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1914_04_20 LA MANIFESTAZIONE DELLO SPIRITO

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La manifestazione dello Spirito

Traduzione dalla conferenza pubblicata nell’edizione della casa editrice “Fratellanza bianca”

E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune”. - I Corinzi 12,7 -

Ci sono tante domande che coinvolgono la mente umana, con molte di queste l’umanità è coinvolta fin dal passato, queste ci saranno anche nel futuro. Vi darò una breve definizione del concetto di Spirito. Tante menti hanno un’idea vaga dello Spirito e anche nella mente della gente che possiede una vasta conoscenza, questo concetto è vago. Chiederete com’è possibile che una persona sia colta ed abbia invece un concetto vago dello Spirito. Io rispondo: molto naturale – se voi privati di visione foste davanti un quadro, voi potreste avere di quello un’idea molto vaga. Pertanto anche il concetto di Spirito per l’uomo colto potrebbe essere vago. Quando si considera questa questione dobbiamo tener presente se possediamo i relativi sensi e le capacità per riuscire ad arrivare in contatto con la vera realtà delle cose. Perché’ possiamo avere un concetto del mondo ed il suo ordine direttamente o indirettamente, però  il nostro concetto sarà diverso nell’uno o nell’altro dei casi.

Vi darò una traduzione breve della parola Spirito. In bulgaro questa parola ha quattro lettere[1]. Se prendiamo la lettera “Д”, questa forma tre angoli e di sotto la lettera ”п”; i tre angoli rappresentano la triade di Dio, le tre forze che si manifestano. La lettera “у” – le due dita, l’indice e il dito, messi in posizione in alto, fanno vedere che la mano umana sta lavorando qualcosa. La lettera “X”, la croce – questa è la manifestazione di quella forza che funziona in quattro direzioni – una delle linee che va in sù e l’altra che l’attraversa, fanno vedere la manifestazione umana, cioè, le due forze che non sono d’accordo, che s’incrociano. Quando rivolgiamo un dito in sù, questo vuol dire che puntiamo su Dio; quando l’uomo è in contraddizione, questa è l’altra linea della croce – vuol dire che lo Spirito scende e determina questa contraddizione tra Dio ed i Suoi figli. La lettera “ъ” significa l’equilibrio della mente umana che vuole dare alla gente la comprensione delle leggi principali. Questa interpretazione io la prendo dalle lettere della parola.

Adesso, l’altra interpretazione dello Spirito è la manifestazione della sua essenza. Prendete come esempio La Luce, che scende dall’ alto – questo è lo Spirito. Il Sole non sappiamo che cos’è. Gli scienziati dicono che esso si trova a novantaduemillioni di chilometri lontano dalla terra; può darsi che sono tanti – non lo sappiamo, ma può darsi che in questo calcolo ci sia qualche chilometro di differenza. Se decidiamo di andare a verificare non sappiamo se lo troviamo in questo punto che ci hanno indicato gli scienziati. Ma qual è lo stato interno del Sole – una filosofia profonda. Alcuni dicono che fosse liquido, altri – duro. Può darsi è vero sia l’uno che l’altro. Però della Luce che scende noi abbiamo già un concetto reale, perché vediamo quello che scende dal sole e rivela davanti ai nostri occhi tutta la Terra con tutti gli oggetti su di lei. La luce è uno Spirito che scende dal Sole ed ha una contiguità diretta con la nostra vita. A questo Sole possiamo assimilare lo Spirito. Lui non può scendere in un altro modo, perché se scende scioglierà tutto ciò che vediamo attorno a noi, come fa il Sole; tutto ciò che sarà riscaldato così si trasformerà in polvere e cenere, oppure si trasformerà in uno stato gassoso. Per questo Dio dice: “Io non scenderò, ma invierò attraverso lo spazio il Mio Spirito per portare alla gente la mia benedizione.” Ecco perché’ Dio non vuole scendere in mezzo a noi, ma manda il Suo Spirito – La Luce. Proprio questo Spirito, questa creatività è ciò che costruisce dentro di noi  - tutto ciò che noi possediamo lo dobbiamo a Lui. Questa forza ragionevole che si manifesta da Dio va interpretata dalla gente colta sotto la forma di leggi, di forza, di relazione tra gli elementi etc. Le danno diversi nomi. Però questa è un’essenza ragionevole, che lavora – è uno Spirito che crea le leggi.

Lo Spirito ha una comunicazione diretta con la nostra anima. Proprio con i cambiamenti che succedono nella pace della nostra anima noi percepiamo un’idea per la Sua origine. Senza l’anima noi non avremmo nessun’idea dello Spirito. L’anima con il proprio modo di pensare rappresenta dentro di noi il mondo Divino. E se dentro di noi c’è qualche cosa Divina, questa è l’anima illuminata, che pensa. Ecco perché quando parliamo dell’uomo dobbiamo intendere lei. Separate dall’uomo -  l’anima ragionevole e lui - rimane un animale formato da quattro gambe, non si differisce in nulla  - mangia, dorme, ha tutti i bisogni e tutte le debolezze dell’animale.  Lo Spirito si manifesta nell’anima umana. È per questo che l’uomo, diversamente degli altri animali, cammina dritto. Perché gli altri animali non camminano dritti? Perché sono in  contrasto con il Signore. Laddove loro vanno a quattro zampe, questo vuol dire che la loro volontà contrasta con la manifestazione di Dio. Forse passeranno migliaia di anni e loro arriveranno a quella tappa in cui è l’uomo – evolveranno e si raddrizzeranno. Noi ci siamo sollevati comparativamente e cerchiamo di sollevarci ancora di più perché vogliamo avvicinarci a Dio ed essere in sintonia con Lui – dentro di noi c’è un desiderio di andare sulla via Divina. Se stiamo facendo degli errori li stiamo facendo non per una cattiva volontà, ma per altre cause che si trovano nel nostro passato.

Adesso, si dice che questo Spirito è dato ad ogni uomo per utilità; in che cosa consiste questa utilità? La stessa parola utilità ha un certo contenuto, perché tutti lavorano per utilità. Il contadino zappa un vigneto, però aspetta che gli pagano un salario di due-tre leva; la moglie fa qualche lavoro per il marito, ma anche lei aspetta qualche cosa da lui per la Pasqua, per il Natale, per l’estate – tutti lavorano per qualche utilità. Alcuni pensano che la vita è ideale, però che cosa considerano loro una vita ideale? Io capisco una vita ideale così: che ci sia armonia, consenso in tutti i nostri rapporti. Alcuni vogliono vivere nel Cielo, ma dov’è il Cielo? Sotto la parola Cielo io comprendo una condizione dove c’è un ordine perfetto, dove la gente rispetta i propri diritti e gli obblighi uno verso l’altro. Qualcuno vuole andare avanti, però tu lo ostacoli, trattieni il suo avanzamento imponendogli i tuoi diritti, quando devi capire che hai degli obblighi verso di lui.

Il capitolo del Vangelo che ho letto ci parla di come devono essere i nostri rapporti. – “Però ci sono alcune cose senza senso lì’”, direte. Un proverbio russo dice: “ I v bezporjadke est porjadok” – “Anche nel disordine c’è ordine”. E io dirò: “Anche in un’immagine distorta c’è qualcosa di bello”. Vi farò un esempio per farvi capire da dove vengono i concetti sbagliati per le cose. Per esempio: dò a qualcuno una noce e gli dico di fare una ricerca su di essa. Uno farà una ricerca sul suo gusto – assaggerà la sua buccia esterna verde, la morderà e la butterà’ via. Dò la noce ad un’altra persona, egli ormai in modo molto più intelligente toglie la buccia esterna verde, però quando assaggia la nocciola si rompe i denti e anche lui la butta via. Dò la noce ad una terza persona; questa però è ancora più intelligente, toglie la buccia esterna, rompe con una pietra la nocciola dura, tira fuori il gheriglio e lo mangia. Se riuniamo questi tre e gli chiediamo che cos’è la noce, il primo dirà che la noce è un frutto astringente, piccante, velenoso; il secondo – che è un frutto duro che rompe i denti della gente; il terzo – che è una cosa gustosissima e piacevole. Questa analogia può essere adatta ai nostri errori – tutte le cose nel mondo sono rivestite di coperture e se non abbiamo abbastanza conoscenze, noi non troveremo l’essenza.   

Il cibo è necessario per il corpo, ma c’è’ necessità di cibo anche per la mente e per l’anima, vuol dire che dobbiamo mangiare in modo duplice. E quando affermiamo che non va bene che una persona mangi troppo si capisce che ugualmente devono essere nutriti il corpo, la mente e l’anima. Questo è un intero circolo triplo che sta formando l’uomo. Ecco perché quegli uomini che hanno dato la loro opinione sulla noce non sono abbastanza intelligenti. Quello che ha mangiato la noce crede di essere il più intelligente. No, dò la noce a un quarto – lui la prende, però invece di mangiarla la semina e tra dieci o quindici anni questa unica noce dà migliaia di noci. Affinché nel mondo abbiamo quattro categorie di persone, che riflettono – alcuni dicono “Il mondo è scadente, dissoluto, non vale la pena vivere”; altri dicono: “Nel mondo regna l’egoismo, peggio non ci può essere”; i terzi: “Il mondo è bello, piacevole” –questi sono più vicini alla verità. Ed i quarti chi sono? Quelli che sono entrati nella scuola Divina e che hanno cominciato a studiare, cioè a piantare le belle cose. Il miglior concetto per l’uomo è sapere che La Terra è una scuola Divina nella quale lui è messo per studiare – per imparare a togliere il rivestimento esterno e interno della noce, le nocciole e a non mangiare la noce ma a seminarla. E quando impara le proprietà di tutte le cose, capirà il vero senso della vita sulla terra.

E come un padrone manda i suoi servi a lavorare nella vigna e dà a loro pane e utensili che necessitano per il lavoro, così anche Dio ha dato all’uomo il cervello come uno strumento per il lavoro. Per che cosa lo ha dato: per rompere, oppure per esaminare la buccia amara della noce? No, per imparare a seminare le noci. – “Mica starò meglio se semino solo noci” – dirà qualcuno – no, non starò meglio”. Sotto la parola “noce” dobbiamo intendere i buoni pensieri, desideri e atti, che possiamo seminare negli altri. Questo lavoro vi porterà prosperità. Quando nel raggiungere un vostro desiderio incontrate una certa resistenza, non vi disperate e non buttate via questo desiderio. Dio ha rivestito un pensiero in tre - quattro vestiti – può darsi che uno non è favorevole, però gli altri saranno favorevoli. Se togliete via il vestito cattivo, se seminate i vostri pensieri in un suolo buono, quelli senz’altro daranno una buona frutta – io vedo così il mondo. Il male è illusorio – quelli sono i rivestimenti esterni delle cose. Anche la gente è apparentemente cattiva, non è che non è cattiva, è cattiva, però come essenza non è cattiva perché da Dio non può uscire male. Il male proviene da certi vostri rapporti, che avete nel mondo.

Due famiglie vivono in una casa, dove ci sono quattro camere; l’una delle famiglie ha più figli, l’altra – meno. Iniziano a discutere – prima per le camere – quante camera ognuno deve prendere e vedi – all’improvviso hanno litigato. Io chiedo perché’ c’è questo litigio per le camere? Questa è una causa veramente trascurabile. E inizia una delle famiglie a parlare per l’altra famiglia: “Questa è gente che non comprende” e la seconda famiglia per la prima – la stessa cosa. Ma effettivamente sia l’una che l’altra sono gente che sbaglia, perché’ un uomo ragionevole non litiga mai. Questa parola - litigare (in bulgaro “kara”) ha una radice sanscrita – litigare vuol dire essere nelle tenebre. La gente che è nella Luce non litiga; una certa manifestazione nel nostro cervello oscura i nostri pensieri ed allora seguono desideri cattivi. Quando abbiamo pensieri chiari noi siamo pronti per vivere in pace e accordo; quando però viene un po’ di oscurità, siamo pronti a cambiare i nostri atteggiamenti. Allora il male viene dall’oscuramento della mente umana.

Adesso, visto che Il Signore sa che nella Terra c’è una certa oscurità  che provoca danni; (L’oscurità sempre provoca dei danni, se dovessimo vivere nell’oscurità in modo permanente, esso avrebbe atrofizzato i nostri sentimenti, occhi, orecchie etc., come ci sono alcuni pesci che hanno vissuto anni nelle grotte sottomarine ed hanno perso la loro capacità di vedere). Lui ha inviato proprio questo Spirito per agire su di noi, sui nostri pensieri e sentimenti, sul corpo, per pensare in modo corretto le cose e per formare una un vero concetto di esse. Per prima cosa dobbiamo formare un vero concetto di noi stessi, cioè, come dev’essere il nostro rapporto con Dio. Secondo il mio concetto La Terra è una scuola solo per l’anima individuale umana. Se c’è una cosa reale nel mondo, questa è l’anima umana. Alcuni si stanno chiedendo: “Che cosa sono io?” Io sono questo che pensa, questo che sente e desidera. Quando voi volete costruire un cannone per uccidere la gente come lo costruite? Fate alcune considerazioni pratiche, come dev’essere fatto – dev’essere a punta per poter demolire. State creando una palla per far giocare i bambini, anche quella la fate a punta? No, la fate tonda, liscia, per non provocare danni al bambino, perché tutte le cose che sono a punta sono dannose. Dicono per qualcuno che ha un intelletto sofisticato; sì, se si deve  combattere, dovrà avere un intelletto molto sofisticato e forze esplosive – che battono, distruggono. Però se un uomo vive in una società di pace che bisogno e che utilità c’è di avere un intelletto così sottile e tagliente? Ma se in tempi di guerra mettete a capo un uomo con una mente ottusa, anche quello non è al posto giusto. Noi uomini abbiamo cambiato il corso delle cose – abbiamo messo le cose contundenti insieme a quelle taglienti ed il contrario. Io non dico che non dobbiamo combattere sulla Terra. Il combattimento nella Natura ha due principi: uno, che distrugge e altro che crea. Però sia nell’uno che nell’altro principio c’è un esaurimento continuo. Noi non solo quando amiamo, ma anche quando odiamo ci esauriamo, perché’ chi odia rompe una pietra e se esauriamo la vita rompendo migliaia di tonnellate di pietra e quale sarà il senso della vita per noi? Quando continuamente pensiamo male, continuamente rompiamo pietre. Però al Signore questo materiale è utile – Lui userà il nostro lavoro per costruire delle strade lisce e la gente ringrazierà noi che abbiamo rotto le pietre necessarie per la loro strada. Qualsiasi cosa facciamo nel mondo, il nostro lavoro sarà utile – se non per noi, per gli altri. In uno dei casi, se amiamo, facciamo il lavoro consapevolmente, nell’altro caso – non consapevolmente e pertanto il premio non potrà essere uguale.

Tuttavia, se desiderate che si manifesti l’Amore Divino, Lo Spirito deve essere dentro di voi, dovete lasciargli posto per manifestarsi. Però Lo Spirito è un essere molto delicato, non pensate che verrà a bussare forte alla vostra porta. No. Lui busserà pianino alla porta del vostro cuore e se gli aprirete, subito cambierà fondamentalmente la vostra vita, vi farà vedere come vivere; se busserà alla porta della vostra volontà, vi dirà che cosa dovete fare e di farlo consapevolmente. E se non gli aprirete dopo poco tempo capirete che cosa avete perso. Quando incontrate un idiota saprete che nel passato, quando Lo Spirito ha bussato alla sua porta, lui non gliel’ha aperta. State parlando di qualcuno che è stupido? Ma perché? Perché’ quando una volta Lo Spirito ha bussato alla porta della sua mente, lui lo ha respinto. Chi è crudele sappiate che quando Lo Spirito ha bussato al suo cuore, anche lui non l’ha accettato. La crudeltà è come un cristallo privo di morbidezza. Ma non dovete pensare che in mezzo alla gente crudele non ci siano qualche volta buoni, però in genere loro non sono una società umana organizzata. E così dobbiamo essere sempre pronti a dare posto allo Spirito per farlo penetrare dentro di noi e far sì che si verifichi in tutti noi.

Alcuni dicono: “Vogliamo vedere Lo Spirito”. Ma l’unica cosa che vedete è Lo Spirito. Lui parla, ma visto che le vostre orecchie sono sorde, non sentite, come quando parlate a gente sorda, quella non sente. Volete sentire, va bene, impostate il vostro orecchio per percepire quello che gli dice Lo Spirito. – “Io voglio vedere Lo Spirito”. Bene, però se il vostro occhio è strabico come Lo vedrete? L’unica cosa che noi vediamo nel mondo, ripeto, è Lo Spirito. Ecco questa pianta che tengo in mano – essa è uno Spirito e se voi potesse vedere, vedrete tutta la figura umana in essa.  Adesso perché non vedete? Perché la vostra visione è limitata, voi vedete soltanto le parti dense e quelle non dense  non le vedete. Per esempio: alcune cose vi si mostrano tonde – la noce, ma se la seminate il gambo crescerà tondo?  Subito esporrà la sua natura. Per riconoscere le cose le dovete seminare nel loro suolo. E se saprete piantare questa pianta in questo modo, subito vedrete che essa è un essere intelligente. E che cosa vi sta dicendo questo fiore, questo colore perché è stato messo? Esso è stato messo per far capire, che La Vita senz’Amore non ha senso. E migliaia di anni esso dice alla gente che cosa deve fare – che devono amare, che la loro mente non dev’essere né troppo tagliente, né troppo ottusa. In alcuni casi dev’essere tagliente, però quando vi trovate tra gente intelligente non occorre un’intelligenza tagliente. Quando vi trovate in mezzo a nemici il cuore deve essere duro, ma in mezzo agli amici – mite. Dovete sapere come amare. Quando prendete una rosa e l’annusate si verificano due cose: una è il profumo delicato, l’altra – le spine. Ogni uomo ha le sue spine, però quelle, naturalmente non sono l’uomo. Le spine sono per quelle condizioni della vita in cui l’uomo deve combattere, quando deve difendersi, quando non dev’essere troppo dolce. Con i diavoli non dovete fare incontri, contro di loro dovete avere delle spine. Però in mezzo agli amici la vostra polvere da sparo deve essere umida. C’è il tempo in cui dev’essere asciutta e in cui dev’essere umida. Che cosa farà l’uomo, quando la sua polvere da sparo è secca e quando sua moglie lo stuzzica tutti i giorni? Quando si sposano tutti e due devono inumidire la polvere da sparo. Davanti al mondo la vostra polvere da sparo deve essere secca per ogni necessità. Questa è un’allegoria che io interpreto per farvi imparare questi rapporti che esistono nel mondo.
Voi avete degli amici e state dicendo che li conoscete, ma finché non imparate contemporaneamente il lato chiaro ed il lato oscuro dei vostri amici, non li conoscete bene.  Volete essere sempre buoni: dovete essere buoni in certe condizioni e cattivi in altre.  Quando farete arrabbiare il vostro amico dovrete ormai difendervi. Ma per poter difendervi dovete saper lottare. Se lottate contro un nemico, voi state facendo il vostro compito, se state lottando con gente pacifica e senza armi, state facendo una stupidaggine. Dicono: “La vita è una lotta”. Anche l’uomo dopo che si sposa, dice: “La vita è una lotta”. Ma con chi sta lottando? Con sua moglie e la moglie – con suo marito. Nascono i loro figli, anche loro leggono lo slogan “La vita è una lotta” e dicono a sé stessi: “E, ma noi con chi lotteremo? – I fratellini con le sorelline”. E iniziano la lotta, si prendono per i capelli e quando cominciano a piangere, via da mamma e da papa. La gente ha uno slogan! Quando non hanno un nemico vero, se lo inventano – marito con moglie, fratello con sorella, il sacerdote con i suoi parrocchiali, il maestro con gli allievi. Ecco gente, che non comprende La Vita. La lotta deve esistere, però con quella natura, che deve essere domata. Quando dobbiamo demolire una roccia nella montagna per fare un tunnel, allora si, capisco che dobbiamo agire così, ma usare questi mezzi in una società organizzata, questo non lo capisco. Questo fa capire, che la gente non comprende non percepisce il rapporto che esiste tra loro ed il loro Spirito – i compiti che gli richiede quest’ultimo.

L’Apostolo Paolo nel capitolo che ho letto spiega quale dev’essere questo rapporto. Potete farmi la domanda “Ma non esistono nel mondo migliaia di rapporti?” Però noi dobbiamo scegliere solo quelli che sono favorevoli a noi. Dobbiamo conoscere, per esempio, i rapporti dell’acqua verso di noi – se la mettiamo nello stomaco, avrà delle conseguenze favorevoli; se però la mettiamo nei polmoni, provocherà conseguenze molto diverse. Se introduciamo aria nei polmoni sarà favorevole per noi, ma se la mettiamo nello stomaco provocherà un risultato opposto etc. Le cose hanno rapporti con certi organi – dobbiamo sapere dov’è il posto dell’acqua, dell’aria, della luce, del suono, dell’odore. Voi direte: “Ma queste cose noi le sappiamo – che la luce è necessaria per gli occhi ed il suono – per l’orecchio”. D’accordo, ma voi avete capito il significato interno di questa luce? La mattina, quando il Sole sorge che cosa state dicendo a voi stessi? – “Ah, il Sole è sorto” Ma quando qualcuno dice: “Il Maestro sta arrivando” che cosa capiscono gli allievi? Tutti si muovono, prendono i loro libri e si siedono ai banchi. Appena il Sole è sorto ognuno di noi deve prendere il suo libro e deve dire: “ Il Maestro – Spirito sta arrivando”, si deve sedere al banco e deve chiedere a sé stesso che cosa deve fare durante questo giorno. Il Sole dice: “Io vi chiederò e voi mi risponderete, io vi insegnerò e voi a me insegnerete”. Questo vuol dire il sorgere del Sole. Se tutti i giorni potessimo studiare il programma che imposta il nostro Spirito, la vita andrebbe molto favorevolmente. – Però– direte – il Sole di oggi si assomiglia a quello di ieri – sorge nello stesso modo”. No, io non ho mai visto in vita mia due giorni simili uno all’altro e anche il Sole sorgere in modo uguale; ogni giorno è diverso dagli altri ed ogni giorno ha il suo programma. Anche la luce che arriva non è uguale – è diversa da quella che è arrivata qualche giorno fa. Proprio in questo sta la grandezza dello Spirito Divino, che porta ricchezze innumerevoli, mondi invisibili e rivela ciò che Dio è in sé stesso. Lui è una grande cosa.

Incontrate un amico e dite: “Come apprezzate Ivan?” – “Lui è alto 1,5 m oppure 165 cm, ha le sopracciglia folte, le labbra spesse, gli piace mangiucchiare e bere vino”. Però questo non è importante, arriva un giorno che voi iniziate a volergli bene  e per voi spariscono le sue labbra spesse, le sue carenze esteriori e visibili – iniziate a vedere dentro di lui qualcos’altro. Allora, state togliendo il primo rivestimento della noce – vedete la sua mente. Se la piantate, la metà delle noci che porterà saranno per voi, l’altra metà – per lui. Se la mangiate che utilità avrete? Non beneficiate né voi, né Ivan. Cosi che lo Spirito, quando arriva, dice che tutti i giorni dovete seminare pensieri migliori  e desideri migliori. Incontrate un vostro amico e qualche volta dite: “Non so di che cosa parlare”. Vedete che la gente chiacchera troppo  e voi non sapete che cosa dire, oppure parlate di troppe cose ma non di quello che necessita. Prima dovete seminare la noce e dopo che l’avete seminata, allora potete conversare quanto volete – prima di seminare la noce non parlate. Chi ha lavorato quando torna a casa dice: “Ho lavorato, sono stanco, ho fame”. Il parlare fa vedere certi rapporti che esistono tra noi ed i nostri atti.

La prima cosa che dovete fare tutti i giorni, è porvi la domanda “Quale frutta dovrò seminare oggi?” Se seminate una noce, dopo un certo tempo essa porterà i suoi tesori in abbondanza. Questa parabola l’avrete capita soltanto quando tornerete (come senz’altro tornerete) all’altro mondo, da dove siete arrivati; allora capirete che grande utilità hanno portato quei desideri e pensieri buoni che avete seminato, le bontà che avete fatto ai vostri vicini, moglie, figli. Adesso queste cose per voi sono ancora vaghe. Un altro esempio – state dicendo a voi stessi: “Questo mio figlio io adesso lo mantengo, ma chissà se qualche giorno lui si prenderà cura di me. Io adesso lo mantengo mentre studia, che poi quando invecchierò lui baderà a me”. Non aspettare che lui badi a voi quando invecchierete; è possibile che non invecchierete, può darsi che scomparirete prima di lui, che non ci sarà bisogno che lui vi accudisca. La madre dice: “Eh, se avessi una figlia che badasse a me quando diventerò vecchia.” Questo è un concetto molto sbagliato per la vita. Date una buona educazione ai vostri figli e non aspettatevi niente per voi. Se in loro avete seminato una buona noce, non solo baderanno a voi, ma vi vorranno anche bene. Quando una madre non è amata dai propri figli  questo fa capire che non è stata capace a educarli bene.  Allora la prima cosa da fare per farvi volere bene dai vostri figli è: guidati da questo Spirito insegnare ai figli ad amarvi.

Concluderò la mia conferenza con un paragone: ci sono tre rapporti che dobbiamo rispettare – nel mondo esiste Dio, esistiamo noi, esiste una certa società. Alcuni mettono al primo posto sé stessi e dicono: “Io, poi – la società, alla fine – Dio.” Questa è una soluzione molto sbagliata. Altri dicono: “Al primo posto la società – io vivo per il popolo, per la società; poi arrivo io e alla fine – Dio”; anche questa è una cattiva soluzione. I terzi dicono: Il primo: Dio, Il Signore, il mio Spirito, dopo – io, l’anima consapevole che dev’essere al servizio di Lui, e poi dopo della società e alla fine – di sé stesso”. Eccola la soluzione giusta. Qualsiasi altra soluzione non sarà una giusta  soluzione. Tutti gli sbagli vengono dalla seguente idea: vogliamo sapere se la società è la testa oppure noi. Se sù un corpo mettiamo tre teste, esso non farà niente – non ci sarà mai accordo in quale strada andare. Qualche volta combattete in voi stessi  che decisione prendere – questo fa vedere che avete tre teste; troncatene due, fate che Il Signore sia la testa. Ogni cosa deve essere al suo posto. 

Adesso domandatevi chi è la vostra testa. Se risponderete che è il Signore, sarei contento. Mettete il Signore a capo. E saprete quale sarà il vostro stato, allora? Non ci saranno dentro di voi esitazioni, paure, emozioni- avrete volontà, sarete coraggiosi, determinati, intelligenti, brava gente. Sarete ricchi in ogni senso – qualsiasi cosa prenderete in mano si trasformerà in oro. Alcuni hanno paura dai soldi; soltanto gli stupidi hanno paura. Perché? Perché’ spiritualmente sono deboli. Sapete che cosa fa la leggenda di Giobbe Giusti  – che lui aveva dei vermi e quando li dava a un mendicante i vermi si trasformavano in  monete d’oro. Se sarete anche voi come Giobbe, il verme che darete si trasformerà in oro. Voi spesso sottovalutate i vermi, ma questi fanno un lavoro perfetto nel mondo, il mondo moderno deve molto a loro. Quando li prende Dio con la mano e li dona a voi, loro si trasformano in monete d’oro. E qual è quest’oro, questa moneta che vi dà Dio? Acquisite sapienza ed esperienza. Una donna intelligente quando prende la lana sucida che cosa fa con essa?  La lava, la carda, la fila e tessa un tessuto. La donna stupida, invece, quando la vede così sporca, la butterà via. Quante volte anche Dio vi ha dato Lo Spirito e voi Lo avete buttato via!

La regola che cosa richiede? Quando tornate la sera dal lavoro, togliete lo zaino dalla schiena e lasciatelo nell’entrata; tutti i debiti e crediti che avete, anche quelli lasciateli all’entrata; che entrate nella camera liberi, come se nel mondo non ci fosse  nessun dare e avere per voi e direte: “Ringrazio Dio per ciò che mi ha dato”. Mangiate bene, ringraziatelo ancora. E alla mattina quando vi alzerete, prendete ancora lo zaino oppure i libri ed andate al lavoro. Noi che cosa facciamo? Arriviamo la sera e ci corichiamo con uno zaino pieno sulla schiena e tutta la notte ci giriamo nel letto. Lo Spirito dice: “Togliete lo zaino, non è il suo posto qui”. Ci sediamo per mangiare – ci pesa perché’ abbiamo uno zaino sulla schiena. Dobbiamo toglierlo e mangiare – questo è il messaggio dello Spirito. Alcuni hanno fatto dei peccati – lasciate questo problema fuori, nell’entrata; ma cosa pensate che il Signore non sappia che la gente fa dei peccati? Siamo noi a correggere il mondo? C’è chi lo corregge. La sera, quando torniamo, dobbiamo ringraziare Dio che ci ha mandato in mezzo a questa gente peccatrice perché ci dà dei buoni insegnamenti. Quando incontriamo uno così gli dobbiamo dire: “Tu porti molto bene il tuo zaino”. Lui è un peccatore e in questo stato lui è un uomo con lo zaino. Un giorno esso scenderà dalla sua schiena. Qualcuno è sgarbato, scontroso, perché? Perché non ha tolto lo zaino dal suo cuore. Altro non può pensare; perché? Se toglie lo zaino dalla mente, allora penserà bene.

Adesso farò ancora un esempio e concluderò. Ci sono due estremità, due opposizioni nella vita reale, che dobbiamo sempre prendere in considerazione: questi sono il bene ed il male – due poli, i due estremi punti d’appoggio per la vita umana in terra. In tempi antichi un Re aveva due figlie; la più grande era molto bella e snella, però aveva un linguaggio tremendo; la piccola era molto buona d’animo, però molto brutta di viso. A causa di queste loro scarsità interne ed esterne nessuno dei Principi dai regni in vicinanza voleva offrir loro la mano. Il padre, preoccupato per il futuro delle proprie figlie, visto che rimaneva senza eredi, decise di riunire un consiglio della gente più saggia nel suo regno che gli indicheranno la via d’uscita da questa situazione. Tra tutti i buoni consigli che offrivano tutti, il più vecchio tra di loro e tra l’altro il più saggio diede il seguente consiglio: Tu – ha detto lui al Re – costruirai una locanda per l’utilità di tutti ed i primi due uomini giovani che entreranno dentro di essa saranno i tuoi due generi che ti dà il destino”. Il buon padre pensò che forse il destino sorriderà ai suoi capelli imbiancati e che gli invierà gente importante da alcune famiglie reali. Quando la locanda fu pronta e aperta, i primi visitatori furono veramente due uomini giovani. Però per una grande sorpresa del padre uno di loro era cieco, l’altro – sordo. Sorpreso da questo fatto il Re fece chiamare il vecchio saggio e gli disse: “Ma qual è questo lavoro, uno è cieco e l’altro – sordo? Come facciamo, io non vedo la soluzione.” – “Le dirò – ha risposto il saggio – il sordo lo farà sposare alla Sua figlia bella, ed il cieco – alla brutta”. Il Re fece così. E veramente i due matrimoni furono molto felici, le sue figlie se la passavano bene. Ad un certo punto i generi hanno iniziato a preoccuparsi delle proprie disabilità. Quello che era sordo, quando sua moglie lo sgridava e buttava su di lui tutte le maledizioni alzava le spalle e diceva a se stesso: “È così, quando uno è privo di uno dei sensi. Io credo, che lei stia dicendo cose Divine, ma se non le posso capire, questa è la mia disgrazia. Darei tutto in questo mondo per poter sentire almeno una delle sue dolci paroline.” Il cieco, da parte sua, quando ascoltava il modo di parlare intelligente e dolce di sua moglie, l’espressione della sua anima, diceva a sé stesso: “Lei è un essere meraviglioso e chi sa quanto è bella! Però sono cieco – questa è la mia grande disgrazia in questa vita. Darei tutto per poter vedere anche solo in un attimo l’immagine di questo tesoro Divino”. Arrivato tutto questo alle orecchie del Re, lui chiamò il vecchio saggio e gli chiese di dirgli se in qualche modo si potrà cambiare il destino dei suoi generi, per liberarli dalle loro disabilità. “Si può – ha risposto il vecchio famoso - però si rovinerà la loro felicità e beatitudine in terra”.

Se Dio ti ha riunito con la principessa bella e ti ha privato dell’udito, non ti devi pentire che non senti la sua voce. Goditi la sua immagine e ringraziala, non chiedere di ascoltare le sue parole, per non addolorarti e per non andare in contraddizione con te stesso – in Terra due beni non si possono riunire in un posto. Se Il Signore ti ha riunito con la principessa brutta e ti ha privato di visione delle illusioni provvisorie della vita in terra, ringrazia ancora – goditi il suo buon modo di parlare, il suo dolce linguaggio, non chiedere di vedere il suo aspetto esteriore e la sua immagine, perché perderai anche quello che hai. Il Bene non è sempre vestito di un mantello reale. La Bontà e la Bellezza vivono insieme solo su in cielo. Qui, su questo mondo è così – il bene ed il male si alternano nella vita umana. Se in una vita Dio ti collega con il male, ringraziaLo, non ti preoccupare – tu non sai le ragioni profonde perchè questo accade così. Sappi, che lo scopo è per il tuo Bene – con il tempo capirai il grande Amore del Cielo. Se in un’altra vita ti collega con il Bene, ringraziaLo e non desiderare di indossare il mantello reale e ammirare la propria immagine. Non cercare di conciliare il Bene ed il male in te stesso, questo è impossibile. Questo ti è stato dato per imparare a conoscere le cose profonde della vita dello Spirito. Le tue disabilità se ne andranno quando si aprirà il tuo cuore, arriverà lo Spirito e la tua anima si riunirà con Esso.

 

Il 3 maggio 1914, Sofia

 

 

Traduzione dalla lingua bulgara: Jeni Dobreva

Redazione: Katia Giannotta


[1] Духъ (nella lingua moderna: Дух)

 

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