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hristo

1914_08_09 La legge del servizio

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La legge del servizio

 

 

         “Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono Io ci saranno anche quelli che mi servono. E chi serve Me sarà onorato dal Padre.“
Giovanni 12: 26

 

         Forse vi chiedete qual è il senso nascosto nelle parole: “E chi serve Me, sarà onorato dal Padre”. Il mondo ha molti desideri: la gente moderna aspira ad ottenere conoscenze, ricchezze, case, gloria, grandezza, forza. Gesù insiste solo su di una cosa: sul servizio – l’uomo deve imparare a servire. La parola servo rappresenta lo strato sociale più basso; ci sono diversi tipi di servi (in birreria, osteria, mensa, a teatro, all’università, nei ministeri ecc..). In un certo senso tutti sono servi, ma non tutti lo ammettono. Dunque, nel mondo ci sono due tipi di servi: quelli che capiscono i loro impegni e sanno come eseguirli e gli altri che non sanno come servire. Questi ultimi di solito li chiamiamo dirigenti, padroni: essi aspettano di essere serviti dagli altri mentre insegnano loro come lavorare. Ognuno vuole essere nella seconda categoria – vuole essere un padrone. L’insegnamento cristiano, però, segue un principio diametralmente opposto a questo:chi vuole essere padrone deve essere servo. Il Figlio di Dio non è venuto per essere servito, ma per servire. La legge della necessità ci costringe ad essere servi. Alcuni dicono: “Io sono padrone”; ma si sbaglia se pensa di essere libero, di non essere servo di nessuno. Egli è servo almeno del suo stomaco che lo costringe a fare lavori non sempre gradevoli: preparare un cibo adatto, masticarlo molto bene ecc.. perché se non lo servirà in questo modo, lo stomaco, vomitando, lo punirà. Gli dirà: “Tu devi servirmi bene, altrimenti ti licenzierò”. Alcuni pensano che soltanto il padrone può licenziare i propri servi, ma anche lo stomaco licenzia il suo padrone. Chiedete al medico che cosa fa lo stomaco quando non lo servono bene, così vedrete come licenzia il suo padrone.

 

         Il servizio è una qualità. Quante disgrazie nel mondo derivano dal fatto che non sappiamo come servire! Quando la madre imparerà ad accudire i suoi bambini, quando il maestro imparerà ad insegnare ai suoi allievi, quando il potere imparerà a servire il popolo – a soddisfare i suoi bisogni, a creare leggi necessarie per il suo sviluppo- il mondo avrà un’altra fisionomia, diversa da quella odierna. Oggi la civiltà moderna è messa innanzi ad una grande prova: milioni di persone sono chiamate per servire nell’esercito – alcuni per portare le spazzole, altri per mettere la polvere da sparo nei cannoni, altri nella cavalleria – tutto ciò è sempre un servizio. Qual è il destino che aspetta questi servi? Tutte queste teste, gambe, braccia saranno frantumati, mescolati, diventeranno  poltiglia. Questo è ciò che la gente la chiama civiltà. Nonostante ciò  i popoli moderni dicono: “Noi non abbiamo bisogno del Signore, è la scienza che ci farà elevare”. Ma ecco che cosa essa ci ha insegnato: ad essere rigidi, a produrre fucili e granate. Si, è la scienza che ci ha portati a questa prova pericolosa. E adesso il Cielo ci esamina con il servizio che ci impone – il mondo esige servi che lo servano. Anche Il Signore esige il Suo. Gesù dice: “Chi serve Me, sarà onorato dal Padre”.

 

         Noi cerchiamo di sistemare i nostri affari, ma non concludiamo nulla – ci ammaliamo, andiamo dal medico , ma nonostante ciò la morte ci porta via; costruiamo case e le facciamo sorvegliare per evitare che ci rubino le ricchezze, ma alla fine veniamo derubati di tutto. Cristo dice: “Avete servito questo vostro principio per tante migliaia di anni e ne vedete le conseguenze, se invece servite Me, vedrete il senso della vostra vita”. Noi dobbiamo servire così come Cristo, che non è venuto per essere servito, ma per servire. La gente deve diventare serva dei più deboli; non dobbiamo mettere gente cattiva a servire il mondo. Sapete perché la società moderna è corrotta? Le madri, che devono educare da sole i propri figli, lasciano la loro educazione a serve corrotte ed ignoranti mentre loro vanno a divertirsi. Che cosa insegneranno ai bambini le serve? Ciò che sanno! Le serve educano i bambini non solo in Bulgaria, ma anche in Francia, Germania, America – dappertutto. Non dico che tutte le serve siano depravate, ma la maggior parte sì, e per colpa dei loro padroni. Se le madri fossero serve, nel vero senso della parola, dei propri figli nell’allevarli ed educarli, il mondo avrebbe un’altra fisionomia;così come se anche il padre educasse i propri figli. Se il padre e la madre abbandonano il loro servizio e lasciano l’educazione dei propri figli a serve ignoranti, che non capiscono in che cosa consiste la vita, i risultati saranno cattivi. La serva non potrà educare il bambino, non è lei che lo ha partorito e non ha amore per lui; ma dice a sé stessa: “Se la padrona va in birreria, perché devo allevare io i suoi figli?”

 

         Vi spiegherò in che cosa consiste il servizio e quali sono le qualità del servo: anzitutto un cuore nobile, poi deve essere sensibile, servizievole, umile, capace di adattarsi ad ogni condizione, e laborioso. La vita è esigente e noi la dobbiamo servire a regola d’arte. Quando il sarto sbaglia un vestito, glielo rendono e lui  paga sia la stoffa che i danni. La stessa cosa succede con la Natura – essa ci dà una stoffa (cioè la vita), e ci dice: “Tagliala su misura e cuci il vestito”; se sbagliamo essa ci fa pagare una multa. Se vogliamo imparare a servire, ci dobbiamo rivolgere a Cristo, che ci insegni Lui come fare. Il servo deve essere molto intelligente, una persona stupida non potrà servire a regola d’arte. I maestri, i sacerdoti, anche essi sono servi. Il maestro deve percepire la vocazione nascosta nell’allievo per sapere come indirizzarlo; Il sacerdote deve capire l’anima dei fedeli per potere nutrire il loro cuore. Dobbiamo anche possedere la qualità della pazienza. Tanti chiamano la gente paziente “bue”. “Lui - dicono – “è un bue.” Essere paziente non vuol dire essere un bue; la pazienza è un atto ragionevole, per poter sopportare le disgrazie esterne della vita dobbiamo avere un equilibrio interno tra l’anima, il cuore e la mente.

 

         Vi racconterò un aneddoto relativo ad un matematico del passato, che lavorò per vent’anni su alcuni calcoli, sparpagliando tutti i fogliettini con i calcoli nel suo studio sempre chiuso a chiave. Un giorno però dimenticò di chiuderlo; la serva entrò per mettere a posto, e vedendo tutti quei foglietti sparpagliati sul pavimento li buttò nella stufa per fare ordine. Quando il matematico tornò e le chiese:”Dove sono i fogliettini con i calcoli?”, lei rispose: “Nella stufa, guardate adesso come è tutto ben in ordine”. “ Non fare mai più una cosa del genere.”  fu la risposta del matematico. Noi serviamo come questa serva: raccogliamo i fogliettini – questo non vale, l’altro non vale… via nella stufa. Lo scienziato, che ha visto crollare vent’anni di studi, non ha fatto come avremmo fatto noi, ma ha dimostrato una pazienza esemplare nel dire soltanto:“Non farlo un’altra volta”.Adesso vi trovate in una situazione simile – la vostra casa è aperta, la serva raccoglie i fogliettini e li vedrete un giorno bruciati nella stufa. E quando troverete la casa messa in ordine secondo le regole della vostra serva, che cosa le direte? Io lo so, che ci sarà pianto: “Oh Signore, ma sono io il più peccatore, che hai dato questo destino solo a me?”. E noi siamo convinti di comprendere la Legge Divina! Noi dovremmo dire come lo scienziato: “Ti prego, non fare un’altra volta questa cosa.” Ma, da parte nostra, dobbiamo prenderci il compito di tenere le cose in ordine – di non lasciare la stanza aperta in balia dei servi.

 

         Cristo dice: “Chi serve Me, sarà onorato dal Padre”. Tutti pensate sempre a questo mondo transitorio, a sistemare le vostre faccende mondane, mentre le cose davvero importanti non le sistemate – i rapporti con il vostro Padrone, che un giorno vi chiamerà per dare una relazione. E il giorno sta arrivando. Sapete dove sarete tra qualche anno, sapete che cosa succederà in Europa, quale sarà la situazione? Non lo sapete. Il mondo moderno sarà purificato per bene, gli sarà fatta una bella iniezione per elevarlo verso una vita nuova. La gente della nuova civiltà dovrà applicare i principi di Cristo per imparare come servire. E quelli che non sanno servire secondo Cristo non hanno alcuna possibilità di sviluppo. La teoria di Darwin dice che sopravvivono solo le specie capaci, sane. In effetti sopravviveranno solo quelli che sono spiritualmente e moralmente sani; ed anche i sani fisicamente, ma solo se lo sono anche moralmente. Non vi illudete che la salute stia in un viso paffuto ed in un corpo ben pasciuto. Passare tutta la vita a mangiare e bere non è forse uno stato morboso? Se uno pesa cento chili, di quanti chili di cibo avrà bisogno?

 

         So di una signora inglese che mangiava nove chili di pane, e di un’altra che mangiava il pane e beveva il caffè preparati per settantadue bambini – questo è uno stato morboso. Non sono contro il mangiare, ma la gente moderna pensa che tutto consista nel mangiare. E davvero esso impiega un terzo della nostra vita, perché dalla mattina alla sera serviamo solo per mangiare: la mattina pensiamo a che cosa bere – tè o latte, se il latte deve essere preparato con cacao o alla tedesca, oppure caffè alla turca, cremoso o senza crema. Appena finito di fare la colazione iniziamo a pensare che cosa mangeremo a pranzo – se ci sarà pollo o manzo, come sarà cucinato, con pomodori o con zucchine, se la carne sarà tritata, ecc..; finito il pranzo ci mettiamo a pensare che cosa ci sarà per cena. Alcune volte siamo soddisfatti, altre no, cambiamo sempre cibo. E veramente, alimentarsi è diventato tutta una scienza culinaria in cui la gente cerca di specializzarsi. Questo va bene, ma non è l’obiettivo finale della Vita. La forza di un cibo non dipende da come esso è cucinato. Non dobbiamo pensare che se mettiamo più sale, pepe e burro il cibo sarà più sano – tutto ciò è solo per soddisfare il palato. Per esaminare se un cibo è buono, dobbiamo sentire dopo mezz’ora che abbiamo mangiato se lo stomaco è ben disposto – se si sente un leggero peso, lo stomaco ci avverte: “Questo cibo non corrisponde alla vostra salute, non posso fornirvi i succhi necessari”. L’indomani vi dite: “Mangio ancora un po’ per farlo lavorare meglio”, finché i medici non vi trovano con lo stomaco dilatato. La gente moderna vive solo per lo stomaco ed il loro superlavoro gira tutto intorno ad esso. Il maestro insegna nella scuola e pensa a quanti soldi prenderà – se trecento o quattrocento leva, e a quanti ne spenderà per il cibo, quanti per altre cose. Tutto è in relazione al mangiare, e poi ci stupiamo di non riuscire ad elevarci come maestri o sacerdoti. Tutti cerchiamo di mettere il corpo in condizioni più salubri – che cibo dargli, che casa fargli. Tutti lavoriamo per le condizioni esterne, ma nessuno si ferma a pensare al lato interno della vita umana. Così come la nostra casa deve essere bene in ordine, così ci deve essere ordine anche nella nostra mente; se per il nostro corpo occorrono delle condizioni igieniche, così anche il nostro cuore deve vivere in condizioni igieniche. Non considero intelligente una persona che vive in una casa pulita, ma non ha il cuore in condizioni igieniche. Dovremmo mettere al primo la nostra mente e il nostro cuore, e solo dopo anche il nostro corpo. Solo se costruiamo la nostra vita in questo modo, avremo la benevolenza Divina.

 

         Cristo dice: “Se qualcuno serve Me, che offra il suo cuore” Egli è venuto in Terra proprio per lavorare sul cuore umano. In che cosa consiste questo lavoro? Che tutti i difetti della nostra vita siano scrostati. Voi siete cristiani da tanto tempo, tutti seguite Cristo, ma se Egli vi chiamasse ora per sottoporvi ad un esame, quanti di voi riuscirebbero a superare l’esame della pazienza e dell’umiltà, non in teoria, ma in pratica; oppure se vi esaminasse sulle altre virtù umane –Giustizia, Amore, Verità, Saggezza? Pensate che non sareste bocciati? Se la gente vi vuole bene questo lo capite, ma non avete capito se voi volete bene agli altri. Se il Signore esige da noi di amare gli altri, in questo dobbiamo arrivare fino all’abnegazione. Voi dite spesso: “Questa gente mi ha derubato!” Ma noi stessi non abbiamo derubato Il Signore di tutte queste ricchezze che troviamo qui sulla Terra? Il Signore adesso dice a tutti i suoi servi che hanno rubato e hanno mentito: “Basta con questi furti e con queste bugie, venite, consegnatemi il conto!”. Questa è la Guerra Europea di oggi –

 

         Il Signore dice: “Consegnatemi il rendiconto di tutto ciò che vi ho dato, di come lo avete utilizzato”. Molti diranno che le condizioni economiche hanno provocato la guerra – La Germania aveva poco territorio. Ma forse che la Russia e l’Inghilterra ne hanno poco? Il problema non è il territorio – c’è qualcos’altro che manca alla gente. Tutti vogliono diventare padroni, ogni popolo vuole essere padrone di altri popoli e per questo si provocano l’un l’altro. Se tutti i popoli avessero come dirigente il principio di Cristo – servire l’umanità, se ognuno si occupasse del suo lavoro e desse il suo apporto all’umanità, non ci sarebbe nessun conflitto.

         Adesso tutti si armano per poter ottenere la supremazia. Noi diciamo: “Quanto sono stupidi a combattere!”, ma non vediamo ciò che succede nella nostra vita quotidiana. Entrate in una casa ed osservate – due giovani si sposano, tutti ne sono felici:“Ecco una coppia che vivrà in pace e concordia!”. Dopo due o tre mesi vedi la donna e l’uomo spettinati che si picchiano; la donna vuole comandare, ma l’uomo dice: “Io sono il padrone della casa”. Entrambi sbagliano – il padrone non è né uno, né l’altra, ma tutti e due sono servi. – “Ma è stato detto che l’uomo è il capo”. Essere il capo non vuol dire essere un padrone, ma un servo intelligente; e dato che sei più anziano di tua moglie insegnale come servire affinché possiate dire: “Noi siamo servi del nostro Padrone, possiamo essere puniti, ma io ti insegnerò come si lavora.” Parlo in senso allegorico, ma questo è ciò che succede quotidianamente nel mondo.

 

         Qualche volta siamo scontenti di noi stessi e brontoliamo dicendo: “Non ho volontà, non riesco a fare questo o quello”. Perché ti manca la volontà e non sei padrone di te stesso, qual è la ragione? – “Non ho testa”. Qual è la ragione profonda, di questo sdoppiamento interiore dell’uomo? E’ dovuto al fatto che noi viviamo in contraddizione con il Signore e con la Sua Grande Legge. E sempre quando l’uomo viene in contraddizione con la legge Divina, crescono le sue difficoltà interiori, la sua mente si disturba e lo invadono cattivi pensieri e desideri, estranei alla vera forza divina, e la vita perde il suo colore. I pensieri ed i desideri cattivi sono come un serpente che avvolge e succhia l’uomo fino a svuotarne la mente ed il cuore portandolo alla paralisi.

 

         Sapete che cosa fanno gli ammaestratori d’orso per farlo ballare? Gli danno pochissima farina e poi gli mettono un grosso anello sul muso, per farlo obbedire tutte le volte che lo tirano e renderlo inoffensivo. Anche a questo nostro orso dobbiamo mettere un anello e una catena al muso e dargli poca farina per non fargli sviluppare istinti pericolosi. Prendete ad esempio quanta gente è impazzita dalla voglia di arricchire; guadagnano mille, diecimila, cinquantamila, centomila, un milione, dieci milioni – non si soddisfano mai. Ammassano, ammassano ricchezze –a che cosa gli servono, non ha importanza. Per arricchirsi la gente ha iniziato ad imparare nuovi metodi – tramite il magnetismo e la suggestione riescono ad influire sui pensieri e le azioni della gente. Una volta i briganti andavano in mezzo ai boschi con un fucile, adesso sono in mezzo alle città e portano con sé altri mezzi per derubare i loro vicini. Raccontano che a New York tre ipnotizzatori abbiano costretto col pensiero un banchiere a firmare un assegno per quindicimila dollari. I modi del furto sono cambiati, tutti vogliono avere questo talento, questo potere nel mondo, ma sapete quanta disgrazia esso porta? Ho già raccontato questa vecchia favola, di quell’ uomo che desiderava che qualsiasi cosa toccasse si convertisse in oro. Diceva a se stesso: “Se io avessi questo potere sarebbe un bene per il mondo intero”. Un angelo gli chiese:”Se la tua preghiera sarà ascoltata, sarai sempre contento?”. “Questa sarà la più grande felicità per me!”Allora che sia secondo i tuoi desideri!” Quando quest’uomo entra in casa, i tavoli, i libri, i bicchieri – tutto diventa d’oro. Uscito fuori,  nel cortile – le pietre, gli alberi – tutto si converte in oro. Egli diceva a sé stesso: “Non sarò più uno servo, sarò un padrone. Sposa, noi siamo gente felice!”

 

         Apparecchiano la tavola, mettono minestra, pane e si siedono per mangiare, l’uomo prende il cucchiaio –  e questo diventa d’oro, lo immerge nella minestra – anch’essa diventa d’oro, prende il pane – anch’esso diventa d’oro, tocca il tavolo – anch’esso diventa d’oro, tocca la moglie – anch’ella diventa d’oro. Allora si prende la testa tra le mani ed inizia a pregare Il Signore di salvarlo da questa grande disgrazia. Ecco dove porta l’avidità. Essa ci farà perdere la vita.

 

         La ricchezza è dentro di noi e non fuori di noi, non sta nella nostra forza fisica. La forza umana non sta nei muscoli, ma in quel senso delicato e dolce, che sviluppa tutte le altre forze. Dio ha creato il mondo così, la Natura obbedisce alla forza che sembra più debole – all’Amore. Esso è così dolce e delicato, ma in realtà gestisce tutto. Quando l’Amore entra nell’uomo, lo trasforma. Prendete un uomo che ha picchiato molti servi e serve; in un momento lui si raddolcisce e sacrifica tutto per fare del bene. Qual è questa forza che ha conquistato l’uomo? – E’ quel principio di cui Cristo dice: “Chi serve l’Amore serve Me”, questo intende Cristo: “Questo servo avrà tutto ciò che ho Io”. La gente cerca la verità e Cristo mette questa verità nella vita, in quel chicco di senape. Se mettiamo un po’ di questo fermento – L’Amore- nei nostri cuori e nei cuori dei vicini, degli attivisti, dei dirigenti, essa trasformerà tutto il mondo. La trasgressione dell’insegnamento di Cristo ha creato nel mondo la guerra di oggi. In questi scontri e combattimenti Il Signore ha come messo il latte a sbattere e la gente lo sbatterà su e giù finché il burro affiorerà in superficie; il burro sarà mangiato ed il resto sarà siero – alcuni diventeranno burro, altri siero. Il Signore li utilizzerà entrambi per i Suoi buoni fini. Dipende da noi dove andare, ma il destino di tutti è determinato – o nel burro, o nel siero.

 

         Cristo si rivolge ai giudei chiedendo loro chi vorrebbe essere suo discepolo. Alcuni di noi dicono: “Io sono un credente, credo in Cristo”. Quelli che solo credono in Cristo sono ascoltatori; La Sua domanda invece si riferisce a chi vuole applicare la Sua legge. Se potreste fermarvi e riflettere sulle parole “servo di Cristo”, se provaste un anno intero ad imparare a servire Cristo, avreste imparato il grande segreto di queste parole che non posso rivelarvi qui. Esso è molto semplice, ma dovete avere la luce. Che Cristo vi dia questa luce, le condizioni in cui essa si possa sviluppare; è solo Lui che ve la può dare. Io vi posso dare dei piccoli semi, ma le condizioni per farli crescere ve le può dare soltanto Cristo. L’Amore non dipende dalle nostre forze e desideri, ma dal contatto che possiamo avere con Cristo. Alcuni chiedono dov’è Cristo e Lo aspettano dal Cielo. Cristo è ormai nel mondo ed anche gli ultimi Lo sentono. Lui viene in due modi, ha due facce: la prima è dolce e dice“Pace a voi”, ma l’altra è accigliata e grida: “Portate quelli che non hanno ascoltato il Mio insegnamento, che provino l’amarezza della disobbedienza; non vogliono servire Me, che provino tutte le amarezze dei propri atti, che ognuno mieta ciò che ha seminato”, proprio come non si può perdonare un delinquente che ha assassinato dei bambini innocenti, ma lo puniamo. Cristo ci parla e dice: “Se uno serve Me, che segua Me”. Voi dite: “E’ facile seguirlo”,; possiamo chiamarlo “Maestro”, ma Lui potrebbe rispondervi:“Non perché volete il mio insegnamento dite questo, ma perché vi siete saziati con il pane e con il pesce”. Vi chiederà: “Avete aiutato qualche malato, lo avete fatto guarire?” Se uno vuole servire il Signore deve servirlo nei suoi fratelli più piccoli. La gente vuole da Dio che li faccia stare stani, che gli dia soldi ed una buona posizione sociale – da duemila anni è questo il servizio reso al Signore. Ora Lui domanda all’Europa: “Voi per tanti anni che cosa avete fatto per me?” E voi che cosa gli risponderete? Pensate a che cosa risponderGli: che cosa avete fatto per Lui?

 

         Noi possiamo restare sereni durante questi avvenimenti che minacciano il mondo. Per noi è importante sapere in quale categoria ci troviamo. In tanti avete voluto vedere Cristo ed ora si avvicina il giorno per vederlo; alcuni Lo vedranno da vicino, altri da lontano, alcuni soltanto tra le nuvole. Per questo vi dico: i momenti che state attraversando sono i più difficili per voi. Se continuerete a coltivare le vostre illusioni di possedere questo o quello sarete delusi. Vi consiglio, per quel poco tempo che resta, di imparare a servire il Signore, per non trovarvi impreparati. Non pensate che ci sia ancora tempo – non c’è nessun tempo, per tutta questa generazione non c’è tempo. Sia i bambini, che gli adulti, che i sacerdoti, che i dirigenti ed i re – tutti devono imparare a servire il Signore, sennò diventeranno il siero; il latte è già stato munto dalla mucca. Avete capito ciò che vi voglio dire? Che il latte è uscito dalla carne e che il Signore ricaverà il burro da esso. Questa mucca la vediamo tutti, la mucca munta siamo noi. Dopo tante migliaia di anni, Dio come ci deve trovare in terra quando torna? Quando il padre torna a casa e trova i figli che si prendono per i capelli e combattono, che cosa pensa? Che la madre non li ha educati bene. Tutti hanno qualcosa contro gli altri, la gente continua a giudicarsi, dappertutto c’è divisione nelle concezioni. Dobbiamo rigettare tutto ciò che avvelena la nostra vita e rassegnarci, per il momento, diventare silenziosi e sereni, aspettare con umiltà il grande avvenimento che sta arrivando. Finora la gente si chiedeva se esistesse un altro mondo o no; sta arrivando un momento in cui il Cielo dirà se ci sono spiriti oppure no, se ci sono Angeli o no. Entro qualche anno vedrete se c’è Il Signore o no, vedrete se Il Signore può sistemare il mondo o non può. Se qualcuno non crede, aspetti un po’ e lo verificherà. Adesso non vi darò gli argomenti – gli intelligenti capiranno ciò che sto dicendo. Chi non vuole capire resterà nel futuro per studiare ancora. L’argomento che vi riguarda è che Cristo vuole che tutti voi Lo serviate. Quelli che vogliono essere Suoi discepoli, che servano i sofferenti, che sollevino il loro spirito. C’è gente disperata che si chiede: ”Che cosa sarà di noi?”; a loro voi fate vedere la strada giusta.

 

         Vi farò un esempio e poi concluderò. Un viaggiatore si ferma in un grande albergo a New York ed entra in una camera in cui c’è già un altro viaggiatore che dormiva molto profondamente. Durante la notte l’albergo prende fuoco: uno dei due viaggiatori si alza, va da quello dormiglione e gli grida:”Alzati, l’albergo brucia!” Ma l’altro risponde:”Vattene via, lasciami dormire tranquillo”. Il primo insiste:”Alzati, ti ho detto che c’è un incendio!” L’altro si alza, lo sbatte fuori, chiude la porta e si corica di nuovo. Il fuoco avvolge tutto l’albergo, ed alla fine lo vedono sul tetto a gridare aiuto, ma nessuno lo può più salvare. Io vi dico: questo albergo dove vivete provvisoriamente sta bruciando. E vi consiglio: salvatevi, perché poi dopo salirete sul tetto per gridare aiuto, ma non ci sarà nessuno per aiutarvi. Quando vi dicono che l’albergo sta bruciando, vestitevi e uscite fuori. Tutto ciò che sta bruciando crollerà, tutto ciò che ostacola il progresso umano sarà demolito e sulle sue rovine Il Signore erigerà qualcosa di buono. Non pensate che la Vita finirà. Arriverà un’epoca più maestosa di quelle che ci sono state finora e noi possiamo aspettare con gioia questo avvenire luminoso. Di queste tempeste che arrivano per disinfettare, per purificare il mondo, non dobbiamo assolutamente avere paura – dobbiamo ringraziare Dio che arrivino. Non c’è motivo per cercare di prevenirle, non possiamo neppure prevenirle; passeranno e porteranno il loro effetto benefico. Noi dobbiamo solo essere pronti che quando Cristo arriverà (per alcuni è già arrivato per altri arriverà d’ora in poi) e ci dirà le parole: “Chi serve Me, seguirà Me” Lo seguiamo. Lo seguirete o no? In questo seguirLo troverete l’ideale dell’individuo, della casa, della società, del popolo e di tutta l’umanità – questo è il senso della vita umana qui sulla Terra.

 

 

9 agosto 1914, Sofia Traduzione dal bulgaro all’italiano: Jeni Dobreva, redazione: Katia Giannotta

 

 

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