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hristo

1941_09_22 Dal nord verso il sud

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Dal nord verso il sud

 

 

 

 

Riflessione

 

 

             La vita è bella, quando tutte le cose accadono al momento giusto. Se ciò non succede, l’uomo è deluso. Lui pensa di non poter raggiungere più i suoi desideri.

 

             Oggi è il 22 settembre, il giorno in cui il sole si allontana per andare  nell’altro emisfero. Finora era ospite nostro; in questo periodo ha rallegrato la gente, i fiori, gli alberi e l’erba, ha fatto tante cose meravigliose e quando finisce il suo lavoro si prepara per partire. Dove va il sole? Che cosa farà? Per tanti questa è una incognita X. La X non è nient’altro che due semicerchi )( , che si toccano nel punto più sporgente. È importante sapere che cosa potrebbero fare due dorsi, che si toccano in un punto comune. Se due soldati appoggiassero le loro schiene per sparare, si aiuterebbero reciprocamente. Qualche volta l’uomo pensa di poter fare tante cose da solo; da solo potrà fare qualcosa, ma in due potranno fare di più. Che cosa farai da solo se due nemici sparano su di te, uno sul petto, l’altro sulla schiena? Però se arriva qualche tuo amico e appoggia la sua schiena alla tua, la situazione migliora; tu sparerai davanti a te, il tuo amico dall’altra parte e caccerete via il nemico.

 

Che cosa rappresentano i due emisferi della terra? L’emisfero nord è la vita privata dell’uomo e quello sud è la vita del vicino. Finora il sole dimorava da noi – nell’emisfero nord. Per tutto questo tempo abbiamo usufruito del calore del sole, della sua luce, di tutti i suoi benefici. Esso ci ha procurato tanta frutta: mele, pere, prugne, uva , i nostri fienili sono pieni di grano. Il sole ha provveduto a noi per l’inverno ora sta a noi distribuire i beni e vivere in modo ragionevole. Il Sole dice: “Io ho fatto il mio dovere verso di voi. Adesso vado nell’emisfero sud per portare le mie benedizioni. Voi avete cibo per sfamarvi, siete assicurati. Mangiate e cantate e in primavera verrò a visitarvi.

 

Ogni giorno porta qualcosa di nuovo. Anche la giornata di oggi ha la sua ricchezza, il suo programma. Se i vostri occhi sono aperti, vedrete attorno a voi quanti eseguono la volontà Divina e vi rallegrerete. Nella vita e nella natura ci sono tante cose che l’uomo non vede. Perché? – Ancora è in prigione. Quando uscirà dalla prigione, allora vedrà il sole, il cielo, i fiori, gli uccelli, le sorgenti e la sua anima  si rallegrerà. Questo è il mondo spirituale. Pertanto quando i vostri occhi si apriranno al mondo spirituale, ringrazierete Dio per la misericordia che ha verso di voi. Vedrete tante cose nel mondo cose spirituali, ma è importante distinguere tra le ombre delle cose e la loro realtà. Se vedete le ombre, voi non siete ancora entrati nella realtà. Se guardi il ritratto di tuo padre e di tua madre – ne vedi l’ombra, non è la realtà, quando loro ti parlano e ti portano qualcosa, allora diventano reali. Reale è ciò che l’uomo vede, ascolta, sente, tocca, annusa. Provate le cose con i vostri sensi  interni ed esterni per distinguere se sono reali o no.

            All’essere umano moderno sono concesse buone condizioni  per il suo sviluppo, ma nonostante questo progredisce poco. Perché? È  innamorato di sé stesso: pensa, vive e lavora per sé stesso. Dovunque va, si specchia di continuo, vuole sapere se è vestito bene, se è pettinato, lavato. Non c’è niente di male che l’uomo si prenda cura di sé, ma nello stesso tempo deve prendere in considerazione anche il suo vicino. È sempre preferibile essere ben vestiti, pettinati, lavati che con i vestiti strappati e sporchi. Ma la vita non gira solo attorno a lui. È bene che l’uomo sia sano, bendisposto, che possa lavorare bene, ma deve ricordarsi per chi lavora:  non è arrivato in terra per lavorare solo per sé.

 

Questa mattina  siete venuti per sentire qualcosa da me, per riceverlo come colazione. Se fate così, non sarò contento:  vorrei che mangiaste qualcosa, ma che i semi li seminaste in terra in modo che l’anno prossimo abbiate alberi da frutta. La mente e il cuore umano sono frutteti, nei quali si devono piantare piante di alta qualità e alberi da frutta. I buoni pensieri e sentimenti sono i semi degli alberi da frutta. Non basta solo seminarli e tenerli come ornamento, ma bisogna curarli ed assaggiarne per primi la frutta, sapere di che qualità di frutta disponete. Solo dopo potete offrirne ai vostri amici. È grande la gioia di chi trova nel suo giardino frutta dolce e matura: cammina in mezzo agli alberi e si sente soddisfatto perché il suo lavoro è stato ricompensato. Quale sarà la sua situazione se non ha neanche un frutto nel suo giardino, mentre invece dai suoi vicini ci sono tanti alberi carichi di frutta matura e succosa? Soffrirà e si lamenterà chiedendosi, perché Dio ha creato così il mondo, chi è colpevole di ciò? Egli stesso. Se avete giardini e campi, seminateli prima di grano e poi dopo di frutta e fiori. Alcuni amano i fiori e sii occupano solo di fiori. Va bene, ma non dovete trascurare il grano e gli alberi da frutta. I fiori con il loro profumo attirano i vostri vicini; con essi potete curarvi, ma non nutrirvi. Per esempio, chi è di malumore annusi una rosa. Se annusarla non aiuta, che ne prenda qualche petalo di rosa e lo strofini sul naso, sulla bocca, sulle orecchie e sulle mani. La rosa cura l’uomo sia fisicamente che mentalmente. Usufruite di tutto ciò che la natura vi dà per migliorare la salute, per aumentare la bellezza e la forza.  Dio vuole vedere l’uomo sano, forte, bello. Servitevi delle condizioni favorevoli e dei beni che vi dà la natura, senza rimandare il  lavoro di oggi a domani. Tanti rimandano il loro lavoro dicendo: “Così avremo da fare anche nella prossima vita”. La prossima vita ha il suo programma, ma devi finire ciò che è previsto in questa per proseguire nell’altra.

 

 Se oggi comprerai della lana  e la filerai ti farai un vestito con cui ti vestirai. Se non fai il vestito oggi, nella prossima vita sarai nudo. Se in questa vita riempirai i tuoi fienili di grano, avrai da mangiare anche in quell’altra. Se in questa vita non hai arato e seminato, nella prossima vita cercherai delle briciole qua e là per mangiare qualcosa. Dopo ciò, direte che le condizioni della vita sono pessime. Che cosa rappresentano le condizioni cattive? – La vita passata dell’uomo. Se nel passato qualcuno era  un principe e disponeva di case, campi, vigneti, giardini, ma si è comportato male con i suoi servi e vicini, egli si prepara un brutto futuro. I servi e i vicini si rivendicano e formano una barriera che si frappone tra la sua anima e Dio. Egli si dispera che la sua condizione sia così insopportabile e non sospetta che nel passato, quand’era principe, non ha utilizzato le buone condizioni di cui godeva e invece che amici si è creato dei nemici.

 

 Ora torna sulla terra non come un principe, ma come un servo, come un uomo ordinario per conoscere la propria situazione e risolvere i propri errori. I vostri cattivi pensieri e sentimenti sono i vostri primi nemici che ostacolano  la vostra strada per proseguire in avanti: Sono i servi e vicini che avete maltrattato . Perciò suggerisco all’uomo di vivere bene, di nutrire buoni pensieri e sentimenti per costruirsi la strada verso Dio. Mosè era uno dei grandi consacrati nel suo tempo, ma per un suo errore lasciò l’Egitto ed andò nel deserto, dove visse 40 anni come un pastore. Un giorno vide un rovo bruciare; Si avvicinò al rovo per capire perché bruciava, ma dal rovo sentì uscire una voce che diceva: “Togliti le scarpe, perché il posto, dove stai, è sacro”.

 

 Un giorno il Sole sorgerà per tutti voi e sentirete una voce: “Toglietevi le scarpe perché il posto dove vivete è sacro”.

 

Dopo aver sentito la voce di Dio dal rovo Mosè  doveva prepararsi per una nuova missione. Dio gli disse: “Ho sentito i lamenti e le sofferenze del mio popolo, ti manderò per liberarlo”. In un primo momento Mosè rifiutò con il pretesto che non era capace di parlare per via della sua pronuncia nasale. In realtà, aveva paura di essere preso per l’assassino dell’egiziano. Fino a quel momento Mosè era coraggioso, deciso, ma dopo l’assassinio dell’egiziano aveva perduto il suo coraggio. Dio gli disse che avrebbe mandato insieme a lui il suo fratello Aaron, che era bravo predicatore.

 

Quando invecchiano alcune persone religiose  si rifiutano di lavorare con il pretesto di essere vecchie. Anche Mosè era vecchio quando andò in Egitto a liberare i suoi connazionali. La vecchiaia non ostacola l’uomo ad eseguire la Volontà Divina. E anche avere una pronuncia nasale non è un ostacolo.  Quando un uomo ha una pronuncia nasale? Quando parla molto e lavora poco. Per eseguire il lavoro affidato da Dio, bisogna fare il contrario: parlare poco e lavorare molto. Anche la gente di oggi, come Mosè si rifiuta di compiere il lavoro assegnato, con il pretesto che non può parlare bene. Da voi non ci si aspetta che parliate molto, ma solo che solleviate la bacchetta magica. Parlerete poco, lavorerete tanto. Voi volete ricevere prima la benedizione Divina e poi  lavorare, volete prenderla tutta in una volta. Ogni giorno porta la sua benedizione.  Che cosa fareste se riceveste  le benedizioni tutte insieme?

 

 Immaginatevi che dover vivere 120 anni e di ricevere tutto il cibo necessario in un giorno. Non potete mangiare tutto il cibo in un giorno, alla fine marcirebbe.  Vuol dire che per tutti i 120 anni dovreste mangiare  cibo marcio. Questa è la più grande disgrazia che vi potrebbe succedere. E’ un’altra cosa se tutti i giorni ricevete la vostra dose giornaliera di cibo fresco e sano. Allora la vita è bella, quando si manifesta con tutti i beni e conquiste, con tutte le gioie e tristezze poco a poco, goccia a goccia.  In questo modo neanche le sofferenze di cui avete paura, saranno così terribili. La Provvidenza dà le sofferenze alla gente, come una benedizione, ma l’uomo ne ha paura perché non le comprende, ed in più, ci aggiunge anche delle cose inutili, aumentandole.

 

Immaginate di mettere un diamante sulla penna d’oro, con cui scrivete delle cose belle. Pensate che scriverete meglio così? Per niente, anzi, sarete più scomodi, soffrirete.   Ha senso di metterlo al collo, come collana, ma sulla penna non ha nessun significato. Ogni cosa deve trovare il proprio posto.  Iniziate mettendo, ogni cosa al proprio posto. Se non siete in grado di farlo, non spostate gli oggetti nella natura. La Natura ragionevole ha messo ogni cosa al suo posto.

 

Se qualcuno camminando per strada, urta il piede contro  un sasso ed inizia a brontolare: “Perché’ Dio non ha messo gli occhi sui piedi che vedano dove vanno”. Pensate a come apparirebbe  l’uomo se avesse gli occhi sui piedi, sulle mani invece che sulla testa?

 

Dio ha messo gli occhi, le orecchie, il naso, la bocca nel posto più importante – sulla testa; nel cuore  ha messo i sentimenti – per gioire e per soffrire. Rallegratevi anche quando soffrite. Il primo che ha sofferto, e continua  soffrire, è stato Dio. Pensate che quando Lui vi dice che cosa dovete fare e come comportarvi e non Gli obbedite non Lo fate soffrire? Gli chiedete tutto ciò di cui avete bisogno ma quando  arriva il momento di eseguire la Sua volontà fate un passo indietro.

 

 Dio ha creato il Sole, la Luna, le stelle e tutte le  condizioni ottimali perché voi possiate studiare,  svilupparvi e per gioire e dopo tutto ciò ancora vi chiedete: “Ma esiste Dio o no?”. Come se, vedendo l’amore e le cure premurose dei tuoi genitori ti chiedessi se loro esistono oppure no. Rinnegare Dio e vivere con questi pensieri, vuol dire sfigurarsi. Non chiederti perché ti sei abbruttito, perché il tuo volto è scuro. Ogni dubbio, ogni sospetto e la mancanza di fiducia portano oscurità nella mente, così che il volto dell’uomo si scurisce ed  acciglia. Se tu sei nato,e  sei in vita, ed usufruisci dei beni della vita, devi conoscere ed amare Dio, credere in Lui anche senza averlo visto.

 

Che cosa succederebbe se Dio si mostrasse alla gente, così come l’allievo vede il suo maestro? Se il maestro impartisce le lezioni da casa sua, via radio, e gli allievi ne ascoltano la voce e eseguono i loro compiti, non avranno paura di lui. Sbaglieranno, si correggeranno e faranno i loro compiti da soli.

 

 Ma se il maestro è irascibile ed entra in classe con una verga in mano e ad ogni errore colpisce l’uno o l’altro, loro avranno paura di cui e il loro pensiero si confonderà. Allora non è meglio che il maestro sia invisibile ai suoi allievi? Dio non si arrabbia, ma è infinitamente giusto e amorevole, lascia le persone libere, perché facciano da sole i propri compiti. Quando Lo cercano con un cuore puro, Lui corre subito ad aiutarli. L’educazione moderna non ha ancora raggiunto il livello di poter gioire dei propri risultati. Per educare, ci sono sia metodi generali che individuali. Il gatto lo educhi in un modo, il cane in un altro, il lupo in un terzo e l’uomo nel suo modo specifico. Lo stesso metodo non può valere per tutte le persone. Quando vuoi far obbedire il gatto, prenderai  la sua coda in un posto ben preciso. Se non lo farai, ogni altra mossa sarà inutile, perché esso non capirà. Entrerà in casa tua e ruberà, però l’uomo è più evoluto del gatto. Ecco perché quando entrate nella casa divina non prendete niente senza il Suo permesso. Finché non arriverà Dio e vi permetterà di prendere qualche cosa, starete in disparte. Ogni cosa che è stata data con amore e benevolenza, è benedetta.

 

Quando entrate nel vostro tempio siate ordinati. Fate una sforzo anche oggi per essere in armonia con la vostra mente ed il vostro cuore. Tenete solo un pensiero nella vostra mente, ma che sia sacro; un solo sentimento nel vostro cuore, ma che sia sublime. Gioite dei beni Divini, della benevolenza Divina verso di voi.  Siate felici che c’è qualcuno nel mondo, che è benevole verso tutte le anime. Non esiste un essere, piccolo o grande, che Lui non abbia soddisfatto modo migliore. Non esiste un essere che non abbia  sperimentato la sua benevolenza ed il suo Amore incondizionato. Come dobbiamo rispondergli e ringraziarlo? Solamente con l’esecuzione della Sua volontà. Lui fa tutto per noi, non dobbiamo anche noi eseguire la Sua volontà in terra e non costringerlo a scendere fino a noi?

 

 Quando ci aiutiamo a vicenda, noi eseguiamo la sua volontà. Lui si manifesta attraverso di noi e prova gioia quando distribuiamo in modo giusto i beni che Lui ci ha dato.
   
             La maggior parte delle persone ha paura di Dio invece che amarlo. Hanno paura di sbagliare, per non provare il Suo bastone sulla loro schiena. Egli non usa questo metodo, questo è una visione meccanicistica di Dio. Quando  Dio vede l’uomo sbagliare, sorride. Egli vede un bambino rubare le mele da un albero ed osserva che cosa farà il contadino. Quest’ultimo prende un bastone e lo punisce. Pensa che gli alberi siano suoi e che li ha recintati per sé, ma sia il contadino che il bambino vivono in un’illusione. Il bambino pensa che gli alberi siano di Dio e che perciò non occorra chiedere il permesso per raccogliere due o tre mele. E’ vero , ma prima di salire sull’albero,  dovrebbe chiedere il permesso al Padrone dell’albero. Visto che non ha fatto questo, lui prova il bastone del secondo padrone – del contadino. 

 

E’ grande l’avidità della gente di oggi e per questo c’è discordia: ci si offende uno con l’altro sia fisicamente, che verbalmente, che con sentimenti ostili. Nel mondo Divino la rozzezza è bandita. Se una persona si irrita al posto e tempo giusti è una cosa, ma essere sgarbato è un’altra cosa. Se non ti arabi nel momento giusto, allora sei sgarbato. Se vedi un bambino tendere la mano con un fiammifero acceso verso il fienile, subito lo colpirai per allontanare il fiammifero dal fienile. Questa non è cattiveria, ma ira manifestata giustamente. Non c’è  tempo per parlargli quando ha già in mano il fiammifero. Poi dopo ti avvicinerai e gli dirai: “Tu vuoi fare qualcosa di bello, ma non hai scelto il posto giusto. Se dai fuoco al fieno, gli animali moriranno di fame. Se vuoi accendere qualche cosa, vai in chiesa ed accendi tutte le candele”. Lo dico anche a voi: quando volete accendere qualche cosa, andate nella casa di una persona povera e sofferente, che vive nel buio e nel freddo, ed accendetegli una candela per rallegrarla, accendete il fuoco per scaldarla, per sciogliere le sue giunture ghiacciate. Questo vuol dire vivere ragionevolmente. Andate nelle case della gente per accendere la luce delle loro menti e il calore dei loro cuori. Questo è il compito di ogni uomo. Allora saprete che l’uomo non è nato per vivere per sé stesso, ma per Dio. Vivete per Dio e morite per Lui, chi muore per un ideale sublime, nel mondo passa da un mondo inferiore in un mondo  superiore. Quando un povero muore per la povertà e nasce per la ricchezza, questa morte è giusta.  Se un prigioniero muore in prigione, ma poi entra in un mondo vasto ed infinito, questa morte è giusta. E’ terribile quando qualcuno muore e non può rompere il suo legame con la terra; è sdraiato sul letto sembra morto, ma è  legato con migliaia di fili alla Terra e non si può liberare. Lui non vuole rompere i suoi legami e neanche i parenti possono farlo e finiscono per straziarlo. Quando arriva la vostra ora di partire dovreste avere già rotto da soli tutti i legami con la terra, avere indossato vestiti e scarpe nuove ed essere ben pettinati e lavati. Mentre vivete  ancora sulla Terra dovreste già esservi spogliati gli abiti vecchi ed aver indossato quelli nuovi. Chi vuole presentarsi davanti a Dio deve essere vestito con abiti nuovi e puliti. Quando il figliol prodigo tornò da suo padre, egli ordinò ai suoi servi di togliergli gli abiti vecchi e rotti, di lavarlo, di rivestirlo di abiti nuovi e solo dopo accettò riceverlo. Suo padre lo abbracciò,, lo baciò e gli chiese: “Figlio mio, hai visto che cos’è la terra?” Tutta la gente ha vissuto l’ esperienza del figliol prodigo, tutti hanno mangiato e bevuto ed hanno perso tutto, ma  pochi sono stati pronti a tornare dal Padre con pentimento ed umiltà e desiderio di diventare suoi servi. Quindi fate pure tutto ciò che desiderate, ma con giudizio ed Amore.

 

Se volete dire a qualcuno una parola severa, ditela con amore. Applicate l’Amore dappertutto;e se conoscete la legge della collaborazione, applicatela con Amore. Qualcuno possiede un campo, ma non ha i mezzi per pagare gli operai, se 40 o 50 persone ci lavorano insieme, in un giorno lo areranno; Dopo di che lui ricambierà l’aiuto ricevuto. Quando lavorate con amore, favorirete la benevolenza degli esseri ragionevoli: se li rispettate, vi aiuteranno nel risolvere ogni problema di carattere mentale, fisico ed emotivo.

 

“All’inizio era il Verbo ed il Verbo era Dio”. Il verbo è il principio razionale del mondo, attraverso cui Dio ci chiama ad un lavoro sacro.

 

Che tu sia padre, madre, fratello, sorella, maestro, sacerdote, oppure servo, svolgi il tuo compito così come Dio esegue il suo.

 

Nel mondo ci sono dei modelli da seguire. E’ stato detto nella Scrittura, che per Israele Dio fu come un cammello carico. State attenti di non trovarvi anche voi nella stessa situazione per non caricare Dio dei vostri errori. Ogni pensiero sbagliato, ogni sentimento malvagio sono un peso con il quale sovraccaricate il vostro carro Divino. E’ detto nella Scrittura: “Mi cercherete in un giorno triste?”. Questo vuol dire: cercate Dio con tutto il vostro cuore, con tutto il vostro amore. Solo cosi sarete liberi dalle sofferenze e difficoltà, dalle tentazioni e delle malattie. Le tentazioni sono le debolezze alla vita umana. 

 

Lavorate consapevolmente su di voi, per illuminare la vostra mente, per percepire la pienezza e la bellezza nella vita. Qualcuno rinuncia a lavorare sulla Terra e desidera andare nell’aldilà, per riposarsi. Che cosa farete nell’altro mondo se non siete preparati? Neanche lì vogliono gente incapace. E’ un’altra questione se foste  grandi musicisti, pittori, filosofi, scienziati – riuscireste in ogni caso a trovare qualche lavoretto. Ma l’uomo ordinario che cosa farà?  Ha appena iniziato ad imparare l’alfabeto! Che cosa dirà quando andrà nell’Aldilà , chi lo capirà? Se sei bulgaro, dirai: “Dobar den”  ⃰[1], ma nessuno ti capirà. Sia in questo mondo, che nell’altro comprendono soltanto le parole che portano la luce. Se dici a qualcuno la parola “Ascolta”, subito si mettono al lavoro mente, cuore e volontà. Quando vi trovate in una difficoltà dite: “Ascoltaci, o, Dio”. Egli risponde alla Vostra preghiera e la Sua mente e la Sua volontà iniziano a lavorare per voi. Prima ancora di aver chiesto, Egli soddisfa i vostri bisogni.

 

Quando qualcuno dice che ascolta, questo vuol dire che la sua mente, il suo cuore e la sua volontà iniziano a lavorare.

 

E’ arrivato il tempo di uscire dalla vita vecchia ed entrare in quella nuova. Finché il bambino è ancora sotto la protezione di sua madre, vive in modo vecchio, senza alcuno sforzo. Appena inizia a camminare, entra nella vita nuova. La gente di oggi sa camminare da tanto tempo, ma non vive in modo diverso da prima: Non perdete più tempo! Dopo di voi arriveranno altre generazioni che vi supereranno. Dite di non credere in Dio, ma non è vero. Voi credete, ma non volete ammetterlo. Siete saliti sopra un trono alto, ma non siete pronti per il lavoro che si esige da voi e non volete scendere giù.  Prendete la zappa ed iniziate a lavorare; chi si siede sul trono deve essere pronto a lavorare.

 

Lavorate con Amore, per dare senso alla vostra vita. Anche mentre respirate potete inviare i vostri pensieri e sentimenti positivi verso chi ne ha bisogno: quei pensieri e sentimenti negativi che avete nutrito dentro di voi, trasformateli in positivi. Volete picchiare qualcuno? Fermatevi  un attimo, prendete il pennello e dipingete un quadro; prendete un martello e una pietra per scolpire una statua; prendete la penna in mano per scrivere qualcosa di meraviglioso. 

 

Lavorate con Amore, qualsiasi cosa facciate, per quanto piccola sia, essa sarà benedetta. Senza Amore anche i lavori grandi restano senza risultato. Se date a qualcuno un milione senza amore, svanirà. L’Amore ispira forza, vita e salute nell’uomo. Lavorate ognuno singolarmente con Amore, poi  tutti insieme; cooperate e lavorate in unità, concordia ed Amore. Solo così atterrete la benedizione Divina, la gioia Divina e l’allegria Divina.

Dio è Amore per quelli che Lo conoscono, che Lo servono in Spirito è la Verità.
 

 

Conferenza del Maestro, tenuta il 22 settembre 1941, alle ore 5, Sofia, Izgrev.

Traduzione dal bulgaro – Jeni Dobreva

 

Redazione – Katia Giannotta

 

 

 

[1] In Italiano: Buongiorno

 

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