti a pregare ed Egli ti aiuterà. Se dubiti non puoi ottenere niente, non puoi ricevere il Nuovo insegnamento dell’Amore. È un insegnamento di esperienza. L’uomo sano accetta il Nuovo insegnamento e gli serve, anche l’uomo pensante accetta il Nuovo insegnamento. Ci vuole un pensiero retto da tutti. Non dire che tuo marito si è messo su una cattiva strada, ma di’ che egli ha fatto uno sbaglio che deve correggere. Quando un bambino piccolo si sporca, questo non vuol dire che si sia messo su una cattiva strada – il bambino non ha colpa se si è sporcato. Lavalo e aspetta finché cresca e capisca il suo sbaglio. Un tale della città di Varna mi raccontò una sua esperienza: egli aveva un figlio di cui era davvero scontento. Un giorno legò con una corda le sue mani e i suoi piedi, con l’intenzione di buttarlo nel pozzo, per liberarsi di lui. Comprendendo l’intenzione di suo padre, il figlio disse: “Papà, puoi fare quello che vuoi, ma pensa alle conseguenze – ti metteranno in galera e lascerai mia madre e mia sorella senza sussistenza.” Il padre rifletté, slegò suo figlio e lo lasciò andare via in pace, ma continuò sempre a dirgli: “Tu non diventerai mai un uomo per bene.” Un giorno incontrai suo figlio e dopo aver conversato con lui per un certo tempo gli dissi: “Tu diventerai un uomo per bene.” Le mie parole e la fede che ci avevo messo lo avevano incoraggiato ed egli divenne davvero un uomo per bene. Dunque se vuoi vivere bene, devi dire ogni tanto a tua moglie che è buona, ragionevole. Di’ a tuo marito che è buono, giusto, amorevole; quando torna dal lavoro, accoglilo bene, di buon umore, dagli l’acqua per lavarsi i piedi. Quando dici che egli è un fannullone, peggiorerai la tua vita. Che cosa si vuole dall’uomo? Che cresca ogni giorno nella consapevolezza che Dio lavora dentro di lui. Quando Dio sale lassù, tu scenderai laggiù per lavorare lì; quando Dio scende tu salirai per lavorare lassù. È così che lavora l’Amore. Sapendo questo, metti in pratica l’Insegnamento dell’Amore nella tua Vita. Pensa a quello che si vuole da te e non a quello che si vuole dagli altri. In questo caso, nonostante i tuoi peccati, io ti accoglierò. Io non mi interesso degli uomini giusti; mi interesso degli zoppi, degli storpi, dei ciechi, degli sciancati - con loro andrò dal Signore, là dove li aspetta un grande banchetto. Questa è la Nuova epoca – l’epoca del Rinascimento. “Amerai il Signore” – questo è il grande comandamento dal quale dipendono la legge e i profeti. Quando rispettiamo questo comandamento e mettiamo in pratica l’Amore, tutti i nostri affari avranno successo, tutto andrà secondo la legge dell’eterna armonia. 15 Ottobre 1916, Sofia