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  • Discorsi - Beisa Duno
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    • Traduzione in italiano dei titoli delle conferenze in ordine cronologica

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  1. 6. Le due direzioni Preghiera segreta Quando andate in natura e osservate gli alberi, noterete che i polloni vanno verso l'alto, perpendicolarmente alla terra, mentre gli altri rami vanno orizzontalmente. Per quanto tempo continua questo? Finché gli alberi sono giovani. Quando essi iniziano a invecchiare, i rami si piegano verso il basso. Qual è il motivo per cui i rami degli alberi giovani vanno verso l'alto? Perché, in quanto giovani, essi aspirano al centro del sole, e questa aspirazione spinge i rami a crescere verso l'alto e a rimanere dritti. Quando invecchiano, gli alberi rivolgono il loro sguardo in giù, verso il centro della terra, e di conseguenza i rami pendono verso il basso, si ingobbiscono. Allo stesso tempo, mentre invecchiano gli alberi si appesantiscono. Si può riscontrare questa legge anche nella vita degli uomini: il giovane cammina sempre dritto e, quando arriva a una certa età, anche lui, come gli alberi vecchi, diventa materialista e comincia a incurvarsi. In questa condizione egli inizia a pensare al centro della terra e ad aspettare la propria morte. La morte non è altro che un indirizzarsi del pensiero dell'uomo verso il centro della terra. Dunque, sono due le direzioni, le correnti che l'uomo può seguire: verso l'alto, ossia verso il centro del sole, o verso il basso, ossia verso il centro della terra. La Scuola che state frequentando dispone di metodi con i quali gli allievi possono trasformare queste correnti l’una nell'altra. Se non imparate i metodi per cambiare queste correnti non potrete essere allievi. Ad esempio, il cattivo umore e gli stati d'animo negativi sono tipici dell'uomo vecchio, dell'uomo cattivo, mentre la buona disposizione d'animo è caratteristica dell'uomo buono, di quello giovane. Quando si parla di vecchi e di giovani dovete intendere la parola vecchio in modo simbolico, cioè, la parola vecchio sottintende l'abitudine. È vecchio colui che manifesta costantemente certe sue abitudini, insieme all'aspirazione verso il centro della terra. Il male non sta nell'aspirazione delle persone verso il centro della terra, ma nel fatto che questa aspirazione in loro non è consapevole. Il minatore scende coscientemente nella miniera, poiché ha lo scopo di estrarne oro o pietre preziose e di portarli sulla superficie della terra. La situazione di chi, per mancanza di attenzione, scivola e cade in una buca, invece, non è la stessa di quella del minatore. Il minatore scende coscientemente nella miniera, mentre chi cade per non aver fatto attenzione finisce nella buca involontariamente e soffre per aver battuto forte. Ora, una volta entrati nella Scuola dovete riflettere su tutto ciò che vi succede durante la giornata e imparare. Ad esempio, domandatevi perché i vostri stati d'animo cambiano così velocemente. Allo stesso tempo, per una settimana tenete conto di quante volte al giorno cambia il vostro stato d'animo, per arrivare a farvi un'idea di voi stessi. Annotate tutto questo su un quaderno. Prendete nota solo dei cambiamenti improvvisi del vostro stato d'animo. Durante la seconda settimana, invece, annoterete qual è il vostro stato d'animo quando vi alzate la mattina, a pranzo e la sera prima di coricarvi. Annotate anche l'ora, i minuti e il tempo metereologico – se è bello o brutto, soleggiato o nebbioso – al vostro primo stato d'animo mattutino, e poi l'ora, i minuti e il tempo nel momento in cui avviene un cambiamento dello stato d'animo. Cominciate il primo esercizio a partire da domenica, annotando solamente i cambiamenti del vostro stato d'animo, senza cercarne i motivi; i motivi di questi cambiamenti sono lontani da voi. Voi siete consapevoli soltanto del fatto che c'è stato un certo cambiamento, ma non per quale causa e a quale scopo: questo non lo sapete; dunque, esiste qualcosa di più profondo di ciò che è variabile. Voi studierete ciò che cambia in voi e non ciò che non cambia. Perché? Perché le osservazioni si fanno partendo da ciò che non cambia. Grazie a queste osservazioni arriverete al vostro immutabile stato interiore. Quest'ultimo osserva gli altri stati d'animo restando immutato. In questo modo – attraverso una serie di osservazioni – acquisirete molte esperienze. Ecco perché farete le vostre osservazioni tranquilli, senza turbarvi. Se siete maldisposti, scriverete che il vostro stato d'animo è “a sinistra”, “sottozero”; se siete bendisposti vi trovate “sulla destra”, “sopra lo zero”. Tutti gli stati d'animo spiacevoli si trovano “a sinistra” e rappresentano un movimento verso le radici, verso il basso, verso il centro della terra; tutti gli stati d'animo piacevoli si trovano “a destra” e rappresentano un movimento verso i rami, verso l'alto, verso il centro del sole. È bene che annotiate anche che tempo fa, per vedere in che modo esso influisce sullo stato d'animo dell'uomo. E così, vi osserverete senza criticarvi. La critica non è altro che un rodimento, e questo è caratteristico dei bruchi. In questo senso chiamiamo i critici “bruchi psichici”. Voi vi osserverete, constaterete il cambiamento e lo esporrete senza alcuna critica. Quando vi accorgete di qualche vostro errore, voi dite: «Sono un uomo cattivo!». Se dite così, commettete ancora un altro errore. Il primo errore sta in ciò che avete fatto e che non avete corretto, il secondo sta nella critica. Quindi, quando commetti un errore, mettiti al lavoro per correggerlo. Il fatto che tu sia un uomo cattivo è un'aggiunta di cui si può fare a meno, e lo stesso vale se dici di essere un uomo buono. L'allievo della scuola occulta deve lavorare senza aspettarsi delle lodi. Se da una parte lo lodano e dall'altra lo rimproverano, questo non lo aiuterà affatto. I rimproveri e le lodi sono per i bambini, sono adatti a loro. Quando vanno lodati o rimproverati gli allievi? Riguardo alla questione delle lodi e dei rimproveri io ho un pensiero molto definito, e cioè: l'uomo non ha il diritto di dare il proprio parere su un quadro finché questo non è terminato. Se guardate solo il disegno o gli schizzi che il pittore ha abbozzato sulla tela, vi metterete a ridere e direte: «Questo è un lavoro infantile!». Se invece vedrete lo stesso quadro ormai terminato, direte: «Un ottimo quadro!». Quindi avrete due pareri diversi su uno stesso quadro. Ecco perché l'uomo deve avere la pazienza di aspettare che il quadro sia finito, e solo dopo dare il proprio parere. Non esprimete pareri su nessuno, finché costui non ha terminato il suo lavoro, vale a dire: non criticate nessuno! Nel linguaggio umano corretto e nel pensiero giusto la critica è esclusa. Chiedo: quali sono state le prime parole della lingua umana? Dapprima sono apparse le congiunzioni, poi sono apparsi i verbi, le preposizioni e alla fine i sostantivi. Il fatto che sia così lo possiamo verificare osservando un uomo che ha subìto un forte colpo alla testa, in seguito al quale ha perso la parola. Dapprima egli perde la capacità di pronunciare i sostantivi, dopo di che le preposizioni, i verbi e, alla fine, le congiunzioni. La capacità di pronunciare le congiunzioni non si perde quasi mai. Anche nel caso di un colpo molto forte alla testa, l'uomo conserva la capacità di pronunciarle. Le congiunzioni esistono perfino presso gli animali, che non hanno una lingua parlata. Ad esempio, noi diciamo che il serpente sibila. Esso emette il suono “sss... sss... sss...”, e con questo vuole mostrare all'uomo che il suo linguaggio è iniziato con le congiunzioni. Per la prossima volta ognuno di voi scriva una parola, ma non una parola qualsiasi: ognuno scriva una parola armoniosa, che gli piace, che lo fa sentire bene quando la pronuncia. Oltre a questo, è auspicabile che le parole non si ripetano. Le parole amore, bene, male, giustizia, bellezza e così via, poiché vengono usate molto spesso nella vostra lingua, non dovete scriverle. Potete scrivere tutte le parole che volete: verbi, sostantivi, aggettivi, preposizioni, l'importante è che esprimano una qualche idea. Poi faremo un esperimento: comporremo una frase con le parole che avete scritto. In questo modo capiremo fino a che punto vi siete armonizzati e in quale direzione andate, se “a sinistra” o “a destra”. Questa sarà la prima prova con la quale constateremo la direzione del vostro movimento. Da ogni parola pronunciata e scritta si capisce qual è la direzione del pensiero umano. Dell'uomo tutto può scomparire, ma ciò che è scritto rimane come simbolo della sua vita. Si tratta di segni che esistono anche in natura. Ogni curvatura del ramo di un albero, ad esempio, esprime una determinata idea. Anche le sopracciglia dell'uomo esprimono una determinata idea. Le sopracciglia di molte persone sono come i rami di un giovane albero; in altre persone, invece, le sopracciglia pendono come i rami di un vecchio albero. Dalla forma e dalla direzione delle sopracciglia dell'uomo si possono capire le forze che hanno agito in lui. Ecco perché, quando leggete qualcosa scritto da un uomo, è subito possibile determinare non solo cosa ha scritto, ma anche di quali fonti si è servito. Allo stesso modo è possibile capire come quest'uomo sia arrivato a un certo pensiero. I pensieri sono passati attraverso molte menti umane e di conseguenza hanno acquisito diverse forme. E così, se studiate bene, conoscerete il linguaggio della natura, ma soffermatevi prima sui fiumi, sulle valli, sulle rocce e sulle montagne in quanto elementi di questo linguaggio. Si tratta di un compito difficile, ma accostandovi gradualmente ai simboli della natura vi arricchirete di una serie di idee nuove, sublimi. Quando inizierete a comprendere i simboli della natura, riuscirete a leggerli e vi arricchirete di conoscenze. Immaginate di fare un'escursione in montagna senza aver preso con voi alcun libro: se non sapete leggere la natura vi annoierete; se invece sapete leggere, soffermerete il vostro sguardo su qualche roccia o su qualche sorgente e vi terrete occupati, studierete. Chi non comprende la vita e la natura si annoia di tutto e ovunque. In tal caso, anziché annoiarvi, è meglio che vi interessiate alle opere di qualche grande poeta, musicista o pittore. Preghiera segreta Il Maestro saluta con le parole: «Senza paura!». Gli allievi rispondono: «Senza oscurità!». 6a lezione del Maestro, tenuta il 5 aprile 1922 a Sofia Il testo bulgaro originale utilizzato per questa traduzione si trova nel libro Двата пътя – Лекции от Учителя на Младежкия окултен клас – година I - 1922, том I (Le due vie - Lezioni del Maestro per la Classe occulta dei giovani – anno I - 1922, vol. I) Prima edizione a stampa, Sofia, 1934 (pagg. 65-70). Traduzione a cura di Valentina Gencheva e Michele Antonio Salvemini per contatti: info.traduzionifraterne@gmail.com