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  • Discorsi - Beisa Duno
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    • Traduzione in italiano dei titoli delle conferenze in ordine cronologica

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  1. Manifestazioni della coscienza Preghiera segreta Sono stati letti i lavori sul tema: La virtù più forte dell'allievo. Per la prossima volta scrivete qualcosa sul tema: La caratteristica più forte della luce. Quando scriverete su questo argomento dovrete tenere a mente quella caratteristica della luce che emerge per prima. Ogni altra caratteristica che si manifesti dopo la prima è più debole. Quando andate in una vigna, osservate come i primi grappoli, che sono i più maturi, i più dolci, vi parlino della forza della vite stessa. La vite su cui trovate soltanto uva aspra, acida e acerba è debole. Essa non ha in sé le condizioni per sviluppare i propri frutti. Dunque, tutto quello che si manifesta per primo e in forma più completa, sviluppata, è più forte. Se invece si manifesta per ultimo e in forma incompleta, è più debole. Potete osservare la stessa legge anche per quanto riguarda le virtù: ogni cosa che compare per prima nell'anima dell'uomo è la più forte; ogni cosa che compare per ultima nella sua anima è la più debole. Ecco perché, quando sviluppate qualche argomento, prima dovete soffermare la vostra attenzione sulla parte reale della questione – quella che emerge per prima – e poi su quella astratta, che costituisce la parte più debole. Ora, poiché siete ancora giovani, nella vita dovete stare attenti a non incappare in certe trappole che potrebbero ostacolarvi. Nel mondo ci sono trappole simili a quelle che gli inventori tendono alle persone. Quando vogliono che queste si interessino alle loro invenzioni, essi cominciano a dire loro: «Sapete che benefici portano le nostre invenzioni? Quando verranno impiegate nella vita, esse porteranno grandi trasformazioni, sosterranno la cultura», e così via. L'invenzione non esiste ancora, ma loro già ne parlano. Dico: come può essere raccomandata un'invenzione che non è ancora nata? Ogni invenzione ha il suo valore solo quando si manifesta. Ecco perché voi dovete riflettere sulle cose. Аd esempio, riflettete sulla caratteristica più forte dell'acqua, sulla caratteristica più forte del fuoco e così via. Secondo voi qual è la caratteristica più forte del fuoco? Il fuoco scalda. Qual è la caratteristica più forte dell'amore? Spesso le persone cadono in contraddizioni che non riescono a risolvere. Anche voi vi trovate in simili contraddizioni. Ad esempio, se vi chiedessero qual è la caratteristica più forte della lingua umana, voi vi trovereste in contraddizione, non sapreste come rispondere. Perché? Perché la lingua svolge diverse funzioni. La prima funzione della lingua è quella di facilitare la discesa del cibo e dell'acqua verso lo stomaco. La sua seconda funzione è quella di gustare: la lingua sperimenta il sapore dei cibi. La sua terza funzione è quella di parlare. Quale di queste funzioni è stata data inizialmente alla lingua? La prima. In verità, perché possa mantenersi in vita, l'uomo deve innanzi tutto servirsi della lingua: è con la lingua che egli invia il cibo allo stomaco. Dunque, per poter parlare l'uomo deve innanzi tutto essersi nutrito. L'uomo dapprima riceve il proprio cibo, poi lo gusta e solo dopo inizia a parlare, cioè a pronunciarsi su di esso. Le tre funzioni fisiche della lingua corrispondono ad altre funzioni nei mondi più elevati: la prima funzione che la lingua svolge – la nutrizione – è propria del mondo fisico; la seconda funzione – il gusto – è propria del mondo spirituale; la terza funzione – la parola – è propria del mondo divino. Anche l'amore presenta diverse manifestazioni. Si dice che l'amore richieda sacrifici. A quale mondo corrisponde il sacrificio, il sacrificio di sé? Chi può sacrificare se stesso? L'uomo intelligente può sacrificare se stesso, non quello stupido. Il sacrificio, dunque, riguarda il mondo angelico. Quando la persona stupida si sacrifica, ricade nella situazione delle farfalle che di sera volano intorno alle lampade accese e si bruciano. Questo è un sacrificio inconsapevole. Il sacrificio ragionevole appartiene esclusivamente all'uomo intelligente. Dunque, solo l'uomo intelligente, assennato può sacrificarsi. Voi obietterete che un uomo può sacrificarsi anche senza essere intelligente. Se vedesse qualcuno annegare in mare, egli si getterebbe in acqua con il rischio di affogare, ma cercherebbe comunque di salvare chi sta annegando. No, soltanto l'uomo intelligente, che ha intuizione, può gettarsi in acqua per salvare qualcuno. Sapete qual è la caratteristica più forte dell'amore nel mondo fisico? La caratteristica più forte dell'amore nel mondo fisico è il movimento. Quindi, dove c'è gran movimento c'è anche grande amore. Qual è la caratteristica più forte dell'amore nel mondo astrale? Il sentire. Qual è la caratteristica più forte dell'amore nel mondo mentale? Il pensiero, i processi di pensiero. Qual è la caratteristica più forte dell'amore nel mondo causale? Le cause. L'amore dell'uomo che vive nel mondo causale è incrollabile, immutabile. Per un uomo simile vale il proverbio: «La parola data è come la pietra scagliata». Il sacrificio appartiene al mondo causale. Può sacrificarsi solamente chi vive o chi accede almeno di tanto in tanto al mondo causale. Può sacrificarsi solamente chi ha qualcosa da sacrificare. Solamente chi vive nel mondo causale ha qualcosa da sacrificare. Finché vive solamente nel mondo fisico l'uomo non ha nulla da sacrificare, non dispone ancora di nulla. La ricchezza dell'uomo si trova nel mondo causale, è lì che c'è qualcosa da sacrificare. Dovete avere tutti un quaderno su cui scrivere i vostri temi. Ogni tema ha in sé qualcosa di peculiare. Nel momento in cui lo svilupperete, esso porterà una nuova idea nella vostra mente. Ogni tema rappresenta una nota di una certa scala. Quando unirete tutti i temi in uno solo, allora formerete un intero brano musicale. Fate attenzione a quanto segue: se in voi la vostra coscienza limitata prevale su ogni altra cosa, ciò ostacolerà il vostro progresso, tutto il vostro sviluppo. Questo potete verificarlo facilmente. Come? Se osservate lo sviluppo del bambino vedrete che egli cresce e si sviluppa correttamente grazie al fatto che la sua coscienza non è occupata da pensieri sulla propria crescita, su come egli stia crescendo e così via. Se invece riuscite a occupare la coscienza del bambino con il pensiero che egli debba crescere e svilupparsi velocemente, la sua crescita si arresterebbe. Dunque, se anche voi, come il bambino piccolo, cominciate a vivere pensando alla vostra crescita, vi ostacolerete. A voi si richiede una cosa: che desideriate crescere, e poi che smettiate di pensare oltre alla crescita. Perché? Perché la crescita è un processo divino che non dipende da voi. Non potete imporre a voi stessi di crescere. Se volete crescere, tenete lontana la vostra coscienza temporanea e limitata e lasciate che la vostra anima si sviluppi liberamente. Mettete nella vostra subcoscienza e nella vostra supercoscienza il desiderio di crescere e poi non pensateci più: vedrete che dopo qualche tempo avrete dei risultati. Le persone di oggi incespicano nel proprio sviluppo a causa di certe manifestazioni che si verificano in loro prematuramente, prima che siano arrivate a un certo grado di sviluppo. Ad esempio, prima ancora di essere entrati nella Scuola, molti hanno avuto delle visioni, hanno fatto dei sogni, hanno visto delle luci e si dicono: «Entriamo nella Scuola: lì acquisiremo più conoscenze». Finché verranno guidati da questa coscienza limitata, però, essi perderanno anche la conoscenza che avevano fino a quel momento. È giusto che mantengano la propria conoscenza, perché la conoscenza che hanno acquisito fuori in modo naturale non è in contraddizione con quella che riceveranno nella Scuola: fuori o dentro, la Scuola è una. Prima di tutto dovete aspirare alla libertà, essere liberi nello spirito, nell'anima, nella mente e nel cuore. Se avete insuccesso in qualcosa, ciò non deve scoraggiarvi. L'insuccesso è un buon segno. Voi sapete con quanta difficoltà si ottengano le cose secondo La legge dell'evoluzione. Sapete attraverso quali prove deve passare il bue per poter arrivare alla condizione di uomo? Se decidesse di descrivere la storia del proprio sviluppo e chiamasse questa via “la via regia”, “la via d'oro”, egli non comunicherebbe la verità. Quante volte gli hanno strappato via la pelle! Quanti campi ha arato! Quante volte è stato punto con un pungolo! È passato e passerà attraverso grandi prove e sofferenze, finché non arriverà alla condizione di uomo. Se volete passare a una condizione più elevata della vostra, anche voi sperimenterete grandi disgrazie e sofferenze. Questa è la legge, non illudetevi pensando di poter evolvere facilmente. Se qualcuno vi dicesse che potrete arrivare alla via regia senza prove e sofferenze, non direbbe la verità. Ciò non significa che dovete crearvi delle prove da soli, ma una volta che esse si siano create non le potrete evitare. Siate coraggiosi e decisi e accogliete le sofferenze così come vi vengono inviate. Molti di voi vogliono avere visioni, vogliono avere esperienze spirituali. Questo desiderio è lecito, ma affinché possa essere soddisfatto sono necessarie certe condizioni. Quando piantate un fiorellino in un piccolo vaso, affinché si sviluppi bene dovete mettergli del buon terriccio e dovete innaffiarlo regolarmente, altrimenti seccherà in breve tempo. Una cosa simile avviene per i centri attraverso cui l'uomo entra in contatto con il mondo spirituale; gli esperimenti spirituali, infatti, richiedono certe condizioni per la loro realizzazione. Ad esempio, per poter essere chiaroveggente l'uomo deve avere una fronte larga e l'immaginazione in lui deve essere ben sviluppata. Ecco perché, per poter accrescere in sé doti di chiaroveggenza, l'uomo deve essere in contatto con persone in cui queste capacità siano già ben sviluppate. In questo modo quelle forze hanno effetti sulle persone in cui i centri corrispondenti non sono ancora sviluppati. L'allievo che aspira alla musica deve cercare persone con doti musicali ben sviluppate. Chi ama disegnare, invece, deve fare amicizia con i pittori. Lo scrittore deve cercare altri scrittori, il prete deve cercare altri preti e gli allievi altri allievi. Voi, in qualità di allievi di una Scuola occulta, cercherete uomini dotti, che sappiano più di voi. Prima di aspirare alle visioni dovete sviluppare in voi il coraggio, ma non l'arroganza. L'arrogante si impone e pensa di essere coraggioso, ma il coraggio è una qualità dell'uomo intelligente. Ora vi darò un piccolo esperimento da fare per una settimana. Ogni mattina e ogni sera leggete il terzo capitolo del Vangelo di Giovanni, dal versetto 1 al versetto 13 compreso, e riflettete sulla conversazione che ebbe luogo fra Cristo e Nicodemo. Mentre riflettete, cercate di ricostruire la conversazione, non solo così com'è scritta, ma anche con quei dettagli che non sono riportati, ma si possono leggere fra le righe. Mentre rifletterete su questi versetti vi verranno in mente nuove immagini, nuovi pensieri e idee. Nicodemo è stato seduto accanto a Cristo per ore e durante questo tempo hanno conversato a lungo. Se foste stati in grado di riprodurre anche solo la centesima parte di quella conversazione, avreste già acquisito molte cose. Se la vostra coscienza fosse sveglia potreste connettervi al passato e riprodurre facilmente la conversazione di Cristo con Nicodemo. Anche se non riuscirete a riprodurla, comunque acquisirete qualcosa. Se l'esperimento non dovesse riuscire, non scoraggiatevi. Chi ha vissuto al tempo di Cristo potrà tornare nel passato e ricostruire l'intera conversazione. Se non è vissuto a quel tempo, la sua coscienza sarà chiusa e non ricorderà nulla. Se ogni mattina e ogni sera rifletterete per dieci minuti su questi versetti nella vostra anima si stabiliranno pace e tranquillità interiore. Gli allievi si lamentano delle difficoltà e degli ostacoli. Finché fra voi non si creerà un'atmosfera di magnetismo, vi troverete sempre in difficoltà. Fra voi non esiste ancora una simile atmosfera, una simile aura. Quando si sarà creata la percepirete. Come? Vi riempirete di entusiasmo, le vostre menti si illumineranno e nasceranno nuovi pensieri, nuove idee. La sera vi coricherete contenti, ben disposti, e la mattina vi alzerete energici, con nuove aspirazioni, con nuovi pensieri e desideri per ciò che è Grande, per ciò che è Elevato. Ora, invece, vi coricate esausti, vi alzate esausti e dite: «Ho perso anche quello che avevo». Perché accade questo? Perché anche voi, come certi commercianti, investite tutto il vostro capitale in merci senza mettere da parte una somma di denaro. Avete della merce, ma non potete venderla e non potete affrontare le vostre necessità di ogni giorno. Questa situazione ottenebra la vostra coscienza e voi soffrite, dubitate e dite: «Perché mi sono dovuto imbarcare in quest'impresa? Sarebbe stato meglio se mi fossi tenuto da parte». Se le vostre cose procedono bene, sarete contenti di aver partecipato all'impresa. Alcuni, invece, preferiscono non partecipare, anche se così non guadagnano nulla: almeno saranno contenti di non aver perso nulla. Secondo me questa non è filosofia. Finché vivete, voi dovete guadagnare o perdere. Nella vita il guadagno e la perdita vanno di pari passo. Dopo ogni guadagno arriva una perdita, e dopo ogni perdita arriva un guadagno. Le perdite e i guadagni possono essere accidentali, ma possono essere anche consapevoli. Per la prossima volta scrivete qualcosa sul tema: Il ruolo del pollice umano. Cercate qualche libro in cui sia scritto qualcosa sull'argomento e leggetelo. Dovete studiare il vostro pollice: se si protende verso l'alto oppure cade verso il basso, se è corto oppure lungo, se è ben formato oppure no. Dopo aver studiato la questione, scrivete al massimo venti righe. Imparate a scrivere in modo conciso, chiaro, seguendo un'idea. Ciò che scrivete deve rappresentare una piccola bozza. Ogni idea rappresenta un seme: raccogliete questi semi nelle vostre sacche e quando il tempo verrà, seminateli. Molti di voi lavorano, studiano, ma nonostante ciò pensano di non aver ottenuto niente. Finché la penseranno così, avranno le condizioni per ricevere qualcosa. Questo significa che essi vogliono studiare. Quando qualcuno entra in una scuola e pensa di non sapere nulla, ha la possibilità di studiare, di avanzare. Egli dice: «Ora sono consapevole di non sapere nulla. Sono contento di essere entrato nella scuola». Questo indica un risveglio della coscienza, e in seguito questo allievo desidererà colmare le lacune delle proprie conoscenze. Ecco perché, quando qualcuno è consapevole di aver perso qualcosa, in lui compare il desiderio di guadagnare qualcosa. Il prossimo tema che vi darò sarà sull'argomento: Gli uomini alti e bassi e le loro caratteristiche distintive. Ora, potete non sapere nulla su questo argomento, ma dopo aver riflettuto su di esso durante la settimana, come anche sulla questione del pollice, scriverete senz'altro qualcosa: vi verranno in mente alcuni pensieri. L'uomo alto evoca una certa idea nelle menti umane, mentre l'uomo basso ne evoca un'altra. I turchi dicono che gli uomini bassi sono un castigo di Dio, che l'uomo di bassa statura è un uomo molesto. Degli uomini alti dicono che possano diventare soltanto delle assi. Questo, tuttavia, vale solo per le tipologie estreme: gli uomini molto alti e quelli molto bassi. Se un uomo alto ha le spalle strette, la sua altezza sarà proporzionata alle restanti parti del suo organismo. Lo stesso vale per un uomo di bassa statura con le spalle larghe. Farò un'analogia che mi servirà a spiegare la questione del perché alcune persone siano alte e altre siano basse. Spesso osservo i fiori nei giardini e noto che l'altea, come altri fiori, quando è piantata a nord cresce più alta rispetto a quella piantata a sud. Quella seminata a nord cresce più alta perché aspira a vedere il sole. Allo stesso modo si può spiegare perché alcune persone siano alte e altre siano basse. Gli uomini alti crescono a nord, dove non c'è molto sole. Per vedere il sole essi cercano di crescere in altezza. Questo è il motivo per cui anche i pini crescono in altezza. Dunque, l'uomo alto è cresciuto in condizioni sfavorevoli, in assenza di sole e con abbondante umidità. L'uomo basso, invece, è cresciuto in spazi ampi, con molto sole, ma in assenza di umidità. Questa è una differenza di tipo materiale, esteriore – e non di tipo ideologico – fra l'uomo alto e quello basso. Esiste, però, anche una serie di motivi fisiologici che possono aver contribuito alla crescita dell'uomo. In qualità di allievi della Grande Scuola, non pensate che essa entri in contraddizione con la vita complessiva, con la vita del Tutto. Al contrario, questa Scuola risolve tutte le contraddizioni della vita. Le contraddizioni si risolveranno da sole, ma anche voi dovete lavorare, non dovete aspettare che tutto si risolva da sé. Il vostro progresso dipende anche dal vostro karma. Quelli che hanno un karma più pesante avranno difficoltà più grandi, ostacoli più grandi e di conseguenza evolveranno più lentamente. Un giorno vi capita di essere allegri, contenti di voi stessi, contenti di aver ottenuto qualcosa, ma ecco che all'improvviso arriva uno dei vostri creditori e vi deruba, e quindi dovete nuovamente raccogliere materiali e strumenti per lavorare, per raggiungere i risultati precedenti. Quelli che hanno un karma più leggero, invece, evolveranno più velocemente. Perché possiate procedere bene, tutti voi dovete conoscere la vostra caratteristica più debole e lavorare per svilupparla, poiché essa è la porta attraverso cui entrano i vostri nemici. Ad esempio, qualcuno ha la debolezza di vantarsi. Gli danno qualcosa, oppure gli dicono qualcosa di bello, che non dovrebbe riferire a nessuno, ma poiché ama vantarsi non riuscirà a trattenersi e dirà a qualche suo amico: «Ti dirò una cosa, ma non devi riferirla a nessuno!». Questi, invece, la dirà a un altro suo amico, e quest'ultimo a un altro amico ancora, e così la notizia si diffonderà ovunque. Se vi dicono una volta di non rivelare qualcosa, voi tacerete fino a quando non vi autorizzeranno a parlare. Qualcun altro ha la debolezza di desiderare molte cose, e di conseguenza si distrae facilmente. Egli desidera diventare allo stesso tempo un filosofo, una persona dotta, un poeta, un musicista, un pittore e uno statista, ma non ha successo in nulla. Se avete molti desideri, lasciateli da parte e impegnatevi a realizzarne uno soltanto. Quando ne avrete realizzato uno, allora passerete al secondo, poi al terzo e così via. Se decidete di realizzare tutti i desideri contemporaneamente, disperderete la vostra mente, sprecherete i vostri sentimenti e perderete il vostro tempo senza ottenere nulla. Dovete sapere una cosa: per quanto possiate riflettere sulle questioni, non potrete avere tutti i medesimi risultati, perché in qualcuno è poco sviluppata l'immaginazione, in qualcun altro la ragione, in un terzo la fede, in un quarto la speranza, in un quinto lo spirito di osservazione, in un sesto la venerazione, l'autostima, l'amicizia e così via. Come allievi di questa Scuola è bene che misuriate le vostre fronti, in larghezza e in altezza, i vostri nasi e i vostri menti, e dopo che avrete lavorato per un anno sulle vostre capacità intellettuali, o sul vostro mento in quanto espressione della volontà, li misurerete di nuovo per vedere se c'è stato almeno qualche microscopico cambiamento. Anche il più piccolo cambiamento indicherà che avete lavorato, mentre nel caso contrario giungerete alla conclusione di non aver lavorato per tutto l'anno. È bene che ognuno di voi disegni la propria fronte, il proprio naso e il proprio mento nelle loro dimensioni esatte, e dopo un anno li misuri di nuovo per vedere cosa ha ottenuto. Tuttavia, se sarete preoccupati o in apprensione, non otterrete nulla. Per poter ottenere qualcosa, per conseguire certi risultati vi si richiede concentrazione del pensiero. A questo scopo dovete studiare la Legge della concentrazione per trasformare le forze occulte e sviluppare i vostri centri mentali e spirituali. Solo in questo caso potrete aspettarvi certi risultati. Qualunque risultato otteniate, non scoraggiatevi. La vostra fronte può farsi più alta, il vostro naso può allungarsi e il vostro mento può prendere forma: potete ottenere qualsiasi cosa; non c'è nulla che l'uomo non possa ottenere o migliorare in se stesso. L'allievo deve lavorare per sviluppare la pazienza. Come farà a svilupparla? Ecco un metodo. Quando siete maldisposti e notate sul vostro viso qualche linea disarmonica, prendete lo specchio e guardatevi per circa dieci minuti, finché non riuscirete a individuare in quale parte del viso si trovi quella linea. Non guardatevi negli occhi per più di dieci minuti, perché potreste addormentarvi. Finché continuate a guardarvi, potete dire a voi stessi: «Devi correggerti!». Mantenete la vostra mente concentrata su quella linea disarmonica del viso e dopo un po' vedrete che, grazie alla suggestione, essa sarà cambiata. Questo metodo è un po' difficile, ma in molti potranno usarlo e avere un buon risultato. Se mentre vi guardate allo specchio i vostri occhi cominciano a lacrimare, questo significa che il vostro sistema nervoso è debole. Quando i vostri occhi smetteranno di lacrimare o, in generale, se non lacrimano, ciò significa che il vostro sistema nervoso inizia a rafforzarsi o anche che non ha bisogno di alcun rafforzamento. In un primo momento guardatevi negli occhi per un minuto o due senza sbattere le palpebre e dimenticate di volervi suggestionare. In questo modo vedrete che ogni cosa avviene a suo tempo, in modo anche per voi inaspettato, ma non all'improvviso, bensì gradualmente. Preghiera segreta 18a lezione del Maestro, tenuta il 28 giugno 1922 a Sofia Il testo bulgaro originale utilizzato per questa traduzione si trova nel libro Противоречия в живота – Лекции от Учителя на Младежкия окултен клас – година I - 1922, том II (Le contraddizioni nella vita - Lezioni del Maestro per la Classe occulta dei giovani – anno I - 1922, vol. II) Prima edizione a stampa, Sofia, 1934 (pagg. 65-77). Traduzione a cura di Valentina Gencheva e Michele Antonio Salvemini per contatti: info.traduzionifraterne@gmail.com