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  • Discorsi - Beisa Duno
    • 1912-1944
    • Traduzione in italiano dei titoli delle conferenze in ordine cronologica

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  1. 14. I legami della conoscenza Riflessione. Sono stati letti i lavori sul tema: “Perché dobbiamo amare e perché dobbiamo essere amati?”. Avete sviluppato bene il tema, ma solo rispetto alla forma e non rispetto al contenuto e al senso. Avete sperimentato ciò di cui avete scritto? Il modo in cui avete ragionato per scrivere il tema è involutivo. Per potervi liberare da questa modalità dovete soffermare la vostra attenzione sulla natura, e da lì trarre la risposta alle domande poste. Secondo i vostri ragionamenti, voi dite: «Chi ama dà». Chiedo: chi mangia dà qualcosa? Non solo non dà nulla, ma per di più prende. Allora rispondete alla domanda: “Perché l'uomo deve mangiare?”. Quindi, chi ama dà tutto e chi è amato prende tutto. Inoltre chi ama qualcuno allo stesso tempo se ne impadronisce. Se il padrone ama il suo servo si impadronisce di lui e non gli dà la possibilità di manifestarsi. Quando amate il vostro cavallo voi non lo lasciate libero. Cosa dà allora l'amore? Non dà nulla. Come vedete, la base dei vostri ragionamenti non è corretta. Applicate questi ragionamenti nella vita pratica per vederne i risultati. Quando deciderete di applicarli nella vostra vita vi imbatterete in una serie di contraddizioni. Secondo voi chi è amato prende soltanto, mentre chi ama dà tutto. Per chiarire la questione dell'affetto e dell'amore vi farò il seguente esempio. Quando un giovane entra in un'osteria, l'oste comincia subito ad amarlo: come esprime egli il suo amore? Dandogli del vino da bere. L'oste gli versa un bicchiere dopo l'altro e il giovane beve, prende in continuazione. Il giovane si riempie, ma anche l'oste si riempie, con un'unica differenza: all'ubriacone non rimane nulla di ciò che prende, mentre l'oste trattiene tutto ciò che prende all'ubriacone. Egli prende all'ubriacone soldi, terreni, case, cioè tutte le sue risorse materiali e di salute. Dunque, l'amore di cui parlano gli uomini è l'amore tra l'oste e l'ubriacone. È un amore ideale questo? Questo amore non è ideale, ma nonostante ciò gli uomini dicono che nell'amore c'è qualcosa di divino. In quale amore ci sono manifestazioni divine? Se adesso vi mettessero alla prova, neanche uno di voi persisterebbe nel suo amore. Quindi, voi dite una cosa e ne fate un'altra. È la verità quella che scrivete? Qualcuno scrive che l'amore richiede sacrificio: sapete cos'è il sacrificio? Innanzi tutto il sacrificio deve essere fatto volontariamente e non per forza. Voi vi siete sacrificati volontariamente? Ora, come avete visto, abbiamo fatto una piccola analisi del tema su cui dovevate scrivere per oggi. Chiedo: perché dovete amare? Perché vi si deve amare? Ne avete bisogno? Non avete bisogno né dell'una né dell'altra cosa. L'amore è al di fuori di ogni legge, quindi se per voi fosse necessario amare, ciò significherebbe che qualche legge vi impone di farlo. Dove c'è una legge c'è anche una limitazione. Come potete spiegare questa contraddizione? Se una vostra necessità esteriore o una legge vi imponessero di amare, questo già non sarebbe più amore. Poi, dopo aver amato, che cosa avreste acquisito? Oppure, che cosa avreste perso? Qual è la vostra esperienza in relazione a questo? Quando pongo queste domande voglio portarvi a pensare correttamente, in modo sano, per far sì che arriviate alla realtà. Con ciò io non nego minimamente le cose, ma dico che voi vi attenete alle vecchie idee. Ad esempio, amare ed essere amati sono vecchie idee di uomini e donne. Gli uomini vogliono amare e le donne vogliono essere amate. Queste idee esistono fin da tempi immemorabili e gli uomini odierni le prendono, lе colorano esternamente di varie tinte e tonalità e le adornano di perline multicolorate e luccicanti e di pietruzze brillanti, finché non cominciano a somigliare a una donna di campagna tutta agghindata. In questo modo le presentano come qualcosa di nuovo. Se non siete d'accordo su questo, mostratemi due persone che, dopo aver vissuto questo tipo di amore, abbiano terminato la propria vita in modo ideale. Come hanno terminato la propria relazione due amici che hanno vissuto l'amore in questo modo? Se cercate in tutta la storia dello sviluppo umano, non troverete neanche due persone che, dopo aver vissuto l'amore in questo modo, abbiano terminato bene la propria vita. Parlando in questo modo non voglio dire che i vostri ragionamenti non siano corretti. Essi sono corretti, ma dal vostro punto di vista; dal punto di vista della Scienza occulta non sono corretti. Quando si tratta dell'amore non c'è ragionamento che tenga. L'Amore esclude qualsiasi domanda. L'Amore esclude qualsiasi contraddizione. L'Amore esclude qualsiasi forzatura. L'Amore esclude qualsiasi limitazione. Ora, conoscendo queste condizioni, come descrivereste l'amore? Al vostro amore manca un elemento nuovo che voi stessi dovete trovare. Siete in grado di scoprire qual è l'elemento che manca al vostro amore? Ora vi farò una domanda: perché guardate e perché vi guardano? Sia chi guarda sia chi viene guardato realizzano lo stesso processo. L'uno chiede: «Perché mi guardi?» e l'altro risponde: «Non mi stai forse guardando?». Quindi entrambi si guardano nello stesso momento. C'è qualche differenza fra questi due processi? La differenza è molto piccola, quasi impercettibile. Per poter cogliere la differenza vi farò il seguente esempio. Le armate di due accampamenti nemici stanno combattendo. Una delle due parti attacca. Secondo voi quest'ultima manifesta l'amore attivo, mentre l'altra parte, che si difende, manifesta l'amore passivo. Sia quelli che attaccano sia quelli che si difendono agiscono nello stesso modo. Sia gli uni che gli altri si servono del fuoco delle mitragliatrici. La differenza sta solo nel fatto che gli uni si muovono e gli altri stanno fermi. Gli uni cambiano la propria posizione e gli altri la mantengono. Per il resto non c'è una differenza sostanziale. Tale è anche la differenza fra le due situazioni che abbiamo visto prima: amare ed essere amati. Se considerate idealmente l'amore, dovete soffermarvi sull'amore più piccolo: l'amore più piccolo è quello limitato. Quando viene chiesto perché devono amarci e perché dobbiamo amare, si tratta di un amore limitato, cioè di un amore che ha dei confini. Voi confondete l'amore limitato con l'amore illimitato, ma essi si differenziano radicalmente. Quando non avete soldi voi andate da un banchiere e volete un prestito da lui. In questo caso il banchiere dà e voi prendete. Il banchiere è la parte passiva, mentre voi, che venite dall'esterno, siete la parte attiva. Voi attaccate il vostro nemico, mentre lui vi dà qualcosa oppure vi respinge. Questo esempio spiega il livello e il carattere dei vostri sentimenti. In qualità di allievi della Scuola occulta dovete analizzare i vostri sentimenti, dovete sapere di quale materiale disponete e da questo dovete prevedere che risultati avrete. Finché non comprenderà queste cose, l'uomo ricadrà in situazioni ridicole. Incontrerà qualcuno e gli chiederà: «Perché non mi guardi?». Come può guardarvi quell'uomo, dal momento che è cieco? E se anche voi siete ciechi, come potreste guardarvi a vicenda? Innanzi tutto l'uomo deve chiedersi se ha l'amore dentro di sé e se questo amore è immutabile. Non è sufficiente soltanto parlare dell'amore, ma lo si deve applicare nella vita. Se fosse tanto per dire, anche il cieco potrebbe parlare della luce senza comprenderla; anche lui ha un'idea della luce, ma non si tratta ancora di un'idea assoluta. Allo stesso modo, anche voi avete qualcosa di simile all'amore, ma non si tratta dell'amore vero: proprio per questo gli uomini spesso si chiedono perché devono amare. Qualcuno dice che è meglio essere amati piuttosto che amare, ma avete trovato una persona che vi abbia amato come si deve? Dite che quando vi amano l'anima cresce e si sviluppa: voi l'avete sperimentato? Alcuni noti scrittori sostengono questo pensiero: hanno sperimentato loro questa verità? Io non nego questo fatto, ma voglio farvi rivolgere l'attenzione verso Colui che ama veramente. Voi sentite nettamente, concretamente che qualcuno vi ama? Direte che una vostra amica o un vostro amico vi amano. Quanto tempo dura questo amore? Dura solamente un attimo. Questo non è ancora amore, è soltanto una manifestazione momentanea dell'amore. Il fatto che qualcuno vi abbia regalato qualcosa o che vi abbia offerto un pranzo sono manifestazioni temporanee dell'amore. Quindi, quando dite che grazie all'amore di qualcuno la vostra anima cresce, voi vi illudete. Ai miei occhi questa crescita è come una lucidatura esterna, come un addestramento temporaneo. Quando vi metteranno alla prova, questa lucidatura svanirà. Quando entra nell'uomo, l'amore provoca in lui una serie di processi alchemici sotto la cui influenza tutto il suo essere e tutta la sua esistenza cambiano. Ciò può accadere istantaneamente o anche gradualmente, questo dipende dall'uomo. Sotto l'influenza dell'amore le concezioni dell'uomo si formano, subiscono cambiamenti, gli stessi che subisce il carbone finché non diventa un diamante. Pensate all'amore come a una forza, come a un principio per poter arrivare a una conoscenza certa. Ora voi siete nella giusta direzione, ma i metodi di cui vi servite sono vecchi e pertanto non possono aiutarvi. Ad esempio, un uomo e una donna si amano, si parlano, leggono insieme il Vangelo, tutto procede bene. Poi l'uomo dice: «Donna, voglio che mi cucini qualcosa di buono!». «Bene, cucinerò per te, ma tu cosa mi comprerai?». Essi parlano dell'amore, ma vivono alla vecchia maniera. Poi diranno che era stato deciso così da Dio. Sono loro a essere scontenti della propria vita, ma lo attribuiscono a Dio. Questo non è amore, questo è un guardarsi allo specchio. Qualcuno ama qualcun altro perché guarda a se stesso come in uno specchio. In realtà egli ama la sua immagine nello specchio. In questo modo egli danneggia anche se stesso, poiché si inganna. Chi ama se stesso ama anche gli altri. La loggia nera ha creato una serie di teorie e di considerazioni sull'amore con le quali ha confuso le menti di tutti gli uomini – scienziati, filosofi, scrittori – e di conseguenza essi sprofondano sempre più in questo pantano. Anche nelle Scritture è detto: «Tutto il mondo giace sotto il potere del maligno».[1] Quando sviluppa un certo tema l'allievo deve raccogliersi in se stesso per esaminare ciò che è racchiuso in tutte le sue esperienze e vicissitudini, e deve estrarre quella conoscenza. Se su una certa questione egli decide di scrivere ciò che ha detto qualcun altro, egli si allontanerà dalla verità. In un'altra lezione parlerò della manifestazione dell'amore come forma e non come principio. Per ora voi avete bisogno della forma delle cose, dovete comprenderla. L'amore si può manifestare in una forma che gli è adatta, quindi è necessario trovare le forme, e proprio in questo stanno le grandi difficoltà. L'amore ha fatto visita a tutti, ma solo per breve tempo. Qualcuno viene ispirato, prova un sentimento piacevole e una buona disposizione d'animo e dice: «Donerò tutto ciò che possiedo, voglio servire Dio». Dopo due o tre ore la sua buona disposizione svanisce, egli comincia a calmarsi e dice: «Non è ancora arrivato il momento, non devo aver fretta». Dopo cinque o sei mesi viene di nuovo ispirato ed è nuovamente pronto a donare il suo patrimonio. A un tratto si risveglia, si spaventa e rimanda ancora. Così, quando aprirete il libro di questa vita, vedrete che sarà tutto pieno delle decisioni prese ma non messe in pratica. Questo è l'amore della maggior parte degli uomini. Ciò non significa che essi non abbiano amore; tutti hanno amore, ma il loro amore non viene ancora messo in pratica. Quello che dico oggi riguarda voi in quanto allievi: finché non creerete in voi stessi nuove forme di manifestazione dell'amore, non dovrete dire nulla alle persone esterne. Se parlerete senza aver acquisito queste forme, vi imbatterete in difficoltà e contraddizioni più grandi. Tutto ciò che ho detto sul tema “perché dovete amare e perché dovete essere amati” non esaurisce la questione dell'amore. Questi erano solo ragionamenti che risveglieranno il vostro pensiero. Comunque ognuno di voi deve risolvere per conto suo la questione dell'amore. Ora vi presenterò un'immagine, affinché ci possiate ragionare. Avete una pentola con un coperchio che chiude bene. A un certo punto lasciate la pentola da qualche parte e tutti quelli che passano la prendono a calci. Allo stesso modo, buttate da qualche altra parte il coperchio della pentola. In questa situazione la pentola rimane aperta. Immaginate che la pentola sia la donna e il coperchio sia l'uomo. Cosa devono fare l'uomo e la donna? La pentola deve trovare il suo coperchio. Chi deve amare chi: la pentola il coperchio oppure il coperchio la pentola? Io vi faccio questi esempi solamente per riflettere in classe, senza l'intenzione di ferire i vostri sentimenti. Si tratta di questioni teoriche e non mi riferisco ai vostri sentimenti. Se la vostra pentola è aperta, senza alcun coperchio, dovete trovare il suo coperchio e metterlo a posto. Questo significa: se i vostri sentimenti sono evidenti c'è il rischio che si impolverino, che vengano calpestati da qualcuno. Affinché questo non avvenga, dovete trovare il coperchio dei vostri sentimenti, cioè quei pensieri che ben si addicano ad essi: allora anche il coperchio sarà sano e la pentola intera, non danneggiata. Questo è un metodo attraverso il quale potete regolare correttamente i vostri sentimenti. Avete capito questo pensiero? Se non l'avete capito, meglio ancora. Perché? Perché spesso le cose comprese vengono distorte. Secondo la Scienza occulta ciò che è compreso è incompreso e ciò che è incompreso è compreso. Quando pensate di aver capito qualcosa, non lo avete capito; quando pensate di non averlo capito, allora lo avete capito. L'amore è qualcosa di metafisico e non può essere compreso facilmente. Direte: «Se non possiamo comprendere l'amore perché ce ne parlate?». Vi farò un esempio con cui spiegherò il mio obiettivo, cioè perché parlo dell'amore. Ognuno di voi rappresenta una piantina che ha appena cominciato a svilupparsi: il suo fusto e i suoi rametti sono ancora teneri e non possono reggere grandi pesi. Inizia però a nevicare e la neve si accumula su quei giovani rametti e su quelle giovani foglie. Se non arriverà nessun aiuto esterno i rametti si spezzeranno. La parola che pronuncio rappresenta un venticello che arriva in aiuto ai vostri rametti: esso spazza via la neve e li libera. Questo vento è necessario per far cadere a terra la neve. La neve rappresenta le vostre vecchie idee, che non sono nelle radici, ma sui vostri rametti. Se la neve non cade giù i vostri rametti si spezzeranno. Molti dei vostri rametti vengono spezzati dal peso delle vostre vecchie idee. Le idee devono trovarsi nelle radici e non sui rami. Non ho niente contro le vostre idee, ma c'è il pericolo che, a causa del loro peso, i rametti della vostra vita si possano spezzare. Ecco perché almeno un venticello vi è necessario! Alcuni temono che la neve – cioè le loro idee – possa cadere giù. Non c'è niente di pericoloso in questo: la neve deve necessariamente cadere giù, alle radici delle piante. Quando nell'uomo si risveglia l'amore, egli comincia ad avere il desiderio che nessuno lo noti, che nessuno lo sappia. Questa è un'aspirazione dell'anima: finché nessuno nota il suo amore egli è gioioso, contento. Quando gli altri lo notano, la gioia svanisce. Fate il seguente esperimento per verificare le mie parole: passate vicino a qualche povero e, senza che nessuno se ne accorga, lasciate davanti a lui 20 o 30 leva. Quando vi allontanerete, sperimenterete una grande gioia. Il giorno dopo passate di nuovo vicino allo stesso uomo e dategli in mano 20 o 30 leva. Egli vi ringrazierà, ma si ricorderà di voi, e ovunque vi veda si aspetterà sempre che gli diate qualcosa. In questo caso voi non sarete gioiosi. Perché? Perché qualcosa nell'amore si è rovinato. Quindi, l'amore è un fiore delicato che cresce e si sviluppa lontano dagli sguardi della gente. Nessuno deve sapere del vostro amore. Nel primo caso voi avete espresso il vostro amore verso il povero “al buio”, senza essere visti e notati da nessuno, per questo sia voi che lui eravate gioiosi. Nel secondo caso voi avete espresso il vostro amore “alla luce del giorno”, e lui vi ha visto. Allora voi avete perso e lui ha guadagnato. Con questo esempio vi ho portato una nuova misura dell'amore, davanti alla quale le vostre concezioni dell'amore rimangono qualcosa di antico, di arcaico. Questa formula dell'amore, tuttavia, non può ancora essere applicata nella vita pratica, perché non ci sono le condizioni adatte. La forma c'è, ma il contenuto manca. Il contenuto deve scaturire da voi. In futuro, quando verranno condizioni più favorevoli, vi darò un compito sull'amore che dovrete svolgere direttamente, senza carta e penna. Fino a quel momento questo compito resterà segreto, nessuno saprà nulla. Allora voi stessi verificherete la vostra teoria sulle questioni “perché dobbiamo amare” e “perché dobbiamo essere amati”. Ora, queste sono riflessioni importanti che rimarranno per la classe. Riflettete anche a casa vostra su tali questioni: immaginate di trovarvi in classe, e cercate di non mescolare queste idee con le idee del mondo. Se le mescolerete, vi confonderete del tutto. Se le mescolerete, commetterete il seguente errore: immaginate che in una bottiglia da un litro abbiate messo mezzo litro d'acqua. Quest'acqua è rimasta nella bottiglia per tre o quattro giorni e di conseguenza ha perso la propria freschezza. Poi io vi do una piccola bottiglia con dell'acqua pura, buona, appena presa dalla sorgente. Voi prendete questa bottiglia e ne versate l'acqua nella bottiglia grande. Avete agito in modo intelligente? Tutt'altro, avete commesso un grande errore. Dovevate tenere la bottiglietta d'acqua che vi avevo dato lontano dall'altra. Per la prossima volta scrivete un tema su: “La funzione delle mani”. Preghiera segreta 14a lezione del Maestro, tenuta il 31 maggio 1922 a Sofia Il testo bulgaro originale utilizzato per questa traduzione si trova nel libro Противоречия в живота – Лекции от Учителя на Младежкия окултен клас – година I - 1922, том II (Le contraddizioni nella vita - Lezioni del Maestro per la Classe occulta dei giovani – anno I - 1922, vol. II) Prima edizione a stampa, Sofia, 1934 (pagg. 20-30). Traduzione a cura di Valentina Gencheva e Michele Antonio Salvemini per contatti: info.traduzionifraterne@gmail.com [1] La Sacra Bibbia (1Gv 5, 19).