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hristo

1914_07_27 LA LEGGE DEL SERVIZIO

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LA LEGGE DEL SERVIZIO

Edizione “Fratellanza Bianca”

Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io ci saranno anche quelli che mi servono. E chi serve me sarà onorato dal Padre.“
Giovanni 12: 26

 

Probabilmente molti si chiederanno qual è il senso, nascosto nelle parole: “E chi serve me, sarà onorato dal Padre”. Il mondo ha diverse brame: la gente moderna aspira ad ottenere conoscenze, ricchezze, case, gloria, grandezza, forza – ha delle brame per molte cose. Gesù insiste solo per una cosa: per il servizio – l’uomo deve sapere come essere al servizio. Il servo – ecco una parola prosaica che rappresenta lo stato sociale più basso. Ma ci sono diversi servi – in qualche birreria, in qualche osteria, in qualche mensa, nel teatro, nell’università, nei ministeri ecc. In un certo senso tutta la gente è serva, solo che non tutti lo ammettono. Dunque, nel mondo ci sono due tipi di servi: i primi sono quelli che capiscono i loro impegni e sanno come eseguirli e gli altri che non sanno come servire. Questi ultimi di solito li chiamiamo gente che dirige, padroni che stanno ad aspettare che gli altri gli faranno il servizio, insegnano agli altri come lavorare e servire. Ognuno vuole essere nella prima categoria – vuole essere un padrone. L’insegnamento cristiano, però, pone un principio diametralmente contrario a questo – esso pone proprio il principio, che chi vuole essere un padrone deve essere un servo; esso dice che Il Figlio di Dio non è venuto per essere servito, ma per servire. Dalla legge della necessità noi siamo costretti ad essere servi. Alcuni dicono: “Io sono padrone”; no, lui si sbaglia se pensa che è libero, che non serve nessuno. Lui serve almeno il suo stomaco che lo costringe a fare lavori che non sono sempre gradevoli – preparargli un buon mangiare, mangiare, masticare il cibo molto bene, perché se non lo serve in questo modo, lo stomaco rimetterà il cibo e lo punirà – gli dirà: “Tu devi servirmi bene, altrimenti ti licenzierò. Alcuni pensano che soltanto il padrone può licenziare i propri servi, ma anche lo stomaco licenzia il suo padrone. Ma chiedete al medico che cosa fa lo stomaco quando non lo servono bene, così vedrete come esso licenzia il suo padrone.        

Il servizio è una qualità. Quante disgrazie nel mondo derivano dal fatto che non sappiamo come servire! Quando la madre imparerà ad accudire i suoi bambini, quando il maestro imparerà a insegnare ai suoi allievi, quando il potere imparerà a servire il popolo – a soddisfare i suoi bisogni, a creare leggi, necessarie per il suo sviluppo, il mondo avrà un’altra fisionomia, diversa da oggi. Oggi la civiltà moderna è messa a una grande prova: milioni di persone sono chiamate per fare servizio nell’esercito – alcuni portano delle spazzole, altri mettono polvere da sparo nei cannoni, granate, altri tengono in mano fili piccoli e quando li tirano fanno un tuono, altri sono servi su cavalli – tutto ciò è sempre un servizio. Qual è il destino che aspetta questi servi? Tutte queste teste, gambe, braccia saranno frantumati, mescolati, diventeranno una poltiglia. Questa cosa la gente la chiama civilizzazione, cultura. Con tutto questo i popoli moderni ci dicono: “Noi non abbiamo bisogno del Signore, è la scienza che ci farà elevare”. Ma ecco che cosa ci ha insegnato essa - di essere rigidi, di produrre fucili e granate. Si, è la scienza che ci ha portati a questo esame – a fare una prova pericolosa. E adesso il Cielo ci esamina con il servizio che ci impone – il mondo esige servi suoi che lo servono. Anche Il Signore esige il Suo. Gesù dice: “Chi serve Me, sarà onorato dal Padre”.

Noi stiamo sempre sistemando i nostri affari, ma essi rimangono sempre non sistemati – ci ammaliamo, chiamiamo medici che ci curano, ma nonostante ciò la morte ci porta via; costruiamo una casa, mettiamo gendarmi per evitare che ci rubino le ricchezze, ma alla fine ce le rubano. Cristo dice: “Tanti migliaia di anni avete servito questo vostro principio e vedete le sue conseguenze, se invece servite Me, vedrete il senso della vostra vita”. Noi dobbiamo servire così, come Cristo non è venuto per essere servito, ma per servire Lui. La gente deve diventare serva  dei più deboli, di quelli con meno vigore; non dobbiamo mettere la gente cattiva per fare un servizio al mondo. Sapete perché la società moderna è corrotta? Le madri, che devono educare da soli i loro figli, lasciano la loro educazione a serve corrotte e ignoranti e loro vanno a teatri, a balli, in birrerie ed altri piaceri. Che cosa insegneranno ai bambini le serve corrotte e ignoranti? Quello che sanno loro. Le serve fanno l’educazione ai bambini non solo in Bulgaria, ma anche in Francia, Germania, America – dappertutto. Non dico che tutte le serve sono depravate, ma la più grande parte di loro sono così per colpa dei loro padroni. Se le madri fossero serve, nel pieno senso della parola, dei propri figli nella via del loro allevamento ed educazione, il mondo avrebbe avuto un’altra fisionomia; la stessa cosa se il padre fosse un educatore dei propri figli. Se il padre e la madre abbandonano il loro servizio e lasciano l’educazione dei propri figli alle serve ignoranti, che non capiscono in che cosa consiste la vita, i risultati saranno cattivi. La serva non potrà educare il bambino anche perché non è lei che lo ha partorito e non ha amore verso di lui; ella dice a se stessa: “Se la padrona si accomoda nella birreria, perché dovrò io allevare i suoi bambini?”

Vi spiegherò in che cosa consiste il servizio, quali sono le proprietà che deve avere un servo: soprattutto deve avere un cuore nobile, deve essere sensibile, servizievole, dev’essere umile, dev’essere un uomo plastico – deve poter adattarsi in tutte le condizioni, e anche deve essere laborioso e non pigro. La vita è esigente e noi la dobbiamo servire a regola d’arte. Quando il sarto moderno sbaglia qualche vestito e non lo può cucire bene, glielo danno indietro e lui paga sia la stoffa, come anche tutti i danni. La stessa cosa è con la Natura – essa ci dà una stoffa (la vita che abbiamo è un tipo di stoffa), e ci dice: “Tagliate su misura e cucite questo vestito” e se non lo possiamo cucire bene, essa ci fa pagare la multa. Se vogliamo imparare a servire, ci dobbiamo rivolgere a Cristo, che ce lo insegna Lui. Il servo deve essere molto intelligente, una persona stupida non potrà servire a regola d’arte. I maestri, i sacerdoti – anche essi sono servi. Se il maestro percepisce la sua vocazione, prima di tutto lui deve capire l’anima del bambino per sapere come indicare al bambino la via della scienza. Il sacerdote deve capire l’anima dei suoi congregati, per poter dare il cibo relativo per il loro cuore. Dobbiamo possedere un altro tatto – avere una grande pazienza. Tanti chiamavano la gente paziente: bue. “Lui - dicono -  è un bue.” Essere paziente non vuol dire essere un bue; la pazienza è un atto ragionevole – per poter sopportare le disgrazie esterne della vita dobbiamo avere un equilibrio interno tra l’anima, il cuore e la mente.

Vi farò un esempio su un matematico dei secoli passati. Lui ha lavorato vent’anni su alcuni calcoli, dentro la sua camera aveva sparpagliati fogliettini con questi calcoli e sempre chiudeva a chiave la sua camera. Un giorno ha dimenticato di chiuderla; la serva è entrata per mettere a posto la camera, ha visto tutti i fogliettini sparpagliati sul pavimento, ha raccolto tutti i fogliettini, li ha buttati nella stufa e li ha fatti bruciare – ha messo bene in ordine la stanza. Dopo un po’ torna il matematico e chiede:

  • Dove sono i fogliettini sparpagliati?
  • Li ho buttati nella stufa, guardate adesso come è tutto ben messo in ordine.
  • Non fare mai più una cosa del genere – fu la risposta del matematico.

Noi serviamo come questa serva: raccogliamo i fogliettini – questo non vale, l’altro non vale… via nella stufa. Quest’uomo scienziato, che ha visto crollata tutta la sua opera filosofica di vent’anni, non ha fatto come avessimo fatto noi, ma ha dimostrato una pazienza da dare un esempio, non ha fatto altro ma le ha detto solo: “Non farlo un’altra volta”.

Adesso vi trovate in un periodo simile – la vostra casa è aperta, la serva raccoglie tutti i fogliettini, li vedrete un giorno bruciati nella stufa. E quando troverete la casa messa in ordine secondo le regole della vostra serva, che cosa le direte? Io lo so, che ci sarà un pianto: “Oh Signore, ma sono io il più peccatore, questo destino lo hai dato solo a me?”. E noi siamo convinti di essere gente che capisce la Legge Divina! Noi dobbiamo dire come questo filosofo: “Ti prego, non fare un’altra volta questa cosa.” Ma, dalla nostra parte, dobbiamo prenderci il compito di tenere le cose in ordine – di non lasciare la stanza aperta e in balia dei servi.

Adesso Cristo dice: “Chi serve Me, sarà onorato dal Padre”. Tutti pensate sempre a questo mondo, a queste cose transitorie, pensate a sistemare i vostri affari famigliari e del mondo, ma tante cose importanti lasciate non sistemate – i rapporti con il vostro Padrone che un giorno vi chiamerà per dare una relazione. E il giorno sta arrivando. Sapete dove sarete dopo qualche anno, sapete nel frattempo che cosa si svolgerà in Europa, quale sarà la situazione? Non lo sapete. Il mondo moderno sarà purificato bene, gli sarà fatta una bella iniezione per elevare una vita nuova. La gente che arriva per aiutare la civiltà dovrà applicare i principi di Cristo per imparare come servire. E quelli che non sanno servire così come vuole Cristo non hanno alcuna possibilità di sviluppo. La teoria di Darwin dice che sopravvivono solo le specie capaci, sane. Effettivamente sopravvivranno solo quelli che sono spiritualmente e moralmente sani; sopravvivranno anche i sani fisicamente, se hanno questa forza morale interna. Non v’illudete a pensare che la salute sta in una certa obesità del viso e in genere del corpo – che l’uomo deve avere una pappagorgia, una pancia più grande, essere più cicciotto, mangiare di più. Se tutta la vita si passa nel mangiare e nel bere, questo non è uno stato morboso? Se uno pesa cento chili di quanti chili di cibo avrà bisogno?

Io so di una inglese, che mangiava nove chili di pane; un’altra che mangiava il pane e beveva il caffè preparati per settantadue bambini – questo è uno stato morboso. Non sono contro il mangiare, ma la gente moderna pensa che tutto consiste nel mangiare. E davvero esso impiega un terzo della nostra vita, perché dalla mattina alla sera serviamo solo per mangiare: la mattina pensiamo che cosa bere – tè o latte, se il latte dev’essere preparato con cacao o alla tedesca, oppure caffe alla turca, se sarà preparato cremoso o senza crema. Appena finito di fare la colazione iniziamo a pensare che cosa mangeremo per il pranzo – se ci sarà pollo o manzo, come esattamente sarà preparato, con pomodori o con le zucchine, se la carne sarà tritata, se ci sarà quello o altro; finiamo con il pranzo e ci mettiamo a pensare che cosa ci sarà per cena. Alcune volte siamo soddisfatti, altre – no, in continuazione cambiamo il cibo. E veramente, alimentarsi è diventato tutta una scienza culinaria su cui la gente cerca di specializzarsi. Questo va bene, ma questo non è l’obiettivo finale della Vita. La forza di un cibo che può utilizzare il nostro stomaco non dipende da come esso è cucinato. Non dobbiamo pensare che se mettiamo più sale, pepe e burro il cibo sarà più sano – tutto questo è per il nostro gusto, per la bocca. Per esaminare se un cibo è buono, dobbiamo vedere dopo che sta mezz’ora nello stomaco, come sarà la disposizione di quest’ultimo – se si sente un leggero peso nello stomaco, una piccola indisposizione, lo stomaco dice: “Questo cibo non corrisponde alla vostra salute, non posso fornirvi i succhi necessari”. Domani diciamo: “Ma ne metto un po’ di più per aumentare il suo lavoro” finché i medici non trovano una dilatazione dello stomaco. La gente moderna vive solo per lo stomaco e per questo il loro sovra lavoro è impegnato solo da sentimenti e pensieri per esso. Il maestro insegna nella scuola e pensa quanti soldi prenderà – se trecento o quattrocento leva e quanti ne spenderà per il cibo, quanti per altre cose. Tutto è relazionato solo con il mangiare, dopo di che non riusciamo a capire perché non possiamo elevarci come maestri o sacerdoti. Tutti cerchiamo di mettere il corpo in condizioni più salubri – che cibo dargli, che casa fargli. Tutti lavoriamo per le condizioni esterne delle cose, ma nessuno si ferma a pensare al lato interno della vita umana. Così come la nostra casa deve essere bene in ordine, così ci deve essere ordine anche nella nostra mente; se per il nostro corpo occorre una casa igienica, così anche il nostro cuore deve essere in condizioni igieniche. Io non considero una persona intelligente quella che ha una casa igienica, ma non ha messo il cuore in condizioni igieniche. Quando critichiamo le estremità noi diamo troppa importanza al servire solo ad alcune cose esterne, mentre al primo posto dovremo mettere come importanza la nostra mente e il nostro cuore, e solo dopo di questo anche il nostro corpo. Solo se erigiamo la nostra vita in questo modo, avremo la benevolenza Divina.

Cristo dice: “Se qualcuno serve Me, che offra il suo cuore” – Lui è venuto in Terra proprio per lavorare il cuore umano. Questa lavorazione in che cosa consiste? Che tutti questi infestanti, difetti della nostra vita siano scrostati. Voi siete cristiani da tanto tempo, tutti seguite Cristo, ma se Lui vi chiama adesso per darvi un esame, quanti di voi riuscirebbero a dare un esame sulla pazienza e l’umiltà, se vi chiede di risolvere il compito non solo teoricamente, ma anche in pratica oppure se vi da un esame sulle altre virtù umane – La Giustizia, L’Amore, La Verità, La Saggezza? Pensate che non sareste bocciati? Se la gente vi vuole bene questo lo capite, ma non avete capito se voi volete bene agli altri. Se il Signore esige da noi di voler bene all’altra gente, in questo voler bene noi dobbiamo arrivare fino all’abnegazione. Voi dite spesso: “Questa gente mi ha mangiato, mi ha derubato!” Ma noi stessi non abbiamo derubato Il Signore – tutte queste ricchezze che troviamo qui, in Terra? Il Signore adesso è sceso in terra e dice a tutti i suoi servi che hanno rubato e hanno mentito: “Basta con questi furti e con queste bugie, venite, consegnatemi il conto!”. Questa è la guerra Europea di oggi – Il Signore dice: “Consegnatemi il rapporto per tutto ciò che vi ho dato, come lo avete utilizzato”. Molti diranno che le condizioni economiche hanno provocato la guerra – La Germania aveva poco territorio e per questo è entrata. Se la Germania ha poco territorio, la Russia e Inghilterra ne hanno poco? Vuol dire che il problema non è il territorio – c’è qualcos’altro che manca alla gente. Tutti vogliono diventare padroni, ogni razza che si eleva vuole padroneggiare, ogni popolo vuole essere padrone di altri popoli e per questo tutti arrivano a scaramucce. Se tutti i popoli avessero come dirigente il principio di Cristo – servire l’umanità, se ognuno avesse la sua sfera di lavoro e avesse portato il suo obolo all’umanità, non ci sarebbe nessun conflitto.

Adesso tutti si armano per avere potestà. Noi diciamo: “Quanto sono stupidi quelli che combattono!”, ma ciò che succede adesso succede tutti i giorni con noi. Entrate in una casa e vedrete che cosa sta succedendo – due giovani si prendono per marito e moglie, si sposano, a tutta la gente fa piacere vederli: “Ecco una coppia che vivrà in pace e concordia”. Dopo due-tre mesi vedi la donna spettinata, anche l’uomo, in casa si picchiano; la donna vuole dare ordini, ma l’uomo dice: “Io sono il padrone della casa”. Ma tutti e due si sbagliano – il padrone non è né uno, né l’altro, ma tutti e due sono servi. – “Ma è stato detto che l’uomo è il capo”. Essere il capo non vuol dire essere un padrone; essere un capo vuol dire essere un servo intelligente ed essendo più anziano di tua moglie insegnarle come servire e che direte tutti e due: “Noi siamo servi al nostro Padrone, noi due possiamo essere puniti, ma io ti dirò come si deve fare questo lavoro.” Questo ha un senso allegorico, ma è ciò che succede quotidianamente nel mondo.

Lasciamo adesso l’uomo e la donna. Qualche volta non siamo contenti, brontoliamo contro noi stessi, perché? Diciamo: “Non ho la volontà, non posso fare questo o l’altro”. Perché non hai la volontà, non sei mica un padrone di te stesso, qual è la ragione? – “Non ho la mente”. Come non hai la mente, qual è la ragione di non avere la mente, ci dovrebbe essere una ragione profonda, a che cosa è dovuto questo sdoppiamento interno dell’uomo? E’ dovuto al fatto che noi siamo arrivati in contraddizione con il Signore, con la Grande Legge. E sempre quando l’uomo viene in contraddizione con la legge Divina, crescono queste difficoltà interne, questo sdoppiamento – la sua mente si disturba, lui non sa che cosa fare, lo invadono cattivi pensieri e desideri, che non compongono la vera forza Divina e la vita prende un altro colore. I pensieri e i desideri cattivi sono come un serpente che in continuazione avvolge e succhia l’uomo finché tutti i succhi che possono nutrire la mente ed il cuore smettono di nutrirli e si sente una paralisi.

Sapete che cosa fanno gli ammaestratori d’orso per far ballare l’orso? Danno all’orso pochissima farina e mettono un grosso anello sul muso dell’orso, per obbedire tutte le volte che lo tirano e non essere pericoloso. Anche a questo nostro orso dobbiamo mettere un anello e una catena al muso e dobbiamo dargli poca farina per non far sviluppare in esso quegli istinti che sono pericolosi. Prendete come esempio quanta gente è impazzita dalla voglia di diventare ricchi; guadagnano mille, diecimila, cinquantamila, centomila, un milione, dieci milioni – non si soddisfano mai. Ammassano, ammassano ricchezze – per che cosa gli servono, questo non ha nessun senso interno. Per arricchirsi la gente ha iniziato adesso a imparare nuovi metodi – tramite magnetismo e suggestione riesce ad avere influenza sulla gente, influire sui loro pensieri e atti. Una volta i briganti andavano in mezzo ai boschi con un fucile, adesso loro sono in mezzo alle città e portano con sé altri mezzi per derubare i loro vicini. Raccontano che a New York tre ipnotizzatori hanno costretto col pensiero un banchiere a firmare un assegno per quindicimila dollari e lui ha dato i soldi. I modi del furto sono cambiati, tutti vogliono avere questo talento, questo potere nel mondo, ma sapete quanta disgrazia porta esso?  
Ho già fatto questo esempio qualche altra volta: in una vecchia favola si racconta che un uomo voleva avere una forza tale nelle sue mani, che qualsiasi cosa toccasse si convertisse in oro. Diceva a se stesso: “Se io acquisissi questa forza sarà un bene per tutto il mondo”. Un angelo gli ha detto:

-Se la tua preghiera sarà ascoltata, sarai sempre contento?

-Questa sarà la più grande felicità per me!

-Allora che sia secondo i tuoi desideri!

E quando quest’uomo entra in casa, i tavoli, i libri, i bicchieri – tutto era diventato d’oro. Uscito fuori nel cortile – le pietra, gli alberi – tutto si era convertito in oro. Ha detto a se stesso: “Non sarò più uno servo, sarò un padrone.”

- Sposa, noi siamo gente felice!

Apparecchiano la tavola, mettono minestra, pane, si siedono loro, i loro figli per mangiare, l’uomo prende il cucchiaio – questo diventa d’oro, lo immerge nella minestra – anch’essa diventa d’oro, prende il pane – anch’esso diventa d’oro, tocca il tavolo – anch’esso diventa d’oro, tocca la moglie – anch’ella diventa d’oro. In un momento ha preso la testa con le mani ed ha iniziato a pregare Il Signore per salvarlo da questa grande disgrazia. Ecco dove potranno portare l’avidità e la follia. Noi possiamo avere quella forza ma essa ci farà perdere la vita.

La ricchezza è dentro di noi e non fuori di noi, essa non sta nella nostra forza fisica. La forza umana non sta nei suoi muscoli, ma in quel senso delicato e dolce, che può sviluppare tutte le altre forze. E Dio ha creato il mondo così, che la Natura obbedisce a una forza più debole a prima vista – l’Amore. Esso è così dolce e delicato, ma in realtà gestisce tutto. Quando l’Amore entra nell’uomo, esso lo scompone e trasforma. Prendete un uomo che ha picchiato molti servi e serve; in un momento lui si raddolcisce e sacrifica tutto per fare del bene. Qual è questa forza che ha conquistato l’uomo? – E’ quel principio di cui Cristo dice: “Chi serve l’Amore serve Me”, questo intende Cristo: “Questo servo avrà tutto ciò che ho Io”. La gente cerca la verità e Cristo mette questa verità nella vita, in quel chicco di senape. Se mettiamo un po’ di questo fermento – L’Amore- nei nostri cuori e nei cuori dei vicini, degli attivisti, dei dirigenti, essa trasformerà tutto il mondo. La trasgressione dell’insegnamento di Cristo ha creato nel mondo la collisione di oggi. In questi scontri e combattimenti Il Signore ha messo il latte a battersi e la gente si batterà su e giù finché il burro esce alla superficie; il burro sarà utilizzato per mangiare ed il resto resterà come siero di latte – alcuni diventeranno burro, altri – siero. Sia il burro che il siero Il Signore li utilizzerà per i Suoi obbiettivi buoni. Adesso dipende chi di noi e dove andrà, ma il destino di tutti è determinato – o nel burro, o nel siero.

Cristo si rivolge verso i giudei chiedendo loro chi vorrebbe essere suo discepolo. Alcuni di noi dicono: “Io sono un credente, credo in Cristo”. Quelli che solo credono in Cristo sono ascoltatori; La Sua domanda invece si riferisce a chi vuole applicare la Sua legge. Se potreste fermarvi e riflettere sulle parole “servo di Cristo”, se provaste un anno intero ad imparare a servire Cristo, avreste imparato il grande segreto di queste parole che non potrà essere rivelato qui. Esso è molto semplice, ma dovete avere luce. Che Cristo vi dia questa luce – le condizioni in cui essa si può sviluppare; è solo Lui che ve la potrà dare. Io vi posso dare dei semini, ma le condizioni per far crescere essi, le può dare soltanto Cristo. Questo senso d’Amore non dipende dalle nostre forze e desideri, esso dipende da questo contatto che possiamo avere con Cristo. Alcuni chiedono dov’è Cristo e Lo aspettano dal Cielo. Cristo è ormai nel mondo e anche l’ultima persona Lo sente. Lui arriva in due modi. Lui ha due facce: la prima è dolce – “Pace a voi”, ma l’altra è accigliata, con fuochi, con fucili, con cannoni. Adesso Lui grida: “Portate quelli che non hanno ascoltato il Mio insegnamento, che provino l’amarezza della disobbedienza – non vogliono servire Me, che provino tutte le amarezze dei propri atti, che ognuno metta ciò che ha seminato” – come non possiamo perdonare un delinquente che ha assassinato un sacco di bambini innocenti, ma lo puniamo. Cristo si rivolge e dice: “Se uno serve Me, che segua Me”. E voi dite: “E’ facile seguirlo”. Lo possiamo seguire e dirgli “Maestro”, ma Lui potrebbe rispondervi: “Non perché volete il mio insegnamento mi state dicendo questo, ma perché vi siete saziati con il pane e con il pesce”. Vi chiederà: “Avete aiutato qualche malato, lo avete fatto guarire?” Se uno vuole servire il Signore non deve cercare Lui e servire Lui, ma i suoi fratelli più piccoli. La gente vuole da Dio che faccia che le loro mogli ed i loro figli siano sani, che gli dia soldi, che abbiano una buona posizione sociale – duemila anni ormai questo è stato il servizio reso al Signore. E adesso Lui domanda all’Europa per questo: “Voi per tanti anni che cosa avete fatto per me?” E se si manifesta Cristo voi che cosa gli risponderete? Pensate che cosa gli risponderete per questo – che cosa avete fatto per Lui?

Noi possiamo restare sereni durante questi avvenimenti che minacciano tutto il mondo. Per noi è importante sapere in quale categoria ci troveremo. Siete in tanti che avete voluto vedere Cristo: s’avvicina il giorno per vederlo – alcuni Lo vedranno da vicino, altri – da lontano, alcuni – soltanto sopra tra le nuvole. Per questo vi dico: i momenti che state attraversando sono i più difficili per voi. Se d’ora in avanti avete l’illusione di ottenere una cosa o altra, v’illuderete tanto. Io vi darò un consiglio: quel poco tempo che resta, imparate a servire il Signore, per non trovarvi impreparati. Non pensate che c’è ancora tempo – non c’è nessun tempo, per tutta questa generazione non c’è tempo. Sia i bambini, che gli adulti, che i sacerdoti, che i dirigenti ed i re – tutti devono imparare a servire il Signore, sennò – diventeranno il siero, il latte è già stato munto dalla mucca. Che cosa avete capito che vi voglio dire? – Che il latte è uscito dalla carne e che il Signore ormai ricaverà il burro da esso. Questa mucca la vediamo tutti, la mucca munta siamo noi. Se Dio da tanti migliaia di anni ci invita, come ci deve trovare in terra quando torna? Quando il Padre torna a casa e trova i figli che si son presi per i capelli e combattono, che cosa penserà? – Che la madre non li ha educati bene. Tutti hanno qualcosa contro gli altri, la gente continua sempre a giudicarsi –ordinari, cittadini, maestri, sacerdoti, liberali, conservatori, socialisti, stretti e larghi, tra la religione ed i maestri e la scienza – dappertutto c’è una divisione delle concezioni. Ma noi dobbiamo arrivare alla convinzione di rigettare tutto ciò che avvelena la nostra vita e rassegnarsi almeno in questo momento, diventare silenziosi e sereni, aspettare con umiltà il grande avvenimento che sta arrivando.  Finora la gente stava chiedendo se esiste un altro mondo o no; sta arrivando un momento, quando il Cielo dirà se ci sono spiriti oppure no, se ci sono Angeli o no. Entro qualche anno vedrete se c’è Il Signore o no, vedrete se Il Signore può sistemare il mondo o non può. Se qualcuno non crede, aspetterà un po’ e lo verificherà. Adesso non vi darò gli argomenti – gli intelligenti capiranno ciò che sto dicendo. Chi non vuole resterà nel futuro per studiare ancora.

Adesso l’argomento per voi: Cristo vuole che tutti voi Lo serviate. Quelli che vogliono essere Suoi discepoli, che Lo serviranno nel senso largo: che serviranno i sofferenti, la gente che è imbarazzata, rattristata, che sollevino il loro spirito. C’è gente disperata che si sta chiedendo: ”Che cosa succederà di noi” - che gli farete vedere la strada giusta.

Vi farò un esempio e con questo concluderò: si ferma un viandante in uno dei grandi alberghi a New York, entra in una camera, nella quale c’era già un altro viaggiatore, che aveva l’abitudine di dormire molto profondamente. Durante la notte l’albergo ha preso fuoco: si alza uno dei viaggiatori, va da quello dormiglione e gli grida:

-Alzati che c’è l’albergo che sta bruciando!

Quello gli risponde:

-Vattene via, lasciami dormire tranquillo.

Il primo insisteva:

 -Alzati, ti ho detto che l’albergo si è incendiato!

L’altro si alza, lo sbatte fuori, chiude la porta e si corica di nuovo. Il fuoco avvolge tutto l’albergoalla fine lo vedono sul tetto a gridare aiuto, ma nessuno lo poteva aiutare.

E sto dicendo a voi: questo albergo dove vivete provvisoriamente, sta bruciando. E vi consiglio: salvatevi, perché poi dopo salirete sul tetto per gridare aiuto, ma non ci sarà nessuno per aiutarvi. Quando vi dicono che l’albergo sta bruciando, vestitevi e uscite fuori.

Tutto ciò che sta bruciando crollerà, tutte queste cose che hanno ostacolato il progresso umano saranno demolite ed allora sulle rovine Il Signore erigerà qualche cosa buona. Non pensate che la Vita finirà. Arriverà un’epoca più maestosa di quelle che ci sono state finora e noi possiamo aspettare con gioia questo avvenire luminoso. Di queste tempeste che arrivano per disinfettare, per purificare il mondo, non dobbiamo assolutamente avere paura – dobbiamo ringraziare  Dio che questi arrivano. E non c’è motivo per cercare di prevenirli, ma non possiamo neanche prevenirli – esse passeranno e porteranno il loro bene. Soltanto che noi dobbiamo essere pronti, che quando arriva Cristo (per alcuni è già arrivato per altri arriverà d’ora in poi), che ci dirà le parole: “Chi serve Me, seguirà Me” e che Lo seguiremo. Lo seguirete o no? In questo seguirLo troverete l’ideale dell’individuo, della casa, della società, del popolo e di tutta l’umanità – questo è il senso della vita umana qui in Terra.

9 agosto 1914, Sofia

 

 

Traduzione dal bulgaro all’italiano: Jeni Dobreva

Redazione: Katia Giannotta

 
 

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