DilyanaAndreeva

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Everything posted by DilyanaAndreeva

  1. Non dovrò berlo? Discorso pubblico del Maestro, tenuto il 22 di Ottobre 1916 a Sofia. “Il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?” Giovanni 18:10 “Se qualcuno, a qualsiasi popolo, lingua o nazione appartenga, reca offesa al Dio di Sadrach, di Mesach e di Abdenego sarà tagliato a pezzi e la sua casa trasformata in un letamaio. Nessun altro Dio può compiere una simile liberazione.” Daniele 3:29 “Il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo? ” Tutti sanno che cosa è il calice. Il calice è parte integrante della vita attuale. È indispensabile per tutte le feste e tutti i divertimenti. Vi versano dentro vino, grappa, varie bevande alcoliche. Anche i dottori utilizzano lo stesso calice. Essi sciolgono le medicine dentro e le danno ai bambini piccoli, che ne rimangono disgustati. Cristo dice ai suoi discepoli: “Il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?” Questo calice rappresenta un processo dello sviluppo umano; esso è il simbolo di qualcosa. Si è notato che i fiori di tutte le piante fanerogame hanno la forma di un calice. Bere dal calice di Cristo vuol dire passare attraverso un certo processo, interiore oppure esteriore – che può essere fisico, sentimentale oppure mentale. I tre giovani – Sadrach, Mesach e Abdenego, gettati da Nabucodonosor in una fornace ardente, rappresentano le manifestazioni di tre caratteri diversi. È raro incontrare tre persone che abbiano lo stesso carattere oppure che siano dello stesso parere. Quei giovani si distinguevano per il loro elevato sviluppo mentale, morale e spirituale, che fu messo alla prova nella loro vita. Essi rimasero fedeli alle proprie convinzioni. Quando i Babilonesi vollero imporre loro le loro concezioni sociali e religiose, essi non obbedirono. Nella vita ci sono dei principi a cui l’uomo deve rimanere fedele. Solo in questo modo egli si può sviluppare correttamente. Chi non sopporta quei principi, dovrà subire le conseguenze della propria deviazione. La prova in questione riguarda non solo il singolo individuo, ma anche la casa, il popolo e l’intera umanità. Non dovete stupirvi quando succede che l’individuo, la casa, il popolo e tutta l’umanità di oggi vengano sottoposti a questa prova. – Da chi? – Dal mondo nuovo oppure da Dio. Tutti passano attraverso la prova dei tre giovani. Essi rappresentano i tre grandi principi attivi nell’uomo. Quando tra lo spirito, l’anima e il corpo dell’uomo non esiste unione, allora non si può ottenere niente. Tanti predicatori hanno parlato del verso dei tre giovani nella fornace ardente, ma esaminandoli in modo diverso da quello in cui li esamino io. I tre giovani rappresentano tre caratteri fermi. Un vero uomo è quello che supera l’esame con successo. Lo studente oppure l’allievo riceve un diploma di fine studi dopo aver superato gli esami con successo. Lo stesso vale anche per la vita sociale, vale anche per la natura. Tutti gli esseri viventi, dai più piccoli a quelli più grandi, vengono sottoposti a un esame, dopo il quale prendono il posto a loro destinato. Finchè non passano i severi esami della vita, gli uomini la considerano in maniera superficiale. Gli uomini cercano il benessere, la felicità ma non li trovano. Può cercare e trovare la felicità soltanto colui che sa che cosa essa rappresenti e dopo averla trovata, la può mantenere per sempre. In questo modo la gente cerca anche l’amore. Sapete che cosa è l’amore? Direte che provate amore. L’uomo prova delle cose piacevoli, ma anche delle cose spiacevoli, comunque tutto questo non è amore. Tutto nella vita è una manifestazione dell’amore, ma in effetti sono pochi quelli che sanno che cosa sia l’amore. Non esiste uno scienziato, un filosofo oppure uno scrittore che possa definire precisamente che cosa rappresenti l’amore. Direte che Dio è Amore. State dicendo che Dio è Amore senza capire il senso dell’amore. È una questione che ha a che fare col futuro. Tra migliaia di anni l’uomo avrà un’idea chiara dell’amore. Fino a quel tempo attenetevi all’amore secondo le vostre concezioni. Adesso esaminiamo il carattere dell’uomo. Il carattere sottintende stabilità. È la sua qualità più importante. Un carattere stabile è quello che in tutte le circostanze della vita rimane sempre lo stesso, cioè non cambia. Se nelle difficoltà l’uomo cambia il proprio carattere, si dice che egli non ha carattere. Tutte le creature che non hanno carattere sono impersonali, vale a dire sono privi di individualità. Per poter sviluppare la qualità principale del proprio carattere - la stabilità, l’uomo passa attraverso quattro processi, cioè attraverso quattro gradi di sviluppo: il processo della subcoscienza, della coscienza, dell’autocoscienza e della supercoscienza o la cosiddetta coscienza cosmica, Divina. L’uomo di oggi è arrivato fino all’autocoscienza. In questa coscienza si nascondono le condizioni per la caduta dell’uomo. L’uomo vuole dominare il mondo e dice: solamente io vivo, perciò tutti mi devono servire. Quando sto bene io, stanno bene tutti; quando sto male io, stanno male tutti. Questa concezione dell’uomo creò le due dottrine filosofiche: il pessimismo e il positivismo. Quando l’uomo è malato, quando i suoi affari non vanno bene, egli è pessimista. Quando è sano e i suoi affari vanno bene, egli è ottimista. Queste concezioni non determinano in alcun modo lo stato dell’universo. Queste sono le concezioni soggettive dell’uomo, che non hanno niente in comune con le grandi ed inalterabili leggi di Dio. Qual’è lo scopo finale della vita? Per l’uomo lo scopo finale della vita umana è trovare la qualità principale del proprio carattere; trovare il punto d’appoggio della propria vita; trovare suo Padre e ritornare alla sua casa Paterna; trovare il proprio Maestro ed assumersi il lavoro che dovrà terminare. – Che cosa farò una volta terminato il mio lavoro? Fare una domanda del genere vuol dire non comprendere lo scopo finale della vita. Il lavoro non finisce mai. Terminare un lavoro vuol dire iniziarne un altro. Sapendo questo non chiedete mai qual’è lo scopo finale della vita. Fate tutto il possibile per terminare il lavoro iniziato. Non posponete il vostro lavoro. Solo in questo modo vi sentirete felici. Dirigete la vostra mente e il vostro cuore sul lavoro che vi è stato assegnato. E solo dopo aver finito il lavoro assegnato, l’uomo ha il diritto di chiedersi perchè è venuto sulla terra. La risposta è semplice: sei venuto sulla terra per imparare e per lavorare. Cristo dice: “Il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?” Ogni uomo ha un calice sia amaro che dolce, che si alternano uno dopo l’altro. Tramite il calice amaro la vita umana viene costantemente purificata. – Perchè si deve purificare? – La vita umana è simile a una sorgente che viaggia per un lungo periodo e lungo il suo percorso raccoglie diversi residui che la imbrattano. Perchè la sorgente si possa purificare, l’acqua deve passare per una serie di strati sabbiosi. In questo modo l’acqua viene filtrata e assume la sua purezza primaria. Ecco perchè Dio di tanto in tanto vi dà un calice amaro per poter purificare la vostra vita. Dopo aver passato attraverso l’esperienza del calice amaro diverse volte, capirete perché dovevate berlo. Il calice amaro libererà la vostra vita da tutte le impurità. – Che cosa rappresentano le impurità? – I cattivi pensieri e desideri dell’uomo. Essi sono gli elementi che provocano corruzione nella vita e nel carattere dell’uomo, distruggendoli. In questo modo l’uomo perde la sicurezza nella sua vita e comincia a temere di ammalarsi, di invecchiare, di perdere la sua ricchezza. Ciò che si teme diventa realtà. Qual’è la filosofia di tutto ciò? Nella paura l’uomo immagina le cose come non sono. Un viandante fu sorpreso dalla notte in una zona montana dove doveva pernottare. Quanto più buio diventava, tanto più smarriva la strada. Improvvisamente il suo piede scivolò ed egli sentì di cadere in un precipizio, ma riuscì ad attaccarsi al ramo di un albero, rimanendo così sospeso per qualche ora. Alla fine le sue mani diventarono tanto fiacche che gli era impossibile tenersi al ramo dell’albero. Prima di cadere nel precipizio egli cominciò a gridare, a congedarsi dai suoi vicini. Quando disse addio a tutti, lasciò il ramo al quale stava attaccato, aspettando la morte. Ma rimase molto sorpreso quando capì che, il precipizio di cui aveva paura, era profondo solo 15 centimetri. Spesso voi stessi vi tenete a qualche ramo e gridate: addio, sto per morire! Ma quando lasciate andare il ramo, vedete che il precipizio sotto è profondo soltanto 15 centimetri. In questo modo l’uomo aumenta da solo le proprie sofferenze. Il nuovo insegnamento vi dice che il precipizio sotto voi è profondo solo 15 centimetri. Lasciate il ramo senza paura e vi convincerete che le mie parole sono verità. Prima di arrivare alla verità l’uomo ha paura e dice: che cosa mi succederà? – Nella vita non c’è niente di spaventoso. Lascia andare il ramo con il quale ti tieni e vedrai che il precipizio sotto di te è profondo soltanto 15 centimetri. – E se muoio? – Non è spaventoso neanche questo, sotto di te vi è sempre la stessa profondità di soli 15 centimetri. Un giorno vi convincerete da soli che la paura, che vi ha preso e che vi tiene fortemente, è infondata. È calmo e tranquillo dappertutto. Provate il nuovo insegnamento nel quale è nascosta la verità della vita. La verità si può sempre provare perchè essa stessa è vita. Cristo per primo capì il senso della vita e il suo obiettivo finale e bevve il calice amaro senza pentirsene. Se Cristo non avesse bevuto il calice amaro, il mondo sarebbe stato privo di ogni bene. Che cosa si nasconde nel calice amaro? L’Amore di Dio. Direte che esso porta sofferenze. Senza le sofferenze la foglia del calice amaro non può cadere. Dunque senza le sofferenze, esso non può dare il frutto della vita. Cristo è il frutto vivente sull’albero della vita. Non capendo le leggi della vita i discepoli di Cristo dicevano: “Maestro, non esporti alle sofferenze!” Questo sottintende: Maestro, non fiorire. Cristo sapeva che era il tempo che Egli fiorisse e fruttificasse. Se non fosse fiorito e non avesse fruttificato, non ci sarebbe stato il frutto. Il frutto portò la grazia all’intera umanità. Quindi quando il calice amaro viene anche per voi, saprete che è arrivato il tempo di fiorire e fruttificare. Dunque non dispiacetevi delle vostre sofferenze. Solo tramite la sofferenza l’individuo, la famiglia, la società, il popolo e l’intera umanità si nobilita. Cristo doveva fiorire per primo sull’albero della vita e dare il frutto vivente che guarisce. In questo frutto è nascosto il nuovo insegnamento, che porta gli elementi della pace interiore e della serenità. Solo in questo modo l’uomo entra nella coscienza cosmica dell’universo vivente, nel quale tutti gli esseri elevati, tutti gli angeli e tutto il cielo servono Dio. Quando l’uomo è buono ovunque lo sistemino, sia all’inferno che in paradiso, egli sta bene dappertutto. Se fosse cattivo starebbe male anche se lo sistemassero in paradiso. I tre giovani passarono attraverso la fornace, ma non bruciarono. Insieme a loro entrò un quarto che assomigliava a Cristo. Quando l’uomo passa attraverso il fuoco troverà il quarto elemento, cioè lo Spirito chiamato dai filosofi “sè superiore” – il principio Divino nell’uomo. Dal punto di vista dei cristiani questo significa unirsi a Dio. Questo sottintende vivere in armonia e non unire le tue mani con qualcuno, tenersi mano nella mano. Se prendete alcuni toni consecutivi, distinguerete chiaramente ogni tono separatamente. Se però prendete alcuni toni, combinati armoniosamente, formerete un accordo, una consonanza oppure un’armonia. Dico: entrate nella vita Divina per cominciare a vivere nella Sua armonia. Dio non ha bisogno di noi, siamo noi che abbiamo bisogno di Lui. Egli non ha voglia di assorbirci e spersonalizzarci. L’unica Sua aspirazione è quella di indirizzarci sulla strada della comprensione. Egli è il Maestro delle anime che vogliono comprenderLo. Solo in questo modo l’uomo può essere intelligente, buono, bello, sano e vivere in armonia. – Allora perchè sono necessarie le sofferenze? – Esse arrivano come ostacoli indispensabili per ottenere l’armonia. L’armonia è irraggiungibile senza ostacoli. Può il treno muoversi su una superficie liscia e arrivare all’obiettivo finale del suo movimento? Se il percorso del treno risulta scorrevole, le sue ruote si muoveranno senza che il treno vada avanti. Perchè il treno possa andar avanti versano sabbia lungo il suo percorso ed esso inizia ad andar avanti. La sabbia è un ostacolo e senza di esso il treno rimarrà al suo posto. Non pensate di sentirvi felici, se il vostro percorso è scorrevole e senza ostacoli. Gli esseri ragionevoli, che capiscono le leggi, versano subito sabbia sulla vostra strada perché le ruote della vostra vita vadano avanti. Direte che la vostra felicità viene turbata. È un disturbo apparente. Quando avanzerete, capirete il senso degli ostacoli, cioè delle sofferenze. Dici: i miei capelli sono diventati bianchi per le sofferenze. – Pure questo è a fin di bene – dipende a che cosa ti stai preparando. Se tu fossi una tela per vestiti, sarebbe meglio che tu sbiancassi. Se tu fossi un suolo, sarebbe meglio che tu annerissi. Il suolo nero dà la frutta migliore, il grano migliore. In questo senso vorrei che tutto il suolo fosse nero. Cristo dice: “Questa è la vita eterna, che io conosca Dio, che io conosca l’Amore.” Questo è il frutto divino che porta armonia a tutta l’umanità. Soltanto colui che è pronto a soffrire fiorirà, fruttificherà e darà frutto. – Se fossi stato un frutto, mi avrebbero mangiato. – Che ti mangino. Tu hai un seme dal quale nascerai un’altra volta. La forza della tua vita sta nel seme. Finché l’uomo non dimostra la sua forza, non può svilupparsi. Sapendo questo non abbiate paura delle sofferenze e delle difficoltà. Tutti gli uomini, tutti gli esseri passano attraverso di esse. Le supererà solamente colui che è pronto a lasciar andare il ramo a cui si sta tenendo. In questo modo egli vedrà che il precipizio che teme è profondo solo 15 centimetri. Tutte le difficoltà sono superabili. Ho visto degli uomini che non potevano morire facilmente. Quando viene l’ora, essi cominciano a scalciare, non possono separarsi dal corpo. Dico: rilassati, che l’anima tua esca liberamente. Sotto di te ci sono soli 15 centimetri di profondità. Anche i vicini del morente hanno paura della morte. Gli danno le medicine, gli fanno iniezioni per poter allungare la sua vita un po’ di più, ma non ottengono niente. Lascia il ramo, sotto di te c’è una profondità di soli 15 centimetri. Alzati in piedi e dì: grazie a Dio mi sono salvato da una grande disgrazia. Gli uomini di oggi non capendo le cose, si riuniscono attorno al morto e dicono: pover’uomo, se n’è andato! Io vedo che il morto è vivo e sta a una distanza di 15 centimetri dal suo corpo. Adesso, in qualsiasi modo io vi parli, vi sembra tutto ridicolo. Quando vi trovate davanti a qualche difficoltà voi di nuovo vi afferrate al ramo e non osate lasciarlo andare. Dico: lascia andare il ramo e aggrappati al Signore. Soltanto così avverrà una svolta nella tua vita, in tutte le vostre concezioni. Ci sono degli scrittori che dopo aver scritto un libro, hanno una grande paura della critica. Essi si agitano, si turbano e quando la crisi passa dicono: grazie a Dio, è finita. Dico: Scrivi il tuo libro e lasciati cadere. Dì la tua lezione e lasciati cadere. È questo che voleva dire Cristo con il calice che il Padre gli diede. Pietro disse a Cristo: “Maestro non bere questo calice.” Cristo però gli rispose: “ Il calice, che il Padre mi ha dato, lo devo bere.” Ogni uomo porta in sè un Pietro e un Cristo. Pietro sguaina la spada e taglia l’orecchio del servo. Cristo gli dice: “ Pietro, metti via la tua spada. Bevi il calice che ti dà il Padre, perché tu capisca l’armonia Divina. Il calice amaro arriva ad ognuno di voi. Io vorrei che voi beviate questo calice da eroi, come conviene a ogni cristiano. Dopo aver bevuto il calice amaro, viene la resurrezione – la vita nuova. Questa è la parte esteriore della questione. C’è una certa analogia tra la vita di Cristo e quella dei tre giovani, che Nabucodonosor fece buttare nella fornace. La fornace era tanto rovente che il carnefice, che li aveva buttato dentro, bruciò. È stato detto che Dio è un fuoco che brucia. Però colui che vive in accordo con l’Amore di Dio e con lo Spirito di Cristo è fuori da ogni pericolo. La forza di Dio si manifesta nei momenti difficili della vita, non quando l’uomo è povero, ma quando è ricco. La ricchezza è pinguedine dall’interno all’esterno e la povertà – un processo di sviluppo dall’interno all’esterno. La ricchezza si deve trasformare in concime e la povertà in lavoro onesto. Non si può fare a meno della ricchezza, ma non si può fare a meno neanche della povertà. Essi sono due processi che lavorano insieme per lo sviluppo umano. Finché l’uomo non perde tutto al mondo, non può trovare Dio, non può essere felice. La felicità è un’essenza che viene estratta dal sapere e dalle esperienze di migliaia di generazioni, come l’olio di rose dal fiore della rosa. Dovete mettere a distillare tre-quattro mila chili di fiori di rosa per estrarne appena un chilo di olio di rose. Questo vuol dire trasformare la felicità terrena in quella celeste. Questo vuol dire: se la vita terrena non viene trasformata in vita celeste, l’uomo non può trovare la vera felicità. “Il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?” Cristo bevve questo calice e diventò un grande spirito. Egli si unì a Dio e disse: “Io e il Padre siamo una cosa sola.” In questo sta la Sua forza. Egli dice: “Sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha inviato.” Se Cristo non avesse fatto la volontà di Dio, egli sarebbe stato simile agli uomini. Spesso i religiosi si chiedono chi fra di loro è più pio, più intelligente. Questa è una cosa relativa. Studiando gli uomini di oggi vedo che essi non possono amare più di una persona. Se amano due persone contemporaneamente o si metteranno a litigare oppure saranno costretti a mentire. Ami contemporaneamente due persone e ti metti a mentire ora all’uno, ora all’altro, diventi falso. Questo è amore? Questo è una manifestazione dell’egoismo umano, una manifestazione dell’autocoscienza umana. L’uomo nel suo egoismo si manifesta come una piccola crudele divinità nella forma di figlio oppure di figlia, nella forma di un amato oppure di un’amata. Questo è stato sperimentato da ognuno. Io vedo come questa divinità picchia la sua amata oppure il suo amato. Qualche volta è il figlio che picchia il padre, la figlia picchia la madre. Finchè questa divinità non si lascia andare giù nel precipizio, non perde tutto ciò che è terreno, non può capire il significato interiore della vita Divina. La divinità nell’uomo è ciò che lo tortura sempre, che lo rende sempre scontento. È Pietro che rende scontento l’uomo. Quando uno è contento, è Cristo che si manifesta dentro di lui. Un giorno ti senti arrabbiato, scontento - è Pietro che ti sta visitando. Il giorno successivo sei contento, lieto – è Cristo che ti sta visitando. Egli ti dice: “Questo calice si deve bere.” Nel primo caso l’uomo parla di ideali, del bene dell’umanità, ma non si attiene a ciò di cui parla. In una città Americana vicino all’università viveva una vecchia negra che aveva ottant’anni. Spesso sentiva la vita come un peso e si metteva a pregare Dio affinché portasse via la sua anima, per liberarsi dal suo peso. Passando vicino a casa sua gli studenti sentivano le sue preghiere e un giorno decisero di farle uno scherzo. Una sera due di quegli studenti si avvicinarono a casa sua e bussarono alla porta. Ella chiese: Chi è là? – Io sono l’Arcangelo Michele. Dio ha sentito le tue preghiere e mi ha mandato a prenderti l’anima. – DiteGli che non c’è qui quello che sta cercando – rispose la negra con paura. È così anche lo stato degli uomini di oggi. Essi parlano di ideali, di prodezza, di bene, ma arrivato l’Arcangelo Michele dicono: diteGli che quì non ci sono quelli. Dunque gli uomini parlano di ideali, di grandi cose, ma quando si arriva a mettere in pratica dicono: ma dobbiamo lavorare sempre noi? Che lavorino anche gli altri. Fecero portare a un uomo la gallina arrostita, il vino e le pere. Egli li portava e stava zitto, non si lamentava del suo peso. Ma quando vollero fargli vangare la vigna, egli disse: che vanghi qualcun altro, non sarò sempre io a lavorare. Ricordatevi: finché l’uomo passa attraverso la legge dello sviluppo, egli dovrà sollevare e mettere giù la zappa, cioè la sofferenza, e vangherà la sua vigna. La sofferenza conduce alla grande felicità della vita. L’uomo, passando attraverso la legge dello sviluppo, berrà il calice amaro che porterà la benedizione alla sua anima. Il calice porta sia sofferenza che gioia. Quando l’uomo impara come bere da questo calice, capirà il senso profondo della vita. Il Padre dà il calice a ogni persona. È importante che l’uomo trovi la qualità principale del suo carattere. Per questo ci vuole il coraggio che apporta pace e serenità dentro all’anima umana. Solo in questo modo egli può compiere il lavoro a lui predestinato. Ogni giorno l’uomo si arrabbia per un nonnulla ed esce dai gangheri. L’uomo si arrabbia con la moglie, la donna si arrabbia col marito. – Quando uno comincia a uscire dai gangheri? – Quando dentro di lui qualcosa ribolle. Quando la donna cuoce la marmellata, prima si separa la schiuma e poi la marmellata comincia a bollire. La schiuma viene tolta con un cucchiaio e viene messa da parte. Quando la donna bolle, l’uomo deve prendere il cucchiaio e togliere la schiuma. Se l’uomo bolle, la donna deve fare lo stesso. La schiuma è il sedimento della vita. Non appena l’uomo e la donna si liberano di questo sedimento, diventano buoni, cortesi, amorosi. Oggi il marito sta bollendo, la moglie sta bollendo, il figlio sta bollendo, la figlia sta bollendo. Che cosa si deve fare? Prendete il cucchiaio e togliete la schiuma. Quanto più la togliete, tanto più puri e buoni diventerete. Questa non è un’allegoria ma la realtà della vita. Ecco perché quando incorrete nei sedimenti della vostra vita, non preoccupatevi di quello che vi succederà. Prendete il cucchiaio e togliete via la schiuma. Dio, che ha creato il mondo, ha un suo piano e sa quello che succederà ad ogni uomo. Egli determinò con precisione la strada di ognuno. – Ma Dio si occuperà di me? – Egli si occuperà di te così come si è occupato di te tante altre volte fino ad ora. Egli ha già disegnato la tua strada perciò qualsiasi cosa succeda, non avere dubbi, segui la tua strada e credi che il piano di Dio si realizzerà secondo il disegno Divino. A voi si richiede la pazienza. Un giorno Maometto stava scappando da nemici, che lo perseguitavano per il suo insegnamento. Egli riuscì a nascondersi dietro ad un albero. Là egli potè osservare come una formica provava a portare un grande carico. Essa lo sollevava novanta nove volte, ma lo lasciava sempre cadere a terra. Con fatica alla centesima volta riuscì a portarlo al posto determinato. Stupito dalla grande pazienza e dalla perseveranza della formica, Maometto disse a se stesso: se una formica può realizzare i suoi desideri, tanto più potrò farlo io stesso. Dio aiuta tutte le creature. Quando vede le difficoltà e la fatica dell’uomo, Dio lo benedice. Egli trasforma il suo calice amaro in uno dolce e lo benedice. Dio guarda tutti allo stesso modo - i pii e i peccaminosi, i colti e gli ignoranti, gli uomini e gli animali. Che cosa dicono di Dio gli scienziati e i filosofi è un’altra questione. Attenetevi all’idea che in Dio non esiste alcun tradimento. Si parla dell’ira di Dio. Dio si adira solo quando vi mette nel fuoco. La Sua ira è il fuoco, la forza attiva che purifica. Voi gridate, pregate, ma Egli dice: ancora un po’ e sarete purificati. – Quanto tempo ci terrà nel fuoco? – Fino a quando vi purificate e smettete di produrre schiuma. A quel punto Dio vi toglierà dal fuoco, sorriderà e dirà: sono lieto che siate già puri. La purezza è una qualità indispensabile nella vita. La vita, in cui stiamo entrando a far parte, richiede un pensiero giusto e luminoso, che sostenga tutti gli uomini. Il pensiero giusto esclude ogni preoccupazione. Finché l’uomo si preoccupa, è esposto a varie malattie. Alcuni uomini non hanno paura delle malattie e della morte. Essi non credono in Dio, non credono nell’altra vita e dicono: godiamoci bene la vita perchè non ci rimane nient’altro. La vita è sulla terra e si deve utilizzare. Alcuni vivono poco, altri più a lungo. Ad ognuno è stato determinato quanto vivere. La vita sulla terra è buona, ma è migliore quella in cielo. Qualcuno dice: l’altra vita o c’è o non c’è. Questo significa: nella mia mente o c’è luce o non c’è. Dio o esiste o non esiste. Se chiudete le imposte delle vostre finestre nella camera diventerà buio, ma questo non significa che Dio non esiste. Dio sta contemporaneamente sia nella luce che nel buio, sia nelle gioie che nelle sofferenze, sia nell’amore che nell’odio. Egli è presente in tutte le manifestazioni della vita. L’odio è temporaneo e l’amore – eterno. L’odio si trasforma in amore perciò Cristo dice: “Il calice amaro dopo un certo periodo verrà trasformato in un gran bene, ecco perchè lo dovrò bere.” Se i seguaci di Cristo e i Suoi discepoli avessero messo in pratica l’amore, il mondo sarebbe stato in ordine. Essi hanno introdotto l’odio nella vita che col passar del tempo verrà trasformato in amore. Allora tutti gli scienziati, i filosofi e gli scrittori cominceranno a scrivere nel nuovo spirito, nello spirito del nuovo amore. Sta già arrivando la nuova onda dell’amore. Essa trasformerà le disgrazie del passato in una terra fertile sulla quale cresceranno, fioreranno e matureranno i beni dell’amore. Con essi si nutrirà l’intera umanità. Sapendo questo non abbiate paura della morte. Non abbiate paura neanche del precipizio sopra il quale state sospesi. – Di chi è la colpa di ciò? – Delle persone che vi circondano: i vostri padri e le vostre madri, vostro marito, oppure vostra moglie. Per essere contenti lasciate andare il ramo a cui vi tenete. Se vi arrabbiate, dite: lascerò il ramo a cui mi sto tenendo. Se stai male, lascia andare il ramo. Dubiti di qualcuno – lascia andare il ramo. Perchè gli uomini non hanno successo nella vita? – Perchè si servono di quantità negative. Essi dicono: non odiate, non dite bugie. Le forze negative non possono influire sugli uomini. Perciò dico: amatevi, dite la verità. Amatevi, fate del bene per formare il vostro carattere. Possiede un carattere fermo colui che non porta alcuna corruzione nella gente che gli sta attorno. Se una madre lascia sua figlia con un giovane e quello non la corrompe, questo dimostra che egli ha carattere. E la fanciulla ha un carattere fermo se non porta alcuna corruzione nel cuore del giovane. Liberatevi da ogni pensiero egoistico che esiste nella vostra mente e che suscita odio nel vostro cuore. Guardatevi dalla bugia, dal furto, che suscitano odio nell’uomo. La bugia, il furto dimostrano instabilità di carattere. Si può chiamare un uomo con carattere quello che approfitta della ricchezza altrui, oppure della donna altrui? Bere il calice amaro significa dare indietro agli uomini tutto quello che devi loro, ma nel frattempo anche aiutare loro. Amare vuol dire aiutare qualcuno in tutti i suoi bisogni. In che cosa consiste l’amore? Secondo alcuni l’amore si manifesta con carezze, abbracci, baci. Secondo me questo non è amore. Quando un uomo sano bacia una donna sana, oppure una donna sana bacia un uomo sano, questo non è nessun amore, nessun bene. Se un uomo sano e una donna sana si tengono sottobraccio, anche questo non è amore. L’amore vero solleva i malati, i deboli, i sofferenti. Se hai amore, bacia il malato perchè guarisca; bacia il debole, il caduto per sollevarlo. Se sei un padre amoroso bacia i tuoi bambini deboli e storpi. Non dare un bacio come quello che Giuda diede a Cristo. Quando baci una persona sana tu la tradisci. L’uomo deve sapere come baciare e chi baciare. Questo è carattere. Dicendo questo io non vi accuso per quello che avete fatto nel passato, ma dico che cosa dovete fare adesso. – Tu non mi ami. – Non ti amo perchè sei ricco e sano. Diventa povero e malato e ti amerò. Dà dei baci dello Spirito. Quando le persone si amano le loro anime devono stare vicino e i loro corpi lontano. Se un uomo e una donna non vivono bene insieme Dio li separa. Egli prende nell’altro mondo o l’uomo o la donna. Quando vengono separati, quello dei due che rimane sulla terra comincia a idealizzare chi è defunto. Quando stanno lontano l’uno dall’altra essi si amano e vanno d’accordo. Un americano voleva invitare a casa sua uno dei suoi amici che non vedeva da sei anni. Egli informò la moglie chiedendole di preparare il pranzo, ma quella subito gli rispose al telefono: non portare a casa mia quell’ipocrita! Non lo voglio. Dopo aver sentito queste parole l’americano pensò: anche al telefono ho indovinato che era mia moglie che parlava. Egli conosceva il suo linguaggio. Adesso anche voi parlate di Dio ma in fin dei conti dite: non portateLo a casa nostra. Ogni volta che viene, ci porta qualche disgrazia. Questa idea è sbagliata, falsa. Voi state mentendo a voi stessi. Quando i francomassoni assumono un nuovo membro nel loro gruppo, essi lo sottopongono a un esame per vedere se lo può superare. Il primo esame è quello del coraggio. Se non lo supera, non lo accettano tra di loro. Di fronte a lui esce un uomo con una spada in mano, che è pronto a traffigerlo. Se si spaventa viene bocciato all’esame. La spada è di carta. Quando egli si mette a trafiggerlo, questa si piega. Allo stesso modo anche Dio ci mette alla prova con spade di carta. Le sofferenze sono le spade di carta, che se vengono affrontate senza paura, si piegano nel vostro petto e cadono per terra. E voi rimanete integri e intatti. Neanche le più grandi sofferenze umane si possono paragonare alla gloria futura che vi aspetta. Cominciate già sin d’ora a prepararvi per questa gloria. Sappiate che le sofferenze sono degli esami che vi porteranno alla gloria futura. Che cosa succederà al popolo Bulgaro? – Lo aspetta un grande futuro. Deve credere nel Signore vivente e dire: quando Dio è con noi, nessuno è contro di noi. Il Signore vivente ci guiderà. Egli porterà ordine e armonia tra tutti i popoli. Egli cancellerà tutti gli sbagli e tutti i delitti. Egli farà sparire tutte le difficoltà. Tutto ciò che predico si avvererà. Sta arrivando un gran bene per tutti. Dio porta questo bene dal cielo. A tutti noi si chiede una cosa: essere Bulgari veri. Se non pensate al male e se mettete in pratica il nuovo insegnamento, Dio sarà con voi. Egli è onnipotente, onnisciente e sempre buono. Non abbiate paura dalle sofferenze perchè il precipizio è profondo solo 15 centimetri. Discorso del Maestro tenuto il 22 di Ottobre 1916, a Sofia.
  2. AMERAI IL SIGNORE “Amerai il Signore tuo Dio... Amerai il tuo prossimo...” Vangelo secondo Matteo 22:37;39 “Maestro, nella Legge, qual’è il grande comandamento? Gli rispose: amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a questo: amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti.” Adesso vorrei che prestiate attenzione a quello che dirò. Oggi predico un Insegnamento su cui si basa lo sviluppo dell’anima, della mente e del cuore. Questo è un Insegnamento che porta Pace e quiete al cuore, un Insegnamento che porta Luce alla mente, rinnovamento all’anima, Forza allo Spirito. Questo Insegnamento è in grado di far guarire le gambe degli storpi, di aprire gli occhi ai cechi; grazie a questo Insegnamento i sordi riacquistano l’udito, i malati guariscono, i morti risorgono. Esso porta armonia dappertutto. Per questo Insegnamento non esiste alcun ostacolo. É un Insegnamento del Dio Vivente che si trova sia tra la gente, che tra le pietre, sia tra le piante, che tra gli animali. Il Signore Vivente di Cui vi parlo si trova dappertutto, Egli è conosciuto da tutti - questo Dio è l’unica cosa reale ed essenziale nel mondo. Alcuni vogliono risolvere la questione dell’esistenza di Dio in maniera filosofica. Lasciate da parte le discussioni filosofiche e le ginnastiche della mente, per risolvere una tale questione ci vuole esperienza. La questione importante è perché dobbiamo amare, perché dobbiamo avere un comandamento. Che cosa rappresenta il comandamento? Esso è una base, un terreno sul quale costruire; è una Forza con cui lavorare; esso è un punto d’appoggio da cui partire. Come possiamo capire se abbiamo un punto d’appoggio o no? Fermandovi in un posto e sollevando un oggetto pesante: se il terreno sotto i vostri piedi è solido e non affondate, dico che voi avete un punto d’appoggio; se i vostri piedi affondano, il vostro terreno non è solido, cioè il vostro punto d’appoggio non è sicuro. Se durante un lavoro invece di sollevarvi state affondando, dico che non avete un punto d’appoggio sotto i piedi. Quando state riflettendo su qualcosa e la vostra mente si confonde, voi non avete una base sotto i piedi; quando amate e mettete in dubbio il vostro amore voi non avete una base sotto i vostri piedi. Potete dare una serie di spiegazioni filosofiche al concetto di comandamento, ma quelle sarebbero belle solo dall’esterno e prive di contenuto. Esse sono simili ai dolci, alle torte - nutrirsi di dolci e di torte vuol dire diventare molto eterei. L’uomo ha bisogno di un cibo salutare di buona qualità che contenga tutti gli elementi essenziali. Tale cibo crea le condizioni indispensabili per lo sviluppo della mente, del cuore, dell’anima e dello Spirito dell’uomo. L’uomo assume sempre gli stessi elementi, i metodi della loro assunzione però sono vari. Ogni nutrimento è utile per l’uomo, è importante però sapere come assumerlo. Non vi dico quale cibo mangiare e quale non mangiare, però vi consiglio di mangiare con Amore. Che cosa dicono sulla questione gli igienisti, i fisici e i chimici è una cosa secondaria. É importante che consumiate del cibo che dia Forza. Sei debole, ma dopo aver mangiato diventi forte e vivace – questo significa un cibo essenziale. Chiesero a Cristo: “Quale’è il grande comandamento?” Il grande comandamento è quello che ci può insegnare come vivere – questo vuol dire conoscere Dio. Da duemila anni i filosofi cercano di spiegare dove si trova il Signore – in Cielo o in Terra, ma non riescono a rispondere a loro stessi. Questo crea una serie di contraddizioni per cui ci sono quelli che accettano l’esistenza del Signore ed altri che la negano. Dio osserva sia i primi che i secondi e ride che non Lo riconoscono, come se fossero dei bambini. E perché non Lo riconoscono? Perché si sono messi degli occhiali con colori diversi. Alcuni dicono che il loro Padre è rosso, altri – giallo, altri – verde, altri ancora – nero; ognuno Lo vede diversamente secondo il colore dei propri occhiali. È possibile che Dio sia nero? Dico: non diventate pedanti. Il colore nero ha dei diversi significati; esso può significare anche riposo. Pure la parola “cattivo” ha due significati; per cattivo s’intende uno che è energetico. La cattiveria, il male nasconde in sé una forza che si deve adoperare nel posto giusto; non adoperata nel posto giusto, il male apparirà come devastante. Quale’è il grande comandamento? Che amiamo il Signore. Questo comandamento ci insegna a pensare, a sentire e ad agire correttamente. Questa è la filosofia dell’esperienza e per comprenderla servono degli anni. L’uomo deve fare tanti sforzi per imparare a pensare, a sentire e ad agire correttamente. Ci vuole tanto tempo perché l’uomo venga a conoscere il Signore. Per me Dio è una Grande realtà – Egli è più reale di tutti voi che vedo oggi davanti a me. Potreste dire che le parole di cui mi servo sono troppo forti. Se avessi trovato delle parole più forti, avrei utilizzato quelle per poter spiegare ciò che Dio rappresenta. Egli può essere anche per voi tanto reale quanto lo è per me. Voi Lo potete conoscere nel corso di lunghi anni, ma Lo potete conoscere anche in un istante. Dalla fisica sapete che al contatto i due poli elettrici producono subito una scintilla, una luce. Dico: per trovare la Luce che state cercando rivolgetevi al polo opposto della Vita. Questo può succedere in un attimo - dipende da voi stessi. Voi date la schiena a questa Luce e chiedete dov’è il Signore. Ci sono tanti, sia colti che ignoranti, che stanno davanti alla porta del Signore e si chiedono se il Signore verrà ad accoglierli o no, se siano degni di Lui o no. Queste sono delle parole vane. Voi usciste dal Signore e a Lui ritornerete - Egli vi accoglierà perché Egli è sempre buono e sempre misericordioso. – “Sono un uomo buono?” Io non dubito della tua Bontà perché essa è anche la mia, la tua Saggezza è anche la mia. É vero? È vero. Sono strani gli uomini, un uomo che ha la febbre dovrebbe prendere la mancanza di appetito per uno stato naturale? Oggi da malato non ha appetito, mangiare non gli arreca alcun piacere, ma questo non è uno stato continuo. Prima di ammalarsi aveva sempre mangiato con piacere e una volta guarito mangerà di nuovo volentieri. Tra lo stato attuale del sistema nervoso e quello che era prima, esiste una certa differenza, ma questo stato è solo temporaneo. Dunque, se ti succede di ammalarti, dì a te stesso: “Ascolta, non cedere alla tua malattia! Essa ti sta facendo una visita temporanea. Tu sei un uomo sano – puoi pensare, sentire e agire in maniera retta!” Spesso gli uomini discutono sul peccato e dicono di qualcuno: “Quest’uomo è un peccatore.” Secondo le vostre idee sul peccato io non saprei individuare i peccatori. Non conosco uomini peccatori, ma conosco quelli che fanno degli errori. Io guardo il peccato e i peccatori in modo diverso, guardo loro secondo la grande legge dell’Amore. Un maestro dà al suo discepolo il compito di dipingere un quadro; il discepolo si mette a dipingere, ma imbratta e poi cancella, imbratta di nuovo finché un giorno finisce il quadro secondo le esigenze del maestro. Ma quando quello imbratta e cancella lo potreste definire un peccatore? Quel discepolo non è un peccatore, però egli non ha lavorato a sufficienza, non si è esercitato. Nel futuro quando avrà finito di esercitarsi dipingerà bene il quadro senza più imbrattare e cancellare ed eviterà gli errori. Non insultate il Signore dentro di voi e non dite che Egli vi ha creato peccatori. Se ti vede disperato, Egli ti dirà:”Figlio mio, non disperarti, col passar del tempo tu diventerai un uomo buono e virtuoso.” Alcuni filosofi parlano degli errori degli uomini perché non capiscono le leggi - essi stessi commettono degli errori, ma parlano degli errori altrui. Cristo dice: “Amiamo il Signore!” E gli uomini parlano dell’Amore senza conoscerlo. Qualcuno dice: “Muoio per amore”, ma quando si sposa dice: “Muoio per amore”. Moriva per amore prima di sposarsi, muore per amore anche dopo. Considerate la parola morte con un senso diverso: l’uomo quando nasce muore un’altra volta. La nascita sulla Terra è una morte in Cielo, la morte sulla Terra è una nascita nell’altro mondo – tu nasci per una vita superiore a quella terrestre. In senso lato le parole nascita e morte significano andare a lavorare. Sia in Cielo che sulla Terra tu lavorerai sempre. Il lavoro e la fatica sono due concetti differenti. Per questo motivo Cristo dice: “Venite a me voi tutti che siete stanchi ed oppressi per insegnarvi a lavorare”. Quando parlo di Cristo io non ho in mente l’uomo che visse duemila anni fa; io intendo il Cristo che si trova oggi tra gli uomini. È un’altra questione però come si manifesta – è importante il fatto che ognuno nella difficoltà possa andare da Cristo. Quelli che comprendono Cristo come un uomo che visse duemila anni fa, vanno da Lui con dei fazzoletti neri in testa; e quelli che Lo stanno vedendo tra di loro, vanno da Lui con dei fazzoletti bianchi. Perché andate ad un matrimonio vestiti di bianco? Risponderete che questo è in accordo con le prescrizioni della chiesa. Dio disse: “Quelli che vanno a sposarsi e portano l’Amore nei loro cuori - che si vestano di bianco; quelli che hanno perso il loro Amore - che indossino dei vestiti neri.” Fino a quando indosseranno il nero? Finché troveranno l’Amore. Portate fazzoletti bianchi in testa, fazzoletti bianchi nei vostri cuori e fazzoletti bianchi nelle vostre menti per trovare il Signore. Voi potete trovare il Signore subito, in questo stesso istante - dipende da voi. Fino a quando amiamo Dio ci troviamo in Cielo, in Paradiso; se dubitiamo di Lui ci troviamo all’inferno, nel luogo della sofferenza, delle tenebre, della ferocia. “Amiamo il Signore” - questo è il grande comandamento sul quale si fonda la nostra Vita. E come dobbiamo amare il Signore, così come amiamo il prossimo? L’Amore per Dio e l’amore per il prossimo sono due cose diametralmente opposte. Per poter capire l’Amore per Dio dovete dare la schiena a quello che sapete e provare quello che vi offro. Il vostro sapere l’avete già provato, provate adesso il mio. Se il vostro è superiore, sono pronto ad accettarlo – io sono di quegli uomini che danno e prendono. Chi ama Dio si distingue per un’alta concentrazione, per una profonda Vita interiore. Apparentemente egli si allontana dalla gente, viene considerato eccentrico, ma in effetti non è così. L’Amore per Dio non è altro che la corrente venosa tramite la quale il sangue impuro arriva al cuore e ai polmoni per potersi poi purificare per diventare arterioso. La corrente arteriosa e quella venosa esistono non solo nel corpo, ma anche nei sentimenti e nei pensieri dell’uomo. Per esempio l’odio e l’invidia sono il sangue venoso nell’uomo; l’Amore e la Gioia sono il sangue arterioso. I pensieri luminosi e puri sono il sangue arterioso, e i pensieri oscuri e negativi sono il sangue venoso. Dunque quando l’uomo ama Dio, egli sta trasformando in se stesso le forze negative in forze positive, e il sangue impuro in sangue puro. Egli va da Dio che gli chiede: “Mi hai conosciuto figlio mio?” – “Ti ho conosciuto Padre.” Dopodiché l’uomo come un sangue arterioso va per tutto il corpo a nutrire tutte le cellule – questo è l’Amore verso il prossimo. Quando cominci ad amare Dio, tu stai entrando nei Suoi polmoni, nel Suo cuore per purificarti; così purificato e concentrato in te stesso tu esci fuori per trasportare il sangue fino alle cellule più lontane del corpo – il tuo prossimo, per nutrirlo. Sapendo questo, amate Dio e portate la Sua benedizione in tutto il mondo. Diffondendo il benessere tra gli uomini, vi stancherete e sentirete la necessità di ritornare a quel centro della Vita che purifica e rinvigorisce. Ogni ventiquattro ore l’uomo va da Dio per rinnovarsi e purificarsi; così purificato egli esce da Dio e va verso il suo prossimo. Dopodiché si pone la domanda dove sia Dio, se Egli esiste – questo è non comprendere la Vita. Dunque quando andate da Dio non fermatevi a conversare con la gente. A chiunque vi incontri per la strada dite: “Vado per affari importanti. Quando finisco con i miei affari ci incontreremo e parleremo, e vi racconterò quello che Dio sta facendo e come vive.” Qualcuno è malato e cerca un’assistenza medica, va da un certo numero di dottori, ma anche essi non possono aiutarlo - che cosa deve fare? Che si rivolga a Dio con tutta la sua fiducia e con tutta la sua speranza e che dica: “Dio, in Te confido, a te affido il mio peso.” Se deponi tutte le filosofie umane e confidi in Dio, Egli ti aiuterà. Quanto più grande è la tua Fede, tanto prima arriva l’aiuto. Dio aiuta i deboli, i malati, gli stanchi. Nell’Amore per Dio tutte le malattie spariscono – sia quelle esterne che quelle interne. Quando cominci ad amare Dio, scompaiono sia la cecità che la sordità. Gli uomini di oggi soffrono per il troppo sapere. Non vorrei offendervi, ma ho deciso di parlarvi in una lingua particolare – cercate di capirmi correttamente. Buttate via gli abiti neri con cui vi siete vestiti, rinunciate al dubbio e al sospetto – essi sono un letame per la Vita. Se è rimasto un po’ di odio nei vostri cuori, cacciatelo via. Se vi arrabbiate, rinunciate alla collera o portatela in qualche officina - là è il suo posto. La collera vi visita perché non le date del lavoro; quando la fate lavorare, essa dice: “Il mio padrone è intelligente!” Si può fare a meno della collera? Si può. Se l’invidia e l’odio vi fanno una visita – date loro del lavoro – lavorando essi stabiliranno un legame con l’Amore. Tutti quei pensieri e sentimenti negativi che vi vengono a trovare portateli a Dio – dite loro: “Io vado da Dio, se volete stare con me, venite lì anche voi.” Prendete con voi tutti i ciechi, i sordi, gli storpi, gli infermi e portateli a Dio. – “Siamo nudi, ci vergogniamo a presentarci davanti a Lui.” Andate da Dio come siete. – Egli vi purificherà e vi vestirà con abiti nuovi. Dio non ha bisogno di gente pia. Entrate nel fuoco Divino per purificarvi e dite: “Abbiamo visto Dio e Lo abbiamo conosciuto.” L’antico testamento dice che Mosè mangiò insieme al Signore – ma è possibile questo? È possibile. Il mangiare non è solamente un processo fisico – l’uomo si nutre sia nel mondo fisico, che nel mondo Mentale, che in quello Sentimentale. I pensieri e i sentimenti sono un nutrimento simile al pane nel mondo fisico. Tanti vogliono essere amati. E perché devono essere amati? Hanno fame e vogliono che qualcuno dia loro da mangiare. Quando uno dice che vuole essere amato, vuol dire che egli ha fame - nessuno pensa a lui, nessuno vuole dargli da mangiare. Digli: “Fratello, vieni a casa mia, io ti darò da mangiare.” Tu gli darai da mangiare e Dio ti benedirà. Mentre stanno nell’Amore, gli uomini cantano e lodano Dio, si dimenticano dei cattivi e ingiusti rapporti che avevano tra di loro; ma quando scendono sulla Terra cominciano a litigare – “Siamo peccatori e perciò litighiamo.” Non pensate di essere degli uomini peccatori o caduti – voi vi potete salvare in un istante. Voi dite: “Ci metteremo a fare delle azioni buone per propiziarci Dio.” Lasciate da parte le buone azioni. Dio vi ama sempre, è sempre pronto ad aiutarvi senza tener conto se siete giusti o peccatori. Dio ci ama nonostante tutti i nostri peccati ed errori, Egli non ha mai cambiato il Suo Amore. Se la gente sta sparlando di voi – che parlino; tu risponderai: “Fratello, vieni da me e andiamo insieme dal Signore.” Qualsiasi difficoltà tu stia passando, dì a te stesso: “Io amerò il Signore che vive nella mia anima.” Qualcuno si oppone a questo e dice: “Io non vedo il Signore.” Questo non significa niente – se oggi non Lo vedi, domani Lo vedrai. Oggidì anche l’ignorante sa che sfregando due legni si crea del fuoco. Da qualche parte un uomo e una donna stanno litigando; che litighino pure, che si sfreghino pure perché si possa produrre più Luce tra di loro, perché producano del fuoco. Quando il fuoco si accende, faranno la pace. Non è importante in che modo vengono sfregati i legni – in linea retta o in direzione incrociata, è importante che producano la Luce necessaria. Dunque secondo la lingua del Nuovo insegnamento quando vi state sfregando con qualcuno dite a voi stessi: “Sfregami, fratello, sfrega cosicché io cominci ad emettere una Luce su di te.” Questo sfregamento è indispensabile per la creazione della luce Divina. Anche sui campi di battaglia gli uomini si sfregano per produrre questa Luce. Io vedo questa gente – dei ciechi, degli storpi, degli zoppi, tutti vanno da Cristo. Egli dice loro: “È meglio rimanere con una gamba, con una mano, con un occhio, ma venire da me.” Dio li accoglie, offre loro da mangiare e da bere e chiede loro: “Che cosa stanno facendo gli altri uomini sulla Terra?” – “Si stanno ancora sfregando.” – “Che si sfreghino pure, Io scenderò sulla Terra tra di loro e tutti quanti si riconcilieranno.” Io vedo quelli che stanno lassù da Cristo - essi sono gioiosi, allegri. Quando dico che essi sono lassù, non pensate che stiano in un posto troppo lontano da voi. – “Io vorrei andare da loro.” – Va prima al fronte e da lì ti manderanno lassù tra i tuoi fratelli. – “Ho paura.” – Ci vuole coraggio e non paura. Dovete capire il profondo senso della Vita. Ricordatevi: in Dio non esiste il male, Egli sistema tutte le cose e rimette a posto gli affari ingarbugliati degli uomini. Egli rimette a posto le mani e le gambe rotte, rimette a posto gli occhi cavati, Egli mette tutto in ordine – Egli è il Padre di tutti. Dunque quando avete voglia di amare, entrate profondamente in voi stessi, concentratevi senza alcun dubbio ed esitazione. Sappiate che Dio vi darà il Suo Amore, vi renderà gioiosi e allegri. Se qualcuno viene a chiedervi da dove proviene questo, ditegli: “Vattene dalla mia faccia, non indurmi in tentazione.” Dico: ogni vostra aspirazione viene da Dio. – “Quando troverò il Signore?” – Quando ti trovi in una situazione difficile. – “Come trovare l’Amore, che cosa rappresenta l’Amore?” Un discepolo andò da uno dei Grandi Maestri in India a chiedergli che cosa fosse l’Amore e come trovarLo. Il Maestro rimase zitto, non gli rispose nulla. Il secondo giorno il discepolo pose la stessa domanda, ma il Maestro continuò a tacere. Il discepolo visitò il suo Maestro per sei giorni di fila, chiedendogli di rispondere alla domanda, ma incontrò sempre il suo silenzio. Il settimo giorno il Maestro portò il discepolo sul fiume Gange, lo prese per le mani e lo immerse nell’acqua. Il discepolo tirò dei calci e lottò finché alla fine il suo Mastro lo tirò fuori a riva e gli chiese: “Che cosa hai provato nell’acqua?” – “Un grande soffocamento, avevo bisogno di aria, un altro po’ e la mancanza di aria mi avrebbe fatto scoppiare!” Il Maestro gli rispose: “Tu capirai l’Amore e ti metterai a cercarLo solo quando per te sarà diventato indispensabile come l’aria. ” Quello che il discepolo provò nell’acqua – lo stesso lo provano tutti coloro che combattono al fronte – essi sentono il bisogno di Libertà, di spazio. Adesso Dio prende gli uomini per il collo, li immerge nell’acqua e li tiene così finché essi sentono da soli il bisogno di Libertà. Questa è la scuola Divina per la quale tutti devono passare per imparare qualcosa. Quante volte le nostre estremità venivano sparpagliate sui campi di battaglia e Dio le raccoglieva e le rimetteva di nuovo a posto. – “Dimostralo!” – Lo dimostrerò: sei cieco, sei zoppo – farò aprire i tuoi occhi e tu comincerai a vedere; metterò a posto la tua gamba rotta e tu camminerai. Quale altra prova vuoi? La prova sta nel ristabilire l’armonia tra tutte le parti. Ognuno deve da solo dimostrare le cose, da solo trovare la Verità, deve da solo andare dal Signore e da solo ritornare. Questo vuol dire acquisire quel profondo Sapere interiore. Così capirai che cosa voglia dire una tentazione. Qualche volta ti senti felice, ma improvvisamente il tuo stato cambia e dici: “La mia vita è infelice.” Questo pensiero non è tuo, ti sta visitando un certo diavolo; non andare contro di lui ma dì: “Ti ringrazio Dio per avermi mandato questo mio fratello cosicché io faccia qualche discorso con lui.” Voi pensate che il diavolo sia cattivo. Io parlerò bene di lui – una volta anch’egli era buono, ma cadde e peccò. Replicherete: “Nella scrittura è detto di resistere al diavolo, al male nel mondo.” Questo vuol dire: sfrega il diavolo affinché egli recuperi la vista e sia capace di vedere la Luce davanti a sé – non appena la Luce sarà entrata nella sua mente, egli lascerà la cattiva strada. Il secondo comandamento è questo: “Amerai il prossimo tuo come te stesso.” Questo Amore è una manifestazione esteriore della nostra anima e del nostro cuore – tramite il nostro prossimo noi manifestiamo il nostro Amore all’esterno. Nell’Amore per il prossimo si vede anche la Giustizia dell’uomo. Una madre partorì due bambini nello stesso tempo; ella aveva la possibilità di allattare tutti e due insieme – ad ogni bambino toccava un biberon naturale. Uno dei bambini era più ingordo, voleva succhiare il latte da tutti e due i biberon; che cosa fece la giusta madre? Ella gli diede una bella sberla insegnandogli una buona lezione; il bambino, non comprendendo la legge, pensò che sua madre fosse cattiva. Pure Dio dà ad ogni persona un biberon – ognuno se lo deve custodire. E i cristiani di oggi si prendono per i capelli, si picchiano, ognuno vuole prendere il biberon altrui. Tu che hai un biberon, non desiderarne un altro. Gli uomini che non hanno prodotto del Fuoco possono sfregarsi, quelli che hanno già prodotto del Fuoco però devono ritornare al Signore e manifestare la loro gratitudine. Una signora mi ha raccontato che aveva badato al marito malato per venti anni, senza stufarsi neanche per un istante. Perché? Lo amava. Un uomo aveva badato alla moglie che soffriva d’epilessia senza stufarsi; ogni notte la osservava per un eventuale attacco, senza dirle neanche una parola sulla questione – egli l’amava e per questa ragione non si era mai stufato di lei. Decine di anni fa una nave a vapore americana affondò nel mare dopo un incidente, la maggior parte dei passeggeri salì sulle barche e si salvò. Nell’ultima barca rimase un unico posto libero, ci doveva salire una donna con il suo figlioletto; tutti si guardarono attorno per risolvere la questione – non c’era posto per due persone. La madre prontamente sistemò suo figlio nella barca; si congedò da lui e disse: “Salutami tuo padre.” Chi di voi potrebbe dimostrare un tale spirito di abnegazione e dire con tranquillità: “Salutami tuo padre”? Che cosa sta facendo la gente di oggi? La maggior parte sta pensando a se stessa, mentre lascia i figli alla balia di turno. Chiede a qualcuno: “Dov’è tuo fratello?” – “Non lo so, egli è un grande peccatore, è rimasto da qualche parte.” Il Signore gli dice: “Tu non ti comporti bene, aiuta a tuo fratello.” Un grande pittore dipinse due bei quadri – tutti e due rappresentavano degli uomini che stavano affogando. In uno dei quadri c’era una donna che, in uno stato di terrore, aveva steso tutte e due le mani per potersi attaccare a una roccia e salvarsi; nel secondo quadro c’era di nuovo una donna - con una mano attaccata bene alla roccia, mentre l’altra era stesa verso chi stava annegando, la donna sperava che qualcuno la afferrasse e si salvasse. Dico: non tenetevi con tutte e due le mani a Cristo, la roccia della vostra Vita – con una mano tenetevi a Cristo e con l’altra aiutate il vostro prossimo. Non pensate che la gente sia peccatrice, soltanto Dio sa i motivi per i quali essi peccano e soffrono. Se vi incamminerete sulla strada di Cristo, capirete perché Egli amò gli uomini e come manifestò questo Suo Amore. Dunque se sei malato dì a te stesso: “Ti amo Signore.” Se dici così, guarirai. Colui che va da Dio, anche se ammalato, guarirà. Se sei sano, sei già da Dio; se sei malato, non sei ancora andato da Lui. E perché non sei ancora entrato da Lui? Perché ti devi ancora sfregare per poter emettere della Luce. Dopo aver acquisito questa Luce, tu verrai salvato per grazia. Questo vuol dire: “Da Dio siamo usciti e a Lui ritorneremo.” “Amerai il Signore.” Come? Non così come fanno amicizia e si amano i commercianti. Due commercianti fecero amicizia e si amarono: siccome i loro interessi si intrecciavano, le loro famiglie vivevano bene e si amavano. Questo è l’amore della gente peccatrice – per loro è stato detto che il Signore avrebbe loro insegnato. Anch’io amo la gente peccatrice – i ciechi, gli zoppi, gli storpi, a loro si può far vedere come si deve vivere, si può aiutarli. Se sei un peccatore non avere paura – si tratta di un esame in cui sei stato bocciato. Oggi hai ricevuto un voto non sufficiente, ma domani quando impari la tua lezione, riceverai un ottimo voto. Perché avere paura di un voto non sufficiente? È detto nella Scrittura: “L'amore scaccia il timore.” Adesso io predico le Forze positive di Dio. Dico: andate da Dio e amate senza aver paura dell’odio e dell’invidia. Se l’odio ti visita, digli: “Fratello, io ti amo, perdono tutte le tue manifestazioni – è così il tuo carattere.” Dite questo di tutto cuore e non solo a parole. Se le vostre parole sono vuote, assomiglierete a quel conte che si era innamorato di una bella giovane e ogni volta che la incontrava, le parlava sempre del suo amore. Allo stesso tempo anche il servo del conte era innamorato della giovane, ma egli proteggeva il proprio sentimento in maniera sacra, non lo condivideva con nessuno. Una sera il conte uscì a fare una passeggiata con la sua amata, salirono su una barca per una gita sul fiume. Passarono sull’altra riva e dal bosco uscirono dei banditi che li attaccarono. Il conte si spaventò tantissimo, ma riuscì a scappare lasciando la sua amata. In quel momento, il servo che li accompagnava, fermò velocemente la sua barca a riva e salvò la giovane, la calmò e la scortò fino a casa sua. Il giorno successivo il conte andò dalla sua amata a vedere come stava, ma ella gli disse freddamente e con severità: “ Stia lontano da me, non voglio più vederLa.” Oggi la stessa cosa succede con il Signore: vi trovate sulla barca insieme a Lui, ma quando vengono ad attaccarvi dei briganti scappate e Lo lasciate da solo dicendo: “Non voglio soffrire per il Signore.” Passato il pericolo vi mettete a cercarLo e a dirGli: “Signore, perdonami, ho peccato.” Colui che ama il Signore deve avere coraggio! L’unico che ama è Dio, perciò anche noi dobbiamo amare; l’unico che lavora è Dio, perciò anche noi dobbiamo lavorare. Anche quando state odiando lo fate per Amore di Dio. Dopo essere entrati nell’Amore, voi sarete capaci di vedere le cose nella loro vera luce. Allora capirete perché un oggetto è duro e un altro morbido. Nella luce vedrete quello che nelle ombre non potevate distinguere. Ad esempio il diamante è un minerale durissimo, ma ciò nonostante prezioso. Se lo inghiottite, vi soffocherete; è prezioso ma vi farà soffocare – perché? Perché è stato utilizzato in maniera irragionevole. Per lo stesso motivo sia l’odio che l’invidia sono Forze con un grande scopo, ma che si devono mettere in opera al posto giusto. Dal punto di vista dell’insegnamento Divino tutto nel mondo è Buono, tutto è armonioso quando viene utilizzato correttamente. Cristo dice: “Il primo e grande comandamento è di amare il Signore.” Quando amerai Dio, verrai ad accettare ugualmente sia la vita, che la morte. Gli anni stanno passando e tu invecchi, la vista e l’udito diventano deboli, le arterie s’induriscono e tu capisci che la tua fine si sta avvicinando; i tuoi vicini chiamano il dottore sperando che egli possa aiutarti a vivere ancora un po’ di più. Dico: se il suo momento è arrivato, lasciatelo andar via. Egli deve riconoscere questo e dire a se stesso: “Mi stanno già chiamando e io devo partire, lascio la mia ricchezza ai miei piccoli fratelli – i vermi, che mangino e che ringrazino.” Sono belle le farfalline, io spesso parlo a loro; esse si scusano che qualche volta senza volere fanno dei malanni: “È tale il nostro proposito, nel futuro quando ci troveremo al vostro posto, anche noi diventeremo buone.” Io rispondo loro: “Non c’è niente, vi scusiamo; se fossimo stati al posto vostro, anche noi avremmo fatto dei malanni come voi.” Dunque ringraziate Dio che dal posto in cui vi trovate potete vedere il Bene nel mondo. É buono il mondo, ma da voi si richiede Purezza e Santità. Se non sai la tua lezione, non scusarti, ma dì: “Amo il mio maestro e per amore Suo imparerò la mia lezione.” Dì come Davide: “Signore, in qualsiasi posto tu mi mandi, io farò volentieri la Tua volontà perché Ti amo.” Tu non ami il Signore se rifiuti di fare la volontà di Dio. È necessario amare Dio, fare la Sua Volontà. Perché? Perché ognuno ha sofferto per delle perdite e per delle delusioni, ma l’Amore per Dio farà tornare tutto ciò che è perso, restituirà la salute all’uomo e metterà a posto tutte le gambe e le mani rotte. Tramite questo Amore la vita rovinata delle famiglie verrà ristabilita e l’armonia turbata in Natura verrà restaurata. Adesso i morti stanno al banchetto da Cristo e i vivi rimasti sulla Terra dicono: “Povera gente, se ne è andata anzitempo!” È una grande verità che gli uomini, che si trovano in Cielo da Cristo, siano felici. – “Ne dubitiamo.” – Chi dubita non ha Amore nella propria anima. Ricordate: Dio lavora dappertutto e in mezzo a tutti gli uomini. Quando tra gli uomini c’è Pace, è Dio che sta in mezzo a loro; quando gli uomini litigano, è sempre Dio che sta in mezzo a loro. Egli si manifesta tra tutti gli uomini. Nonostante il modo in cui uno mi parli - sia buono che brutto, è Dio che mi parla. Secondo me, nel mondo, non esiste il male - è importante che accettiamo che tutto proviene dal Signore, nel quale stiamo vivendo e nel quale ci stiamo muovendo. Si dice nella Scrittura: “Dio crea nuovi cieli e nuova terra.” L’Amore porta il nuovo. Dio sta già scendendo sulla Terra e porta l’Amore nei cuori e nelle anime degli uomini. Io vedo il Signore, Lo sento, comprendo ogni Sua manifestazione. Dove c’è frutta e abbondanza c’è Dio. Che grano produrrebbe un campo non arato? Gli uomini cercano la strada facile – essi vogliono che la mela maturi senza luce, che le lenticchie cuociano senza fuoco. Senza pena e sofferenza non si ottiene niente. Tramite la sofferenza Dio diffonde il Suo Amore tra di voi. Se in voi appare il desiderio di suicidarvi, non mandate via questo desiderio, ma mettetevi ad ascoltarlo, a parlargli, per poter poi scoprirne il contenuto. Non mettetevi a realizzare questo desiderio, ma provate a capire il motivo per il quale siete rimasti delusi e disperati. Suicidarsi vuol dire abbandonare il mondo limitato nel quale stai vivendo e andare nel vasto mondo – metterti a lavorare lì. Una giovane era disperata perché il suo amato l’aveva lasciata e non voleva più sposarla; ma perché l’aveva lasciata? Egli ha trovato un’altra e adesso dice che non può amare due ragazze contemporaneamente. La giovane non si deve disperare, ma deve sapere che c’è Uno che l’ama nel corso di tutti i tempi e di tutte le epoche. Siate fedeli all’Amore nel quale non c’è nessun cambiamento. Se ti metti a lavorare in suo nome, non rinunciare finché non vedi il risultato. Quando finisci di seminare il campo e sei stanco, riposati e rimettiti a lavorare. Mentre tu ti riposi Dio lavora – nel frattempo osserva il lavoro di Dio sul tuo campo. Lavora, riposa e nel tempo libero mettiti a riflettere. Ragiona senza preoccuparti; perché ti dovresti preoccupare per il cibo che consumi? Prendi il cibo con Amore e non pensarci più – Dio finirà il lavoro. Hai mal di testa – non preoccuparti, credi nel Signore, mettiti a pregare ed Egli ti aiuterà. Se dubiti non puoi ottenere niente, non puoi ricevere il Nuovo insegnamento dell’Amore. È un insegnamento di esperienza. L’uomo sano accetta il Nuovo insegnamento e gli serve, anche l’uomo pensante accetta il Nuovo insegnamento. Ci vuole un pensiero retto da tutti. Non dire che tuo marito si è messo su una cattiva strada, ma dì che egli ha fatto uno sbaglio che deve correggere. Quando un bambino piccolo si sporca, questo non vuol dire che si sia messo su una cattiva strada – il bambino non ha colpa se si è sporcato. Lavalo e aspetta finché cresca e capisca il suo sbaglio. Un tale della città di Varna mi raccontò una sua esperienza: egli aveva un figlio di cui era davvero scontento. Un giorno legò con una corda le sue mani e i suoi piedi, con l’intenzione di buttarlo nel pozzo, di liberarsi di lui. Comprendendo l’intenzione di suo padre il figlio disse: “ Papà, puoi fare quello che vuoi, ma pensa alle conseguenze – ti metteranno in galera e lascerai mia madre e mia sorella senza sussistenza.” Il padre rifletté, slegò suo figlio e lo lasciò andare via in pace, ma continuò sempre a dirgli: “Tu non diventerai mai un uomo per bene.” Un giorno incontrai suo figlio e dopo aver conversato con lui per un certo tempo gli dissi : “Tu diventerai un uomo per bene.” Le mie parole e la fede che ci avevo messo lo avevano incoraggiato ed egli divenne davvero un uomo per bene. Dunque se vuoi vivere bene, devi dire ogni tanto a tua moglie che è buona, ragionevole. Dì a tuo marito che è buono, giusto, amorevole; quando torna dal lavoro, accoglilo bene, di buon umore, dagli l’acqua per lavarsi i piedi. Quando dici che egli è un fannullone, peggiorerai la tua vita. Che cosa si vuole dall’uomo? Che cresca ogni giorno nella consapevolezza che Dio lavora dentro di lui. Quando Dio sale lassù, tu scenderai laggiù per lavorare lì; quando Dio scende tu salirai per lavorare lassù. È così che lavora l’Amore. Sapendo questo metti in pratica l’Insegnamento dell’Amore nella tua Vita. Pensa a quello che si vuole da te e non a quello che si vuole dagli altri. In questo caso, nonostante i tuoi peccati, io ti accoglierò. Io non mi interesso degli uomini giusti; mi interesso degli zoppi, degli storpi, dei ciechi, degli sciancati - con loro andrò dal Signore, là dove li aspetta un grande banchetto. Questa è la Nuova epoca – l’epoca del Rinascimento. “Amerai il Signore” – questo è il grande comandamento dal quale dipendono la legge e i profeti. Quando rispettiamo questo comandamento e mettiamo in pratica l’Amore, tutti i nostri affari avranno successo, tutto andrà secondo la legge dell’eterna armonia. 15 Ottobre 1916, Sofia